PIRATES OF THE CARIBBEAN III: IL TESORO DI DEVIL'S THROAT
By Bridget
CAPITOLO
UNDICI: LA GOLA DEL DIAVOLO.
-Adesso come ti
senti?- Duarte poggiò l'acqua accanto alla roccia, sorridendo
a Brenda.
Si erano fermati per riposarsi, nascosti poco
distanti dall'accampamento degli uomini del Volatore
Notturno. L'enorme Nightflyer si scagliava all'orizzonte,
imponente e dall'aspetto maligno. Dalla loro posizione
potevano osservare i movimenti all'accampamento, non
sembravano essere in procinto di muoversi da lì, e non c'era
neanche gran fermento, come se stessero aspettando
ordini.
Brenda non sembrava aver subito violenze di alcun
tipo, non era stata picchiata, ma non riusciva a ricordare
cosa fosse successo dal momento in cui era stata portata via
dalla spiaggia. Era tesa e spaventata, ma Duarte si stava
prendendo cura di lei.
-Meglio…grazie.- disse, in un
pallido sorriso. Lui rimase a guardarla in silenzio,
sorrideva, lanciando sguardi fugaci alla Nightflyer.
Jack
si avvicinò alla roccia su cui erano seduti, si guardava
attorno movendosi con attenzione, ma senza perdere il suo
tipico ciondolio come si trovasse in alto mare, Brenda lo
seguì con lo sguardo, senza smettere di sorridere.
-Tutto
bene, Missy?-
-Si…ma…- sospirò –quand'è che ci allontaniamo
da qui? l'idea di essere vicina a quegli uomini…- fu scossa da
un brivido, non terminò la frase. Jack le sorrise, immobile.
Sembrò osservarla, studiarla, con quel suo ghigno sul volto,
la mano sulla spada, gli occhi spaventosamente profondi.
Brenda pensò senza accorgersene che credeva ancora che
quell'uomo fosse la persona più affascinante che avesse mai
conosciuto.
-Ci muoveremo presto, Missy. Molto presto.-
abbassò gli occhi su Duarte –In piedi, ragazzo. Devo
parlarti.-
Brenda e Duarte si lanciarono uno sguardo
d'intesa che Jack finse di non notare.
I due uomini si
allontanarono lasciandola sola, ad osservare gli altri,
intenti a studiare la mappa. Non aveva capito bene cosa fosse
successo, ma aveva sentito discutere Will e Jack, ed in
qualche modo c'entrava Lenora.
La cercò istintivamente con
lo sguardo.
La ragazza sembrò accorgersi di lei, le sorrise
tornando a parlare con gli altri.
Brenda ricambiò il
sorriso.
Lenora, pensò, Lenora che si preoccupava per lei,
che le aveva insegnato a combattere con la spada.
Lenora,
sempre stranamente sorridente, apparentemente sempre dalla sua
parte.
Ma Lenora era quella che non diceva mai tutta la
verità, quella che avrebbe potuto tradirti con la stessa
facilità con cui ti sorrideva.
Il sorriso di Brenda prese
una piega diabolica, distorta. Lenora era un pericolo.
Un
pericolo per Lui.
La guardò, le infilò gli occhi nella
schiena, come lame affilate.
Lei, Brenda, aveva quello che
serviva a Lui.
Lei, Lenora, aveva quello che serviva a lei
per arrivare a Lui.
E Lui le aspettava.
Tutte e
due.
-Un'altra maledetta grotta e vomiterò!-
commentò Gibbs scuotendo la testa.
Si erano messi in
cammino, dopo aver studiato la nuova mappa. Avevano discusso
per un po', poi Jack aveva avuto la meglio, il suo
ragionamento, seppure pazzesco, era l'unico che sembrava
filare, secondo lui, la terza parte della mappa, quella che
con ogni probabilità aveva il Volatore Notturno, mostrava la
strada per uscire dal luogo del tesoro, ma era la seconda ad
indicarne il punto.
La frase scritta sul retro della mappa
era in italiano, Duarte si era dimostrato necessario anche per
quella traduzione, anche se poco avevano compreso di quelle
parole, come del resto era andata per la prima frase scritta
in portoghese.
"Il segreto del Destino che restituisce alle
Tenebre"…non aveva più senso di "Il segreto della Madre che
riaccende la fiamma"… Gibbs non voleva neanche pensarci, tutti
quei segreti portavano sfortuna, ne era sicuro.
-E adesso?-
Will si voltò verso Jack, indicando la bassa grotta che
sbarrava la strada. Oltre ad essere
bassa, era piena
d'acqua. Un piccolo fiumiciattolo si tuffava nella cavità
buia. Accanto alla bassa bocca di pietra, un'altra,
leggermente più ampia. –Dobbiamo entrare per forza in quella.-
Jack scosse la testa –No.- disse,
Will alzò le mani in
cenno di resa –Jack…odio contraddirti, ma nell'altra non
possiamo entrare. C'è troppa acqua e poco spazio.- lo
guardò.
Jack sorrise, muovendo le dita in aria come per
indicare qualcosa –Questo è quello che tutti penserebbero,
giovane Turner.-
-Ma non Jack Sparrow!- scherzò Lenora, in
un'imitazione del pirata. Jack la guardò, unì i palmi delle
mani in un piccolo inchino di ringraziamento –Aye!- si frugò
in tasca, trovò quello che cercava, la mappa. –Dead River!-
disse. Poi indicò il passaggio pieno d'acqua. –Quello è
piuttosto vivo, sembrerebbe…- si avvicinò, chinandosi su due
rocce accanto all'entrata, provò a sollevarne una, sforzandosi
quasi a diventare rosso, gli altri risero piano. –Bene! Avete
intenzione di farvi crescere le radici intorno o venite ad
aiutarmi?- batté i polpastrelli l'uno contro l'altro,
ritmicamente.
Fu raggiunto dagli altri, lo aiutarono a
sollevare le due rocce, spostandole in modo tale che l'acqua
venisse deviata nell'altra grotta, scoprirono che il letto del
piccolo fiumiciattolo sembrava essere stato deviato già altre
volte, dovettero dar ragione al pirata.
-Ci infangheremo
per bene!- commentò Will, senza troppo entusiasmo.
-Gibbs
si sentirà a casa sua!- Lenora battè sulla spalla del vecchio
pirata, che annuì affatto sorpreso.
Jack si chinò –Sento
che sarò presto molto ricco!- disse, scomparendo nella
grotta.
-Già!- commentò Duarte seguendolo –Sento che sarò
presto impantanato.-
Dietro di lui, Lenora, Brenda, Will e
Gibbs, avanzarono strisciando per qualche metro, quanto bastò
per sporcarsi di fango. Poco più avanti la grotta si apriva in
un varco molto più alto e spazioso, un tunnel nel quale era
possibile stare in piedi. Accesero le torce, illuminando il
passaggio.
Lenora lasciò passare Brenda e Gibbs, restando
indietro con Will –Non mi rivolgi la parola da quando sono
tornata, non è da te.-
Lui la guardò ironico –Non è da te
farci caso.-
-E' per la storia della Mappa, ci
scommetto.-
-Infatti.- Will illuminò il tunnel, era
stranamente liscio, quasi che in alcuni periodi dell'anno quel
fiumiciattolo si gonfiasse riempiendo il tunnel d'acqua. Sperò
non accadesse nulla di simile, almeno per il tempo in cui si
trovavano in quella trappola.
-Non dovevo certo dare
spiegazioni a te sulla mia mappa.-
Lui le illuminò il
volto, sbarrandole la strada –Ecco qual è il tuo problema,
Lenora. Tu non dai mai spiegazioni. Niente spiegazioni per il
rapimento di Brenda, niente spiegazioni sul te e Jack, niente
spiegazioni su tuo padre, e niente spiegazioni sulla mappa!-
Lenora si sfilò il pugnale dalla fascia che lui stesso le
aveva messo per medicarle la ferita, fendette l'aria
fermandosi davanti al viso di Will –Lascia fuori mio padre,
William Turner.- minacciò, secca.
Will non abbassò lo
sguardo, né si mosse –Lo detesti così tanto ma sai benissimo
di somigliargli.- rispose, scandendo bene le ultime
parole.
Lenora serrò le mascelle rabbiosa, Will le bloccò
il polso torcendoglielo, spingendola contro la roccia fredda e
liscia, sentì il respiro della ragazza sul suo volto, la
guardò, non mollò la presa, Lenora corrugò la fronte, Will la
baciò con improvvisa passione. Passò qualche attimo prima che
Lenora lo allontanasse da sé, restò a fissarlo, in
silenzio.
Will ricambiò lo sguardo, poi si incamminò verso
gli altri.
-Per mille onde marine!- esclamò Gibbs
osservando il baratro che si apriva davanti ai loro piedi. Una
voragine spalancava le fauci buie e mostruose, una gola che
tagliava il passaggio nel tunnel, proseguendo sopra le loro
teste.
Illuminò in alto, mentre Duarte illuminava in basso,
era impossibile stabilirne la profondità e l'altezza, ma
c'erano due liane che scendevano misteriosamente dall'alto,
come due serpenti morti da tempo.
-Jack! Dimmi di governare
una nave col mare in tempesta, ordinami di gettarmi in una
battaglia con gli uomini del Governatore, abbandonami su
un'isola…ma non chiedermi di saltare, d'accordo?- continuò
Gibbs indietreggiando.
-Non te lo chiedo, infatti.- rispose
il Capitano studiando la distanza che separava l'altra parte
del tunnel.
Lo guardò.
Gibbs scosse la testa, sconfitto
–Me lo ordini.- disse.
Jack sorrise.
Qualcosa rombò alle
loro spalle, scuotendo l'aria altrimenti
ferma.
-Cos'era?-
-Non ho intenzione di aspettare per
scoprirlo.- tagliò corto Jack afferrando le liane –Duarte!
Brenda!- porse loro le funi naturali –Avanti!-
Il ragazzo
spinse dolcemente Brenda fino al bordo, le passò la liana,
sorridendole incoraggiandola. La ragazza corrugò la fronte ma
non disse niente, non era il momento di perdere tempo. Afferrò
la liana dandosi più spinta possibile.
-Terrà?-
chiese.
Jack annuì in silenzio.
Duarte si lanciò per
primo, cadde a terra ben lieto di poter toccare ancora il
suolo.
-Tutto ok?-
-Tutto ok!- rispose. –Avanti Bren!
Lanciati!-
Brenda prese un lungo respiro, non aveva certo
voglia di pensare al rischio che avrebbe corso, chiuse gli
occhi lanciandosi. Urlò per tutto il tempo, non smise neanche
quando Duarte la prese stringendola tra le braccia.
-Tutto
ok?- chiese ancora Jack.
Duarte guardò la liana di Brenda
scivolare via, nel buio. –Jack…- mise al sicuro la ragazza.
–Abbiamo un problemino.-
Jack illuminò la gola buia,
soltanto una liana era sospesa nel nulla, l'altra sembrava
essere scomparsa. Un nuovo fragore alle loro spalle ruppe il
silenzio –Ok, Will! Gibbs!-
Will afferrò con fermezza la
liana, gettandosi nel vuoto, verso la torcia di Duarte.
Dall'altra parte, il pirata portoghese, fu svelto ad
afferrarlo, la liana tornò al suo posto.
-Forza
Gibbs!-
-Jack…-
-Ti taglio la gola se non salti,
Gibbs!-
Il pirata scosse la testa, afferrò la liana, bevve
un goccio di rum dalla sua tasca, e urlando il nome della
madre saltò.
Will e Duarte lo afferrarono e per poco non
caddero nel baratro.
Il forte rumore tornò a farsi sentire,
stavolta molto più vicino.
-Lenora!-
-Jack, se la liana
si stacca tu resterai qui.-
L'uomo le porse la liana senza
indugi –Salta.-
-Jack!-
-Salta!-
-Avanti!- urlarono
gli altri, nel buio –Cosa state facendo? Quella…cosa,
qualsiasi cosa sia, si sta
avvicinando,
muovetevi!-
Lenora afferrò la liana –Salta con
me.-
-Potremmo morire in due, non vedo il guadagno.-
-Oh
smettila!- fece lei strattonandolo –Io non salto se non vieni
con me!-
Lui roteò gli occhi –Ti detesto quando ragioni
come una donna!- commentò, afferrando la liana con lei.
Saltarono.
Per qualche secondo sembrò ce l'avessero
fatta, poi la liana subì uno strattone, abbassandosi di buoni
venti centimetri, in una pioggia di piccoli sassi e terriccio,
Lenora e Jack finirono il breve volo addosso alla parete
rocciosa, tornando indietro, urlando.
Rimasero appesi nel
nulla, al centro della gola.
-Hey!- urlarono gli altri
cercando di far luce con le torce, erano troppo in basso, non
si vedevano che le teste.
-Bella idea, Lenora!- commentò
Jack tenendosi alla liana.
-Mi stai soffocando, toglimi il
braccio dalla gola, Jack!- si lamentò lei cercando di
spostarsi.
-Heeey!- Duarte si chinò –tutto bene?-
Jack
sospirò –Tutto bene?? One Stab, tieni la bocca chiusa, fa un
favore a tutti!-
La liana si abbassò violentemente,
scuotendo i due pirati –La liana sta cedendo!- urlò Jack,
nelle orecchie della ragazza.
-Avrei dovuto lasciarti lì,
accidenti a me!- urlò lei.
-Duarte!- Jack cercò di
recuperare qualche centimetro perso durante la caduta, nel
farlo schiacciò due dita a Lenora, che urlò tra rabbia e
dolore –Scusa tesoro----
-Non chiamarmi tesoro, Jack
Sparrow!-
-Duarte! Lancia la torcia!-
-Non addosso a
noi, possibilmente!- precisò lei.
La torcia cadde nel
baratro, superando i due pirati avvinghiati alla liana, per un
attimo fu possibile per Duarte e gli altri vederli, poi la
torcia volò giù, toccando finalmente il fondo.
-Mmh! E'
meno profondo di quanto pensaaaaaaaaaaaaaaaaa--------- la
liana cedette, lasciando cadere Jack e Lenora nel
vuoto.
Due tonfi sordi interruppero le urla, Gibbs e gli
altri si lasciarono sfuggire una smorfia di dolore.
-Santo
Dio!- mormorò Duarte inumidendosi le labbra –Jaaaaack!- prese
aria –Lenoraaaaa!-
La voce rimbalzò sulle pareti buie,
sembrò espandersi da tutte le parti.
Jack allungò una mano
nel buio, una fitta gli traversò il petto, sentì la spalla di
Lenora –Hey.- disse piano.
Si allungò verso la torcia,
lamentandosi. Riuscì ad afferrarla –Lenora?-
La ragazza lo
artigliò al basso ventre, facendolo gemere di sorpresa e di
dolore –Hey! Hey, i gioielli, Lenora, vacci piano!-
-I
gioielli, eh, vecchio pazzo assassino!- non accennò a lasciare
la presa –hai mai pensato alla possibilità di diventare
eunuco?-
Jack lasciò la torcia –Molla!- urlò.
Gibbs
sospirò –Stanno bene!-
Lenora prese la torcia, alzandosi
–Per quanto ne so siamo al centro della terra, Jack Sparrow!-
Jack, ancora dolorante, si alzò massaggiandosi l'inguine
–Dovrei ucciderti sul serio.-
-Oh, non lo farai, Jacky
caro!-
-Non chiamarmi Jacky!-
-E tu non chiamarmi
tesoro!-
-E tu--------- Jack s'interruppe toccandosi una
spalla.
-Cosa c'è?- qualcosa le sfiorò il viso,
bagnandola.
-Che succede laggiù?- urlò Will –ci
siete?-
-Ho idea che si metterà a piov----------
Uno
scroscio improvviso tuonò nella grotta, l'acqua cadde giù
nella gola con violenza, Jack spinse Lenora nel corridoio
correndo via. L'acqua si schiantò al suolo, rincorrendo i due
pirati, raggiungendoli, inondandoli. Trascinandoli via con sé.
Vennero trasportati con forza lungo il corridoio, cercarono di
tenersi per mano ma la furia dell'acqua li divise. Quando
tutto sembrò placarsi raggiunsero la superficie trattenendo il
fiato ormai al limite della resistenza.
Jack emerse
riprendendo fiato, poco distante da lui, anche Lenora era alle
prese con i suoi polmoni. Si guardarono attorno, spalancando
gli occhi.
-Al riparo!- urlò Duarte allontanandosi. Videro
l'onda d'acqua riempire la galleria da cui erano arrivati,
sembrò volesse inghiottirli, invece si tuffò nella gola in cui
erano caduto Jack e Lenora. il fragore fu
assordante,
alcuni schizzi li raggiunsero senza però farli allontanare
troppo, poi tutto si placò.
-Ed ora?-
Gibbs sorrise
–Finalmente acqua!!!!- esclamò, tuffandosi.
-Gibbs!- Will
tentò di fermarlo, inutilmente.
Sentirono Gibbs tuffarsi
nell'acqua –Hey!- urlò –Venite giù!-
Will si voltò verso
l'amico –Sei d'accordo?-
-Ho smesso di pormi questo
problema!- commentò Duarte scuotendo la testa. Itre ragazzi si
tuffarono nell'acqua fredda.
Raggiunsero Gibbs che nel buio
totale disse loro di prendere aria ed immergersi, da qualche
parte doveva esserci un'uscita. S'immersero.
Duarte sapeva
che Brenda era un'ottima notatrice, ma non si allontanò mai da
lei, fu una fortuna, perché mentre attraversavano il corridoio
che pochi minuti prima era stato attraversato da Lenora e
Jack, lei gli strinse un braccio. Duarte capì che
evidentemente aveva qualche problema, probabilmente d'aria,
quindi la cercò, l'avvicinò a sé, schiacciandole la labbra
contro le sue, passandole un po' di ossigeno.
Velocemente
nuotarono nell'unica direzione possibile, finalmente videro
qualcosa rischiarare le acque in superficie, risalirono
attratti da quella misteriosa luce.
Le loro teste uscirono
dall'acqua una dopo l'altra, Duarte, totalmente paonazzo,
prese disperatamente aria.
-Adoro i Caraibi!- esclamò Jack,
dando loro il benvenuto.
Gibbs sgranò gli occhi incredulo,
Brenda e Duarte spalancarono la bocca sorpresi, Will rimase
immobile.
-Che ne dite?-
-….J….Jack!- Gibbs sentì la
gioia esplodergli nello stomaco, un urlo animalesco che invase
la grotta come aveva fatto l'acqua pochi minuti
prima.
Brenda e Duarte si abbracciarono esultando
–Ricchiiiii!- urlarono.
-Giovane Turner?-
Will si passò
una mano sugli occhi, incapace di trattenere un sorriso.
Monete d'oro ovunque, brillavano, scaldavano, illuminavano la
grotta d'un caldo giallo metallico, trasformando l'acqua in
oro fuso.
-Siamo al centro della Devil's Throat!-
-Nella
gola del Diavolo!- precisò Gibbs uscendo dall'acqua,
ipnotizzato da quel meraviglioso bagliore.
Will si guardò
attorno nuotando sul posto –Dov'è Lenora?-
-YYYYYAAAAAAAAWWWWWWWW!!!!!!!- urlò la ragazza tuffandosi
in acqua, travolgendolo quasi. Will si lasciò sfuggire un urlo
di sorpresa, ingoiando acqua, la ragazza riemerse
ridendo.
-Tu non stai bene!.- le disse Will allontanandosi.
Lei non sembrò dargli peso, continuò a nuotare
ridendo.
Jack sorrise, dedicandosi poi con amorevole
attenzione al suo tesoro.
Gibbs si rotolò nelle monete,
baciandole, sentendone l'odore, tirandosele a pioggia sulla
testa.
Brenda rise –Gibbs!- scosse la testa, ma non
resistette alla tentazione di toccare quella meraviglia.
La
grotta sembrava esserne colma, sarebbe stato impossibile
portare via tutte quelle monete. Ma Jack si aggirava, seppure
con aria soddisfatta, in cerca di qualcos'altro. Lo trovò
mentre gli altri si tiravano le monete, tra le risa e le urla
divertite.
Trovò ciò che cercava, ciò per cui aveva
intrapreso quel viaggio, ciò che sapeva valere più tutte le
monete lì dentro.
Il vero tesoro.
S'inginocchiò con aria
solenne, mosse le dita sui palmi, quasi in
adorazione.
Lenora gli si accostò, cadendo sulle ginocchia.
–Jack!- mormorò.
-Sapevo che non era una leggenda- disse
piano lui –Lo sapevo!- allungò la mano verso i tre oggetti
adagiati su un letto di monete d'oro, prese il rampone, dalle
dimensioni di una spada, interamente d'argento. Lo lasciò
roteare tra le mani, una delle estremità era particolarmente
appuntita, sembrava davvero molto pericolosa, ma era
affascinante ed impossibile da non ammirare. Anche Lenora
fissò l'oggetto incapace di staccare gli occhi, osservò il
rampone, la sua maestosità, le strane scritte intagliate,
disegni di cui ignorava l'origine e significato, ma che
sentiva di amare.
Con somma cura Jack adagiò il rampone,
prendendo tra le mani il secondo oggetto. Una grande perla
piatta, magnificamente luminosa, delle dimensioni di un grande
ciondolo. Era splendido. –Non è meraviglioso?- commentò Jack
senza spostare lo sguardo da quell'incanto. La perla mandò
luce ovunque, accecando quasi Will, che osservava la scena
alle loro spalle. Il terzo oggetto era uno scudo, o qualcosa
di molto simile.
Interamente d'oro e perfettamente
circolare.
-Cosa sono, Jack?-
Jack tardò a rispondere,
le parole non avevano importanza in quel momento.
Ma lui
sapeva.
Qualcosa lo aveva portato lì, qualcosa lo aveva
chiamato.
Conosceva quei tre oggetti, anche se ne ignorava
i poteri.
Li aveva già visti, toccati.
Li riconosceva,
nonostante la nebbia.
I tre oggetti, i tre
incubi.
-Meravigliosi, vero?- disse –Avanti pirati! E' ora
di tornare a casa!- annunciò, prendendo i tre oggetti con
sé.
-Non di nuovo!- esclamò Gibbs lasciandosi
cadere sulla roccia –Non è possibile!-
Le tre caverne
sembrarono farsi beffe di loro, ancora una volta costretti a
trovare il passaggio giusto.
-Ci penseremo dopo una bella
dormita, cosa ne dite?- propose Jack, cogliendo tutti di
sorpresa –Non guardatemi come fossi improvvisamente impazzito,
con ogni probabilità fuori di qui è notte fonda, non potremmo
comunque andare da nessuna parte, e le torce le abbiamo perse.
Non ci resta che restare qui, il chiarore dell'oro ci farà un
po' di luce, e domattina il sole potrebbe mostrarci la
strada.-
-Sto con Jack!- esclamò Gibbs. In realtà sarebbe
stato con chiunque avesse proposto di restare lì.
Il
consiglio di Jack era saggio, e comunque la stanchezza
cominciava a farsi sentire, decisero di dargli ascolto e
fermarsi in quel luogo per la notte, o almeno per qualche ora,
finchè l'alba non avesse in qualche modo indicato loro la
strada.
Brenda si addormentò quasi subito, Duarte vegliò su
di lei per un po', poi cedette al sonno. Gibbs russava
abbracciato al suo oro, accanto a lui Will,
addormentato.
Jack era stato l'ultimo ad addormentarsi,
dopo aver festeggiato con Lenora a modo loro. Erano tornati in
silenzio nella grotta colma di monete, ne avevano lasciate una
quantità generosa, appesantire troppo i carichi sarebbe stato
troppo pericoloso, si erano sdraiati a bere rum, l'ultimo
rimasto nelle due tasche ormai quasi vuote, Lenora gli aveva
ricordato che avevano un conto aperto, e Jack fu ben lieto di
chiuderlo.
Ora dormivano anche loro, dopo aver raggiunto
gli altri nella grotta vicina.
Lenora aprì gli
occhi.
Brenda era in piedi, davanti a lei. La
guardava.
-Brenda?- sussurrò –Ti senti bene?-
La ragazza
continuò a fissarla, senza aprire bocca.
-Hey Brenda!-
Lenora si sedette, stropicciandosi gli occhi, forse stava
sognando?
La vide fissarla ancora, poi voltarle le spalle e
correre verso le tre caverne, la guardò ancora, scomparendo
nel buio.
-Brenda?- Lenora corse nella stessa direzione
della ragazza, senza rendersi conto di essere totalmente
disarmata. Sembrò pensarci per un secondo, ma poi la
preoccupazione per l'amica la fece correre nel buio della
caverna.
-Brenda?- chiamò.
-Lenora! Sono qui!-
-Che
diavolo stai facendo? Dove sei?-
-Qui!- le disse, poco più
avanti.
Lenora avanzò tastando le pareti buie attorno a sé,
scivolò ma riuscì a non cadere, avanzò ancora -Sta ferma dove
sei, Brenda.-
-Ho trovato qualcosa, vieni!- le disse
l'amica.
-Ok, parlami, così posso raggiungerti!-
-Qui!
Sono qui!-
Lenora la sentì finalmente più vicina, un
leggero vento le rinfrescò la pelle del viso, una uscita?
Avanzò più spedita, domandandosi come avesse fatto Brenda a
camminare così velocemente in quella dannata
oscurità.
Finalmente vide qualcosa.
Si arrampicò su
quella che doveva essere una roccia, vide Brenda, la stava
aspettando, c'era un varco, un'uscita, la raggiunse. –Hai
trovato l'uscita!- esclamò, sorridendole.
Brenda ricambiò
il sorriso, immobile.
Qualcosa colpì Lenora alla
testa.
L'ultima cosa che vide fu il sorriso di Brenda,
trasformarsi in ghigno.