PIRATES OF THE CARIBBEAN III: IL TESORO DI DEVIL'S THROAT
By Bridget






CAPITOLO QUINDICI: PRIMA DELLA BATTAGLIA


Duarte si sporse ancora un po’, tenendosi saldamente al ramo più spesso –Jack!- chiamò ancora, in un urlo sussurrato. Era la terza volta che lo chiamava, il tempo passato su quell’albero ormai cominciava a farlo dubitare della validità del piano. Jack era stato così convincente nell’esporre ciò che aveva in mente, da convincerli senza controbattere, ma i piani di Jack Sparrow erano sempre quanto di più improbabile orecchio avesse mai udito. La verità era che aveva una sfacciata fortuna, ma la fortuna e’ un’amica su cui non puoi contare, presto o tardi ti volta le spalle..e questo Duarte lo sapeva benissimo. Sospirò –Jaaaack!-
-One Stab! Vuoi tacere?- rispose la voce del pirata, da un albero poco lontano. Quello che Duarte non vide furono i pugni del pirata, stretti davanti le sue labbra.
-Sei sicuro che passeranno di qui?-
-No. Ho fatto salire tutti sugli alberi, me compreso, perché mi diverte tantissimo, One Stab!- ironizzò –Certo che sono sicuro, e sono anche sicuro di cosa accadrà se non fai un favore a tutti e chiudi la bocca, comprendii?-
Gibbs, dietro Duarte, sorrise continuando a tenersi. Quando Duarte si voltò verso di lui tornò immediatamente serio, schiarendosi la voce in una alzata di spalle.
Un leggero vociare sembrò giungere da poco lontano, i quattro pirati mossero contemporaneamente la testa verso la stessa direzione. Will tentò di spostarsi in avanti, per sfruttare meglio la copertura delle enormi foglie verdi, ma scivolò, cadendo cavalcioni sul solido ramo, Jack lo guardò in una smorfia di dolore, mentre Will serrava occhi e labbra trattenendo un grido di dolore.
-Uuh giovane Turner, i gioie------
-…non…dire…niente. – ingoiò a vuoto –Jack.-
Jack si massaggiò istintivamente l’inguine, quasi ad assicurarsi che fosse tutto a posto, le voci si stavano avvicinando, era il momento di agire, guardò il giovane –Tutto a posto, li sotto?-
Will chinò la testa da una parte in una smorfia di rassegnazione, si alzò dolorosamente stando ben attento a non scivolare di nuovo, non ne sarebbe sopravvissuto.
Un piccolo gruppo di uomini si stava avvicinando, arrivando dalla jungla, facendosi strada tra le canne. Parlavano tra loro, prestando poca attenzione a tutto il resto. Jack non li perse d’occhio un solo istante, li osservò mentre passavano sotto di loro, li osservò mentre superavano l’albero, raggiungendo quello in cui aspettavano nascosti Gibbs e Duarte. Gibbs chiuse velocemente la tasca di rum, il rum era finito, ma l’acqua aveva comunque un aroma familiare. Quando i cinque uomini furono sotto l’albero saltarono su di loro come scimmie infernali. Caddero tutti a terra, dei cinque uomini del gruppo uno cadde già morto, poiché Duarte lo aveva colpito allo stomaco, con uno dei suoi coltelli. L’infernale portoghese.
Riguadagnarono in fretta l’equilibrio, alzando in aria le proprie spade.
-Non avete nessuna speranza, sciocchi pazzi. Siete solo due.- disse uno degli uomini, digrignando i denti.
-Sbagliato.- esclamò Jack saltando dall’albero, in uno dei suoi ghigni divertiti.
-E tu chi saresti?- continuò l’uomo con spavalderia.
-Capitano Jack Sparrow!- si presentò, in un inchino.
-Capitano Jack… chi?-
Jack sfoderò la pistola –Sparrow!- ripetè, sparando.
L’uomo rimase immobile, con la sua espressione spavalda sul viso, alzò gli occhi attratto da qualcosa, cadde a terra morendo ancor prima di realizzare che quel “qualcosa” era il suo sangue.
Uno dei tre uomini rimasti fuggì tra le canne, correndo velocemente nella jungla, lasciando ai suoi due compagni l’ingrato compito di vedersela con quei tre pirati piovuti dal cielo.
Will lo vide, saltò dall’albero mancandolo di poco, inseguendolo senza indugi.
La vegetazione poteva essere un ottimo nascondiglio per l’uomo in fuga, ma le canne e l’erba scostate al suo passaggio lo tradivano, restando schiacciate laddove l’uomo era passato.
Le tracce s’arrestarono improvvisamente, Will rimase fermo, girando su se stesso per non essere colto alle spalle. Udì un rumore alla sua destra, ma rimase immobile. Di nuovo lo stesso rumore, sordo e secco. Sorrise.
Vibrò la spada in aria compiendo mezzo giro, verso sinistra, incontrando la lama della spada del nemico, non era caduto nel pallido tranello dell’uomo. Lottarono sferrando vigorose stoccate, finché Will, abile spadaccino, riuscì a far volare via la spada dell’uomo, in una doppia stoccata ed un colpo di polso.
L’uomo fissò incredulo la propria mano, stretta attorno al manico della spada sino a qualche secondo prima. Will gli sorrise, senza attaccare. L’uomo si guardò attorno, afferrò una delle canne spezzate, riacquistando coraggio. Will non sembrò darsi pena, anzi, sembrava divertito dall’arma improvvisata del suo nemico. Aveva notato come fosse facile combattere contro quell’uomo, come i suoi riflessi fossero stranamente rallentati da qualcosa. Ripresero a lottare ma passò poco tempo prima che Will lo disarmasse di nuovo, uccidendolo.
Era chino a guardarlo quando fu raggiunto da Jack, Duarte e Gibbs.
-Mi aspettavo qualche uomo in più, deve esserne rimasto qualcuno all’accampamento.- Jack oltrepassò il cadavere a terra, senza prestargli attenzione. Will lo fermò per un braccio.
-Jack.-
-Mh?-
-Non ti sembra strano?- continuò Will senza alzare lo sguardo dall’uomo a terra –Non ti sembra strano che il Volatore Notturno si circondi di uomini mediocri come questi?-
-Al contrario, Will. La ciurma della Nightflyer è composta da abili pirati.- s’inginocchiò accanto al cadavere, voltando la testa dell’uomo dalla sua parte –Ma soltanto dal tramonto all’alba.- terminò, attirando l’attenzione degli altri sul collo dell’uomo: due fori violacei , appena dietro l’orecchio sinistro.
-Vampiri?-
-Non esattamente. Nessuno di loro è stato trasformato in vampiro, ma tutti sono stato iniziati.-
-In altre parole il Volatore Notturno si ciba di loro.-
-Non ha di certo le stive piene di rum.- Jack tornò in piedi –Devono essercene altri, all’accampamento. Dobbiamo andare, prima che cali il sole.-
I quattro uomini s’incamminarono tra i canneti, nel luogo dove Brenda e Lenora erano state portate la notte precedente.


Lenora sentì Brenda muoversi, alzò gli occhi dalle monete d’oro con cui stava giocherellando, la vide guardarla, le si avvicinò. Brenda, stesa a terra, fissò l’amica, respirando profondamente.
-Hey, come ti senti?-
La ragazza si guardò attorno, come vedesse quel posto per la prima volta –Lenora…- la guardò, sembrò ricordare. Gli occhi si velarono di lacrime –Mi dispiace…mi dispiace tanto…-
-Lascia stare.- Lenora scosse la testa in un sorriso –Come ti senti?-
-Mi sento…- guardò le rocce, sopra di sé -…- tornò a voltare la testa dalla sua parte –Io non ti farei mai del male, Lenora. Mai.- due grandi lacrime le scivolarono lungo il viso, silenti.-Io ti voglio bene, per me sei come una sorella, io..-
-Lo so. Adesso devi solo riposare, vedrai che ti sentirai meglio.-
-Se solo…- sentì la gola bruciare –Se solo potessi bere…-
Lenora continuò a sorriderle con dolcezza –L’acqua non ci manca.-
-Se tu potessi darmi un goccio del tuo sangue, Lenora. Solo un goccio.- mormorò, umettandosi velocemente le labbra con la lingua –Soltanto una volta, non te lo chiederò mai più.- pregò.
Lenora scosse piano la testa, senza perdere il sorriso, sapeva glielo avrebbe chiesto –Devi resistere. Sopporta la tua sete per questa notte, domattina sarai guarita.-
-Solo un goccio…ti prego.-
-Posso darti solo acqua, Brenda.-
La ragazza sembrò non credere al rifiuto dell’amica, i suoi occhi, dal dolore passarono alla rabbia, s’incupirono, sembrarono prendere fuoco –Tu mi guardi come fossi un mostro, vero?-
Lenora, paziente, scosse la testa sorridendo –No.-
-Si!- urlò quasi lei –Invece si!- ripetè, mentre il respiro si faceva affannoso –Tu vuoi che io muoia, ma non succederà. Lui…Lui mi salverà, vedrai.- minacciò, mostrandole i denti. L’amica non si mostrò spaventata, continuava a sorriderle.
-Spiacente, solo acqua, Brenda.-
-Sono sicura non me la darai, invece.- rispose lei, in tono di sfida.
Lenora alzò un sopracciglio, ciondolando la testa –La vuoi?-
Brenda socchiuse gli occhi, serrando la bocca in un’espressione di odio –Voglio il tuo sangue.-
Il pirata sorrise –Spiacente, solo acqua.- ripetè, poi, incurante delle urla e delle minacce dell’amica si allontanò tornando a giocare con le monete d’oro.
Poco più tardi, quando Jack, Duarte, Will e Gibbs tornarono alla caverna, trovarono Lenora davanti ad una alta torre di monete, e Brenda, rabbiosa, ad inveire contro di lei.
-Lenora! Ti stavi forse annoiando?- ironizzò Jack fissando la torre d’oro.
-Siete andati a divertirvi e mi avete lasciato qua!- rispose distrattamente, senza voltarsi, aggiunse un altro paio di monete, guardando la sua opera.
Le minacce di Brenda si susseguivano senza sosta.
-Ma da quant’è che va avanti?- Will corrugò la fronte indicando Brenda.
-Un po’- Lenora sembrò finalmente interessarsi a loro –Com’è andata?-
-Tutti morti. Ma del Volatore Notturno nessuna traccia. Gli abbiam----
-Vi ucciderà!- urlò Brenda, mentre Jack la guardava sorpreso ed infastidito.
-Gli avete..?- incalzò Lenora.
Jack tornò a guardarla –Gli abbiamo fatto fuori quasi l’int------
-Ve la farà pagare!- l’interruppe ancora Brenda, Lenora roteò gli occhi al colmo della sopportazione, le si avvicinò, mentre la ragazza inveiva di nuovo contro di lei.
-Scusami, Brenda!- esclamò, prima di raggiungerla in pieno volto con un pugno. La ragazza rimase immobile tra la sorpresa e l’incredulità, poi cadde a terra svenuta. –Dicevi?- riprese Lenora, voltandosi verso Jack.
-Più della metà della ciurma è morta, ma sono sicuro abbia al suo fianco i migliori. Sono quelli da cui non si separa mai, e sono quelli che vegliano su di lui durante il giorno, mentre lui dorme.-
-E sono quelli che moriranno con lui, stanotte!- concluse Gibbs in un attimo di entusiasmo, essere riusciti ad eliminare tutti quegli uomini senza procurarsi neanche un graffio l’aveva riempito di coraggio, non che non ne avesse, ma dopo tutto quello che era successo, aveva desiderato essere da qualunque altra parte. Ma non ora. Si accorse che tutti lo stavano guardando, ok, forse aveva messo troppa enfasi nelle parole, ma diavolo, quel Volatore Notturno aveva le ore contate.
Duarte si massaggiò i tendini del collo, guardando Brenda –Come faremo con lei?-
Jack sorrise –Potrebbe esserci perfino di aiuto. Ma prima dobbiamo prepararci.-
Will annuì, cominciando a strappare le tre camicie che aveva tenuto in mano sino a quel momento, le avevano sottratte a tre degli uomini dell’accampamento, a loro non sarebbero servite mai più, mentre erano di grande aiuto per quello che si apprestavano a fare.
-Lenora, vieni qui.- disse, tenendo tra le mani un lungo lembo –togliti la camicia.-
-Mmmh!- esclamò lei sollevando un sopracciglio –che intenzioni hai?-
Will alzò la testa, guardandola, l’espressione sul suo viso rispose per lui, Duarte scosse la testa sorridendo. Quando Lenora si fu tolta la camicia, Will le avvolse intorno al busto il lungo lembo bianco, appena sotto il seno, lo strinse, fingendo di non sentire su di sé lo sguardo della ragazza, ghignante e divertita. Alzò appena gli occhi, ma solo per un paio di secondi. Jack si avvicinò osservando il lavoro di Will –Bene.- disse, prendendo un altro lembo più piccolo e avvolgendolo attorno al collo di Lenora.
La ragazza fece un passò indietro, guardandosi: il collo fasciato, il busto fasciato, i fianchi fasciati, per via della ferita. –Aye! Abbiamo il vampiro e la mummia, chi fa il licantropo?- scherzò.
Will e Gibbs sorrisero, senza farsi vedere.
Duarte sospirò, mostrandole uno dei suoi coltelli –Questo potrebbe servirti.- disse, infilandolo delicatamente nella fasciatura che le aveva fatto Will.
-E questa?- domandò lei, indicandosi il collo.
-Precauzione, Lenora. Si chiama precauzione.- Jack agitò le dita in aria, aiutando Will ad avvolgersi il lembo attorno al petto.
Duarte si avvicinò a Brenda, coprendole il collo, poi si tolse la camicia.
Quando tutti furono pronti, Jack annuì pensieroso, si toccò il mento con un dito, con aria soddisfatta.
-Miewwww-
Un gatto arruffato e bagnato si fece strada tra le monete d’oro, avvicinandosi stancamente al suo padrone. Stringeva nelle piccole fauci qualcosa di lungo e giallognolo.
-Scratch!- esclamò il portoghese, onestamente felice di rivedere il suo gatto, scomparso il giorno prima. Il gatto cercò le sue mani, vi adagiò la testa, in rumorose fusa. –Scratch!- disse di nuovo Duarte, baciandolo. –Cos’hai in bocca?-
Gli sfilò il trofeo con delicatezza, era una pergamena. Capì di cosa si trattava ancora prima di aprirla.
-E’ la terza parte della mappa. Scratch! Dove l’hai presa?-
Jack prese la pergamena che Duarte gli stava porgendo, la studiò con un ghigno di soddisfazione –E’ proprio lei.- disse, rapito. Voltò la carta, avvicinandosela al viso –Il segreto della Vita che dona il Potere Assoluto.- lesse.
-Ci risiamo…- mormorò Gibbs desiderando un bel boccale di rum.
-La notte non durerà ancora molto, dobbiamo agire.- continuò il pirata infilandosi la pergamena in tasca –Abbiamo ucciso i suoi uomini ed abbiamo la sua parte di mappa. Sarà arrabbiatissimo.- disse.
-Dopo quello che ha fatto sono arrabbiata anch’io.- mormorò Lenora accarezzando distrattamente la sua spada.
Jack annuì –Aye!- mosse un passo indietro, colpendo involontariamente la torre di monete che la ragazza aveva costruito nell’attesa, l’oro crollò in un infinito tintinnare di monete. Il pirata si voltò verso Lenora, con aria colpevole.
-Mi correggo: sono furiosa.- precisò.
-Approfittiamone, allora.- terminò Jack, accarezzandosi le trecce del pizzetto, fingendo di non capire che Lenora ce l’aveva con lui.