PIRATES OF THE CARIBBEAN III: IL TESORO DI DEVIL'S THROAT
By Bridget
CAPITOLO
VENTI: RITORNO A TORTUGA
-Ok, questa è
l'ultima!- Gibbs si asciugò il sudore con l'avambraccio,
guardando le casse sulla spiaggia.
Avevano passato le
ultime due ore a riempire le casse di quell'oro, e riportarle
lungo quei corridoi impervi della grotta era stato davvero
molto faticoso.
Duarte si lasciò cadere sulla sabbia, in
un sospiro -Rum...- mormorò, sentendo la gola andargli a
fuoco, quel sole infuocato non aiutava affatto. Gibbs annuì
sorridendo, rum!
-Quando saremo a Tortuga mi comprerò tutto
il rum che riesco a trovare, voglio restare ubriaco fino al
giorno del Giudizio!-
-Non cambi di molto le tue abitudini,
Josh!- rise Duarte, senza però sollevarsi da terra.
Gibbs
rise con lui.
Dall'entrata della grotta spuntò la testa di
Will -Duarte! Gibbs! Venite!-
Duarte mosse appena la testa
nella sua direzione -Che c'è ancora? Basta oro! Non riusciremo
a spenderlo in due vite!-
-Abbiamo un problema!- rispose
Will, scomparendo.
Duarte e Gibbs si guardarono con
complicità -Un problema?- esclamarono all'unisono.
-Cosa
dici, One stab?-
Il ragazzo battè le mani sulla sabbia,
fissando il cielo, c'erano delle splendide nuvole bianche, che
si rincorrevano in quell'azzurro meraviglioso. Una giornata
perfetta. -Temo di doverti dire che dobbiamo andare!-
Gibbs
sembrò pensarci, annuì piano -...già...-
Quando ebbero
raggiunto la grotta più ampia, quella in cui era custodito il
tesoro, gli altri erano tutti radunati attorno a qualcosa,
Jack era al centro, borbottava.
-Che succede?-
Brenda e
Lenora si voltarono a guardarli, alzarono le spalle con aria
rassegnata.
Jack provò di nuovo, tentò di sollevare il
pesante scudo d'oro, ma con nessun risultato. Tirò con tutte
le sue forze, provò a puntare i piedi e sollevare lo scudo con
il suo peso, ma sembrò tutto inutile.
-Ma che sta facendo?-
mormorò Duarte all'orecchio di Will.
-Non riesce a prendere
lo scudo...e non vuole lasciarlo qui.- rispose piano il
ragazzo, stando attento a non farsi sentire.
Duarte
incrociò le braccia gustandosi lo spettacolo, vedere Jack
combattere contro uno scudo era uno spettacolo affascinante
che non si sarebbe perso per niente al mondo.
-Ok...
piccolino...adesso il vecchio Jack ti solleva e ti porta via
da questa stupida grotta, che ne dici?- il pirata fissò lo
scudo, concentrato, incurante degli altri.
-Adesso ti
prendo e tu vieni con il vecchio Jack...eh?- agitò le dita in
aria prima di puntarle sul bordo dello scudo, tirò di nuovo,
questa volta fino a farsi venire le nocche bianche. -Tu
stupido, piccolo, sporco,
maledetto------------------------------
Un suono
improvviso, simile ad un tuono, arrivò dal fondo della grotta.
Il piccolo gruppo voltò la testa verso il rumore, tranne Jack,
che continuava a tirare lo scudo imprecando ormai senza
controllo.
Il suono si ripetè, piccoli frammenti di roccia
caddero dall'alto, finendo in acqua.
Il lago interno dal
quale erano giunti la prima volta ribollì, come fosse
improvvisamente troppo calda.
-Jack...-
------rognoso
figlio d'un cane, brutto-------
-...Jack?-
Duarte e gli
altri indietreggiarono, senza distogliere lo sguardo
dall'acqua, ormai in totale subbuglio.
-Jack!-
Il pirata
alzò la testa, innervosito -Che c'è?- urlò.
La sua piccola
ciurma rimase in silenzio, indicano l'acqua.
Jack guardò in
quella direzione, spalancando gli occhi.
Il rumore, ormai
continuo, sembrava avvicinarsi, molto velocemente, la grotta
cominciava a tremare e le rocce più sporgenti crollavano
cedendo al proprio peso.
-Dobbiamo uscire di quì...- Gibbs
si diresse verso la caverna che dava all'esterno, facendo
segno agli altri di affrettarsi.
-Sta arrivando...- mormorò
Duarte, concentrandosi sul rumore.
-Perfetto, questo vuol
dire che dobbiamo andarcene...la...la terra trema...- Brenda
prese Duarte per una mano.
-Jack!-
-Devo prendere lo
scudo!-
-Ma Jack, non farai mai in tempo!-
-Lo devo
prendere!-
Lenora scosse la testa, facendo segno agli
altri di uscire, corse accanto a Jack, chinandosi -Ti rendi
conto che non riuscirai mai a trascinarlo fino all'uscita?
Questo posto si riempirà d'acqua tra qualche secondo!-
Jack
roteò gli occhi, guardandola -Allora mettiti in salvo!-
Lei
sbuffò -Abbiamo abbastanza oro da dormirci dentro, perchè
diavolo vuoi portarti via anche quel..."coso"?-
Jack prese
un lungo respiro, alzando un sopracciglio -Perchè quel "coso"
ha il potere di--------
La grotta tremò facendoli cadere,
l'acqua sembrò gonfiarsi, qualsiasi cosa stesse arrivando era
molto, molto vicina.
-Avanti Jack! Andiamo!-
-Devo
portare via lo scudo!-
-Jack!- urlò puntandogli contro la
pistola -muovi le chiappe, dannato pirata!-
-Non penserai
che ci creda, spero. Non mi spareresti
neanc----------------
Lenora sparò un colpo, Jack sentì
qualcosa sfiorargli la giacca, sgranò gli occhi restando
immobile.
-Muovi... Le... Chiappe!- scandì lei, stringendo
l'arma.
Jack guardò lo scudo, lo accarezzò, alzò la testa
verso l'acqua, era arrivata al loro stesso livello, e bolliva,
bolliva dannatamente.
Ringhiò agitando le dita, poi prese
Lenora per un polso e corse via.
Il lago esplose in un
enorme vulcano d'acqua, raggiungendo l'alto soffitto ed
inondando la grotta in pochi secondi.
I due pirati corsero
lungo la caverna, sentendo l'acqua farsi sempre più vicina,
fino a raggiungerli, sbalzandoli in avanti, fuori dal tunnel
naturale. Gli altri li videro volare fuori sospinti dall'onda,
ricadere sulla sabbia, rotolando lontano.
-Tutto a posto?-
Will raggiunse Jack, al centro di un momentaneo
fiumiciattolo.
Un fragore all'interno della grotta fece
allontanare istintivamente i pirati, l'entrata crollò
chiudendo il passaggio.
Lo scudo era nuovamente al
sicuro.
Jack si alzò, strizzandosi le maniche della giacca
-Solo due cose potrebbero mettere le cose a posto, una
bottiglia di rum e----
-Scratch!- esclamò Duarte
-Non
esattamente, ragazzo.- commentò il pirata.
-Scratch!- il
portoghese corse incontro alla sua gatta, chinandosi a
riceverla tra le braccia, la gatta miagolò saltando agilmente
sul suo padrone. -One Scratch!- mormorò lui, sentendo la gatta
fare le fusa. Gli si arrampicò fin sul collo, strusciandosi
contro di lui, miagolando in continuazione.
-Fatti vedere,
matey!- Duarte la prese, accarezzandola, solo allora si rese
conto che la gatta aveva qualcosa attorno al collo, annodato
con cura. Scratch era bagnata, ma la stoffa attorno al collo
dell'animale gocciolava copiosamente. Sciolse il lembo,
osservandolo. Sorrise. -Jack!-
-Mh?-
-Qual'è la seconda
cosa che metterebbe tutto a posto?-
-E' la...-Jack guardò
verso il mare, un'ombra scura aveva improvvisamente attirato
la sua attenzione -la Black Pearl!- terminò, estasiato.
Gli
altri seguirono il suo sguardo, increduli: la Black Pearl si
stagliava oltre la costa, bellissima.
I suoi cannoni
spararono a festa, mentre tre scialuppe si avvicinavano
velocemente.
I pirati sulla spiaggia saltarono lanciando in
aria qualsiasi cosa, Duarte roteò il lembo di vela nera della
Perla, ululando.
La caccia al tesoro era
finita.
Poco più tardi, mentre la ciurma accoglieva
Jack e gli altri con bottiglie di rum, Sputafuoco raccontò di
come Scratch avesse attirato la loro attenzione, di come
fossero andati a prenderla e di come avesse continuato a
miagolare sempre nella stessa direzione, per indicare loro la
rotta.
-Ed ora!- esclamò Geldert, già ubriaco -tenetevi
stretti le posate, perchè sta per arrivare...- sorrise, mentre
Yellowteeth e Trap Pete avanzavano trionfanti portando verso
Lenora un pentolone fumante.
-Capitano...-
Lenora
annusò l'aria, sorridendo -Salamagundi!!!- esclamò -Il mio
piatto preferito!-
-Per te, Capitano!- tuonò Draco, in un
sorriso che non sminuì il suo aspetto inquietante
-Ooh-
mormorò lei guardando scherzosamente Brenda -e se non lo
mangio tutto ho paura che Draco mi lancerà fuori dalla
Perla!-
Lenora fissò l'immensità buia attorno alla
Perla, stavano tornando a Tortuga, il viaggio era ancora
lungo, ma cominciava già a sentire l'odore della sua città, il
bouquet che riconosceva come suo, l'unico posto sulla
terraferma che le faceva battere il cuore come il
mare.
-Non hai bevuto molto rum, stasera.- era la voce di
Jack. L'aveva raggiunta silenziosamente sul castello di prua,
lasciandosi alle spalle la festa in corso. Sulla tolda la
ciurma danzava e cantava, bevendo rum ed inneggiando ai due
Capitani. Sono in debito con te, mh?-
Lei sorrise senza
guardarlo -Lo sei.-
Jack sfiorò con le dita il magnifico
legno della sua nave, vibrando con esso -Avere un debito con
te è come averlo col Diavolo..-
Lenora mosse lentamente gli
occhi verso di lui, alzò un sopracciglio, senza dire
niente.
-D'accordo. Cosa vuoi?-
La ragazza ghignò -Il
tuo cappello. Per una settimana.-
Jack corrugò la fronte
-Fuori discussione.-
-Va bene- rispose lei, in un'alzata di
spalle, tornando a guardare l'oscurità -Nessun problema. Dirò
a Brenda la verità su te e Sarah.- sentì il pirata fissarla,
gli sorrise velocemente, tornando al mare.
Jack sospirò
battendo le dita sul legno -Avere un debito con te è peggio
che averlo col Diavolo, Lenora.- si accarezzò il mento,
distrattamente.
-Il tuo cappello per una settimana, Jack.-
Lenora poggiò le spalle sul bordo, voltandosi, vide un'ombra
avvicinarsi.
-Dirò io a Brenda la verità!- la sfidò
lui.
-Bene. Accomodati!- rispose la ragazza, con un cenno
del capo, Jack guardò alla sua sinistra, Brenda era lì.
Mormorò qualcosa, togliendosi il cappello e mettendolo in
testa a Lenora. Salutò Brenda, allontanandosi.
La ragazza
guardò il padre, in silenzio.
-Mi sento felice, eppure non
riesco a liberarmi da questo senso di colpa. Con Jack, con te,
con...- chinò la testa -...Duarte...-
Lenora si aggiustò il
cappello, soddisfatta -Non ci pensare.- rispose, continuando a
toccarsi il cappello a tre punte.
-Mi domando perchè mia
madre mi abbia cresciuto con l'amore per i pirati e non mi
abbia mai detto che mio padre...era uno di loro.-
-Forse
era il suo modo di parlarti di lui.- scrollò la testa.
-Si
ma perchè...?-
-Alcune volte si fanno cose che dentro
sappiamo essere giuste ma che non riusciamo a spiegare. Tua
madre ha fatto quello che riteneva giusto, ti ha assicurato
una vita tranquilla, ed hai avuto ugualmente un buon padre.
Noh?-
Brenda annuì -Certo...-
-Almeno la tua ha avuto
dei riguardi per te...- sorrise con amarezza -la mia invece
non ha certo perso il sonno per me!-
La guardò -Non so
niente di tua madre.-
-Non c'è niente da sapere. Ci ha
abbandonate.-
-Vi ha abbandonate? Vuoi dire che non eri
sola?-
Lenora scosse la testa -No. Avevo una sorella. Morì
che aveva cinque anni.-
-Oh Signore, Lenora! E tu quanti ne
avevi?-
-Cinque.- la guardò -Gemelle.-
Brenda spalancò
la bocca -Deve essere stato terribile...-
-Mh...no. Nicole
era una bambina crudele e violenta.-
Brenda si morse un
labbro, ma fu incapace di trattenersi -Una vera
Barbossa!-
-Temo di si.-
-E quando tua madre ti ha
abbandonato cos'hai fatto?-
- Sono rimasta con Joe finchè
Barbossa mi ha preso con sé.-
-E Barbossa come reagì alla
morte di ...Nicole?-
Lenora corrugò la fronte, immergendosi
nel ricordo -Niente...non ha mai detto niente. Non gli ho mai
nemmeno sentito pronunciare il suo nome. Tanto meno quello di
mia madre, la odiava.-
-Che tipo di...- si fermò. Non era
saggio spingersi troppo oltre.
Lo fece Lenora -Vuoi dire
che tipo di donna potesse stare con uno come Barbossa? Lui non
è sempre stato come lo hai visto. Era un uomo che piaceva,
alle donne. E comunque per mia madre non avrebbe fatto molta
differenza.- le sorrise -Era una prostituta.-
Brenda non
riuscì a nascondere il proprio stupore.
Lenora tornò a
guardare il mare -In fondo il Volatore Notturno non aveva
tutti i torti. Il mio sangue è della peggior feccia. Figlia di
una prostituta e di un pirata spietato.- si toccò il cappello
-Quello che c'è di buono nella mia vita si chiama Jack Sparrow
-la guardò -Tuo padre.-
Will scivolò esausto accanto a
Gibbs. Gli girava la testa e cominciava a cedere al sonno.
Gibbs, ubriaco, continuava a mandare giù rum, cantando
stonatamente, sbagliando tutte le parole, ogni tanto si
interrompeva per ridere, poi riprendeva a cantare, totalmente
fuori tempo.
Will lo osservò per un pò prima di parlare
-Non ho mai visto nessuno bere come te, Gibbs!-
Il pirata
gli sorrise, ma Will fu quasi certo che non avesse capito
neanche una parola.
Duarte si piegò sulle ginocchia,
incrociando le mani -Stanco?-
-Eh...quella cosa che abbiamo
mangiato prima mi ha quasi ucciso, il rum ha fatto il resto.
Non so per quanto andrete avanti, ma credo che mi cercherò un
posto dove dormire!-
-L'alba non è lontana e per questa
notte gli orari della nave non verranno rispettati, dovrai
ubriacarti ancora un pò per riuscire a dormire, Will.- gli
sorrise.
-Non sono sicuro di riuscire a mandare giù altro
rum senza mettermi a piangere...-
Duarte guardò a prua,
Brenda era li, da sola. Non poteva vederla in volto, ma
l'avrebbe riconosciuta comunque. Si congedò da Will,
dirigendosi verso di lei.
Mentre la raggiungeva si ripetè
che le avrebbe parlato, che le avrebbe detto quello che
sentiva, che ci sarebbe voluto del tempo per tornare come
prima, quel gesto che le aveva visto fare l'aveva ferito, più
di quanto lui stesso credeva, le avrebbe detto che l'amava, e
che non avrebbe mai rinunciato a lei, le avrebbe detto tutto
questo, guardandola negli occhi, ma poi quando l'ebbe
raggiunta, quando lei si voltò sorpresa, Duarte scoprì che
nessuna parola sarebbe stata degna di quel momento, così la
prese tra le braccia e la baciò.
Jack chinò la
testa indietro, poggiandosi allo schienale della potrona,
chiudendo gli occhi. Aveva poggiato la camicia sul tavolo, ed
ora si rilassava alla fresca aria della sua cabina. Sentiva i
balli ed i canti della ciurma, ma era un suono lontano,
distante, che non lo disturbava affatto.
Erano riusciti a
portare via dall'isola gran parte del tesoro, abbastanza da
poter fare baldoria per giorni e giorni, una volta tornati a
Tortuga.
Si concentrò sul dolce ondeggiare della Perla, era
meraviglioso sentirla muovere, sentirsi cullare da lei.
La
Perla.
Era lei quel senso di libertà che aveva dentro, quel
suo sentirsi parte del mare, quell'amore di cui si nutriva.
La Perla.
Udì la porta aprirsi, sollevò la testa per
vedere chi fosse.
Lenora si chiuse la porta alle spalle,
guardandolo. Avanzò lungo la stanza, poggiando la pistola ed
il coltello sul tavolo, oltrepassandolo, per raggiungere
Jack.
Si sbottonò la camicia, liberandosene.
Nessuno dei
due disse nulla ma i loro occhi non cessarono un attimo di
comunicare, guardandosi fissi come due tigri pronte a sferrare
l'attacco. Lenora si chinò su di lui, facendo scivolare le
proprie dita sulle braccia dell'uomo, sulle sue ferite, sui
suoi tatuaggi, la sua storia scritta sulla pelle. Accostò il
proprio volto al suo, sfiorandogli appena le labbra,
respirando la sua stessa aria. Scese con le labbra sul suo
collo, sulla spalla, sul petto, soffermandosi sulle due ferite
da arma da fuoco che conosceva bene, e che amava, come ogni
centimetro di quel corpo. Jack la guardò, baciandole la testa,
in silenzio. Lei risalì con le labbra a raggiungere le sue,
baciandolo con quella passione che Jack conosceva. Si sedette
su di lui e le mani dell'uomo si strinsero attorno alle sue
natiche, sollevandola e avanzando per la stanza barcollando.
Cadde sulle ginocchia, mancando il letto di poco, trascinando
via le lenzuola, rotolando sul pavimento tra risa e sussurri.
I colpi che giungevano dalla tolda erano rintocchi di un
orologio impazzito, che aveva cessato di seguire il tempo in
un luogo dove il tempo non aveva più significato, nè
potere.
Jack le accarezzò il viso, le labbra, seguì con un
dito la dolce curva delle sopracciglia,
sorridendole.
-...Lenora Sparrow..- mormorò, guardandole le
labbra.
Lenora lo spinse a terra, sotto di sé -Capitano
Lenora Sparrow...comprendi?- mormorò, liberandosi degli ultimi
indumenti.
Più tardi, in un groviglio di lenzuola, Lenora
mosse un braccio nel sonno, sentì il cuore di Jack battere
sotto il calore della sua pelle, sentì il piacevole fresco del
legno, sentì una delle punte del cappello, lo prese
sistemandoselo sulla testa e finalmente s'addormentò.