PIRATES OF THE CARIBBEAN III: IL TESORO DI DEVIL'S THROAT
By Bridget






CAPITOLO UNDICI: LA GOLA DEL DIAVOLO.


-Adesso come ti senti?- Duarte poggiò l'acqua accanto alla roccia, sorridendo a Brenda.
Si erano fermati per riposarsi, nascosti poco distanti dall'accampamento degli uomini del Volatore
Notturno. L'enorme Nightflyer si scagliava all'orizzonte, imponente e dall'aspetto maligno. Dalla loro posizione potevano osservare i movimenti all'accampamento, non sembravano essere in procinto di muoversi da lì, e non c'era neanche gran fermento, come se stessero aspettando ordini.
Brenda non sembrava aver subito violenze di alcun tipo, non era stata picchiata, ma non riusciva a ricordare cosa fosse successo dal momento in cui era stata portata via dalla spiaggia. Era tesa e spaventata, ma Duarte si stava prendendo cura di lei.
-Meglio…grazie.- disse, in un pallido sorriso. Lui rimase a guardarla in silenzio, sorrideva, lanciando sguardi fugaci alla Nightflyer.
Jack si avvicinò alla roccia su cui erano seduti, si guardava attorno movendosi con attenzione, ma senza perdere il suo tipico ciondolio come si trovasse in alto mare, Brenda lo seguì con lo sguardo, senza smettere di sorridere.
-Tutto bene, Missy?-
-Si…ma…- sospirò –quand'è che ci allontaniamo da qui? l'idea di essere vicina a quegli uomini…- fu scossa da un brivido, non terminò la frase. Jack le sorrise, immobile. Sembrò osservarla, studiarla, con quel suo ghigno sul volto, la mano sulla spada, gli occhi spaventosamente profondi. Brenda pensò senza accorgersene che credeva ancora che quell'uomo fosse la persona più affascinante che avesse mai conosciuto.
-Ci muoveremo presto, Missy. Molto presto.- abbassò gli occhi su Duarte –In piedi, ragazzo. Devo parlarti.-
Brenda e Duarte si lanciarono uno sguardo d'intesa che Jack finse di non notare.
I due uomini si allontanarono lasciandola sola, ad osservare gli altri, intenti a studiare la mappa. Non aveva capito bene cosa fosse successo, ma aveva sentito discutere Will e Jack, ed in qualche modo c'entrava Lenora.
La cercò istintivamente con lo sguardo.
La ragazza sembrò accorgersi di lei, le sorrise tornando a parlare con gli altri.
Brenda ricambiò il sorriso.
Lenora, pensò, Lenora che si preoccupava per lei, che le aveva insegnato a combattere con la spada.
Lenora, sempre stranamente sorridente, apparentemente sempre dalla sua parte.
Ma Lenora era quella che non diceva mai tutta la verità, quella che avrebbe potuto tradirti con la stessa facilità con cui ti sorrideva.
Il sorriso di Brenda prese una piega diabolica, distorta. Lenora era un pericolo.
Un pericolo per Lui.
La guardò, le infilò gli occhi nella schiena, come lame affilate.
Lei, Brenda, aveva quello che serviva a Lui.
Lei, Lenora, aveva quello che serviva a lei per arrivare a Lui.
E Lui le aspettava.
Tutte e due.



-Un'altra maledetta grotta e vomiterò!- commentò Gibbs scuotendo la testa.
Si erano messi in cammino, dopo aver studiato la nuova mappa. Avevano discusso per un po', poi Jack aveva avuto la meglio, il suo ragionamento, seppure pazzesco, era l'unico che sembrava filare, secondo lui, la terza parte della mappa, quella che con ogni probabilità aveva il Volatore Notturno, mostrava la strada per uscire dal luogo del tesoro, ma era la seconda ad indicarne il punto.
La frase scritta sul retro della mappa era in italiano, Duarte si era dimostrato necessario anche per quella traduzione, anche se poco avevano compreso di quelle parole, come del resto era andata per la prima frase scritta in portoghese.
"Il segreto del Destino che restituisce alle Tenebre"…non aveva più senso di "Il segreto della Madre che riaccende la fiamma"… Gibbs non voleva neanche pensarci, tutti quei segreti portavano sfortuna, ne era sicuro.
-E adesso?- Will si voltò verso Jack, indicando la bassa grotta che sbarrava la strada. Oltre ad essere
bassa, era piena d'acqua. Un piccolo fiumiciattolo si tuffava nella cavità buia. Accanto alla bassa bocca di pietra, un'altra, leggermente più ampia. –Dobbiamo entrare per forza in quella.-
Jack scosse la testa –No.- disse,
Will alzò le mani in cenno di resa –Jack…odio contraddirti, ma nell'altra non possiamo entrare. C'è troppa acqua e poco spazio.- lo guardò.
Jack sorrise, muovendo le dita in aria come per indicare qualcosa –Questo è quello che tutti penserebbero, giovane Turner.-
-Ma non Jack Sparrow!- scherzò Lenora, in un'imitazione del pirata. Jack la guardò, unì i palmi delle mani in un piccolo inchino di ringraziamento –Aye!- si frugò in tasca, trovò quello che cercava, la mappa. –Dead River!- disse. Poi indicò il passaggio pieno d'acqua. –Quello è piuttosto vivo, sembrerebbe…- si avvicinò, chinandosi su due rocce accanto all'entrata, provò a sollevarne una, sforzandosi quasi a diventare rosso, gli altri risero piano. –Bene! Avete intenzione di farvi crescere le radici intorno o venite ad aiutarmi?- batté i polpastrelli l'uno contro l'altro, ritmicamente.
Fu raggiunto dagli altri, lo aiutarono a sollevare le due rocce, spostandole in modo tale che l'acqua venisse deviata nell'altra grotta, scoprirono che il letto del piccolo fiumiciattolo sembrava essere stato deviato già altre volte, dovettero dar ragione al pirata.
-Ci infangheremo per bene!- commentò Will, senza troppo entusiasmo.
-Gibbs si sentirà a casa sua!- Lenora battè sulla spalla del vecchio pirata, che annuì affatto sorpreso.
Jack si chinò –Sento che sarò presto molto ricco!- disse, scomparendo nella grotta.
-Già!- commentò Duarte seguendolo –Sento che sarò presto impantanato.-
Dietro di lui, Lenora, Brenda, Will e Gibbs, avanzarono strisciando per qualche metro, quanto bastò per sporcarsi di fango. Poco più avanti la grotta si apriva in un varco molto più alto e spazioso, un tunnel nel quale era possibile stare in piedi. Accesero le torce, illuminando il passaggio.
Lenora lasciò passare Brenda e Gibbs, restando indietro con Will –Non mi rivolgi la parola da quando sono tornata, non è da te.-
Lui la guardò ironico –Non è da te farci caso.-
-E' per la storia della Mappa, ci scommetto.-
-Infatti.- Will illuminò il tunnel, era stranamente liscio, quasi che in alcuni periodi dell'anno quel fiumiciattolo si gonfiasse riempiendo il tunnel d'acqua. Sperò non accadesse nulla di simile, almeno per il tempo in cui si trovavano in quella trappola.
-Non dovevo certo dare spiegazioni a te sulla mia mappa.-
Lui le illuminò il volto, sbarrandole la strada –Ecco qual è il tuo problema, Lenora. Tu non dai mai spiegazioni. Niente spiegazioni per il rapimento di Brenda, niente spiegazioni sul te e Jack, niente spiegazioni su tuo padre, e niente spiegazioni sulla mappa!-
Lenora si sfilò il pugnale dalla fascia che lui stesso le aveva messo per medicarle la ferita, fendette l'aria fermandosi davanti al viso di Will –Lascia fuori mio padre, William Turner.- minacciò, secca.
Will non abbassò lo sguardo, né si mosse –Lo detesti così tanto ma sai benissimo di somigliargli.- rispose, scandendo bene le ultime parole.
Lenora serrò le mascelle rabbiosa, Will le bloccò il polso torcendoglielo, spingendola contro la roccia fredda e liscia, sentì il respiro della ragazza sul suo volto, la guardò, non mollò la presa, Lenora corrugò la fronte, Will la baciò con improvvisa passione. Passò qualche attimo prima che Lenora lo allontanasse da sé, restò a fissarlo, in silenzio.
Will ricambiò lo sguardo, poi si incamminò verso gli altri.
-Per mille onde marine!- esclamò Gibbs osservando il baratro che si apriva davanti ai loro piedi. Una voragine spalancava le fauci buie e mostruose, una gola che tagliava il passaggio nel tunnel, proseguendo sopra le loro teste.
Illuminò in alto, mentre Duarte illuminava in basso, era impossibile stabilirne la profondità e l'altezza, ma c'erano due liane che scendevano misteriosamente dall'alto, come due serpenti morti da tempo.
-Jack! Dimmi di governare una nave col mare in tempesta, ordinami di gettarmi in una battaglia con gli uomini del Governatore, abbandonami su un'isola…ma non chiedermi di saltare, d'accordo?- continuò Gibbs indietreggiando.
-Non te lo chiedo, infatti.- rispose il Capitano studiando la distanza che separava l'altra parte del tunnel.
Lo guardò.
Gibbs scosse la testa, sconfitto –Me lo ordini.- disse.
Jack sorrise.
Qualcosa rombò alle loro spalle, scuotendo l'aria altrimenti ferma.
-Cos'era?-
-Non ho intenzione di aspettare per scoprirlo.- tagliò corto Jack afferrando le liane –Duarte! Brenda!- porse loro le funi naturali –Avanti!-
Il ragazzo spinse dolcemente Brenda fino al bordo, le passò la liana, sorridendole incoraggiandola. La ragazza corrugò la fronte ma non disse niente, non era il momento di perdere tempo. Afferrò la liana dandosi più spinta possibile.
-Terrà?- chiese.
Jack annuì in silenzio.
Duarte si lanciò per primo, cadde a terra ben lieto di poter toccare ancora il suolo.
-Tutto ok?-
-Tutto ok!- rispose. –Avanti Bren! Lanciati!-
Brenda prese un lungo respiro, non aveva certo voglia di pensare al rischio che avrebbe corso, chiuse gli occhi lanciandosi. Urlò per tutto il tempo, non smise neanche quando Duarte la prese stringendola tra le braccia.
-Tutto ok?- chiese ancora Jack.
Duarte guardò la liana di Brenda scivolare via, nel buio. –Jack…- mise al sicuro la ragazza. –Abbiamo un problemino.-
Jack illuminò la gola buia, soltanto una liana era sospesa nel nulla, l'altra sembrava essere scomparsa. Un nuovo fragore alle loro spalle ruppe il silenzio –Ok, Will! Gibbs!-
Will afferrò con fermezza la liana, gettandosi nel vuoto, verso la torcia di Duarte. Dall'altra parte, il pirata portoghese, fu svelto ad afferrarlo, la liana tornò al suo posto.
-Forza Gibbs!-
-Jack…-
-Ti taglio la gola se non salti, Gibbs!-
Il pirata scosse la testa, afferrò la liana, bevve un goccio di rum dalla sua tasca, e urlando il nome della madre saltò.
Will e Duarte lo afferrarono e per poco non caddero nel baratro.
Il forte rumore tornò a farsi sentire, stavolta molto più vicino.
-Lenora!-
-Jack, se la liana si stacca tu resterai qui.-
L'uomo le porse la liana senza indugi –Salta.-
-Jack!-
-Salta!-
-Avanti!- urlarono gli altri, nel buio –Cosa state facendo? Quella…cosa, qualsiasi cosa sia, si sta
avvicinando, muovetevi!-
Lenora afferrò la liana –Salta con me.-
-Potremmo morire in due, non vedo il guadagno.-
-Oh smettila!- fece lei strattonandolo –Io non salto se non vieni con me!-
Lui roteò gli occhi –Ti detesto quando ragioni come una donna!- commentò, afferrando la liana con lei.
Saltarono.
Per qualche secondo sembrò ce l'avessero fatta, poi la liana subì uno strattone, abbassandosi di buoni venti centimetri, in una pioggia di piccoli sassi e terriccio, Lenora e Jack finirono il breve volo addosso alla parete rocciosa, tornando indietro, urlando.
Rimasero appesi nel nulla, al centro della gola.
-Hey!- urlarono gli altri cercando di far luce con le torce, erano troppo in basso, non si vedevano che le teste.
-Bella idea, Lenora!- commentò Jack tenendosi alla liana.
-Mi stai soffocando, toglimi il braccio dalla gola, Jack!- si lamentò lei cercando di spostarsi.
-Heeey!- Duarte si chinò –tutto bene?-
Jack sospirò –Tutto bene?? One Stab, tieni la bocca chiusa, fa un favore a tutti!-
La liana si abbassò violentemente, scuotendo i due pirati –La liana sta cedendo!- urlò Jack, nelle orecchie della ragazza.
-Avrei dovuto lasciarti lì, accidenti a me!- urlò lei.
-Duarte!- Jack cercò di recuperare qualche centimetro perso durante la caduta, nel farlo schiacciò due dita a Lenora, che urlò tra rabbia e dolore –Scusa tesoro----
-Non chiamarmi tesoro, Jack Sparrow!-
-Duarte! Lancia la torcia!-
-Non addosso a noi, possibilmente!- precisò lei.
La torcia cadde nel baratro, superando i due pirati avvinghiati alla liana, per un attimo fu possibile per Duarte e gli altri vederli, poi la torcia volò giù, toccando finalmente il fondo.
-Mmh! E' meno profondo di quanto pensaaaaaaaaaaaaaaaaa--------- la liana cedette, lasciando cadere Jack e Lenora nel vuoto.
Due tonfi sordi interruppero le urla, Gibbs e gli altri si lasciarono sfuggire una smorfia di dolore.
-Santo Dio!- mormorò Duarte inumidendosi le labbra –Jaaaaack!- prese aria –Lenoraaaaa!-
La voce rimbalzò sulle pareti buie, sembrò espandersi da tutte le parti.
Jack allungò una mano nel buio, una fitta gli traversò il petto, sentì la spalla di Lenora –Hey.- disse piano.
Si allungò verso la torcia, lamentandosi. Riuscì ad afferrarla –Lenora?-
La ragazza lo artigliò al basso ventre, facendolo gemere di sorpresa e di dolore –Hey! Hey, i gioielli, Lenora, vacci piano!-
-I gioielli, eh, vecchio pazzo assassino!- non accennò a lasciare la presa –hai mai pensato alla possibilità di diventare eunuco?-
Jack lasciò la torcia –Molla!- urlò.
Gibbs sospirò –Stanno bene!-
Lenora prese la torcia, alzandosi –Per quanto ne so siamo al centro della terra, Jack Sparrow!-
Jack, ancora dolorante, si alzò massaggiandosi l'inguine –Dovrei ucciderti sul serio.-
-Oh, non lo farai, Jacky caro!-
-Non chiamarmi Jacky!-
-E tu non chiamarmi tesoro!-
-E tu--------- Jack s'interruppe toccandosi una spalla.
-Cosa c'è?- qualcosa le sfiorò il viso, bagnandola.
-Che succede laggiù?- urlò Will –ci siete?-
-Ho idea che si metterà a piov----------
Uno scroscio improvviso tuonò nella grotta, l'acqua cadde giù nella gola con violenza, Jack spinse Lenora nel corridoio correndo via. L'acqua si schiantò al suolo, rincorrendo i due pirati, raggiungendoli, inondandoli. Trascinandoli via con sé. Vennero trasportati con forza lungo il corridoio, cercarono di tenersi per mano ma la furia dell'acqua li divise. Quando tutto sembrò placarsi raggiunsero la superficie trattenendo il fiato ormai al limite della resistenza.
Jack emerse riprendendo fiato, poco distante da lui, anche Lenora era alle prese con i suoi polmoni. Si guardarono attorno, spalancando gli occhi.
-Al riparo!- urlò Duarte allontanandosi. Videro l'onda d'acqua riempire la galleria da cui erano arrivati, sembrò volesse inghiottirli, invece si tuffò nella gola in cui erano caduto Jack e Lenora. il fragore fu
assordante, alcuni schizzi li raggiunsero senza però farli allontanare troppo, poi tutto si placò.
-Ed ora?-
Gibbs sorrise –Finalmente acqua!!!!- esclamò, tuffandosi.
-Gibbs!- Will tentò di fermarlo, inutilmente.
Sentirono Gibbs tuffarsi nell'acqua –Hey!- urlò –Venite giù!-
Will si voltò verso l'amico –Sei d'accordo?-
-Ho smesso di pormi questo problema!- commentò Duarte scuotendo la testa. Itre ragazzi si tuffarono nell'acqua fredda.
Raggiunsero Gibbs che nel buio totale disse loro di prendere aria ed immergersi, da qualche parte doveva esserci un'uscita. S'immersero.
Duarte sapeva che Brenda era un'ottima notatrice, ma non si allontanò mai da lei, fu una fortuna, perché mentre attraversavano il corridoio che pochi minuti prima era stato attraversato da Lenora e Jack, lei gli strinse un braccio. Duarte capì che evidentemente aveva qualche problema, probabilmente d'aria, quindi la cercò, l'avvicinò a sé, schiacciandole la labbra contro le sue, passandole un po' di ossigeno.
Velocemente nuotarono nell'unica direzione possibile, finalmente videro qualcosa rischiarare le acque in superficie, risalirono attratti da quella misteriosa luce.
Le loro teste uscirono dall'acqua una dopo l'altra, Duarte, totalmente paonazzo, prese disperatamente aria.
-Adoro i Caraibi!- esclamò Jack, dando loro il benvenuto.
Gibbs sgranò gli occhi incredulo, Brenda e Duarte spalancarono la bocca sorpresi, Will rimase immobile.
-Che ne dite?-
-….J….Jack!- Gibbs sentì la gioia esplodergli nello stomaco, un urlo animalesco che invase la grotta come aveva fatto l'acqua pochi minuti prima.
Brenda e Duarte si abbracciarono esultando –Ricchiiiii!- urlarono.
-Giovane Turner?-
Will si passò una mano sugli occhi, incapace di trattenere un sorriso. Monete d'oro ovunque, brillavano, scaldavano, illuminavano la grotta d'un caldo giallo metallico, trasformando l'acqua in oro fuso.
-Siamo al centro della Devil's Throat!-
-Nella gola del Diavolo!- precisò Gibbs uscendo dall'acqua, ipnotizzato da quel meraviglioso bagliore.
Will si guardò attorno nuotando sul posto –Dov'è Lenora?-
-YYYYYAAAAAAAAWWWWWWWW!!!!!!!- urlò la ragazza tuffandosi in acqua, travolgendolo quasi. Will si lasciò sfuggire un urlo di sorpresa, ingoiando acqua, la ragazza riemerse ridendo.
-Tu non stai bene!.- le disse Will allontanandosi. Lei non sembrò dargli peso, continuò a nuotare ridendo.
Jack sorrise, dedicandosi poi con amorevole attenzione al suo tesoro.
Gibbs si rotolò nelle monete, baciandole, sentendone l'odore, tirandosele a pioggia sulla testa.
Brenda rise –Gibbs!- scosse la testa, ma non resistette alla tentazione di toccare quella meraviglia.
La grotta sembrava esserne colma, sarebbe stato impossibile portare via tutte quelle monete. Ma Jack si aggirava, seppure con aria soddisfatta, in cerca di qualcos'altro. Lo trovò mentre gli altri si tiravano le monete, tra le risa e le urla divertite.
Trovò ciò che cercava, ciò per cui aveva intrapreso quel viaggio, ciò che sapeva valere più tutte le monete lì dentro.
Il vero tesoro.
S'inginocchiò con aria solenne, mosse le dita sui palmi, quasi in adorazione.
Lenora gli si accostò, cadendo sulle ginocchia. –Jack!- mormorò.
-Sapevo che non era una leggenda- disse piano lui –Lo sapevo!- allungò la mano verso i tre oggetti adagiati su un letto di monete d'oro, prese il rampone, dalle dimensioni di una spada, interamente d'argento. Lo lasciò roteare tra le mani, una delle estremità era particolarmente appuntita, sembrava davvero molto pericolosa, ma era affascinante ed impossibile da non ammirare. Anche Lenora fissò l'oggetto incapace di staccare gli occhi, osservò il rampone, la sua maestosità, le strane scritte intagliate, disegni di cui ignorava l'origine e significato, ma che sentiva di amare.
Con somma cura Jack adagiò il rampone, prendendo tra le mani il secondo oggetto. Una grande perla piatta, magnificamente luminosa, delle dimensioni di un grande ciondolo. Era splendido. –Non è meraviglioso?- commentò Jack senza spostare lo sguardo da quell'incanto. La perla mandò luce ovunque, accecando quasi Will, che osservava la scena alle loro spalle. Il terzo oggetto era uno scudo, o qualcosa di molto simile.
Interamente d'oro e perfettamente circolare.
-Cosa sono, Jack?-
Jack tardò a rispondere, le parole non avevano importanza in quel momento.
Ma lui sapeva.
Qualcosa lo aveva portato lì, qualcosa lo aveva chiamato.
Conosceva quei tre oggetti, anche se ne ignorava i poteri.
Li aveva già visti, toccati.
Li riconosceva, nonostante la nebbia.
I tre oggetti, i tre incubi.
-Meravigliosi, vero?- disse –Avanti pirati! E' ora di tornare a casa!- annunciò, prendendo i tre oggetti con sé.


-Non di nuovo!- esclamò Gibbs lasciandosi cadere sulla roccia –Non è possibile!-
Le tre caverne sembrarono farsi beffe di loro, ancora una volta costretti a trovare il passaggio giusto.
-Ci penseremo dopo una bella dormita, cosa ne dite?- propose Jack, cogliendo tutti di sorpresa –Non guardatemi come fossi improvvisamente impazzito, con ogni probabilità fuori di qui è notte fonda, non potremmo comunque andare da nessuna parte, e le torce le abbiamo perse. Non ci resta che restare qui, il chiarore dell'oro ci farà un po' di luce, e domattina il sole potrebbe mostrarci la strada.-
-Sto con Jack!- esclamò Gibbs. In realtà sarebbe stato con chiunque avesse proposto di restare lì.
Il consiglio di Jack era saggio, e comunque la stanchezza cominciava a farsi sentire, decisero di dargli ascolto e fermarsi in quel luogo per la notte, o almeno per qualche ora, finchè l'alba non avesse in qualche modo indicato loro la strada.
Brenda si addormentò quasi subito, Duarte vegliò su di lei per un po', poi cedette al sonno. Gibbs russava abbracciato al suo oro, accanto a lui Will, addormentato.
Jack era stato l'ultimo ad addormentarsi, dopo aver festeggiato con Lenora a modo loro. Erano tornati in silenzio nella grotta colma di monete, ne avevano lasciate una quantità generosa, appesantire troppo i carichi sarebbe stato troppo pericoloso, si erano sdraiati a bere rum, l'ultimo rimasto nelle due tasche ormai quasi vuote, Lenora gli aveva ricordato che avevano un conto aperto, e Jack fu ben lieto di chiuderlo.
Ora dormivano anche loro, dopo aver raggiunto gli altri nella grotta vicina.
Lenora aprì gli occhi.
Brenda era in piedi, davanti a lei. La guardava.
-Brenda?- sussurrò –Ti senti bene?-
La ragazza continuò a fissarla, senza aprire bocca.
-Hey Brenda!- Lenora si sedette, stropicciandosi gli occhi, forse stava sognando?
La vide fissarla ancora, poi voltarle le spalle e correre verso le tre caverne, la guardò ancora, scomparendo nel buio.
-Brenda?- Lenora corse nella stessa direzione della ragazza, senza rendersi conto di essere totalmente disarmata. Sembrò pensarci per un secondo, ma poi la preoccupazione per l'amica la fece correre nel buio della caverna.
-Brenda?- chiamò.
-Lenora! Sono qui!-
-Che diavolo stai facendo? Dove sei?-
-Qui!- le disse, poco più avanti.
Lenora avanzò tastando le pareti buie attorno a sé, scivolò ma riuscì a non cadere, avanzò ancora -Sta ferma dove sei, Brenda.-
-Ho trovato qualcosa, vieni!- le disse l'amica.
-Ok, parlami, così posso raggiungerti!-
-Qui! Sono qui!-
Lenora la sentì finalmente più vicina, un leggero vento le rinfrescò la pelle del viso, una uscita? Avanzò più spedita, domandandosi come avesse fatto Brenda a camminare così velocemente in quella dannata oscurità.
Finalmente vide qualcosa.
Si arrampicò su quella che doveva essere una roccia, vide Brenda, la stava aspettando, c'era un varco, un'uscita, la raggiunse. –Hai trovato l'uscita!- esclamò, sorridendole.
Brenda ricambiò il sorriso, immobile.
Qualcosa colpì Lenora alla testa.
L'ultima cosa che vide fu il sorriso di Brenda, trasformarsi in ghigno.