PIRATES OF THE CARIBBEAN: THE CURSE OF THE TWIN SHIPS
By Bridget






CAPITOLO UNDICESIMO: LA MALEDIZIONE DELLA BLACK PEARL


L'alba s'impossessava velocemente del cielo rischiarando le acque del mare dei Caraibi, non sarebbe stata una giornata calda neanche quella, negli ultimi sette giorni il sole sembrava aver perso la battaglia contro le nuvole, condizione abbastanza rara da quelle parti. La Black Pearl avanzava inarrestabile solcando il mare grigio, splendida e malvagia. Le vele sinistramente forate sembravano gonfiarsi di un vento fantasma, salito dagli inferi per sostenere la terribile nave nel suo folle viaggio.
La nave era silenziosa, nonostante la presenza vigile della numerosa ciurma di Barbossa.
Nella stiva, chiusi in una delle piccole gabbie per i prigionieri, sotto il controllo di Badsmell, Brenda e Duarte parlavano a voce bassa, avevano passato la notte rinchiusi li dentro, senza sapere quali fossero le intenzioni di Barbossa…Duarte un'idea l'aveva, ma di certo non l'avrebbe detta alla ragazza, non ancora almeno.
Brenda finse di non notare lo sguardo di Badsmell, costantemente puntato su di lei. Ma non poté resistere dal parlarne con Duarte –Ma cosa vuole da me?-
Duarte abbozzò un mezzo sorriso –Davvero non lo indovini?-
Gli occhi della ragazza rimasero sospesi in quelli di Duarte, mentre le sue gote arrossivano violentemente –Piuttosto la morte!- mormorò, in un brivido, l'espressione di Duarte sembrò dirle che probabilmente non si era discostata molto da quello che di li a poco sarebbe stato il loro destino.
-Questi pirati sono tutti uguali, somiglia dannatamente a quello che hai ucciso nella grotta…-
-Bren… E' proprio lui…-
Brenda trovò il coraggio di sorridere –Oh andiamo Duarte! Sono già abbastanza sconcertata così, non c'è bisogno che peggiori la situazione!-
Duarte alzò le spalle –Aye, come vuoi.-
-Hey voi due!- tuonò Badsmell facendoli sobbalzare –Sembrate due disgustosi piccioncini!- ingurgitò quello che doveva essere grog, a giudicare dall'odore –Mi fate vomitare!-
-Non parliamo di disgusto, ci faresti sfigurare.- commentò Brenda.
L'uomo, che si stava avvicinando la sacca da rum alla bocca, si fermò. La guardò in un'espressione tra il sorpreso e l'adirato, anche Duarte non riuscì a nascondere la propria sorpresa –Hai detto qualcosa, signora?- il pirata si avvicinò alle sbarre, l'odore colpì i due prigionieri in pieno volto.
Brenda si alzò in piedi, sfidandolo –Ho detto che il tuo odore renderebbe un maiale di Tortuga degno della presidenza alla cena del Re!-
Gli occhi di Duarte si spalancarono, ma non ci fece caso, Badsmell lanciò la sacca con rabbia, infilò il braccio tra le sbarre afferrando la ragazza per la camicia, Duarte fu fulmineo ad infilarsi tra la ragazza e le sbarre –Non è da galantuomini maltrattare le signore- ricordò all'uomo –Il tuo Capitano non sarebbe affatto contento se sapesse questo.- continuò Duarte indicandogli il braccio.
Badsmell guardò Brenda, poi Duarte, nuovamente Brenda, lasciò la presa con rabbia, non aveva scelta, purtroppo il ragazzo aveva ragione, Capitan Barbossa lo avrebbe punito se avesse torto soltanto un capello ai prigionieri senza il suo permesso…ah, ma se lo avesse fatto, se il Capitano avesse lasciato alla ciurma il diritto di decidere cosa fare dei prigionieri, come ogni tanto faceva, avrebbe saputo LUI cosa farne di quella tenera carne inglese.
-Proprio quello che mi aspettavo!- continuò Brenda sistemandosi distrattamente la camicia –un vero vigliacco!-
Gli occhi di Badsmell tentarono di ucciderla, la squartarono per poi divorarsi quella lingua velenosa, Duarte voltò Brenda dalla sua parte –Hey Bren, ok, adesso basta.-
-Mi domando cosa porti a fare la spada, basta che lo facciano parlare!- continuò lei –Neanche un topo abiterebbe lì dentro!-
Duarte la scrollò dolcemente –Un buon pirata sa sempre quando è il momento di smetterla, Bren.- l'ammonì. Finalmente la ragazza sembrò capire, tacque. Duarte guardò Badsmell
Brenda sentì nuovamente la rabbia montare –Se solo------
-Bren!!!- questa volta gli occhi di Duarte erano perentori.
Qualcuno scese le scalette della stiva, un pirata avanzò –Che cosa sta succedendo qui?-
Badsmell soffiò aria dal naso ma scrollò la testa senza dire niente, Chinian guardò i due prigionieri, lui teneva lei per le braccia –Allora?.-
-Allora cosa?- fece di rimando Duarte, fingendosi sorpreso.
Chinian li squadrò, guardò poi il suo compagno –Devi solo tenerli d'occhi, Badsmell, non è difficile. E voi due, non scherzerei al posto vostro, la vostra situazione è, come dire, abbastanza sgradevole così!- voltò le spalle tornando alle scale.
Brenda guardò Duarte –Di cosa sta parlando?-
La guardò, ma non disse niente.

Il vento le accarezzò i lunghi capelli biondi, ascoltava Jack Sparrow e Barbossa, mentre in piedi sul castello di poppa, osservava la scia di spuma che la Black Pearl si lasciava alle spalle. C'era stato un tempo, tanti anni prima, in cui quella era stata la quotidianità. Quasi le sembrò di essere tornata bambina , anche se all'epoca era molto più spesso scambiata per un maschietto, quante ore della sua breve vita aveva passato in piedi proprio in quel punto? Ad ascoltare Jack e Barbossa, ad innamorarsi del mare e a crescere da buon pirata? Sorrise nei ricordi, improvvisamente le tornò alla mente un'immagine di dieci anni prima. La Black Pearl aveva attaccato e distrutto un vascello inglese, Barbossa era da poco diventato il Capitano, per ammutinamento, e Jack era stato abbandonato su una piccola isola nel bel mezzo del nulla, avevano incrociato un'altra nave, della marina britannica, gli inglesi però non si erano accorti della Black Pearl…non era possibile vederla con la nebbia che la circondava durante il giorno, lei era proprio lì, dove si trovava ora, e guardava la nave militare allontanarsi…scorse allora una bambina, doveva avere la sua stessa età, e…quella bambina guardava proprio nella sua direzione, come se al contrario del resto della ciurma lei potesse…vedere la Black Pearl! Strano le venisse in mente proprio adesso. In quel periodo era così spaventata per le sorti di Jack da rendere impossibile qualsiasi altro pensiero…Jack era sempre stato leale con la sua ciurma, ma nell'ultima sosta a Tortuga aveva preso con sé, sotto consiglio di Barbossa, troppi nuovi elementi, elementi che poi si rivelarono essere vecchie conoscenze di Barbossa, non era passato molto tempo dalla partenza, Jack era stato ammutinato, Barbossa era riuscito nel suo intento, con l'aiuto dei suoi amici e riempiendo la testa del resto della ciurma con sogni di ricchezza e potenza. Soltanto uno si era ribellato, totalmente contrario all'ammutinamento, fedele a Jack sino alla morte…Sputafuoco Bill. Ed anche lui era stato tolto di mezzo da Barbossa.
Avevano trovato la Isla de Muerta, seguendo le coordinate che Jack aveva confidato al suo traditore, fatto razzia del tesoro, sperperato in ogni modo possibile tra Tortuga e Kingston Harbor……. e su di loro si era abbattuta la terribile maledizione. Non che fossero cambiati di molto, la differenza era che nelle notti di luna i loro corpi si mostravano per ciò che erano veramente…putridi cadaveri decomposti, in balia dei vermi più disgustosi, il giusto aspetto per delle anime così corrotte. La Maledizione aveva risparmiato lei, che mai era entrata in contatto con quelle monete azteche, ma i suoi occhi avevano visto cose che una bambina di otto anni non avrebbe dovuto vedere. Era rimasta sulla Black Pearl senza Jack…e senza Sputafuoco Bill, che si era preso cura di lei dopo l'ammutinamento. Sputafuoco le aveva sempre parlato di suo figlio, William, che viveva in Inghilterra con la madre, al quale scriveva ad ogni porto, un figlio che voleva tenere lontano da quella vita, per il quale nutriva grandi aspettative...William Turner.
Sola, mentre la Black Pearl mostrava gli effetti che la maledizione stava avendo su di lei e diventava leggenda.
Sola, con il dolce ricordo di Jack e l'amara sete di vendetta.
Aveva resistito per tre interminabili anni, poi una notte aveva preso una scialuppa ed era scappata.
Ripescata da una goletta britannica era arrivata a Tortuga, ed aveva vissuto lì, mettendo in atto gli insegnamenti di Jack. "Prendi più che puoi, non restituire niente"… aveva vissuto così.
Ed era stata una vera sorpresa scoprire che all'isola non era affatto sola…qualcuno che conosceva molto bene sembrava averla aspettata per tutto quel tempo, qualcuno che credeva morto, per sempre intrappolato nelle braccia di Davy Jones' Locker: Sputafuoco Bill. Quello che Barbossa e la sua ciurma di dannati non sapevano, era che anche Sputafuoco era vittima della maledizione. Era riuscito a liberarsi della corda che lo teneva intrappolato al cannone, e cibandosi di pesci e alghe aveva camminato per il fondale marino, raggiungendo Tortuga.
Sorrise, erano passati così tanti anni, ma ricordava ancora il giorno in cui s'imbatté di nuovo in Jack.
Il sorriso si tramutò in un'espressione soddisfatta, Jack ci aveva messo un po' a riconoscerla, non lo biasimava, l'ultima volta che l'aveva vista era ancora la copia esatta di un maschietto, ma la primavera era arrivata anche per lei…ricordò il volto piacevolmente stupito di Jack, e come dopotutto niente era cambiato…beh forse qualcosa, aggiunse ridacchiando dentro di sé, con un pizzico di compiaciuta malizia. Era stato allora che la Black Swan era arrivata nel porto di Tortuga. Aveva chiesto a Jack di chi fosse e chi l'aveva portata sin lì, e Jack le aveva risposto che semplicemente era arrivata, e che era arrivata per lei.
Per Lei!
Jack l'aveva fatta salire sulla splendida nave gemella della Perla, l'aveva portata sin davanti al timone e le aveva posto le mani sullo splendido legno "E' tua! Capitano Lenora Sparrow!" si era inchinato nobilmente e l'aveva lasciata lì, sola, sulla sua anima fatta di splendido legno nero.
Da quel momento Lenora non aveva fatto altro che navigare, con la sua ciurma fedele, rubando, rapendo, dando alle fiamme e saccheggiando, come un buon pirata dovrebbe sempre fare.
Incontrava Jack, di tanto in tanto, ed ogni volta era memorabile…tranne l'ultima volta, in cui Jack era andato via prima che lei si svegliasse portandosi via i suoi soldi.
Aveva anche incontrato di nuovo Barbossa, e lui si era complimentato con lei per la sua nave, l'aveva invitata a seguirlo, a creare una flotta che avrebbe portato terrore e distruzione ovunque…ma Barbossa non aveva fatto i conti con la rabbia e la sete di vendetta che lei aveva sempre nutrito, ogni piccolo giorno, un po' di odio in più. L'aveva sfidato, colpito con la sua spada, lasciandogli un profondo sfregio sul viso, all'altezza dell'occhio destro, sfregio che su chiunque altro avrebbe causato morte certa, ma non su di lui, non su un non-morto talmente crudele che perfino l'inferno aveva sputato indietro.
-Potrei sapere a che devo l'onore di quel sorriso, Lenora?- domandò Barbossa sorridendo, riportandola alla realtà.
-Niente che ti riguardi.- tagliò corto lei, girando gli occhi verso di lui ma senza voltare la testa.
La scimmietta sulle spalle del pirata lanciò una delle sue urla, era chiaro ce l'avesse con lei
-E fa tacere quella patetica palla di peli!-
Barbossa restò a guardarla senza perdere il suo perpetuo sorriso, Jack s'intromise agitando le mani legate
-Se devo proprio dire la mia, Barbossa, ti consiglierei di lasciarla andare- ondeggiò, indipendentemente dal movimento della nave –Una donna a bordo!- continuò in una smorfia –Porta sfortuna!-
Barbossa attese qualche attimo prima di parlare –Jaaack! Il tempo passato in isolamento sulla tua isola ti deve aver confuso le idee…-indicò Lenora –E' sempre stata una femmina-
-Oh si, ma prima era…era…- agitò le dita corrugando la fronte e la bocca, cercando il termine giusto, Barbossa e Lenora lo guardavano in attesa -…era molto più simile ad un…- la nuova smorfia non lasciò dubbi, persino lui si era reso conto che andare avanti sarebbe stato inutile. Barbossa gli passò una mano sulle spalle, portandolo con sé verso la tolda –Jack! E' lodevole il modo in cui ti dai da fare per aiutare Lenora, ma…- sorrise –Vedi Jack, non è lei a doversi preoccupare della propria vita!!!-
Jack annuì in un mezzo sorriso, questo lo sapeva.
-Tuttavia terrò conto dei tuoi sforzi quando arriverà il momento di ucciderti, contento?-
-Grazie- rispose lui, con falso entusiasmo.



-Commodoro!- Gillette abbassò il cannocchiale, richiamando l'attenzione del suo superiore –Commodoro Norrington!-
Norrington alzò gli occhi dalla gigantesca carta dei mari –Gillette?- sembrava leggermente disturbato dal tono del suo primo ufficiale. Gillette gli porse il cannocchiale –Dia un'occhiata!- l'esortò.
Il Commodoro Norrington lo guardò chiedendosi cosa potesse esserci di così importante a quell'ora del giorno da distoglierlo dallo studio della carta dei Caraibi, puntò il cannocchiale nella direzione indicata da Gillette: una scialuppa.
Guardò meglio –Will Turner!- esclamò piano.
Will, remando lentamente aveva quasi raggiunto il molo di Port Royal, la Black Swan era ormai scomparsa dalla sua vista, lontana, invisibile. Guardò verso il forte, a quel punto ormai avrebbero dovuto averlo già visto, era certo avrebbe trovato il Commodoro ad accoglierlo all'arrivo. Ci sarebbero state cose da spiegare, ma si sentiva pronto a farlo, era rimasto immerso nei suoi pensieri per tutta la notte, e mentre l'alba dava il risveglio al mare era arrivato ad una conclusione, quella più giusta, discutibile, certo, ma era ciò che il suo cuore desiderava. Si voltò per sbirciare oltre la sua spalla, Port Royal era lì, i pescatori al molo, le donne al lavoro, i bambini che rincorrevano ridendo le galline, non riuscì a trattenere un sorriso: finalmente di nuovo a casa!