PIRATES OF THE CARIBBEAN: THE CURSE OF THE TWIN SHIPS
By Bridget
CAPITOLO
DODICI: PIRATI ALL'ARREMBAGGIO.
-Prima le
signore!- esclamò Barbossa spingendo dolcemente Brenda sulla
passerella –Mi auguro che la temperatura sia di vostro
gradimento, Miss Swann!- annuì sorridendole. Brenda lo guardò
con disgusto, aveva paura ma di certo non gli avrebbe dato la
soddisfazione di farglielo capire. Il vento soffiava forte,
spettinandola ancora più di quanto già non fosse, aveva le
mani legate e la camicia ormai sudicia, ma più di qualsiasi
altra cosa desiderava mostrarsi fiera e coraggiosa, fosse
stata l'ultima cosa che avrebbe fatto. Guardò il mare, l'aveva
sempre amato eppure in quel momento le sembrava un essere
malvagio e crudele, con le fauci spalancate in attesa che lei
si tuffasse. Lava grigia, ecco cos'era.
-La vostra
compagnia ci delizia, ma non abbiamo tutta la giornata, Miss!-
Barbossa la spinse con la punta della spada, Brenda fece
qualche passo avanti per evitarla e perse l'equilibrio. Solo
tre metri la dividevano dall'acqua, ma le sembrò di cadere per
un tempo interminabile, vedeva la fiancata della nave, le
finestrelle dalle quali gli occhi dei cannoni osservavano la
scena, sentiva le risate dei pirati farsi sempre più
lontane.
-E adesso a te!- Barbossa afferrò Duarte per un
braccio, facendolo salire sulla passerella –Questa vi
servirà!- gli disse, consegnandogli una pistola. Duarte si
tuffò in mare, senza perdere tempo, doveva affrettarsi a
raggiungere Brenda o la sua vita sarebbe stata in
pericolo.
L'atollo sul quale Barbossa aveva deciso di
lasciarli non era molto lontano, ma bisognava saperci
arrivare, in quelle acque i pescecani banchettavano spesso con
carne di pirata…
Brenda si rese conto di star scendendo a
gran velocità nelle profondità marine, i pesci terrorizzati
scappavano in tutte le direzioni, l'acqua era estremamente
chiara, poteva scorgere l'imponente ombra scura in
superficie…lo scafo della Black Pearl. Trattenne il fiato
tentando di non sprecare ossigeno, se fosse risalita in
superficie avrebbe potuto riempirsi meglio i polmoni, era
un'ottima nuotatrice, non ci avrebbe messo molto, neanche con
i polsi legati, si diede la spinta necessaria per risalire
quando qualcosa l'afferrò per una caviglia. Lo spavento le
fece sputar via un po' di ossigeno prezioso, si voltò: era
Duarte. Lo guardò corrugando la fronte, cosa gli prendeva? era
impazzito? Duarte scosse la testa indicandole la superficie
marina…Brenda sgranò gli occhi e mancò poco che perdesse
l'ultimo ossigeno disponibile: pescecani!
Lei odiava i
pescecani!
Duarte la strattonò dolcemente per attirare la
sua attenzione, le fece cenno di seguirlo, restando vicini al
fondale.
Sulla nave Barbossa si voltò ridendo verso Jack
–Vedremo se quei due saranno capaci di cavarsela sulla tua
piccola isola, Jack!- annuì –Te la ricordi la tua isola,
vero?-
-Indimenticabile- commentò Jack,
guardandola.
Barbossa gli sorrise gentilmente, poi si voltò
verso Lenora, lo guardava fisso, senza dire una parola. Il
pirata la fissò, accarezzando la scimmietta sulla sua spalla
destra, ed in quel momento ci furono solo
loro.
-Signor Turner – rispose il Commodoro con il
suo proverbiale self-control –questo è il peggior piano che
abbia mai avuto la sfortuna di ascoltare.- continuò ad
osservare la cartina, senza prestare al giovane eccessiva
attenzione.
-Può funzionare!- protestò Will battendo i
pugni sull'enorme tavolo di legno.
Norrington sollevò
finalmente lo sguardo, fissandolo con sopportazione, anche se
ormai cominciava ad averne davvero poca. Abbassò lo sguardo
sulle mani del ragazzo –Tolga immediatamente le mani da lì –
ordinò.
Will sospirò pesantemente, cercando di tenere a
bada la rabbia crescente.
Il Commodoro lo guardò –Signor
Turner, le ho già perdonato una volta la sua avventatezza, non
metta alla prova la sua sfacciata fortuna una volta di
troppo.- fece il giro del tavolo, raggiungendolo, Will lo
fissava immobile. Norrington sembrò valutare ciò che stava per
dire, si schiarì la voce –Fossi in Lei smetterei di giocare ai
pirati e prenderei in seria considerazione le sue capacità di
fabbro…e mi limiterei a quello.-
-Ma le sto
d-----
-Signor Turner!- questa volta il tono del Commodoro
tradì rabbiosa impazienza –Ha la fortuna di avere una
rispettabilissima donna che stravede per Lei, perché non mi
lascia al mio lavoro e non corre a raggiungerla?-
Le
mascelle di Will vibrarono, non distolse lo sguardo
dall'ufficiale –Lei deve ascoltarmi, Commodoro Norrington.-
sentenziò –E lo farà. Adesso.-
-Proprio come i
vecchi tempi, eh Jack?- Barbossa fissava la nave inglese ormai
prossima –Preparate i cannoni! Avanti a tutta forza!- ordinò,
pregustando la battaglia che di li a poco avrebbe avuto
inizio. Con l'ausilio del cannocchiale fu in grado di scorgere
gli uomini della fregata inglese darsi da fare per rispondere
all'attacco, la bandiera inglese era alta e ben visibile,
quella nera dei pirati si pavoneggiava
indisturbata.
-Bene…molto bene!- mormorò l'uomo –Jack, mi
dispiace, ma credo dovrò fare a meno della tua compagnia per
un po'!- fece un segno a Bo'sun, che raggiunse Jack per poi
portarlo nelle prigioni della Black Pearl.
-E' proprio
necessario combattere? Mi si rovina la nave!- protestò Jack
mentre veniva trascinato via, Barbossa gli dedicò un sorriso
annuendo in silenzio.
-Fammi combattere!- esclamò Lenora,
tenendo gli occhi puntati sulla fregata inglese.
-Aaah, ti
è tornata la voce, Lenora?-
-Fammi combattere!- ripetè lei
–Toglimi quest'accidenti di corda, restituiscimi la spada e
fammi combattere!-
L'espressione dell'uomo si intenerì, ma
era solo un modo per prendere in giro la ragazza –Non dirmi
che vuoi combattere per me!-
Finalmente Lenora lo guardò, i
suoi occhi si tramutarono in ghiaccio –Non per te, per la
Black Pearl.-
-Apprezzabile Lenora. Ma non ce n'è bisogno.-
sorrise –La Black Pearl si difende da sola! Nessun cannone può
affondarla- ghignò –è immortale!-
Lenora lo guardò con
aria interrogativa, il pirata ne fu estasiato –Tu non hai idea
di cosa si stia parlando, vero?- scosse la testa –Oh Lenora,
Lenora! Delle volte sei così simile a Jack da preoccuparmi!-
guardò la fregata, era il momento di pensare alla battaglia
–Voi due!- urlò, Minte e Raghetti si voltarono, avevano l'aria
spaventata –Portate il Capitano Sparrow nella mia
cabina!-
I due pirati ubbidirono all'istante, lasciando ciò
che stavano facendo sino a quel momento.
-Non voglio
restare chiusa li sotto mentre qui si combatte una battaglia!-
protestò lei tentando di divincolarsi
-Lenora…quello che
vuoi non ha alcuna importanza, piccolo Capitano!- fu tutto
quello che Barbossa le concesse, prima di sparirle dalla
vista.
Lenora guardò storto i due pirati –Sempre più
disgustosi voi due, eh?- disse.
i due si guardarono
contrariati, ma non dissero niente.
Le due navi si
trovavano ormai vicine, l'equipaggio inglese e la ciurma di
Barbossa si guardavano aspettando l'ordine di aprire il
fuoco.
Il vento sembrava voler incoraggiare la battaglia,
alzando piccole onde che sospingevano le navi una verso
l'altra.
Barbossa sollevò in aria la sua spada, attendendo
ancora qualche secondo, quando le due navi furono abbastanza
affiancate, calò l'arma, urlando –Fuoooocoooo!-
Le due
navi si scaricarono addosso due tremende bordate, l'impatto
per la "Sabine" fu disastroso.
-Fuoco!- incalzava Barbossa,
mentre Jack, la scimmietta, saltellava sulla sua spalla destra
urlando. La Black Pearl non sembrava subire forti danni,
questo gettò l'equipaggio della "Sabine" in confusione,
vedevano partire tremende bordate che avrebbero dovuto
distruggere la fiancata, , spezzare i pennoni, il
bompresso…mentre invece restava inalterata, una volta che i
fumi delle bordate svanivano.
L'albero del trinchetto della
Sabine , totalmente spezzato all'altezza della coffa stava
cadendo sulla tolda, portando con sé l'alberetto di maestra.
Cadde con un fragore insopportabile. Artiglieri e archibugieri
vennero spazzati via.
I cannoni delle due navi tuonavano
con vigore crescente, scagliando granate ovunque. Ad ogni
bordata i pirati digrignavano i denti come fiere in gabbia,
minacciando, imprecando, agitando pugni ed armi.
Jack
osservava la battaglia da un foro nel legno della Black Pearl,
sembrava che nessuna granata potesse nulla contro la sua nave,
questo non poteva essere possibile, pensò.
Senza perdere la
speranza, il comandante della "Sabine" diede ordine di
caricare ancora i due cannoni del cassero, che spararono alla
volta del babordo della Black Pearl, colpendola.
Ma una
volta alzatasi la coltre di fumo la Black Pearl era ancora lì,
intatta.
-Mio Dio…- mormorò il Comandante, per un attimo
incapace di pensare ad altro.
-E' la Black Pearl!- urlò
qualcuno in coperta –Non l'affonderemo mai! Moriremo tutti!-
Barbossa osservò la scena davanti ai suoi occhi, era il
momento di tentare l'abbordaggio.
Un'onda sollevò la Black
Pearl avventandola contro la "Sabine", con la spada nella
destra e la pistola nella sinistra Barbossa urlò
–All'abbordaggio!- e fu come se l'intero inferno si fosse
scagliato sulla nave nemica.
Lenora premette con forza la
cassapanca contro la parete, ci salì, scrutando fuori. Un
fragore improvviso sembrò attraversare la nave, le venne
naturale accovacciarsi, convinta che una delle palle di
cannone l'avrebbe presa in pieno. Non accadde.
Puntò i
piedi per vedere ancora, i pirati erano saliti sulla nave
inglese, uomini in divisa venivano gettati in mare già morti o
storpiati, alcuni preferivano morire in acqua piuttosto che
per mano della ciurma maledetta. la battaglia era vinta.
Si
lasciò scivolare sulla parete, in attesa.
Non dovette
aspettare molto.
L'esplosione fu violenta e secca, seguita
da urla di vittoria e selvaggi Huzza! La Black Pearl aveva
vinto.
Nella stiva Jack annuì continuando a guardare
attraverso il foro nel legno –Interessante…- mormorò –Molto
interessante.-