PIRATES OF THE CARIBBEAN III: IL TESORO DI DEVIL'S THROAT
By Bridget






CAPITOLO NOVE: WATERFALL OF DOOM




-Ma dove diavolo sono?-
Erano passati due minuti ormai, ma di Jack e Lenora nessuna traccia, sembravano essere stati divorati da quell'enorme bocca d'acqua.
Will si passò una mano sulle labbra, pensieroso –Non ci resta che tuffarci- commentò, trovando glI altri perfettamente d'accordo. Si immersero sfidando il getto della cascata, l'acqua in quel punto era particolarmente fredda, quasi un monito per quegli avventurieri incoscienti. Will, il primo a tuffarsi, osservò il panorama subacqueo, rocce d'uno strano color chiaro erano adagiate sulla spLendida sabbia del fondale, non sembrava essere particolarmente profondo, eppure da qualche parte doveva pur esserci un passaggio, Jack e Lenora non potevano essere scomparsi a quel modo. Sentì Duarte battergli su una gamba, si voltò, il ragazzo gli fece segno di risalire, aveva forse trovato qualcosa?
L'aveva trovata.
Dietro la cascata c'era un'ampia grotta, nessun misterioso passaggio sotto l'acqua, semplicemente una grotta. Ecco dov'erano finiti. Li videro, seduti con i gomiti poggiati sulle ginocchia, ad aspettarli.
-Vi siete decisi, finalmente- Jack, col suo solito sopracciglio inarcato li osservò sorridente. Lui e Lenora sembravano ghignare, l'azzuffata di qualche minuto prima doveva essere stata dimenticata.
Will alzò una mano per dire qualcosa, ma decise di lasciar stare, sarebbe stato inutile discutere con quei due, s'inumidì le labbra e alzò gli occhi verso il soffitto della grotta, era irregolare e pieno di pericolose sporgenze, ma sembrava discretamente alto –Dunque è questo il passaggio che l'altra volta non sei riuscito a trovare-
-Così sembra- il pirata annuì –da qui in poi non ho assolutamente idea di cosa cercare…- ammise, senza perdere però quel ghigno divertito.
-Sta facendo notte, Jack, vuoi che ci incamminiamo o aspettiamo domani?- Gibbs mosse un passo verso l'uomo, quasi scivolò, borbottò infastidito.
-Resteremo fuori di qui, domattina continueremo il viaggio, non è saggio passare la notte in questo posto.-
-Non è saggio passare la notte in questo posto!- fece eco Lenora imitando il pirata, Jack voltò la testa a guardarla, i due si scambiarono occhiate di sfida, senza perdere il sorriso.






Spider fissò il rosso vivo delle fiamme davanti a sè. Un fuoco notturno che riscaldava, scoppiettava, rendeva tutto più accettabile…
…accettabile…
Le tende montate usando tele e bastoni sembravano ombre di mostri pronti a spiccare il volo, sorrise alla sua incapacità di vedere le cose dal loro giusto punto di vista…ma era così da un tempo interminabile, ormai, era così da un tempo remoto che adesso sembrava dannatamente lontano, distante, irraggiungibile.
C'era stato un tempo in cui il suo nome era Julian.
C'era stato un tempo in cui il mare ed il mare soltanto era suo padrone. Aveva navigato, combattuto, saccheggiato, per poi tornare sulla terra ferma, aspettare un nuovo capitano e ripartire.
Gli sembrava di ricordare di essere salito sulla Nightflyer qualche anno prima, spinto dalla sete di potere, qualcuno gli aveva detto che la Nightflyer era una nave imbattibile, il cui Capitano non conosceva sconfitta…cosa di meglio per un pirata? Dunque la sua vita sulla Nightflyer era cominciata quella notte.
E quella notte Julian era morto.
Spider.
Spider era il suo nome.
E Spider sapeva di dover dimenticare i vecchi ricordi, sapeva che non c'era posto per loro in nessun luogo, non con quella nave nei paraggi, non con la Nightflyer ormeggiata alle sue spalle, poco distante dalla riva.
Spostò lo sguardo sulla tenda più lontana, quella in cui era vietato entrare, non che ci fosse qualcuno tra la ciurma desideroso di metterci piede, ma gli ordini erano ordini, e trasgredire ad un ordine del Capitano era firmare la propria condanna a morte….morte che sarebbe giunta violenta e dolorosa…molto dolorosa.
Il Capitano dormiva lì dentro, per quella notte, avevano visto Wolf e Shark portare diversi piccoli sacchi all'interno della grotta, come facevano tutte le volte in cui il Capitano decideva di dormire sulla terraferma.
La terraferma….c'era una sottile ironia in quelle parole che chiunque conoscesse il Capitano avrebbe colto, sorrise distrattamente formando cerchi concentrici sulla sabbia, con un bastoncino.
La sua attenzione fu catturata da ombre che si muovevano nell'oscurità, erano due uomini della ciurma, avanzavano verso il mare, uno di loro portava sulle spalle quello che sembrava un fardello non molto pesante, qualcosa di scomposto e avvolto in un lungo mantello nero. Tutti all'accampamento sapevano cosa fosse, per questo fingevano di non notarlo, mentre il pirata attraversava la spiaggia per liberarsene. Ma proprio mentre passavano davanti al fuoco, una mano insanguinata scivolò dalla spalla dell'uomo, ciondolando esanime, lasciando gocce di sangue sul bianco della sabbia.
Il nano era stato portato dal Capitano.
Era rimasto solo con lui per pochissimo tempo.
Adesso il suo corpo…ciò che ne restava…sarebbe stato dato in pasto ai pesci.
Spider fissò la tenda del Capitano, buia, scura, silenziosa, strinse il pugno attorno al bastoncino, spezzandolo.
Spider si disse che era giusto così e dentro di sé un uomo che una volta si chiamava Jordan urlò di disperazione.




Jack si agitò nel sonno, la nebbia l'aveva avvolto di nuovo.
Di nuovo il malessere, di nuovo il lamento.
Qualcosa che aveva già vissuto, impotente spettatore, disperato protagonista.
L'odore, la sensazione di non essere solo, l'allarmante certezza di essere in pericolo lo avvolgevano facendolo sentire in trappola.
Avanzò, sapendo che mai avrebbe raggiunto quel lamento, mai in tempo.
Inciampò e per poco non rovinò a terra, qualcosa di pesante gli ostruiva il cammino, si chinò ad osservare l'oggetto.
Uno scudo.
O qualcosa di molto simile, interamente d'oro, perfettamente circolare.
Cos'era?
Cercò di prenderlo e proprio in quel momento, chinato nel tentativo di sollevare da terra quel pesante oggetto, vide due stivali davanti a sé, e due gambe.
Eccolo.
Finalmente.
Rimase immobile, mentre quell'odore sembrava divorargli le narici, fu certo non se ne sarebbe mai più liberato.
-Sparrow.- disse la voce.
E Jack alzò la testa.
Lenora guardò l'uomo, rannicchiato al suo fianco, sudato, agitato. Aveva poggiato la testa nell'incavo della spalla, e si lamentava. Gli accarezzò i capelli, senza svegliarlo, li sentì umidi di sudore.
Jack aprì gli occhi soffocando un urlo, agitando il pugnale a pochi centimetri dal collo della ragazza.
-Jack!- Lenora lo fermò tenendolo per un polso –Jack! Che ti prende?!- mormorò lei, gli altri dormivano poco distante, sperò che nessuno si fosse svegliato.
Jack sembrò rendersi conto solo in quel momento che la lama del suo coltello puntava alla gola di Lenora, che era lei e nessun altro, si lasciò cadere di spalle a terra, ansimando.
-Cos'hai sognato?-
-Niente Lenora…- la guardò appena –torna a dormire.- fissò il cielo sopra le loro teste, l'alba era ancora lontana.






-Bene! E adesso?- Duarte si chinò verso Jack, lanciando un'occhiata alle tre caverne davanti a loro.
Erano ripartiti non molto presto, ed il passaggio all'interno della cascata si era rivelato molto più impervio del previsto. Le rocce erano scivolose e diverse volte erano scivolati col rischio di ferirsi. Dunque erano avanzati molto lentamente, con l'ausilio delle torce, che finalmente Jack aveva deciso di usare.
-Ora ci dividiamo- rispose Jack, come fosse la cosa più ovvia del mondo –deve essere come nella testa della Scimmia, tre caverne ma solo una che porti da qualche parte, ci divideremo.-
Gibbs scosse la testa –Lenora non pugnalare tutto quello che si muove, stavolta.- l'ammonì, la ragazza gli sorrise in silenzio.
-Giovane Turner!- chiamò Jack, sarebbero entrati insieme in una delle grotte, Lenora e Brenda ne avrebbero controllata un'altra e Gibbs e Duarte sarebbero entrati nella terza.
-Arriveremo da qualche parte? Non credo- Duarte alzò gli occhi verso il soffitto –Questa grotta non porta da nessuna parte, me lo sento.-
-Non ho mai attraversato tante grotte come in questi giorni, io sono un uomo di mare, detesto le grotte!- rispose Gibbs scuotendo la testa. –Jack è convinto di poter trovare il tesoro, ma senza una mappa è impossibile raggiungerlo. Il Capitano ama le sfide impossibili ma questa…- scosse di nuovo la testa –Ho la gola asciutta, hai un po' di rum?-
-Mi dispiace Gibbs.- Duarte passò una mano sulla parete fredda ed umida –la grotta è senza uscita, dobbiamo tornare indietro.- sospirò –qualcuno sarà stato più fortunato di noi.-
-Non hai anche tu la sensazione di girare in cerchio sempre sullo stesso punto?- Will illuminò le pareti della caverna, piccole gocce d'acqua scivolavano silenziose, ne toccò una.
-Lo vedremo subito.- Jack si sporse, tracciando un segno sulla roccia con la punta della spada –Se passeremo ancora di qui ce ne accorgeremo.-
Will annuì. Camminarono in silenzio per un po', restare in piedi era impossibile senza aiutarsi con le mani, l'acqua scorreva debole rendendo scivoloso il pavimento, avanzare era possibile, ma con molta cautela.
-Guarda!- Lenora aspettò l'amica, tenendosi alla sporgenza di una roccia. Illuminò con la torcia il breve tratto davanti a loro, le rocce si avvicinavano, quasi a chiudere il passaggio, ma sarebbero passate ugualmente. Brenda la raggiunse, il respiro leggermente alterato, sentì qualcosa di fresco contro il viso –Cos'è?-
-Vento- rispose Lenora, trionfante. La guardò –Sai cosa vuol dire?-
Brenda annuì –Si!- ghignò –Abbiamo trovato il passaggio!-
-Andiamo!- Lenora si arrampicò cercando di tenersi ben salda, dietro di lei Brenda la seguiva, elettrizzata. A pochi passi dall'uscita le rocce rendevano quasi impossibile il passaggio, ma riuscirono a superarlo, agili e veloci.
Si affacciarono, curiosando intorno –Cosa dici? Torniamo indietro e avvisiamo gli altri o usciamo a dare un'occhiata?-
Brenda scosse la testa –Sarebbe saggio tornare indietro…- guardò l'amica –ma…cosa avrebbe fatto Jack?-
Lenora sorrise, annuendo –Oh…prendi ciò che puoi….-
-Non restituire niente!- terminò Brenda con complicità.
Saltarono sulla sabbia in un balzo, sembrava la stessa spiaggia sulla quale erano approdati due giorni prima, evidentemente l'isola aveva diverse lingue di sabbia lungo le coste. Alla loro sinistra la vegetazione cambiava, di nuovo jungla.
-Jack è matto se pensa di poter andare avanti senza una mappa. Il tesoro potrebbe essere ovunque!- Brenda guardò intorno a sé, era tutto meraviglioso, ma anche spaventoso.
Lenora non sembrò preoccuparsi di questo, avanzò come stesse seguendo una traccia, Brenda la osservò seguendola in silenzio, poi la curiosità ebbe la meglio –Che stai facendo?-
La ragazza indicò la sabbia…orme.
-Se ci sono delle orme allora ci sono-------
-Pirati.- disse qualcuno , alle loro spalle. Si voltarono sfoderando le spade, quattro uomini armati ghignavano mostrando loro denti rovinati dalla salsedine e da Dio solo sapeva cosa.
-Al vostro confronto Yellow Teeth impallidisce…- commentò Lenora agitando la spada.
Gli uomini si guardarono, non capivano cosa intendesse, ma non sembrava neanche interessargli. Tornarono a guardare le due ragazze, ringhiando come animali affamati. Avanzarono.
Brenda strinse la sua spada, pronta a combattere.
-Perché non vi arrendete subito?- uno degli uomini ghignò verso di loro, passando lo sguardo sulle due ragazze. Gli altri ridacchiarono spavaldi.
-Tua madre si è arresa…e guarda con che risultato!- rispose Lenora indicandolo.
L'uomo cessò di sorridere, la guardò adirato –Ti farò implorare pietà- minacciò, avanzando –e quando ti sentirò urlare pietà, non ne avrò.-
Lei alzò un sopracciglio, sotto il bandana nero –A guardarti giurerei tu non ne abbia neanche per te stesso!-
Brenda la guardò, gli altri risero prendendosi gioco del pirata.
Fu lui il primo a balzare su Lenora, lei parò il colpo con prontezza fulminea, rispondendo con colpi ancora più forti.
Brenda schivò una lama saltando di lato, uno dei pirati aveva tentato di coglierla di sorpresa, ma gli insegnamenti di Lenora e Duarte le tornarono utili, sferrò un colpo improvviso, cogliendo il pirata impreparato, la lama lacerò la camicia e le carni dell'uomo, che indietreggiò in un lamento.
-Aye!- le urlò Lenora senza fermarsi –questo si che è un colpo ben assestato!- si complimentò con l'amica, schivando per pochi millimetri la lama del pirata con cui si stava battendo. L'uomo tentò di colpirla di nuovo, ma Lenora lo raggiunse con un calcio in pieno petto, facendolo crollare a terra, balzò su di lui, infilzandolo.
L'uomo rantolò, sputando sangue. La ragazza afferrò la spada, estraendola dalle carni del pirata, compì mezzo giro in tempo per parare una stoccata che l'avrebbe colpita al fianco, impedì alla lama di penetrare, ma sentì un'improvvisa fiammata al fianco, l'aveva ferita.
-Figlio d'un cane!- urlò, lanciandosi contro di lui. L'uomo l'attese spalancando le braccia, facendosi beffe di lei, la rabbia con cui Lenora si lanciò verso di lui raggiunse l'uomo con una violenta stoccata, che disarmò ambedue. Pronta Lenora afferrò il coltello che l'uomo teneva al fianco, raggiungendolo alla gola, tranciandogli la carotide. Il sangue inondò la camicia dell'uomo, raggiungendo anche Lenora, che noncurante cercò con lo sguardo l'altro pirata.
Brenda vibrò la sua spada, in un colpo disperato, quel pirata, il più grosso dei quattro, sembrava avere l'agilità d'un gatto, nonché le nove vite. Lo ferì, ma superficialmente, non lo sentì neanche lamentarsi.
L'altro pirata balzò davanti Lenora agitando la spada, la ragazza strinse il coltello, inumidendosi le labbra, sentì il sapore del sangue, qualcosa nella testa le disse che non era suo, ma del pirata che aveva appena ucciso.
-Non puoi difenderti con quello!- ringhiò il pirata indicando il coltello.
Lenora alzò le spalle –Vediamo.- mormorò.
L'urlo di Brenda fece voltare contemporaneamente i loro volti verso i due duellanti, il pirata ne approfittò per disarmare Lenora, afferrandola per un braccio tirandola verso di sé.
Brenda guardò l'uomo, dritto negli occhi –Maledetto pirata!- urlò, scagliandosi contro di lui. L'uomo attese che fosse abbastanza vicina, poi con una terribile stoccata le fece volare via la spada, disarmandola. La ragazza rimase immobile, ansimando.
Intanto l'altro pirata teneva Lenora in pugno, un braccio rovesciato dietro la schiena, il coltello puntato alla gola.
-Allora- disse, parlandole fastidiosamente nell'orecchio –hai perso la parola?-
Lenora provò a liberarsi ma l'uomo le tirò il braccio dietro la schiena, facendola gemere, Brenda alzò le mani in segno di resa.
-Ok…ok ci arrendiamo…- Brenda guardò il pirata che teneva Lenora –Hai capito? ci arrendiamo!-
L'uomo non sembrò ascoltarla, guardò la ragazza che teneva stretta a sé, divertito. –Hai la lingua tagliente, vero?- le disse, passandole la lingua sulla parte del viso rivolto verso di lui. Lenora tentò di nuovo di liberarsi, l'uomo la raggiunse con un pugno sulla ferita al fianco, lei urlò di dolore, Brenda si coprì il viso con le mani.
-Adesso imparerai cosa vuol dire sfidarci!- disse, trascinandola verso la jungla, appena dietro la prima fila di alberi.
-Cammina, tu!- il pirata che teneva Brenda sotto tiro le fece segno di seguire l'uomo, lei non se lo fece ripetere, non in quella situazione. Spero che Jack e gli altri fossero a pochi passi dall'uscita della grotta.
Vide L'uomo spingere Lenora dentro la tenda, entrò anche lei, l'altro pirata le puntava la spada alla schiena, poteva sentirne la terribile punta.
-Il tuo sangue sarà un richiamo per serpenti e cani di fiume, la tua agonia non durerà a lungo.- disse l'uomo, legando Lenora al bastone centrale della tenda, le braccia dietro la schiena, in modo che non potesse difendersi. Avvicinò il volto al suo, ringhiando e mostrandole i denti.
-Muoviti- ordinò l'altro, spingendo Brenda fuori dalla tenda –Al Capitano non piace aspettare!-
I due uomini risero.
-No! Dove mi portate? Dove-----
-Sta zitta!- urlò uno dei due, colpendola in pieno volto.
Lenora tentò di liberarsi, ma la corda era ben stretta attorno ai polsi –Brendaaaa!- urlò, vedendo i due uomini allontanarsi con la sua amica, nella jungla, sentì la ragazza urlare il suo nome. –Brendaaaaaa!- urlò ancora lei, urlò ancora, finché ad ascoltarla non furono che gli alberi, gli uccelli, e le onde del mare.