PIRATES OF THE CARIBBEAN III: IL TESORO DI DEVIL'S THROAT
By Bridget
CAPITOLO
TREDICESIMO: L'AVVENTURA DELLA PERLA
NERA
Jack sedeva in un angolo de La Sposa
Fedele, la taverna che più amava lì a Tortuga, gustandosi il
suo boccale di rum in compagnia di Sputafuoco, un pirata che
lo stesso Jack definiva "un randagio cagnaccio di mare",
l'equivalente d'un buon pirata! Dal canto suo, Sputafuoco
Bill, il cui vero nome era William Turner, considerava Jack
Sparrow il più in gamba tra i pirati, nonostante l'andatura
ciondolante e l'aria stramba era il pirata più scaltro e
maledettamente furbo che avesse mai conosciuto. Ed era il
Capitano della nave più bella che quei mari avessero mai
visto: la Perla Nera.
Erano seduti a quel tavolo da diverso
tempo, ormai, al quarto giro di rum. Sputafuoco non aveva
l'abitudine di pagare da bere, ma nel pomeriggio a Jack
avevano rubato le monete che avrebbero dovuto spendere lì alla
taverna, e siccome a rubare quelle monete era stato un
bambino, Sputafuoco aveva preferito pagare, piuttosto che
tornare sull'argomento.
-Stammi a sentire, Bill, ci sono
solo due cose che a questo punto possiamo fare. La prima è
salpare domani stesso, e sarebbe un bel rischio, comprendii? –
mandò giù una buona sorsata di rum, guardando fisso negli
occhi il suo compagno.
-E l'altra, Jack?-
Jack alzò un
sopracciglio –L'altra è-------
-Capitano Jack Sparrow!-
salutò qualcuno, interrompendolo. Jack alzò lo sguardo sui due
uomini in piedi, davanti al tavolo.
Due pirati,
certamente. Jack osservò quello che aveva parlato, era alto,
dall'aspetto elegante e dal viso sorridente. Lunghi capelli
biondo scuro tenuti da una fascia nera, gli occhi blu, come il
mare, misteriosi, come il mare.
-Ricordo il mio nome-
disse, sorridendo –I vostri, invece?-
-Lui è Mastro Twigg
ed io sono Barbossa.- continuò l'uomo, sedendosi al tavolo.
Jack si finse impressionato, notò Barbossa fare cenno a Mastro
Twigg di sparire, cosa che avvenì prontamente. Rimase a
guardarlo in silenzio, si sorrisero con
diffidenza.
-Bene…Barbossa!- parlò finalmente il pirata,
giocherellando con il proprio boccale –c'è…qualcosa che posso
fare per te?- ironizzò, lanciando occhiate a
Sputafuoco.
Barbossa non perse quel sorriso tranquillo -In
effetti…-annuì come fosse un vecchio amico -…si! E…c'è
qualcosa che io posso fare per te.-
Jack sembrò incuriosito
–Bene, bene, bene. Sarebbe?-
-Tu cerchi uomini per la tua
ciurma.-
-E' esatto.-
-Io ne ho abbastanza.-
-E vuoi
unirti a noi.-
-E' esatto.-
Si guardarono, Jack sorrise,
godendosi un'altra sorsata di rum –Barbossa…cosa ti fa pensare
di avere gli uomini giusti per me?-
Barbossa sorrise
annuendo, come se aspettasse quella domanda –Perché se fossi
il Capitano della Perla Nera, sarebbero gli uomini giusti per
me.- rispose.
Jack non nascose la propria approvazione per
la risposta –Se sai maneggiare la spada come sai maneggiare la
lingua, Barbossa, ti aspetto domattina davanti alla mia
nave.-
Barbossa apparve soddisfatto, sorrise ai due uomini
e salutando si congedò.
-Jack!- esclamò Sputafuoco una
volta rimasti soli –Non lo conosci neanche!-
-Non è
esatto.- disse, con la sua solita calma –Barbossa! L'ex primo
ufficiale della Nightflyer.-
Sputafuoco spalancò la bocca,
prima di richiuderla ed annuire –Altro rum!-
-Yo-ho!- Jack
alzò il boccale in aria –beviamoci
su!-
-Non sono affatto convinto sia una
cattiva idea, Capitano! C'è da deliziarvi gli occhi, direi!-
commentò uno dei pirati della ciurma della Perla Nera,
indicando Barbossa e la piccola schiera di uomini al suo
seguito. Al Capitano erano piaciuti, questo non era sfuggito a
nessuno.
Un improvviso trambusto in coperta attirò
l'attenzione di Jack, che si accostò alle scalette,
incuriosito.
-Prendete quel piccolo randagio!- urlò Bos'un
rabbioso.
Jack vide un ragazzino correre su per le
scalette, per raggiungere la tolda, l'afferrò per un braccio
–Hey,hey,hey, quanta fretta!- disse, fermandolo. Il piccolo si
dibatté, nell'agitarsi qualcosa gli cadde dalle tasche,
qualcosa che Jack riconobbe immediatamente, la sua bussola.
Senza lasciare la presa, Jack si chinò a prenderla, guardando
il bambino con un sopracciglio alzato –E questa?- disse,
agitando la bussola sotto il naso del ragazzino.
-E' un
ladruncolo, Capitano. L'abbiamo sorpreso mentre rovistava
nella sua cabina!- tuonò Bo'sun, indicandolo. Il ragazzino
approfittò della momentanea distrazione di Jack per mordergli
una mano e liberarsi della presa.
-Per tutti i diavoli,
ahia!- Jack si massaggiò la mano, cercando il
bambino.
L'aveva trattenuto Barbossa. Si avvicinò –Allora,
furfantello, cosa ci facevi nella mia cabina, mmmh?-
Barbossa scosse la testa- Capitano Jack Sparrow, temo di
doverti delle scuse. Questo….diavolo qui, è mia figlia,
Lenora.-
Jack corrugò la fronte, visibilmente sorpreso. Si
chinò a guardare la ragazzina, le scostò i capelli biondi dal
viso, riconobbe il ragazzino che gli aveva rubato i soldi il
giorno prima, ma non disse niente. –Lenora.- disse,
pensieroso. Sospirò –Quanti anni hai, Lenora?-
Lei lo
guardò finalmente negli occhi, Jack vide due onde rubate al
mare, provò simpatia per quella terribile
ragazzina.
-Abbastanza!- rispose lei, in tono di sfida.
Jack si voltò verso la sua ciurma, fingendosi
impressionato.
-Abbastanza!- le fece eco, annuendo.
Qualcuno rise. –E sentiamo, abbastanza per
cosa?-
-Abbastanza per sfidarti a duello.- socchiuse gli
occhi –e batterti!-
L'intera ciurma rise, Jack sorrise
senza distogliere lo sguardo –Hai del coraggio,
Lenora.-
-Ha il temperamento da Pirata, ma per il momento è
un ottimo mozzo.- Barbossa sorrise al Capitano, senza lasciare
la figlia.
Jack alzò gli occhi verso l'uomo, poi tornò a
guardare la ragazzina –Vuoi farmi l'onore di far parte della
mia ciurma, Lenora?- le disse, in tono solenne.
La
ragazzina sembrò pensarci, si guardò attorno, osservò la
ciurma, tornò a guardare Jack –Hai una bella nave.- disse,
facendolo sorridere –Ma lui non mi piace.- continuò, indicando
Bos'un. Il gigantesco uomo di colore le mostrò i
denti.
-Bos'un? Ha l'aspetto di un vero mostro marino, lo
ammetto. Ma non è cattivo…- sorrise –Credimi!- aggiunse,
sussurrandoglielo.
Lenora non sembrò convinta, ma sospirò
–Accordato!- disse.
Jack tirò un sospiro di sollievo,
alzandosi in piedi, sorrise a Barbossa, poi si girò verso il
resto della ciurma –Miei cani rognosi, vi presento un nuovo
membro della Black Pearl!- indicò la ragazzina –Lenora!-
La ciurma rise, ma stette al gioco del Capitano, Jack
tornò a guardare Barbossa, si strinsero la mano, il viaggio
cominciava.
Una settimana dopo, mentre la Black
Pearl navigava, regina indiscussa del mare dei Caraibi, Jack
notò Lenora affacciata al castello di poppa, apparentemente
immersa nei suoi pensieri.
Barbossa si era rivelato un
pirata valido e coraggioso, era ormai il suo primo ufficiale.
Avevano passato le ultime cinque notti a parlare di mappe,
tesori, e navi pirata. Avevano scoperto di avere in comune
quattro cose: La Isla de Muerta, Devil's Throat, La "Ancient
Mariner" e la "Nightflyer".
La Isla de Muerta era una
terribile isola, impossibile da trovare se non per chi sapeva
già dove fosse. Un'isola su cui non cresceva vegetazione, che
custodiva il famoso tesoro di Cortes. Jack sapeva molte cose
su quell'isola e probabilmente sarebbe stata proprio quella la
prossima missione.
La Devil's Throat era un'isola
totalmente diversa dalla Isla de Muerta, lì la vegetazione
cresceva rigogliosa e splendida, ma i pericoli e le trappole
avevano tenuto lontano tutti coloro che si erano avventurati
alla ricerca del Tesoro dell'Antico Culto. Trovare quel tesoro
senza la mappa era impossibile. E la mappa era stata divisa in
tre. Barbossa aveva confidato a Jack di possederne una parte,
rubata al Capitano della Nightflyer. Jack sapeva dove cercarne
un'altra.
La "Ancient Mariner" era la famosa nave fantasma
dei Caraibi, orribili storie si raccontavano su quella nave,
di come avesse trovato la maledizione eterna e di come la
Donna Spettro e la Morte avessero dimorato sul suo ponte
giocando ai dadi il destino della ciurma. Si diceva che a
seguire la sua rotta si giungeva in un posto segreto dove era
custodito un tesoro inestimabile.
La "Nightflyer" era stato
per lungo tempo uno dei vascelli più pericolosi in quelle
acque. Il Capitano, Dwight Renfield, era un abile spadaccino,
e la sua ciurma non sembrava essere da meno. Ma si
raccontavano anche storie strane, negli ultimi tempi, storie
legate ad una misteriosa figura che aveva preso ad
accompagnare il Capitano, rendendolo non più nobile nelle
battaglie, ma spietato e crudele. A tal proposito Jack non
aveva esitato a chiedere a Barbossa quanto vero ci fosse in
quelle storie, e Barbossa gli aveva confidato di aver visto il
Capitano Renfield cambiare, molto velocemente, da quando
quello strano individuo il cui volto mai era riuscito a
vedere, si accompagnava con lui. Renfield e quell'uomo erano
diventati indivisibili, e sulla nave era scoppiata una
misteriosa epidemia che aveva dimezzato la ciurma. Barbossa
aveva avuto una violenta discussione con il Capitano,
discussione di cui non desiderava parlare, ed era riuscito a
scappare prima che le cose si mettessero male per lui. Jack
aveva ascoltato con molta attenzione, senza mai interromperlo,
e se Barbossa non aveva voluto parlare di quella discussione,
lui non gli aveva certamente raccontato del suo incontro con
Dwight Renfield, avvenuto tempo indietro. Dwight Renfield era
stato un amico per lui, tanto tempo prima. Poi era successo
qualcosa. Ed il mare li aveva allontanati.
Jack finse di
non rendersi quasi conto della presenza della ragazzina sul
castello di poppa, rimasero vicini in silenzio per un po',
ascoltando il mare.
Fu Lenora a parlare per prima –Non ti
ho ancora ringraziato per non aver detto a Barbossa dei soldi
che ti ho rubato.-
Jack non scostò gli occhi dal mare, ma
sorrise –Non l'ho fatto per te. L'ho fatto per me. Non mi fa
onore si sappia che sono stato rapinato da una bambina.-
mentì.
Silenzio.
-Quanti anni hai?-
-Abbastanza.-
rispose lui, divertito.
Lenora sorrise appena, senza
distogliere lo sguardo dalla maestosità del mare –Io ne ho
7.-
-29-
Silenzio.
-Vuoi diventare un pirata?-
-Si.-
-Come tuo padre?-
Silenzio.
Jack attese la
risposta, sembrò non arrivare, proprio mentre stava pensando
ad altro sentì un "No", giungere da qualche parte. La guardò
–Hai detto qualcosa?-
-Ho detto No.-
Questa volta
l'aveva stupito sul serio. Corrugò la fronte, guardandola.
Incontrò i suoi occhi.
-Ti osservo da una settimana, Jack
Sparrow, e mi sono convinta di una cosa.-
Jack sorrise, si
chinò sulle ginocchia, alla sua altezza, la guardò sorridente
incrociando le braccia con interesse –Cosa?-
La piccola
Lenora lo fissò in silenzio, poi sospirò –Io voglio essere un
pirata. Ma non come Barbossa. Barbossa non è un buon pirata.
Tu, sei un buon pirata. Un buon Capitano. Ed io…io voglio
essere come te.-
Jack la guardò, quella bambina era davvero
strana, ma sentiva qualcosa per lei, qualcosa che non riusciva
a spiegarsi, ma che c'era. Decise in quel momento che le
avrebbe insegnato ad essere un buon pirata.
-Sai governare
una nave, Lenora?-
Gli occhi della bambina
s'illuminarono.
-Il primo passo per essere un buon pirata è
saper governare una nave.-
Lenora guardò il timone, guardò
Jack, lo baciò inaspettatamente su una guancia –Grazie.-
disse.
-Il secondo passo per essere un buon pirata è non
concedersi debolezze, come questa.- mentì,
impacciato.
Lenora tornò seria –Non mi concedo mai
debolezze. E non bacio mai nessuno, Jack Sparrow. Dovresti
quindi sentirti onorato ed evitare di sottolineare certe
cose.- guardò il timone –Andiamo?- propose, in un
sorriso.
Jack ricambiò il sorriso, annuendo. –Andiamo.-
…..
…Jack si accarezzò la guancia, nel
ricordo.
Quanto tempo era passato da allora. Quanto
desiderò ancora quel bacio.
Quanto.
Quanto.
Quanto.