PIRATES OF THE CARIBBEAN: THE CURSE OF THE TWIN SHIPS
By Bridget
CAPITOLO
OTTAVO: IL NUBIFRAGIO
Jack Sparrow, al timone
del Cigno, fu affiancato da Lenora, Will e Duarte.
-Si
prepara una brutta notte- commentò Duarte guardando il cielo
nero e cupo, annusò l'aria –Cattivo odore.-
Lenora
annuì.
-Ci sarà una bufera, il sole è tramontato più rosso
del solito- annunciò con tranquillità Jack , guardò in alto
–Will, hai mangiato molto, stasera?-
Will lo guardò –Il
maiale era ottimo-
-Ah perfetto, trovati un buon cappello
dove vomitare, allora-
Will sorrise –Ecco perché per voi
pirati il cappello è così importante…- mormorò. Si rese conto
subito dopo di avere gli occhi puntati contro, si schiarì la
voce guardando altrove.
Le vele del pappafico giravano,
rumoreggiando sotto le prime raffiche di vento.
Brenda
raggiunse il piccolo gruppo, Duarte le sorrise poi tornò a
guardare davanti a sé, la visibilità era scarsa e sarebbe
peggiorata di lì a breve.
-Ma dove siamo?- mormorò Brenda
tentando di scorgere qualcosa oltre il buio.
-Avete paura,
Missy?- Jack roteò dolcemente il timone, sembrava non aver
bisogno della luce delle stelle per raggiungere l'isola, non
ancora vicina, anche se visibile dall'alto. Da che Spoon aveva
avvistato l'isola una certa inquietudine si era impadronita
dell'intero vascello, anche se nessuno lo lasciava a
vedere.
-No.- rispose in fretta lei con voce tranquilla.
Mentiva.
-Il mare ci maltratterà un po' – continuò lui –Ma
saremo perfettamente in grado di reggere--------
Un
improvviso rombo interruppe il Capitano, il cielo s'illuminò a
giorno, per qualche istante, squarciando le nuvole nere rese
violacee dai lampi, fu come se l'intera artiglieria di un
Forte scoppiasse simultaneamente, altri due lunghi lampi
apparvero in cielo, mostrando all'equipaggio il luogo in cui
la Black Swan era diretta.
Brenda ebbe un sussulto
incontrollabile, mille brividi le traversarono la schiena fin
sopra la testa, sentì una mano stringere la sua, guardò
Duarte, le stava sorridendo. Lei ingoiò a fatica, ed incapace
di fare altro tornò a guardare davanti a sé. Ne era
terrorizzata, ma la spaventava ancora di più non guardare.
L'isola era davanti a loro, tetra e lugubre come il suo
nome, quello che Brenda non poteva vedere, per sua fortuna,
altrimenti sarebbe corsa nell'angolo più nascosto della cabina
del capitano, era l'incredibile forma dell'isola, un enorme
teschio ghignante, che le aveva fatto guadagnare quel
terribile, innominabile nome: Isla de Muerta.
Il vento
montò impetuoso, prendendo di sorpresa l'equipaggio, ma non
Jack Sparrow. Il pirata teneva imperterrito il timone,
guardando dritto davanti a sé, distogliendo lo sguardo solo
per controllare la sua bussola.
-Jack!- Will lo guardò
tenendosi alla balaustra, il mare in pochi attimi, forse per
la vicinanza delle scogliere e per la forza del vento,
cominciò a gonfiarsi pericolosamente, sballottando il veliero
ed il suo equipaggio. Un violentissimo tuono preannunciò
l'arrivo della pioggia, fitta e pesante. D'improvviso l'aria
sembrò impazzire, come sotto la furia di mille correnti,
l'alberatura fu scossa dai venti che sembravano giungere da
tutte le parti.
Le prime ondate mandarono la Black Swan
indietro per poi riportarla avanti, ormai era impossibile
parlare ed essere uditi. I fanali della nave sembravano ormai
inutili contro l'oscurità che li avvolgeva.
-Duarte e Will
alle vele! Draco porta Brenda nella mia cabina!- urlò Lenora
–Forza, ammasso di inutili canaglie, alle vele!-
-Lenora…-
Brenda la guardò corrugando la fronte, il capitano non le
lasciò neanche il tempo di dire altro
-E' un ordine, Miss
Swann!- guardò Draco, l'uomo fece un cenno col capo,
afferrando Brenda per le spalle e portandola via, noncurante
delle sue lamentele.
L'intero equipaggio era al proprio
posto nella lotta contro il violento nubifragio, mentre enormi
cavalloni investivano la nave, gonfiandosi sotto gli occhi dei
pirati.
La costa non doveva essere molto lontana, il
fragore delle onde che si infrangevano contro le scogliere era
udibile anche sotto i colpi dei tuoni che ormai si alternavano
senza sosta, il mare tutt'intorno trasformato in un infinito
lenzuolo di spuma.
La Black Swan fu scrollata bruscamente,
mandando i pirati del lato est contro il resto della nave,
velocissimi ripresero il loro posto, l'acqua s'infranse in
coperta, trascinando qualche membro dell'equipaggio lungo la
tolda. I colpi del mare non davano tregua, ma Jack restava al
timone, fiero come un leone che dall'alto guarda la sua
savana.
-Se continua così ci fracasseremo contro la
scogliera, Jack!- urlò Lenora per sovrastare l'impetuose
raffiche di vento –L'albero di prua sembra stia per
schiantarsi, do ordine di ammainare le vele?- si tenne stretta
ad una delle corde, Jack aveva virato, tagliando
pericolosamente un cavallone in due –Accidenti Jack! Questa è
la mia nave, cosa diavolo stai facendo?- urlò,
rabbiosa.
Lui non sembrò darsi pena, la pioggia lo colpiva
senza tregua, il vento sembrava volerlo portare via con sé, ma
la sua mano sinistra non si staccava dal timone mentre la
destra stringeva la sua bussola –Ti ho mai dato modo di
dubitare di me, Lenora Sparrow?- urlò lui.
Lei lo guardò
contrariata, ma non disse nulla, Jack era il miglior capitano
che avesse mai conosciuto, il migliore di tutti, tutto quello
che sapeva era stato lui ad insegnarglielo, e se c'era
qualcuno in grado di tirarli via da quell'inferno era
lui.
-Sai cosa mi ricorda tutto questo?- stava urlando lui,
mentre un maestoso cavallone montava proprio davanti ai loro
occhi. Lenora fissò l'enorme bocca d'acqua, arrotolandosi tre
volte la corda attorno alla mano, tirò per accertarsi che
fosse necessariamente tesa –Credo di saperlo!- urlò.
Jack
sorrise al ricordo, poi di nuovo fece roteare il timone, una
manovra che avrebbe spezzato in due qualsiasi
vascello.
-Jack se sopravviviamo ti ucciderò con le mie
stesse mani!- urlò ancora lei, era una vera pazzia prendere a
quel modo delle onde così alte e violente, gli occhi della
ragazza si spalancarono al cospetto dell'enorme cavallone che
stava per abbattersi sulla sua nave –Alle cordeeee!- urlò con
quanto fiato aveva in gola, gettandosi al fianco di Jack
aiutandolo nella gravosa manovra.
La nave virò
violentemente, mentre l'onda travolgeva ogni cosa, il
frastuono fu tale da coprire la violenza dei tuoni nel cielo,
i due Sparrow si tennero al timone per non essere spazzati via
nell'oceano, la cresta del cavallone passò sopra le loro teste
scagliandosi contro il resto della nave.
Nella cabina del
capitano Brenda venne scaraventata contro il tavolo, finendo
addosso alla parete opposta, urlò tenendosi al primo appiglio
che riuscì a trovare, fuori la ciurma combatteva contro la
furia del mare.
Will sentì qualcosa spingerlo con forza
fuori dalla nave, Scrooge lo afferrò per una spalla –Non
mollare ragazzo!- gli urlò, continuando a tenerlo. Will
riguadagnò la presa, tenendosi stretto alla fune. Ringraziò il
vecchio orbo stupendosi della sua forza.
Qualcosa sopra le
loro teste scricchiolò paurosamente, l'albero maestro sembrava
ad un passo dalla resa.
-Jack!- urlò Lenora –riesci a
capire dove siamo?-
L'uomo si voltò a guardarla, le dedicò
un sorriso –Sono il Capitano Jack Sparrow!- esclamò.
Lenora
guardò oltre la nave –Quando sarai vecchio o dopo che ti
avranno impiccato voglio quella bussola in eredità, Jack
Sparrow!- gli sorrise –ed il tuo cappello!- aggiunse.
Il
mare sembrò arrendersi, ancora alte onde assalivano la Black
Swan, ma quell'enorme cavallone sembrava aver placato la
rabbia dell'oceano. La ciurma riprese velocemente le proprie
mansioni, provata ma pronta alla morte pur di salvare lo
splendido vascello.
Il Capitano della Black Swan scese ad
assicurarsi che la sua ciurma avesse superato la terribile
prova a cui il mare l'aveva sottoposta, con occhio fermo e
attento passò in rassegna i suoi uomini, la tempesta non era
ancora terminata, ma un Capitano sa sempre riconoscere i suoi
uomini, anche sotto i colpi violenti di un nubifragio
–Finalmente vi siete dati una lavata, sporchi cani randagi!-
urlò, non senza sollievo, cercò gli uomini che mancavano
all'appello con lo sguardo, si tenne ad una delle corde
guardandosi attorno –Duarte!- chiamò. Il pirata non era in
nessuno dei posti in cui avrebbe potuto essere –Duarte!- urlò
Lenora corrugando la fronte –Duarte!- chiamò ancora.
Sentì
qualcosa batterle su una spalla, si voltò, Duarte era dietro
di lei, il viso bagnato in un mezzo sorriso ironico e l'aria
soddisfatta –Non dirmi che ti stavi preoccupando per me-
ironizzò alzando un sopracciglio.
Lenora sentì una rabbia
furibonda salirle dallo stomaco sino al petto, gli occhi
ridotti a due fessure –Speravo davvero che il mare ti avesse
inghiottito una volta per tutte, Duarte Cortez de Castillo!-
disse lei in un sol fiato.
Il ragazzo non perse il suo
sorriso, agitò la testa in aria in un silenzioso "Si certo!"
passandole accanto per raggiungere gli altri.
Lenora prese
un lungo respiro scrollando la testa, senza voltarsi tornò da
Jack.
-Ci siamo…- mormorò Jack in uno dei suoi
sorrisi.
La tempesta scemò velocemente, lasciando al suo
posto una strana nebbiolina biancastra, il fragore delle onde
contro le scogliere stava tornando alla sua normalità,
ugualmente selvaggio ma meno spaventoso, i tuoni si stavano
allontanando, trascinati via da un vento inarrestabile.
La
Black Swan si trovava adesso tra la risacca, le onde e le
contro-onde la scuotevano con maggior dolcezza di quanto non
avessero fatto sino a quel momento. Ma il vascello avanzava
audacemente verso la costa, lasciandosi un inferno alle spalle
per raggiungerne un altro, altrettanto terribile: la Isla de
Muerta.