PIRATES OF THE CARIBBEAN III: IL TESORO DI DEVIL'S THROAT
By Bridget
CAPITOLO
18: IL SEGRETO DEL DESTINO
Jack alzò un
sopracciglio fissando la lama del Volatore Notturno, a pochi
millimetri dal suo viso. C’era mancato davvero poco,
quell’ultima stoccata l’aveva quasi raggiunto, soltanto i suoi
riflessi l’avevano salvato da morte certa.
Perfino il
Volatore Notturno era stato colto di sorpresa, sicuro di
averlo in pugno. L’orribile muso deforme accennò ad un sorriso
–Molto bene!- disse.
Jack lo fissò negli occhi.
-Ti do
un’ultima occasione, mio curioso amico, un’ultima possibilità.
Uno…scambio.- disse, con voce bassa e sicura, mentre un’aria
soffocante di tombe e morte entrava nella gola di Jack. I loro
volti, così vicini, sembravano volersi fondere uno con
l’altro. –Eri giovane, allora. Giovane ed inesperto. Ma molto,
molto testardo, al contrario del tuo amico. Al contrario di
Dwight.- sorrise –Ti ho osservato in tutti questi anni, ti ho
osservato molto attentamente, so tutto di te. La tua sete di
sangue mi affascina, abbiamo molte cose in comune io e te…tuo
malgrado…- lanciò un’occhiata a Brenda, per poi tornare a
guardare Jack –Adesso è giunto il momento di decidere, Jack.
Decidere una volta per tutte. E per aiutarti ti propongo uno
scambio. Tua figlia. E’ in mio completo potere, ma te la
renderò, se accetterai la mia proposta.-
Duarte scosse
piano la testa guardando Lenora, di cosa stavano
parlando?
Quale proposta?
E perché quella creatura
mostruosa si rivolgeva a Jack come fossero vecchie
conoscenze?
Cos’era che Jack aveva tenuto nascosto a tutti
sino a quel momento?
Lenora gli rispose con un breve cenno
del capo, neanche lei sapeva.
Jack mosse un passo indietro,
liberandosi della lama del Volatore Notturno, compì un mezzo
giro, sferrando un colpo che raggiunse l’essere vestito di
nero ad un fianco. Lacerò la camicia ed entrò nelle sue carni.
Qualcosa di terribilmente denso gocciò sul legno, un forte
odore di morte pervase tutt’intorno.
Il Volatore Notturno
si guardò la ferita con scarso interesse, non sembrava
causargli dolore, né dimostrava di esserne preoccupato, ghignò
invece contro il pirata, scotendo lentamente la
testa.
-No…no…no. No, Jack. Non costringermi ad ucciderti,
non fare ancora lo stesso errore di tanto tempo fa. Non voglio
ucciderti, lo sai, siamo fratelli di sangue, io e te. Non è
così? Tu e Dwight.- disse, avanzando lentamente verso di lui
–Dwight e tu. Giovani pirati pronti a tutto per un tesoro, una
nave, l’immortalità. Ma le vostre strade si sono separate,
Jack. Sono stato io a farlo. E adesso ti do la possibilità di
unirti di nuovo a noi, Jack. A Dwight, e a me. Non era questo
che volevi?-
Jack rimase in silenzio, osservando ogni suo
movimento, pronto a colpire.
-Mi hai cercato, per tutti
questi anni, fingendo fosse la sete di vendetta a muoverti, ma
io ti conosco, tu vuoi essere come me, vuoi poter vivere in
eterno, avere il potere, essere temuto. Essere il più grande
pirata che sia mai esistito. Posso darti ciò che vuoi, getta
la spada.-
Will e gli altri si guardarono in silenzio,
sentivano il freddo penetrare nelle loro ossa, e con esso
sentivano la paura. Paura che Jack cedesse, e con lui anche
l’ultima speranza di uscire vivi da lì. La Nightflyer era una
nave morta da tempo, il suo equipaggio divorato dal proprio
Capitano, il Volatore Notturno aveva bisogno di un nuovo
corpo, perché quello di Dwight Renfield non aveva retto alla
putrefazione, al Male. Quell’essere mostruoso non era riuscito
a raggiungere in tempo il Tesoro custodito nell’isola, ed ora
aveva bisogno di prendere una nuova vita, nuova forma, e con
essa la speranza di prendere l’oggetto sacro che lo avrebbe
reso perfetto, senza dover più cibarsi per esistere.
Lo
Scudo.
“Il Segreto della Vita che dona il potere
assoluto”
E c’era soltanto una persona che poteva salvarlo:
Jack.
Quell’antico culto richiamava a sé i peggiori demoni
che l’umanità avesse mai conosciuto, i suoi adepti erano stati
sterminati, senza pietà, colpevoli di adorare creature
sfuggite agli Inferi, pronte a scendere sulla Terra, per
impadronirsene. Ecco cos’avevano trovato lui e Jack nel diario
di Dwight Renfield. Jack e Dwight avevano cominciato quella
lunga ricerca anni prima, e si erano imbattuti nel Volatore
Notturno. Dwight aveva accettato la sua proposta, Jack no. E
per tutta la vita si erano dati la caccia, fino a giungere di
nuovo alla Gola del Diavolo, dove le loro strade si erano
incontrate ancora una volta.
L’ultima.
-Lascia quella
spada, Jack. Vieni da me.- mormorò il Volatore
Notturno.
Lenora gemette stringendosi le mani attorno al
collo, le sembrò che la pelle si lacerasse, sentì la stoffa
riempirsi del suo sangue, e sentì freddo.
Duarte la
sostenne per una spalla –Ricorda Lenora, non è reale. Resisti,
qualsiasi cosa tu stia vedendo o sentendo, non è
reale.-
Improvvisamente Brenda urlò, fu un suono straziante
e lungo. Si gettò verso il castello di prua, urlando il nome
del suo Signore, urlando come se la sua stessa vita dipendesse
da questo. Will e Gibbs la tennero, bloccandola per le
braccia, lei si dimenò, si dibattè, inveì contro di loro,
tentando di colpirli.
Il Volatore Notturno era ormai di
fronte a Jack, allungò le braccia, per riceverlo –Avanti Jack
Sparrow, puoi farlo.-
Jack battè gli occhi un’unica volta,
aprì le dita lasciando cadere la spada.
Il Volatore
Notturno sorrise, accogliendolo tra le proprie braccia, come
aveva fatto con Dwight, tanto tempo prima.
-No Jack!!- urlò
Will senza lasciare il braccio di Brenda.
Lenora, china
sulle ginocchia, con le mani attorno al collo, alzò la testa,
vide scomparire Jack nel lungo mantello del Volatore Notturno,
vide le braccia del Volatore Notturno chiudere i lembi del
lungo mantello, vide vibrare le loro teste, i loro corpi,
l’intera nave.
Il cielo fu squarciato da un lampo
improvviso, un accecante artiglio luminoso si fece strada tra
le nuvole, gettandosi in mare. Il vento si alzò violento, il
mare montò furioso, lampi e terribili tuoni assordarono il
mondo, i pirati vennero sbalzati da una parte all’altra della
tolda.
Il mantello del Volatore Notturno si aprì, l’essere
indietreggiò barcollando, mentre Jack, sporco di sangue,
restava immobile con lo sguardo fisso davanti a sé.
Il
Volatore Notturno colpì la schiena sulla ringhiera e solo
allora le sue mani si strinsero attorno ad un oggetto che
sembrava uscirgli dal cuore…un oggetto rotondo, lungo,
prezioso: il rampone d’argento.
“Il segreto del Destino che
restituisce alle Tenebre”
-CAPITANO Jack Sparrow, putrido
topo di stiva.- mormorò Jack, fissandolo.
Gli altri lo
raggiunsero, circondandolo, ma senza distogliere lo sguardo
dal Volatore Notturno, incredulo e sanguinante.
Il cielo
s’aprì di nuovo, ed un lampo puntò dritto alla nave, puntò
dritto al rampone.
Il corpo del Volatore Notturno fu
attraversato da una violenta scarica elettrica, lo divorò,
consumandolo in pochi secondi. Poi l’essere cadde a terra,
finalmente vinto.
Brenda urlò, urlò ancora, mentre
raggiungeva quell’uomo che aveva amato
disperatamente.
-Nooooo!- urlò, gettandosi su di lui,
adagiando la testa sul suo petto, chiamandolo per nome. Una
delicata pioggia prese a scendere dal cielo, quasi volesse
togliere via tutto quel sangue, cancellarne il passaggio.
Brenda lo sentì respirare, seppure debolmente, alzò la testa,
in lacrime.
Il volto fiero e bello di Dwight Renfield
puntava verso il cielo ma gli occhi cercavano lei.
Jack e
gli altri si avvicinarono in silenzio, circondandoli. Quello
che vedevano era il vero Dwight Renfield, com’era stato prima
che il Volatore Notturno ne catturasse l’anima, ed il
corpo.
Dwight vide Jack, gli sorrise appena, vide Lenora,
chiuse gli occhi. Li riaprì, e vide Lei.
La donna che aveva
amato e che avrebbe amato per sempre.
-Sarah…- mormorò,
mentre le lacrime scivolavano ai lati del viso, lacrime che
per anni non era stato in grado di versare.
Brenda tirò su
col naso, asciugandosi gli occhi, lo accarezzò delicatamente,
piangendo in silenzio.
-Sarah…dammi la pace…Amore Mio…-
mormorò lui, mentre le forze lo abbandonavano.
Jack pose
una mano sulla spalla di Brenda, lei si voltò a guardarlo,
vide la spada che le stava porgendo. Comprese.
Seppe cosa
fare.
Guardò Dwight un’ultima volta, lo baciò appena sulle
labbra, poi, in un lamento di rabbia e dolore calò la lama sul
collo del
ragazzo.
Decapitandolo.
NdBee:
Tra le parole del Volatore Notturno ci sono citazioni tratte
dal film “The Night Flier”, e l’ultima frase di Dwight
Renfield è un chiaro riferimento alle ultime parole di Dracula
di Bram Stoker…una piccola libertà che mi sono presa per un
ultimo omaggio a due tra i miei vampiri preferiti…apologies!
Spero questo rimetta le cose a posto… spiritualmente…
ecumenicamente… grammaticalmente…
But now…on deck you
scabrous dogs! Man the braces! Ya slimy, mangy
cads!!!!