PIRATES OF THE CARIBBEAN: THE CURSE OF THE TWIN SHIPS
By Bridget






CAPITOLO QUINTO:NOTTE A TORTUGA




Will lanciò un sasso verso il mare, rimbalzò tre volte prima di scomparire lasciandolo solo, a fissare i cerchi nell'acqua, solo, con i suoi pensieri, i suoi dubbi.
Tortuga e la sua spudorata allegria erano così diversi da Port Royal, così distanti, come era distante Elizabeth. Si chiese cosa stesse facendo, si domandò cosa stesse organizzando il Commodoro Norrington per liberare Brenda, per liberare lui, era certo che sapessero che la loro scomparsa era avvenuta per mano di pirati e qualcuno doveva pur aver visto la Black Swan.
Ripensò alla sua bottega, dove tutto era così perfettamente sotto controllo, alle sue spade, alle notti passate a battere il ferro, a forgiarlo, trasformarlo in oggetti che amava…
La sua vita tranquilla adesso sembrava così lontana…sospirò guardando le navi attraccate al porto, ce n'erano diverse, e di ogni tipo, ognuna con il suo Jolly Roger mosso dal vento. La Black Swan era inconfondibile, straordinariamente elegante e nera, seppur lontana. Somigliava moltissimo alla Black Pearl, erano vascelli gemelli, si domandò se le mani che avevano costruito la prima avessero costruito anche la seconda, o se una delle due era la copia dell'altra…il Cigno e la Perla.
Le vele nere come la notte erano ammainate, ma incuteva ugualmente rispetto, lo esigeva, quasi.
Non poté fare a meno di pensare a suo padre. Suo padre, che aveva fatto parte della ciurma della Perla, prima di essere gettato in mare da Barbossa. Era su una nave come quella, come il Cigno, che aveva vissuto, mentre lui lo credeva morto, per tutti quegli anni…ed ora, dopo aver scoperto che suo padre era un pirata si ritrovava a saperlo ancora vivo…ancora vivo…
Raccolse un altro sasso, giocherellando distrattamente, i suoi pensieri erano per Elizabeth, adesso.
L'unica donna che avesse amato, era cresciuto con lei, ed anche se non aveva mai osato parlarle del suo amore, ne era sempre stato innamorato. Anche se adesso…la tentazione di correre da lei era forte, lei era il simbolo di tutte le cose belle di Port Royal, delle sue abitudini, della vita stessa che si conduceva a Port Royal…ma sentiva anche che il suo corpo era assetato d'altro…di mare, di pioggia, di qualcosa che sembrava nuovo ma che era sempre stato sopito, dentro di sé…una sete che si era accesa e che Port Royal non avrebbe saputo domare.
Stava cambiando.
Passò lo sguardo sul manto marino, possibile che ne subisse il richiamo? Possibile che improvvisamente il mare avesse spento il fuoco col quale forgiava le spade, per portarlo a sé, come se quella e solo quella fosse la giusta rotta da percorrere?
Aveva odiato i pirati, odiati per anni, ed ora si ritrovava sulla loro isola, a respirare la loro aria, ad ascoltare le loro urla e le loro risa sguaiate, ad essere scambiato per uno di loro…
Suo padre era un pirata, e questo l'aveva ormai accettato, ma…poteva accettare di essere un pirata anch'esso?




-Oh come sei carina, vieni qui, non ti faccio male!-
Brenda tese le braccia verso la gatta poco distante da lei, non sembrava spaventata, ma era chiaro che la stesse studiando. Si era allontanata dalla taverna, Will sembrava voler star solo con i propri fantasmi, Jack e Lenora si stavano ubriacando ed ormai capire di cosa stessero parlando era impossibile se non per loro due, e lei…beh lei voleva dare un'occhiata a Tortuga, se l'era immaginata talmente tante volte da non poter resistere, nonostante gli indiscutibili rischi che avrebbe corso…in quel posto sembrava che tutto fosse lecito, sembravano tutti matti, forse era a causa dell'odore, quello che all'inizio le aveva causato uno strano senso di nausea, a respirarlo troppo a lungo avrebbe fatto impazzire un elefante.
Uomini e donne le passavano accanto, a volte qualcuno le andava addosso perdendo l'equilibrio messo alla prova dall'alcohol, ed ogni tanto c'era chi le si avvicinava proponendole qualcosa, ma erano tutti troppo ubriachi per insistere. E poi c'erano donne in abbondanza, sua madre le aveva raccontato che erano state mandate decine di prostitute sull'isola, visto l'alto numero di uomini presenti, un'idea che probabilmente aveva cambiato molte cose da quelle parti.
-Andiamo, non ti faccio niente!- continuò, cercando di apparire convincente. La gatta stava continuando ad osservarla, aveva girato la testina da un lato, ma non si era mossa dalla sua posizione, muoveva la coda con eleganza e raffinatezza…qualcosa di raro e di totalmente fuori posto in quell'isola. –Avanti…vieni!-
Sembrò averla convinta…la gatta mosse qualche passo, stiracchiandosi pigramente, Brenda pensò che quello era uno dei gatti più insolenti e eleganti che avesse mai visto, sorrise, sentiva già di non poterne più fare a meno, avrebbero accettato gatti sulla nave? Di solito erano ben accetti i pappagalli, ma nessuno della ciurma ne possedeva uno, forse Lenora non voleva animali sulla sua nave? Si rispose che l'avrebbe scoperto molto presto, perché era sua intenzione portarci quella splendida gatta. Rimase con le mani protese mentre la gatta la raggiungeva, la osservava, le guardava le dita, poi sembrò decidere di fidarsi e strusciò la testina pelosa in cerca di coccole.
-Ah piccolina! Ti piacciono le carezze, eh!!- scherzò Brenda accarezzandola, riuscì quasi a prenderla, ma la gatta si divincolò con la sua spiccata eleganza, senza però allontanarsi da lei.
Presa com'era dalla sua nuova piccola amica Brenda si rese conto solo allora del paio di stivali fermi davanti a lei
-Credo tu le piaccia- sentì dire –Di solito non è così socievole.-
Brenda alzò lo sguardo sorpresa, in piedi davanti a lei c'era un ragazzo, probabilmente un pirata, indossava una camicia bianca dalle maniche larghe, un pantalone marrone ed un gilet bordeaux, aperto. Aveva lunghi capelli neri, bagnati. Si chinò raggiungendo la sua altezza, la guardò negli occhi sorridendole, poi accarezzò la gatta spostando lo sguardo sul felino, che sembrava felice di vederlo. –Sei la peggior gatta dell'intera isola, Scratch.- disse.
Brenda tirò indietro la mano, senza smettere di guardare l'animale –E' tuo?- domandò.
Il ragazzo annuì, poi sembrò rendersi conto di qualcosa all'improvviso, le sorrise –Perché non ti ho mai visto prima?-
Lei rise –Perché sono appena arrivata!- la gatta si appiattì contro le braccia del ragazzo, in rumorose fusa .
-Heey…- mormorò lui avvicinandosela al petto.
- E' un piatto prelibato, se dividiamo lo preparo io, ragazzo- propose un uomo dall'enorme pancia, a giudicare dall'alito, piena di rum.
Brenda osservò il ragazzo corrugare la fronte in una espressione di sorpresa e rammarico, le sembrò tenero e buffo allo stesso tempo.
-Che ne dici, eeh?-
-Il mare offre il pesce come quest'isola la dolce compagnia, e in quanto a maiali…- lo guardò - l'isola ne è piena.-
L'uomo sembrò pensarci, senza arrivare a nessuna conclusione, scrollò le spalle come se improvvisamente l'argomento avesse smesso di essere interessante e si allontanò sistemandosi il cappello. Rimasti soli i due ragazzi si guardarono per poi ridere rumorosamente.
-Non credo sia saggio continuare la nostra conversazione qui, se non hai fretta potremmo andare al porto, ti va?- propose lui, sorridendo amichevolmente. Non sembrava esserci niente di pericoloso in lui, era quasi certamente un pirata, ma i suoi modi non erano rudi e rozzi, sembrava al contrari molto elegante nei movimenti e nelle espressioni, un po' come la sua gatta, pensò Brenda.
-Ok.- gli rispose, senza esitazione.

-Sei un pirata?- domandò, una volta arrivati al porto, era silenzioso e deserto, a quell'ora erano tutti all'interno dell'isola, era l'ora dell'amore, a Tortuga.
Alzò il volto verso di lei, senza smettere di accarezzare la sua gatta, in realtà non aveva smesso un momento. Era piacevole stare in sua compagnia, pensò Brenda mentre aspettava la sua risposta, era davvero piacevole stare con una persona che sorrideva così spesso. –Lo sono.- disse, guardò verso il mare, il mare che danzava sotto un cielo buio e nuvoloso –sto cercando una nave con cui salpare.- lo mormorò, quasi parlasse più a se stesso che a lei.
-E la nave con cui sei arrivato? Ti ha lasciato qui?-
Fece un mezzo sorriso, lo sguardo ormai perso nei ricordi –Fummo attaccati durante la notte, il nostro Capitano dato in pasto ai pescecani, l'intera ciurma sterminata, ci salvammo in tre.- mandò giù a vuoto –Avrei dovuto capire che qualcosa di terribile era in agguato, Scratch era stata nervosa per tutto il pomeriggio, ma allora avevamo altro da fare che dar retta ai racconti di fantasmi- spostò lo sguardo su di lei – avevamo torto.-
Il volto di Brenda si oscurò, fantasmi?
-Noi siamo gente superstiziosa, non temiamo la spada, né la forca, ma non c'è speranza contro ciò che non si può uccidere…- i suoi occhi nocciola brillarono, la gatta miagolò al cielo, quasi avesse capito di cosa stesse parlando il suo padrone.
-Sembra tu abbia incontrato il Diavolo in persona…- commentò Brenda, le sembrava di essere tornata bambina, quando con Elizabeth giocavano a raccontarsi storie di fantasmi.
Il ragazzo abbozzò un sorriso –In un certo senso.- sorrise ancora –Non conosco neanche il tuo nome.-
-Oh…Brenda. Brenda Swann.-
-E dov'è la tua nave, Brenda Swann?-
La cercò con lo sguardo, il Capitano non aveva voluto avvicinarsi troppo al porto, era una macchia nera sul mare, vicino alla costa est –Quella- disse.
Il giovane pirata seguì lo sguardo della ragazza, corrugò la fronte per un secondo per poi tornare a guardarla -Sembra una bella nave- commentò. La gatta miagolò di nuovo.
-Lo è. – improvvisamente Brenda s'illuminò in volto, aveva avuto un'idea –Se stai cercando una nave…potresti proporti al Capitano!-
-Il tuo Capitano sta cercando pirati?-
-…nno, ma potresti comunque provarci! Che hai da perdere?-
Il ragazzo sembrò pensarci, tornò a guardare la nave, era distante rispetto alle altre e poteva sembrare una nave qualsiasi a quell'ora della notte, ma per quanto buio potesse scendere c'era sempre luce abbastanza per riconoscere la splendida polena dal braccio proteso, il cigno pronto a volare, lo sguardo fiero e deciso.
-Sarebbe magnifico, non trovi?- continuò Brenda. –Io ti propongo al Capitano, e tu mi racconti quello che accadde quella notte sulla tua nave…d'accordo?-
Il ragazzo trattenne lo sguardo sulla nave, poi guardò lei, di nuovo la nave.
"Certo." pensò "Sarebbe davvero magnifico. Tornare sulla Black Swan." le sorrise –Abbiamo un accordo!-