PIRATES OF THE CARIBBEAN: THE CURSE OF THE TWIN SHIPS
By Bridget






CAPITOLO TREDICESIMO: L'ISOLA



-Ancora un po' e saremo arrivati!- esclamò Duarte nuotando, si erano avvicinati all'isolotto, il pericolo dei pescecani era passato, troppo vicini alla riva per attaccarli, Brenda sembrava scossa, ma sospettava fosse per quelle feroci bestie marine, a Duarte non era sfuggita l'agilità con cui la ragazza si muoveva in acqua, sembrava essere una gran nuotatrice, decisamente una fortuna in una situazione come quella. Sentì il fondale marino sotto i piedi, avevano finalmente raggiunto l'atollo.
La piccola isola era coperta da fitte palme, alcune davvero altissime, la sabbia era bianca e finissima, ed un fresco vento sembrava divertirsi a costruirci improbabili torri destinate a crollare dopo qualche attimo. Soltanto una zona era completamente divorata da una enorme chiazza nera, segno evidente di un passato incendio.
-Perfetto- esclamò Duarte con ironico entusiasmo – Un'altra dannata isola deserta!- si strizzò i lunghi capelli neri uscendo dall'acqua, si era sciolto i polsi legando la corda attorno alla vita, sarebbe potuta tornargli utile, semmai avesse dovuto usare quell'unico colpo di pistola per Brenda gli sarebbe comunque rimasta la corda per farla finita più in fretta.
-Un'altra?- indagò Brenda cercando di liberarsi dell'acqua, si guardò attorno, il posto era spaventosamente deserto, ma lo spettacolo della natura era assolutamente meraviglioso.
Duarte sospirò lasciandosi cadere sulla sabbia, rivolto verso l'oceano, guardò distrattamente quello strana nuvola di nebbia lontano, sul mare, quella doveva essere la nebbia che circondava la Black Pearl durante il giorno. –Un'altra.- rispose.
La ragazza si sedette accanto a lui, stanca –Sei già…stato abbandonato su un'isola..?- attese qualche momento prima di guardarlo, forse non era saggio fare certe domande, non in quel momento, ma non chiederglielo sarebbe stato peggio, per lei. In qualche modo sperò che fosse così, perché se Duarte era GIA' stato su un'isola come quella e se l'era cavata…allora avevano qualche speranza di cavarsela di nuovo…
Gli occhi del ragazzo si spostarono dal mare a lei –Già-
-E…come…mai?-
Duarte si lasciò sfuggire un mezzo sorriso, divertito dall'aria disinteressata che Brenda stava tentando di mantenere, si lasciò cadere con le spalle sulla sabbia, non era eccessivamente calda, la giornata era fresca e ventilata, ed il sole doveva battersela con diverse nuvole gigantesche –Diciamo che…- spalancò le braccia –qualcuno che conosci bene ha voluto farmi un brutto scherzo…- alzò le sopracciglia sorridendo.
Brenda ci pensò, poi s'illuminò in volto guardandolo, lui girò il viso dalla sua parte –Lenora?- Duarte tornò a guardare il cielo, senza risponderle, non ce n'era bisogno, divertita e piacevolmente sorpresa, Brenda continuò –Lenora ti ha abbandonato su un'isola deserta? E' andata così?- sorrise pensandoci –Ecco perché ti ha chiesto se era finita la tua luna di miele!-
Duarte si voltò di nuovo a guardarla –Vogliamo continuare a parlare di questo? – ironizzò.
Brenda si schiarì la voce, tentando di darsi tono –Em, no…ma…sono curiosa di sapere come…come hai fatto a lasciare l'isola…- lasciò vagare gli occhi con falsa noncuranza in giro per l'isola, ma dentro moriva dalla curiosità. Fingendo di essersene già dimenticata si sdraiò accanto al ragazzo, poggiando la testa sul suo braccio.
La risposta di Duarte tardò un poco ma arrivò immancabilmente –Trovammo un tronco di palma caduto, lo spinsi in mare utilizzando due gigantesche foglie come remo…- la guardò –Incrociammo presto una nave pirata, ci presero con loro e decisi di restare, non avevamo dove andare, io e Scratch-
Brenda sembrò sorpresa…un tronco di una palma…ricambiò lo sguardo rendendosi conto improvvisamente di due cose: Duarte era dannatamente bello, ed i loro volti erano decisamente troppo vicini…lo vide sorridere, era evidente che ce l'avesse scritto in faccia, si tirò su velocemente, schiarendosi la voce –F-facciamo un giro sull'isola, magari…magari troviamo un tronco come quello che trovasti tu e possiamo tornarcene a casa…-
Duarte non si mosse –Ok, ti raggiungo tra un po'-
Brenda lo guardò per qualche attimo, fece per dire qualcosa poi ci rinunciò, incamminandosi lungo l'isola.
Non era molto grande e probabilmente avrebbe potuto farne il giro in una giornata, anche se dubitava avrebbe mai messo piede nella zona ad ovest, dove gli alberi erano altissimi e con il tronco gigantesco, ignorava persino che tipo di alberi fossero.
Camminò lungo il bagnasciuga, era piacevole sentire l'acqua carezzarle i piedi e le caviglie, lo sarebbe stato fino al calar del sole, poi il freddo avrebbe avuto la meglio.
Non riusciva ad immaginare di finire i suoi giorni su quell'isola, era inaccettabile, e allo stesso tempo sentiva che qualcosa o magari qualcuno sarebbe venuto in loro soccorso.
Si voltò, Duarte non era che una forma scura sulla sabbia, ormai, sospirò, forse si era addormentato…e forse l'idea non era affatto male, anche lei era molto stanca, la notte precedente aveva dormito pochissimo, forse avrebbe potuto schiacciare un pisolino…
Si sdraiò sulla sabbia, lasciandosi cullare dal mare e dal sole, si addormentò quasi subito.

Fu un grido spaventoso, come se la Morte avesse deciso di urlarle nelle orecchie per avvertirla che stava arrivando.
Brenda si tirò a sedere portandosi la mano sul petto, il cuore batteva quasi volesse uscire e correre via, si guardò attorno, l'oscurità era così profonda da rendere impossibile distinguere le forme scure che la circondavano. Si sentì piccola davanti all'immensità marina, e pericolosamente indifesa. Quando l'urlo si ripeté fu come se qualcosa l'avesse afferrata con lunghi, affilati artigli, balzò in piedi urlando, non sapendo però dove andare. Girò su se stessa spaventata, poi s'impose di calmarsi.
Doveva tornare dove aveva lasciato Duarte, forse lui stava ancora dormendo, forse-----
Grida acutissime si levarono dai rami degli alti alberi ad ovest dell'isola, sembravano bambini disperati era orribile
Qualcosa si mosse furtivo nell'oscurità, non lo vide, ma lo percepì. Non era sola in quella parte dell'isola, qualcuno o…qualcosa era da qualche parte lì nell'oscurità…e la guardava.
-D…D-Duarte…- chiamò piano.
Niente.
Ma la sensazione di essere osservata non l'abbandonava.
-Duarte?- chiamò ancora.
Niente.
Se Duarte fosse stato lì avrebbe di certo risposto, e se non era Duarte ad osservarla allora voleva dire che…
Senza pensarci più prese a correre, sapeva essere la direzione giusta perché aveva il mare sul lato sinistro. Era la direzione dalla quale era arrivata.
Correva velocemente, voltandosi solo per accertarsi non ci fosse qualcuno alle sue spalle. Improvvisamente andò a sbattere contro qualcosa, il colpo le fece uscire dalle labbra un "Ouh" sordo, qualcosa la prese per le braccia, facendola urlare.
-Heyheyhey!-
Brenda si dibatté, ancora spaventata.
-Hey Bren, sono io, sono Duarte!- la rassicurò la voce.
-Duarte!- la paura lasciò posto alla sorpresa, la sorpresa alla rabbia –Duarte!!!- ripetè, stavolta in tono tutt'altro che amichevole.
-Cos'hai da urlare a quel modo?- volle sapere lui.
-Cos'ho da urlare? Te lo dico io, Duarte: non siamo soli sull'isola, laggiù dove ci sono quegli alberi altissimi, c'è qualcuno, qualcuno che lancia urla-------
Quasi l'avesse sentita, il suono si ripetè, era sinistro e fastidioso.
-Ecco, lo senti?-
Duarte sorrise, anche se lei non poteva vederlo –Andiamo, dall'altra parte dell'isola c'è un bel fuoco scoppiettante che ti aspetta!- la prese per mano conducendola nel buio, qualcosa oltre la curva dell'isola rischiarava all'orizzonte…il fuoco che Duarte aveva acceso mentre lei dormiva.
-E…e quelle urla?- non poté fare a meno di chiedere lei, anche se cominciava a sentirsi più rilassata.
-Scimmie urlatrici-
-Coosa?-
-Il tamburo carnoso che hanno al gozzo centuplica le loro grida, il risultato finale è spaventoso, è vero, ma non sono animali cattivi.-
-Ma saranno almeno un branco!- protestò lei.
-Non più di due.-
-Heeey!- esclamò Brenda scorgendo l'alto fuoco che Duarte aveva acceso –E' bellissimo!- esclamò, mentre gli occhi si illuminavano, si liberò dalla mano di Duarte correndo in quella direzione, aveva così tanta voglia di raggiungere quella luce, quel fuoco, quel calore, lontana dalle cose che gridano nella notte.
Quando Duarte la raggiunse lei aveva già fatto il giro dell'enorme falò.
-E' delle dimensioni di un incendio ma va bene!- esclamò lei roteando attorno al fuoco –Questo mi piace!-
-Non avevo dubbi!-
Gli occhi della ragazza brillarono –Ho una fame tale!-
Lui le sorrise –Non pensarci, altrimenti è peggio, lì c'è della frutta, è tutto quello che ho trovato.-
Brenda non se lo fece ripetere, aveva fame e non era proprio il caso di stare a fare tante cerimonie.
-Mmmh! Banane!!- esclamò, gustandosi il buon sapore, le scimmie urlatrici per il momento apparivano lontane ed innocue, ne sbucciò una seconda, assicurandosene una terza, sotto lo sguardo divertito di Duarte –Adoro le banane!-
-Beh, fortuna allora che tu non sia finita su quest'isola con Jack! Non ho mai visto mangiare nessuno banane come Jack…- la guardò mentre sbucciava la terza –mmmh, fino ad oggi, almeno.-
Brenda non sembrò udirlo, quelle banane erano assolutamente divine.
-Non ci sono banane così buone in Inghilterra!- commentò.
-Non ci sono isole deserte-
Sorrise –Mh!- mandò giù il boccone, si guardò attorno.
-Sono lì- il ragazzo indicò un punto poco distante da lei, sorrideva.
-Uh?-
-Le banane!-
-Aaah….em, credo ne prenderò un'altra ancora…- disse, sporgendosi a prenderne una -..forse un paio!- terminò.
Il sorriso di Duarte restò lì dov'era, lui si sdraiò accanto al fuoco, i polsi sotto la testa.
Brenda lo guardò distrattamente, quelle banane erano davvero buonissime, guardò ancora il ragazzo, cessò di mangiare. Aveva chiuso gli occhi e sembrava addormentato, aveva un viso assolutamente perfetto, possedeva eleganza e buone maniere, nonostante fosse un pirata.
Quasi avesse sentito il peso del suo sguardo su di sé, Duarte aprì un occhio puntandolo contro di lei –Che c'è?-
Brenda trasalì -…niente, niente…- si affrettò a dire. –Pensi che verranno a salvarci?-
-Non lo so, Bren, ma non devi pensarci, è pericoloso, potresti perdere la ragione.-
La ragazza si alzò in piedi –E allora cosa devo fare?-
Con gli occhi chiusi Duarte sorrise –Mangiare banane.-
Brenda si sdraiò accanto a lui –Ma tu non hai paura?-
Finalmente la guardò –Ho avuto momenti peggiori di questo, e non ero certamente in così piacevole compagnia!-
Lei sembrò pensarci, sentì qualcosa salirle dallo stomaco alla gola, dovette aprire la bocca per farla uscire: una allegrissima, fragorosissima risata.
Duarte sembrò divertito, rise anche lui.
-Pensi che Barbossa ucciderà Jack e Lenora?- chiese, una volta esaurita l'ilarità.
-Non Lenora. Ma proverà a far fuori Jack. Se non l'ha già fatto.-
Brenda sentì un lungo brivido dietro la schiena, si era affezionata a Jack, in modo del tutto naturale, l'idea che quel dannato uomo potesse fargli del male-----
-Ma Jack è un osso duro, non sarà facile.-
-E Lenora?-
L'espressione d'ironia che invase il volto del ragazzo la stupì –Barbossa non la ucciderà, se è questo che vuoi sapere.-
-Perché fai quella faccia quando parli di lei?-
Duarte la guardò, senza dire niente.
-Tu e lei…- azzardò.
-Cosa insegnano nelle scuole inglesi per farvi diventare così curiose??- fece una pausa –Io e Lenora tanto tempo fa.- tagliò corto –Meglio morire su un'isola deserta.- commentò.
-E' quello che ha provato a fare, sembra!- sorrise lei –Sangue Sparrow!- esclamò in tono divertito.
Duarte la guardò senza parlare.
-Se devo morire su quest'isola sia!- continuò, allungandosi a prendere un'altra banana.
-Morirai di certo, per indigestione, Bren!-
-Lo so ma…..ma…..Duarte! –scrollò il ragazzo senza distogliere lo sguardo dal punto in cui stava guardando –Duarte!-
Il ragazzo voltò il viso verso di lei –Mh?-
-Guarda!!-
Duarte si tirò a sedere, guardando verso il mare. Sorrise, poi rise, rise con Brenda, si abbracciarono danzando attorno al fuoco.