PIRATES OF THE CARIBBEAN III: IL TESORO DI DEVIL'S THROAT
By Bridget
CAPITOLO
CINQUE: DEVIL'S THROAT
Brenda era scesa nella
cabina del capitano, chiamata da Jack, assieme a Duarte, Will,
Gibbs e Lenora. Ora si trovavano riuniti attorno al tavolo,
concentrati sulle parole di Jack…tranne Brenda, catturata dal
caldo ambiente della cabina. Quel luogo era delizioso, ampio,
ben arieggiato. L'imponente letto in mogano nero sorretto da
colonne corinzie arricchiva l'ambiente, già abbastanza di
sfarzo. Il tavolo, al centro della stanza, aveva l'aria di
pesare un'infinità, massiccio com'era. Alle pareti specchi
incastonati, ed un divano di velluto rosso scuro.
Ad
illuminare la cabina, quando la luce del giorno si indeboliva,
un lampadario dai mille lumini.
Brenda tornò ad osservare
le carte sul tavolo, Jack era immerso nel suo discorso, fu
difficile per lei riprenderne il filo.
-…perché ora siamo
qui- terminò, puntando il dito sulla cartina.
-Falaise de
Fleur- lesse Will, gli occhi puntati sulla
carta.
-L'abbiamo superata questa notte, tra breve saremo
qui- ripeté Jack indicando l'isola più a nord est. L'isola
aveva una forma molto particolare, sembrava quasi un prezioso
collare, al centro una profonda insenatura era protetta da
isolotti che ne rendevano impossibile il passo.
-Devil's
Throat!- mormorò Lenora, ciondolando la gamba dal bracciolo
della sedia, affascinata.
Jack si voltò a guardarla, le
sorrise, tornò a guardare gli altri –Ed ora…- sfilò un'altra
carta da sotto la più grande.
-Cos'è?- Will si sporse ad
osservarla
-E' una delle tre parti della mappa del tesoro…-
Duarte alzò gli occhi verso il Capitano –Jack!-
-Dove l'hai
presa?- volle sapere Gibbs, in un'espressione di piacevole
sorpresa.
Jack sorrise soddisfatto –Non ha importanza.
L'importante è averla, dico bene?-
Will allungò una mano,
prendendola, la osservò, non aveva mai visto una mappa di un
tesoro, sebbene ne avesse sempre sentito parlare. La pergamena
era vecchia ed ingiallita dal tempo, un lato doveva aver preso
fuoco tanto tempo prima, ancora il bordo scuro e seghettato,
divorato dalle fiamme, ne portava i segni. C'erano delle
scritte e dei disegni che non sarebbe mai riuscito a
decifrare. Voltò la carta dall'altra parte –E questo?-
domandò, indicando una fitta scritta nera.
-"O sigilo de
la Mae que liga também a chama- guardò Jack
interrogativamente.
-Fa vedere- Duarte prese la carta,
corrugò la fronte –E' portoghese. "Il segreto della Madre che
riaccende la fiamma" – disse, guardò Jack –Hai idea di cosa
voglia dire?-
Jack osservò i presenti, il collo rigido in
un'espressione seria –Neanche un po'.-
-Bene! Direi che
siamo a buon punto!- ironizzò Lenora –Fammi capire, Jack! Ci
stai portando su un'isola considerata dimora di creature
infernali, probabilmente il Volatore Notturno ci aspetta per
ucciderci, e cosa abbiamo noi? Una delle tre parti della mappa
ed una frase di cui ignoriamo il significato!- alzò le
sopracciglia divertita –C'è dell'altro?-
Jack ciondolò la
testa facendole il verso, poi si riprese la carta, gelosamente
–Sappiamo che la mappa fu divisa in tre parti dal fratelli
della costa, le tre parti furono divise in modo tale che
nessuno potesse trovare il tesoro anche solo possedendone una
o due. Furono consegnate a tre insospettabili signori, un
italiano, un francese ed un portoghese.- abbassò gli occhi
sulla carta, la guardò affascinato –Il tesoro non fu mai
trovato, nonostante le massicce ricerche compiute, fino a
qualche anno fa. In molti hanno perso la vita per trovarlo, si
dice che l'isola sia un'enorme trappola, chiunque abbia messo
lì quel tesoro conosceva perfettamente le terribili insidie
che quell'isola nasconde, un luogo ideale, certamente. Il
passaggio per l'Inferno-
-La gola del Diavolo, appunto-
precisò Gibbs massaggiandosi la barba –Porta sfortuna anche
solo a pronunciarlo…-
-Chiunque? Vuoi dire che non si
conosce l'identità dell'uomo che ha scelto la Devil's Throat
come luogo in cui seppellire il tesoro?-
-Il tesoro è
legato ad un antico culto segreto. Sembra sia protetto da
custodi invisibili pronti a tutto pur di tenere lontano
chiunque. In attesa che il culto torni in quelle terre, e
riprenda ciò che è suo.-
-Ma il tesoro qual è? Un antico
culto che attende decenni per rientrare in possesso di
gioielli e monete?- Brenda alzò le spalle,
dubbiosa.
-Giusta osservazione, Missy. Sembra infatti che
monete e gioielli non siano che una minima parte del bottino.
Tre oggetti compongono il vero tesoro…tre
oggetti…sacri.-
-Cosa?- Gibbs e Lenora lo guardarono
alzandosi in piedi
-Come ho detto- sentenziò lui, con aria
solenne.
Will si mosse per la stanza, pensieroso –Questo
potrebbe voler dire…enormi…-
-Giganteschi…- continuò
Duarte
-Guai!- esclamarono in coro Brenda e Lenora.
Jack
passò in rassegna i suoi interlocutori –Vi ho dato mai modo di
dubitare di me?- domandò, agitando le dita in aria.
Gli
altri si guardarono, scettici, guardarono Jack. L'uomo piegò
la carta infilandosela nella tasca, senza perdere d'occhio gli
altri.
-Terra in vista!- esclamò Yellow Teeth, dall'alto
delle scalette, rompendo il silenzio. Jack si lasciò sfuggire
un sorrisino, senza farsi vedere.
Una volta fuori, Jack
riempì i polmoni della fresca brezza che giungeva dall'est,
osservando in silenzio la costa della Devil's Throat.
Più
si avvicinavano all'isola più la brezza portava fin sul ponte
della nave un piacevole odore di aloe e fiori selvatici. La
Perla Nera raggiungeva intanto un'insenatura dell'isola,
navigando su acque tranquille e cristalline.
-Santo
Cielo!- esclamò Brenda, lo sguardo perso in quella vastità che
tanto le ricordava il paradiso. Dietro di lei, Gibbs e Will
trascinavano la scialuppa a riva. Il resto della ciurma era
rimasta ad attendere sulla Perla, per ordine di Jack, dunque
soltanto le persone convocate nella sua cabina erano salpate
con la scialuppa.
Odori e colori si confondevano in quel
posto da sogno. Una lunga lingua di sabbia bianca si stendeva
a perdita d'occhio sino alla grande roccia oltre la quale
l'isola voltava, alte palme, grandi piante dai fiori bianchi e
turchesi e poco distante una fitta jungla d'un verde che
Brenda non avrebbe saputo descrivere. La piacevole brezza
fresca portava suoni di animali forse non tanto distanti, ma
che al momento non costituivano pericolo.
-Questo posto è
magnifico!- continuò, gli altri annuirono, niente sembrava
costituire minaccia, eppure, da qualche parte…
-Beh, se
questo è l'Inferno…!- Lenora si lasciò cadere sulla sabbia,
giocando con il vento, poco distante un verso acuto ruppe le
risa dei giovani pirati
-Cos'era?- domandò Brenda
guardandosi attorno.
-Non ricordi, Bren? Le scimmie
urlatrici!- le sorrise Duarte accarezzando Scratch. La ragazza
annuì, affatto rilassata. Guardò la Perla Nera, ormai lontana,
attraccata nell'insenatura, dove sarebbe rimasta sino al loro
ritorno. Ripensò con una punta di nostalgia alla cabina di
Jack, a come le era sembrata accogliente e
sicura.
-Propongo di metterci subito in marcia, per il
tramonto saremo a buon punto- Jack caricò parte delle
provviste –E domani raggiungeremo Monkey Rock!-
S'incamminarono lungo la spiaggia, lasciandola presto alle
spalle, inoltrandosi nella jungla in fila indiana. Procedevano
con precauzione, ma inesorabilmente. Lentamente fin lì dove
era possibile estendere lo sguardo, non c'erano che foglie,
ammassi di piante, alberi contorti, liane, e meravigliosi
uccelli dagli incredibili colori.
Ben presto il sole
cominciò a tramontare e la visibilità scarseggiò
repentinamente.
-Ho idea che dovremo fermarci, accamparci
per la notte.- si voltò a guardare il piccolo drappello –Ci
siamo?-
-Si, Jack…- risposero uno dopo l'altro, fermandosi
a rilassarsi.
-Finalmente una pausa!- esclamò Brenda
sfilandosi la sacca che aveva tenuto dietro la schiena sino a
quel momento. I suoi occhi non vedevano che alberi e piante
–Jack…- lo cercò con lo sguardo –Tu sai dove siamo,
vero?-
Lui le rivolse un sorriso a mezza bocca –Certamente,
Missy!-
-Non ne ha idea…- le mormorò all'orecchio Lenora,
annuendo alla ragazza.
-Capitano Lenora Sparrow!- esclamò
Jack, senza voltarsi, Lenora alzò un sopracciglio –Conosco
questo posto come la mia nave.- commentò.
Lenora si lasciò
sfuggire un'espressione di pura ironia, ma scrollò la testa e
non disse niente.
Alcuni tucani passarono sopra le loro
teste, Brenda osservò i becchi giganteschi, non ne aveva mai
visto uno se non sui vecchi libri del padre, li trovò
meravigliosi. Improvvisamente le tornarono in mente le scimmie
urlatrici…se quei piccoli mostri avessero cominciato ad urlare
quella sarebbe stata una notte d'inferno.
-Ci accampiamo
li?- Will indicò un enorme albero dal tronco chiaro e
prodigiosamente largo.
-Aye!- Jack annuì –Con qualche
foglia di quella pianta costruiremo una capanna per ripararci,
Gibbs, tu accendo il fuoco, riscalderemo le provviste e
terremo lontani gli animali.- si guardò attorno –Non molto
lontano da qui deve esserci un piccolo lago…- aggiunse, più a
se stesso che agli altri. Allungò il collo in cerca di
qualcosa, lo trovò, a pochi passi da lì un rigagnolo d'acqua
limpida scorreva lento, avevano di che dissetarsi,
dunque.
Dopo cena, si sistemarono per la notte,
accordandosi per i turni accanto al fuoco.
-Duarte, quelle
bestie…quelle scimmie che conosci tu…- Brenda sorrise
impacciata
-Le urlatrici?-
-Esatto, quelle…mmh,
ecco…-
Lui rise –Vuoi sapere se ci sono?-
Brenda avvampò
–Nno, è che…sai, per essere proprio sicura…-
-Ci sono-
Duarte giocherellò col fuoco, scintille e piccole parti di
tizzoni smossero l'aria piacevolmente calda –E di notte
cacciano le loro prede. Sono antropofaghe e particolarmente
feroci.- disse, serio.
-A…antropofaghe?-
-Mmh-mh!-
annuì, la guardò –Hai paura?-
Lei scosse la testa, con
troppa veemenza perché fosse vero –Chi io? No!-
Duarte
rimase per qualche secondo a fissarla, poi, incapace di
restare serio esplose in una fragorosa risata, accompagnato
dagli altri, che fino a quel momento avevano tentato di
restare seri. Brenda li guardò corrugando la fronte, la sua
espressione di paura si tramutò in sorpresa, poi in rabbia
–Ma…- guardò furente Duarte –Tu!- esclamò, lo colpì ad una
spalla, rabbiosa –Brutto cane rognoso e bugiardo!- lo colpì di
nuovo, Duarte e gli altri sembravano incapaci di smettere di
ridere, questo mandò Brenda su tutte le furie, si alzò
pulendosi con rabbia i pantaloni –Oh ma sentiteli!- esclamò
–Spero vi stiate davvero divertendo!- continuò, mentre gli
altri continuavano a ridere –Ma si, ridete pure!- guardò
Lenora –Anche tu, traditrice!—
Lenora tentò di tornare
seria, ma non ci riuscì, si teneva la pancia dando pacche sul
braccio a Gibbs –Scusa! Scusa Brenda, ma…- scosse la testa
cedendo di nuovo alle risate. Brenda socchiuse gli occhi
furente, strinse i pugni.
-Un branco di cialtroni, ecco
cosa siete!- le sfuggì un gesto di stizza –Credo proprio che
me ne andrò a dormire, non intendo passare con voi un minuto
di più!- li passò in rassegna tutti, poi diede loro le spalle,
infilandosi nella capannina ai piedi
dell'albero.
-Buonanotte, Brenda!- salutò Lenora.
-E
attenta alle scimmie!- continuò Will, gettando di nuovo tutti
nell'ilarità.
Dentro la capannina Brenda si sdraiò
incrociando le braccia, poi, per non sentire più quelle risa,
si coprì interamente con una delle coperte.
Quando gli
altri la raggiunsero era già profondamente addormentata.
Duarte le scoprì dolcemente il viso, la guardò sorridendo,
adorava quel delizioso broncio che Brenda metteva quando si
sentiva offesa. La baciò piano sulla fronte, poi tornò fuori
per il primo turno accanto al fuoco.