PIRATES OF THE CARIBBEAN III: IL TESORO DI DEVIL'S THROAT
By Bridget






CAPITOLO TERZO: VIAGGIO DI NOTTE



-No, vi prego! Vi prego! Pietà!- il giovane mozzo cercò di liberarsi dalla presa dei suoi compagni, ma Wolf e Shark lo tenevano per le braccia, saldamente. E lo stavano trascinando lungo la tolda, verso il castello di poppa, dove la sua vita avrebbe cessato di avere un senso…ammesso che ne avesse ancora. Hoak, il cui vero nome era Nicholas, ma non c'era nessuno che avesse mantenuto il proprio nome su quella nave, ordine del Capitano, tentò un'ultima disperata fuga strattonandosi violentemente, meglio finire in pasto ai pescecani, che perire per mano del Capitano, quella non sarebbe stata morte…
-Smettila Hoak- Shark lo guardò con disgusto, il ragazzo che stavano trascinando dal Capitano non aveva più niente del loro vecchio compagno di violenze, di saccheggi, di battaglie, era solo un traditore, che stava per guardare in faccia la Morte, inghiottito da essa, per mano del loro Capitano. A niente sarebbero valse le sue preghiere, le sue richieste di perdono, il suo destino stava per concludersi.
Nel peggiore dei modi.
Raggiunsero il castello di poppa, dove un'imponente ombra scura attendeva, dando loro le spalle.
-Per…pietà…- mormorò Hoak in lacrime.
-Capitano, Vi abbiamo portato Hoak- Wolf spinse l'uomo ai piedi del castello, sperando di non dover assistere ancora una volta ad una delle punizioni del Capitano.
L'ombra alzò un braccio, senza voltarsi, il mantello si allargò, dando l'impressione che un'enorme ala di pipistrello venisse aperta nel buio della notte. Era l'ordine.
Dovevano lasciarlo lì, e sparire.
Hoak chiuse gli occhi cadendo in ginocchio, strisciò sui gradini, implorando pietà. –Vi prego! Vi prego Capitano…non uccidetemi, vi giuro che------ udì un fruscio e seppe che il Capitano si era voltato verso di lui. Le sue narici si riempirono di quell'odore che conosceva bene, al quale nessuno sarebbe mai riuscito ad abituarsi, l'odore della Morte, l'odore del Male. Rimase dov'era, incapace di alzare la testa. Incapace di smettere di piangere. Incapace di smettere di tremare.
-Mi hai tradito-
Hoak sobbalzò, quella voce, fredda come il vento d'inverno, senza età come le onde del mare in tempesta.
-No! Non Vi ho tradito! Non Vi tradirei mai, Capitano!- gemette.
-In piedi-
-Vi prego non---
-In piedi-
Hoak poggiò le mani sul freddo legno, per tirarsi su, guardava a terra, incapace di alzare lo sguardo, fissava il lungo mantello nero del Capitano, pregando in silenzio.
-Se…sse Vi ho mancato di rispetto, in qualche modo, Capitano, Vi giuro che farò di tutto per----
-Non è necessario, Hoak. Non è necessario- disse la voce, ora terribilmente vicina al giovane, sembrava stranamente liquida adesso, Hoak si sentì afferrare per il collo, la forza del Capitano era tale da lasciarlo senza fiato, sentì quel dolore che tanto aveva temuto, e che mai, nei suoi incubi peggiori aveva immaginato talmente feroce.
Un terribile strillo raggiunse le stelle in cielo, la vegetazione nel fondo buio dell'oceano, tramutandosi in un verso che poco aveva d'umano. Il corpo del ragazzo vibrò come fatto di spuma marina, il volto contratto in un'espressione di sconvolto terrore, gli occhi ormai ciechi rivolti al buio impietoso, verso un Dio che non poteva esistere, se esistevano esseri come il suo Capitano. Cadde in mare con un tonfo flaccido, scomparendo ben presto tra le scure onde del mare.
-Non è necessario.- disse ancora il Capitano, in un sussurro spaventoso.
La Nightflyer avanzò nel mare dei Caraibi, seguendo la propria rotta per Devil's Throat.
Niente avrebbe potuto fermarla.
Gli occhi d'un profondo smeraldo del Capitano fissarono l'oscurità di cui era figlio, vide la costa ormai prossima, non serviva l'ausilio della luce per vedere, non a quella oscura creatura malvagia, non a lui.
Non al Volatore Notturno.



Nello stesso istante, ad un giorno di viaggio di distanza, la Black Pearl solcava i mari tra canti e risa. Jack aveva dato ordine di far festa, ed il rum era preso a scorrere sulla tolda della nave, tra balli ed urla divertite.
-Yo-ho, yo-ho! A pirate's life for me!
We pillage, we plunder, we rifle and loot.
Drink up me 'earties yo-ho!
We're devils and black sheep, really bad eggs!
Drink up me 'earties yo-ho!……….-cantavano in coro, mentre Duarte accompagnava con la sua chitarra.
Brenda, senza fiato dopo la frenata danza con Yellow Teeth, raggiunse Gibbs tentando di trascinarlo –Andiamo signor Gibbs! Si lasci andare!- lo spronò.
L'uomo scosse la testa, ubriaco ma ancora assetato –Mno…- disse –Non è una buona idea!- tirò su col naso, le parole uscivano lente ed impastate, ma gli sembrava di essere stato chiaro –Non so ballare!- guardò la ragazza cercando di non dare a vedere la fatica che stava facendo a tener ferma la testa. Brenda sorrise.
-Oh! So che è un ballerino favoloso!- insistette, tirandolo per un braccio –Andiamo!-
Gibbs le sorrise, ma non accennò ad alzarsi.
-Signor Giiibbs!- esclamò Jack, li aveva raggiunti non visto, ed ora ciondolava dietro di loro in un ghigno alcolico, divertito. –Quando una donna invita un uomo a ballare- si bloccò, sembrò restare immobile per sempre, poi si schiarì la voce riprendendo a ciondolare –l'uomo deve sempre accettare- sorrise a Brenda –Missy?-
Lei annuì –Ben detto Jack!- tornò a guardare l'uomo seduto –Signor Gibbs?-
Gibbs spostò lo sguardo da Jack a Brenda, poi mormorando qualcosa di incomprensibile cercò di alzarsi senza perdere l'equilibrio, si passò le mani sui pantaloni –Miss Brenda…-
Jack e la ragazza si guardarono, ammiccando. Brenda prese Gibbs per mano, portandolo nel piccolo gruppo d'improbabili danzatori.
Jack li seguì con lo sguardo, sorridendo, la ciurma si stava divertendo, un buon modo per esorcizzare il mistero che avvolgeva la nuova avventura.
Cercò Lenora con lo sguardo, la trovò sul ponte di poppa, rivolta verso il mare. Gli sembrò di rivederla anni prima, quando se ne andava a rifugiarsi in quel punto preciso della nave, pensierosa e taciturna. La raggiunse.
-Non vai a divertirti con la tua ciurma?- le domandò, alle spalle.
Lenora non distolse lo sguardo dal mare –No.-
L'uomo alzò una mano per accarezzarle i capelli, titubò, decise che non era il momento –Potremmo approfittarne per discutere della mappa, nella mia cabina- le guardò la testa.
Lei sorrise –Jack! Non è davvero il momento- abbassò lo sguardo, fissando l'acqua che s'infrangeva contro la nave –Pensi anche tu che non sarà facile vincere sul Volatore Notturno, Jack.- aspettò. –Non hai bisogno di rispondermi. Hai sempre dato feste come quella di stasera, prima di una dura battaglia, me lo ricordo.-
Jack annuì, sorrise, le accarezzò i capelli, adesso era il momento.
-Il Volatore Notturno non è un nemico facile, e non ama essere sfidato da incauti sciocchi-
-Fortuna che io non lo sia, allora, eh?-
Lenora si voltò sorridendo, si ritrovarono faccia a faccia, occhi negli occhi. Lei gli sorrise dolcemente –Si che lo sei, Capitano Jack Sparrow!- mormorò, mentre lui ricambiava il sorriso –Sei l'essere più sprovveduto, scellerato e imprudente che abbia mai conosciuto- guardò oltre l'uomo, la ciurma in festa, le risa, i canti, tornò a fissare Jack, non disse niente, ma lui capì.
Sospirò, oltrepassandolo.
Jack la fermò per un polso, senza voltarsi –Hey…- le disse.
Lenora voltò appena la testa verso di lui –So che mi stai nascondendo qualcosa, Jack. So anche che scoprirò di cosa si tratta.- fece una pausa, ed il tempo sembrò interminabile –E sento che per la prima volta in vita tua…hai paura.- si liberò dalla presa, allontanandosi.
Jack restò a guardare l'oscurità che li circondava.
Dietro di lui, i festeggiamenti illuminavano la notte.