PIRATES OF THE CARIBBEAN III: IL TESORO DI DEVIL'S THROAT
By Bridget






CAPITOLO DIECI: IL VOLATORE NOTTURNO


Duarte batté un pugno sul tronco dell'albero –Maledizione! Non possono essere scomparse nel nulla!- urlò, mentre Scratch scompariva velocemente tra le gambe di Will.
Erano tornati alla vasca naturale, dopo aver cercato Brenda e Lenora per i lunghi corridoi delle caverne, senza nessun risultato. Quel posto aveva perso l'incanto di poche ore prima, ormai era il punto oltre il quale non riuscivano ad andare, il punto in cui avevano perso le tracce delle ragazze.
-Io dico di tornare nella grotta e trovare il passaggio. Deve esserci.- Jack ciondolò sul posto, guardando la cascata.
-Io dico di trovare Brenda e Lenora, tornare alla Perla e lasciare questa dannata isola prima che le cose si mettano male.- obiettò Duarte, nervosamente.
-Lasceremo l'isola quando sarà arrivato il momento- rispose Jack, agitando le dita in aria.
-E quando sarà arrivato il momento, Jack? Quando converrà a te?- la rabbia si disegnò sul volto del pirata portoghese, pronto a sfidare il Capitano se necessario, tutto, pur di ritrovare Brenda.
Jack lo fissò immobile, si mosse a lunghe falcate verso di lui, parandosi davanti al ragazzo, a pochi centimetri dal suo viso, lo sfidò, la mano stretta attorno alla spada –Non fare l'errore di pensare di essere l'unico a temere per Lenora e Brenda, ragazzo.- l'ammonì –E non fare l'errore di metterti contro di me.- continuò.
Duarte serrò le mascelle, sostenendo lo sguardo del pirata, sentì una mano sulla spalla, Will lo scosse leggermente. Jack continuò a guardarlo senza sosta, non smise neanche quando Duarte abbassò lo sguardo, dandogli le spalle.
Senza cambiare espressione Jack osservò anche Gibbs e Will –Lasceremo l'isola quando deciderò io, chi vuole abbandonare faccia pure, ma sappiate che la Perla Nera non salperà mai senza di me, e la ciurma di Lenora non abbandonerà il suo Capitano.-
Will lo osservò, non l'aveva mai visto così serio, non per un tempo così lungo, Jack era sempre pronto a sdrammatizzare, con una delle sue buffe espressioni o con qualche sorriso apparentemente fuori luogo, ma non stavolta. Sentì qualcosa strisciargli lungo la schiena, un brivido. Un brivido freddo, Jack aveva paura. Questa volta aveva paura.


Il sole stava tramontando, anche se ancora alto in cielo. Impaziente l'oscurità sembrava voler scendere sull'isola, divorando gli ultimi deboli raggi dell'enorme disco infuocato, avviluppato ormai da pesanti nuvole nerissime.
Brenda si chiese che ora fosse, perché mai sembrava esser calata la tenebra così in fretta. Da diverso tempo ormai l'avevano lasciata sola, era in una tenda, non molto distante dall'oceano, il suono monotono e ipnotico delle onde a riva era inconfondibile. L'ambiente era buio, eccezion fatta per piccole fiammelle che illuminavano tutt'intorno con aria spettrale. Si massaggiò le braccia rabbrividendo, quanto ancora avrebbe dovuto aspettare senza sapere cosa sarebbe stato di lei? Guardò la catena che qualcuno, non ricordava chi, né quando fosse successo, le aveva legato ad una caviglia, le permetteva di camminare libera per la tenda, ma non poteva raggiungere l'uscita.
Un tavolo con della frutta ed un letto ricavato da canne intrecciate…cosa avevano intenzione di fare? tenerla reclusa in quel posto? per quanto?
Il fruscio della tenda la fece trasalire, qualcuno era entrato, ed ora era alle sue spalle. Brenda trattenne il fiato, incapace di muoversi, di voltarsi, per vedere di chi si trattasse.
-Deplorevole avervi fatto attendere così a lungo, Miss Swann.-
Brenda corrugò la fronte, improvvisamente ancora più confusa. Si sarebbe aspettata un volgare pirata pronto a maltrattarla, a minacciarla, ed invece…non sentiva parlare con un accento così londinese da tanto, tanto tempo.
E come faceva a sapere il suo nome? Non osò parlare, né voltarsi. Se l'uomo che le stava parlando era il Volatore Notturno, avrebbe avuto bisogno di una buona dose di coraggio per guardarlo in faccia. Aveva sentito parlare di lui, da Duarte, da Gibbs…ed una notte aveva ascoltato il racconto di Duarte, della sua nave, e di come l'Inferno era venuto a prendersela. "L'Inferno ha un nome" aveva detto il ragazzo "ed il suo nome è Nightflyer".
-Non avete mangiato, sarete affamata.- la voce dell'uomo calda e profonda, parlò alle sue spalle. Attese. –Miss Swann?-
Brenda chiuse gli occhi, le mani le tremavano come fosse una bambina chiusa per punizione in un luogo buio, riconobbe la paura, si costrinse a combatterla. Si voltò, lentamente. Aprì gli occhi.
Trattenne il respiro, sorpresa.
Non era più sicura si trattasse del Volatore Notturno.
Chiunque fosse l'uomo che aveva di fronte, non aveva nulla di mostruoso. Era un bell'uomo, anche se non avrebbe saputo dargli un'età, di statura alta e dal portamento aristocratico. Indossava un lungo mantello, rosso dentro e nero fuori, lo sciolse con un impercettibile movimento della mano, Brenda osservò l'eleganza del vestito, nero, di seta, adorno di pizzi dello stesso colore. Una larga fascia nera attorno alla vita lo rendeva ancora più snello e sosteneva la lunga spada dal manico argenteo. I capelli erano neri, neri e lucidi, raccolti in un codino ben curato. Il volto, d'un incredibile color porcellana, lungo e dai lineamenti aristocratici, diafani, era illuminato da labbra vermiglie e da occhi d'uno splendido e al contempo spaventoso smeraldo. Brillavano, ma quel luccichio sembrava celare un segreto inconfessabile, qualcosa che non poteva che essere sussurrato, nelle fredde notti d'inverno, per poi dimenticarsene, per la propria salvezza. Non riuscì a sostenere quello sguardo, abbassò gli occhi, senza riuscire a smettere di respirare come se il cuore dovesse fermarsi da un momento all'altro.
-Cosa volete da me?- azzardò –Cosa sperate di ottenere?-
Sussultò, l'uomo si era spostato, ma lei non era riuscita a vederlo, ora si trovava alle sue spalle, le parlava quasi all'orecchio, con una voce che sembrò penetrarla, confondersi con il suo sangue, perdersi in lei –Niente che non potete darmi-
Brenda si voltò –Cosa posso darvi…io?-
-Non sono avvezzo a dare spiegazioni, Miss Swann, una inutile perdita di tempo, credetemi. Lascio le spiegazioni ai deboli, ai vili, ma per voi farò un'eccezione, Miss Brenda.-
-Come sapete il mio nome? Chi siete?-
Sorrise, Brenda trasalì, solo per un istante le era sembrato di scorgere qualcosa nella fessura delle labbra di quel misterioso uomo, denti incredibilmente bianchi…e affilati.
-Ho detto che per voi farò un'eccezione, ma non sfidate la mia pazienza, Miss Brenda.-
Brenda sentì una strana eccitazione, quasi sensuale, crescere con la vicinanza di quell'uomo. Era la sua presenza, così imponente, sicura, sensuale, o la sua voce calda e profonda a farla sentire attratta da lui? Buon Dio! Era impensabile, inaccettabile, eppure quell'uomo la stava facendo tremare di desiderio. Scosse la testa come per scacciare quel pensiero inaudito, e lui sorrise, quasi le avesse letto la mente, quasi sapesse ciò che stava provando.
-Voi avete qualcosa che mi appartiene- disse.
-Io?- domandò lei, indicandosi.
L'uomo mosse un passo verso di lei, le fu quasi addosso, fu impossibile per lei non fissare quegli occhi, incapace di sfuggirgli –Voi.- le braccia del Volatore Notturno la circondarono, forti, irresistibili. Sentì il corpo dell'uomo contro il suo, ne sentì la forza, i muscoli guizzanti, il calore. Lui sorrise e lei si sentì stregata, quelle labbra si stavano avvicinando sempre di più, era impossibile arrestarle. In quell'istante Brenda avvertì il pericolo, alzò le braccia per respingerlo, qualcosa nel profondo le urlava di liberarsi da quella presa, di scappare, fuggire lontano da lui, un'intuizione, qualcosa d'incomprensibile che l'avvertiva del pericolo mortale che stava correndo.
Quell'uomo aveva qualcosa che non andava, era come se dietro quegli occhi, quel sorriso, quell'aspetto sensuale e fiero si celassero le tenebre, un essere diverso e spaventoso.
-Lasciatemi andare…- mormorò, ma non suonò convincente neanche a se stessa. Il Volatore Notturno non la lasciò, calò su di lei e lei non seppe resistergli.
Dischiuse le labbra sentendo il calore delle labbra dell'uomo, la sua lingua insaziabile. Lui la sollevò portandola sul letto, la catena cadde a terra in un rumore sordo, l'adagiò su quel letto senza smettere di baciarla, sdraiandosi su di lei, accarezzando quel giovane corpo fremente, scosso da brividi incontrollabili.
Brenda si abbandonò tra le braccia dell'uomo, e fu persa.


Jack osservò concentrato le pareti della grotta, illuminandole con la torcia. Cosa gli era sfuggito? Il passaggio c'era, era lì, doveva solo capire. Brenda e Lenora non erano mai tornate indietro, dunque doveva esserci un'uscita, doveva! Si massaggiò i baffi, socchiudendo gli occhi. Abbassò la torcia, sospirando.
-Che cosa hanno fatto loro che non ho fatto io?- mormorò. Si passò la torcia da una mano all'altra, l'effetto sulle pareti della caverna era impressionante, lunghe ombre si disegnavano davanti a lui per poi scomparire. Alzò un sopracciglio. Sorrise. Sorrise ancora. –Aye!- disse –Lo dimentico sempre!- commentò, tenendo la torcia con la mano sinistra. Lenora aveva quasi certamente guidato Brenda dentro quella grotta. Quasi certamente era stata lei a tenere la torcia. Bastava niente, in un posto come quello, a cambiare volto a quelle rocce, quei passaggi impervi. Bastava un ombra per cambiare aspetto alla grotta, e la luce della torcia creava ombre che nascondevano insenature, illuminandone altre. Lenora era passata di lì. E Lenora era mancina. Sorrise ancora. Avanzò, sicuro che avrebbe trovato l'uscita. Gli altri erano rimasti ad aspettare, inutile muoversi tutti insieme, disperdendo così le forze. Toccò la parete sporgente, sentì qualcosa. Portò avanti la torcia, annuì: l'uscita.
Balzò sulla sabbia calda, fina e splendidamente bianca, illuminata da una luce sanguigna, d'un sole quasi inghiottito dall'oceano.
Illuminò tutt'intorno, senza lasciarsi sfuggire particolari che potevano svelare dove fossero Lenora e Brenda, o cosa fosse successo, ma era impossibile non notare quei corpi riversi sulla sabbia. Impossibile non sentirne l'odore. Quell'odore. Si avvicinò. Un'espressione di disgusto si dipinse sul suo volto, qualche uccello aveva cominciato a beccare la carne fresca dei due pirati, morti da non molto. Si guardò attorno –Interessante…- commentò. Due spade giacevano poco più avanti, non ebbe bisogno di avvicinarsi troppo per riconoscere quella di Lenora. Dunque erano state attaccate. Due pirati erano stati uccisi, ma dovevano essere almeno il doppio, per sconfiggere quel piccolo diavolo biondo, pensò. Arricciò le labbra portandosi un dito sul mento, la jungla era proprio lì davanti, se erano state fatte prigioniere e portate nella jungla allora doveva esserci un'altra spiaggia poco distante, quei pirati dovevano pur aver attraccato da qualche parte. S'incamminò verso gli alti alberi, mentre l'oscurità cominciava a divorare gli ultimi ricordi d'un sole ormai scomparso. Vide la tenda quasi subito. Era appena dietro la prima fila di alberi, impossibile non notarla. Non notò invece il pirata accovacciato dietro una delle gigantesche piante, nascosto nell'oscurità, vigile. Jack illuminò l'interno, entrando.
Lenora si coprì gli occhi chinando la testa, quella luce improvvisa la destò da un sonno leggero.
Jack si chinò su di lei.
-Jack! Allontana quella dannata luce!- si lamentò –E liberami, non sento più le braccia.-
-Che è successo?-
-Siamo state attaccate, hanno preso Brenda. Dobbiamo salvarla, Jack, adesso.-
Jack le illuminò il volto, era sporco di sangue.
-Sei ferita?-
-Al fianco, ma è un graffio, avanti, liberami!-
Jack si sporse per liberarla, titubò, la guardò negli occhi –Dammi prima la mappa.-
Lenora lo guardò sorpresa ed incredula –Cosa?-
-La mappa, Lenora.-
-Quale mappa? Ce l'hai tu la mappa, Jack. Non perdiamo tempo, liberami!-
Lui scosse piano la testa, piantò la torcia a terra, poggiando le mani sulle gambe di Lenora, sporgendosi verso di lei –Lo sai di quale mappa parlo, Lenora. So che l'hai vista e so che ce l'hai.- le sorrise –Quello che non so è dove la tieni, ma posso provare a cercarla.- ghignò. –Allora?-
La ragazza ringhiò per la rabbia, strattonò la corda che le stringeva i polsi nel tentativo di liberarsi –Liberami Jack, non scherzo. Se non mi liberi subito ti strapperò il cuore!-
Jack alzò un sopracciglio, sorpreso o forse no dall'espressione della giovane pirata, fingendo di non ascoltarla iniziò a slacciarle i pantaloni. Lenora provò a scalciare, ma Jack le teneva immobile le gambe col proprio peso, infilò la mano nel pantalone, sorridendole malizioso, a pochi millimetri dal suo volto Lenora lo fissava soffiando aria dalle narici, cessò di dibattersi, era inutile. Il sorriso di Jack s'illuminò, chinò la testa da una parte, trionfante, agitando la mappa davanti al viso della ragazza –Trovata!- disse, restando a guardarla.
Lenora guardò la mappa, spostò gli occhi su di lui –Va bene, hai vinto, adesso facciamola finita.-
Lui annuì, tornò in piedi, s'infilò la mappa in una delle tasche, prese la torcia e s'incamminò verso l'uscita. Lenora roteò gli occhi –Jack!-
il pirata si fermò, compì un mezzo giro sul posto –Mh?- fece, in un'espressione di finta sorpresa.
-Non ti sembra di aver dimenticato qualcosa?- ironizzò lei, ciondolando la testa.
Jack sembrò pensarci, spalancò la bocca –Ah! Hai ragione!- tornò verso di lei, con un cenno della testa si chinò sulla ragazza, baciandola sulle labbra –Non te la prendere!- le disse, allontanandosi di nuovo.
-Ma che-----Jack! Jack! Jack non ti azzardare a lasciarmi qui, sai? Non provarci, Jack, non-----Jaaaaack!-
L'uomo si affacciò –Torno presto, Lenora. E comunque sono sicuro che te la caverai.- sorrise, prima di scomparire.
-Jaaaaack!- urlò la ragazza –Jaaaaaack!-
Jack scosse la testa sorridendo, mentre le urla di Lenora e le sue incredibili minacce si spegnevano lentamente. Aveva sempre saputo, dal primo momento, che Lenora era in possesso della seconda parte della Mappa, unica eredità di Barbossa. S'inoltrò nella jungla, non vedeva molto, ma sentiva di essere sulla giusta traccia. Quando aveva trovato quei corpi sulla sabbia, quell'odore l'aveva quasi soffocato. Era un odore che aveva già sentito, anni prima…e adesso, nei suoi incubi. Portare Lenora con sé sarebbe stato troppo pericoloso. Quei lamenti che sentiva nei suoi incubi non era riuscito a capire a chi appartenessero, ma sapeva che erano di donna. E c'erano solo due donne che potevano renderlo vulnerabile: Lenora, la ragazza che amava, e Brenda, sua figlia.
La jungla si aprì bruscamente in uno spiazzo al centro del quale troneggiava una enorme roccia piatta. Sembrava tagliata da mani giganti, tanto era liscia. E sulla superficie, adagiata col volto puntato al cielo, un corpo.
Corse illuminandolo: Brenda.
Era pallida, e sembrava svenuta. Respirava.
La prese sulle spalle, tornando velocemente indietro.

Mentre Jack si allontanava, lasciando Lenora rabbiosa ed urlante, il pirata uscì dal suo nascondiglio, sogghignando soddisfatto.
Raggiunse la tenda, entrando. Lasciò i lembi svolazzanti della tenda incastrati tra le funi, per far entrare la luce della notte.
Lenora socchiuse gli occhi, non era Jack.
-Ancora viva!- esclamò il pirata, avanzando.
Lenora lo guardò, riconoscendolo –Tu!- scosse la testa –Dov'è Brenda?-
L'uomo si chinò su di lei, l'odore era insopportabile –La tua amica è col Capitano, ma non dovresti preoccuparti per lei.-
La rabbia di Lenora si tramutò in un sorriso felino –Dovrei preoccuparmi di me?-
L'uomo annuì lentamente. Lenora piegò le gambe, lui gliele fermò, tirò fuori il coltello lacerando la stoffa dei pantaloni all'altezza del ginocchio, poco sopra lo stivale. Passò una mano ruvida sulla pelle di Lenora –Dovresti preoccuparti, si.- avvicinò il viso alla pelle scoperta, annusandola –Mmh- mormorò, senza alzare la testa. Lenora arricciò il naso, disgustata. L'uomo lasciò scivolare il viso lungo l'interno della gamba della ragazza, lei scosse la testa con un'aria annoiata, in un lampo serrò le gambe incastrando la testa dell'uomo in quella morsa, dolce e letale. L'uomo, colto di sorpresa, agitò una mano in cerca del coltello, ma da quella posizione era impossibile trovarlo, con l'altra mano tentò di allargare una delle gambe della ragazza, ma lei, premendo con tutto il corpo sul collo del pirata saltò con uno scatto di reni, l'osso del collo dell'uomo cedette –Sono preoccupata, schifoso ammasso di letame, ma per te!- esclamò, rabbiosa. Allontanò il corpo dell'uomo con una sequenza improvvisa di calci, allungandosi poi a raggiungere il coltello con lo stivale. Riuscì a trascinarlo verso di sé, finché fu abbastanza vicino per poterlo prendere con le dita, girando leggermente sul bastone. Con gli occhi chiusi afferrò l'arma dalla parte più bassa del manico, per gestire meglio la lama, ignorando il dolore al fianco cominciò a tagliare la corda, sfilacciandola velocemente. Aveva in mente una sola cosa, adesso: farla pagare a Jack Sparrow.
-Sapevo che saresti stata in grado di liberarti, Lenora!- la voce di Jack risuonò nel piccolo ambiente, facendola trasalire.
La ragazza alzò gli occhi di scatto, senza smettere di tagliare la corda che ancora la teneva prigioniera –Si, eh?- commentò lei, sentì la corda cedere, una fitta alle spalle la fece gemere, si massaggiò velocemente, in una smorfia di dolore.
-Come va il fianco?-
-Niente al confronto di come andranno i tuoi dopo che avrò finito con te.- commentò lei tirandosi finalmente in piedi, si toccò la ferita, il dolore era sopportabile. Solo allora si rese conto di Brenda, adagiata sulle spalle di Jack.
-Jack…- si avvicinò, dimentica della rabbia e delle minacce –Come sta?-
Lui annuì –E' svenuta, ma è viva. Dobbiamo tornare dagli altri, la gita è finita, Lenora, ora si fa sul serio.-
Lenora annuì, annusando Brenda, allontanò il viso disgustata –Che diavolo è?- si lamentò.
Gli occhi profondi di Jack fissarono l'azzurro del mare di Lenora –Il Volatore Notturno.- disse –Dwight Renfield.-