PIRATES OF THE CARIBBEAN IV: NEGLI ABISSI DELL'HISPANIOLA
By Bridget






Cap 10: IL NUBIFRAGIO (Per Tutti)


Cap 10 : Il nubifragio.



Il cielo si era fatto scuro d'improvviso, quasi volesse nascondere ciò che stava per accadere con il suo manto fatto di nuvole nere ed immense, divoratrici di luce.
I lampi ormai si susseguivano senza tregua, aprendosi un varco di fuoco dal cielo per gettarsi nel mare nero, infiammandolo. Tutto sembrava aver assunto una spaventosa sfumatura rossa, mentre incessanti tuoni assordavano le orecchie dell'intero equipaggio.
Nella stiva, al riparo, il Conte di Cardenas si tenne agilmente ad un mobile, tanta era stata la violenza con la quale qualcosa, probabilmente le prime onde della burrasca, aveva colpito la nave.
-Temo ci aspettino danze indesiderate, Milady.- avvertì, guardando la giovane donna seduta accanto alla finestrella, l'aria tesa e allarmata.
Non si mosse ma sapeva che quell'uomo aveva ragione. Gli altri erano saliti sulla tolda, pronti a sfidare qualsiasi pericolo minacciasse le loro vite, senza cedere alla paura, che, in una situazione come quella sarebbe stata profondamente giustificata.
Il Conte di Cardenas continuò a guardarla, sorrise - Qualche problema tra di noi di cui non sono a conoscenza, Milady?- domandò.
La ragazza finalmente si voltò a guardarlo -Questo dovreste dirmelo Voi, Conte. Ho udito molte storie bizzarre su di voi, ma mai nessuna vi vedeva al fianco di...pirati...- pronunciò l'ultima parola con disprezzo, distogliendo lo sguardo e tenendosi alla sedia vicina, la nave era stata nuovamente scossa da un'alta onda, ormai la lotta contro la furia del mare sembrava inevitabile.
Il Conte alzò un sopracciglio -Se questa è una colpa, ve ne siete macchiata anche voi.- commentò, sapendo di guadagnarsi in tal modo le ire della giovane donna.
Un forte boato echeggiò sopra le loro teste, sembrava che cielo e mare si contendessero la "Miranda" ed il suo equipaggio.
-Brutta storia, questa.- Duarte guardò il cielo in un'espressione preoccupata -Questa vecchia nave potrebbe non sopportare la bufera. E' pesante, malridotta, e scricchiola come le ginocchia d'un vecchio...sarà dura superare l'ira del mare.-
-Con Jack al timone avremo qualche speranza in più.- continuò Will, fiducioso.
Si voltarono a guardarlo. Silenzioso, al timone, fissava attentamente l'oceano illuminato dai lampi. Una fitta pioggerellina aveva preso a scendere, diventando sempre più violenta con l’avvicinarsi della bufera.
Sulla tolda la ciurma si apprestava a tener testa al mare, movendosi velocemente senza sosta, Brenda, Lenora e Pearl, sul castello di prua, guardavano le onde montare. Quella era la parte più alta della nave e lì era più sicuro stare, finché il mare non avesse infuriato.
-Questa nave non sopporterà la furia del mare...vero?- Brenda distolse lo sguardo dalle onde, posandolo su Lenora.
-Probabile.-
Un lampo illuminò il volto della ragazza, Lenora alzò gli occhi al cielo, guardò le vele, poi di nuovo la burrasca che sembrava attendere -Forse la nave non sarà la prima a cedere...- disse -Pearl, scendi sottocoperta, e trovati qualcosa da fare, ho idea balleremo un pò.-
La bambina annuì, silenziosamente. Sapeva riconoscere un momento poco opportuno per fare di testa sua e quello lo era. Corse lungo la tolda, scomparendo oltre le scalette.
Onde sempre più violente cominciarono presto a schiantarsi contro il legno della nave, colpendola da tutte le direzioni, facendola sobbalzare senza tregua.
Raffiche di vento gonfiavano le vele quasi a spezzarle, trascinavano uomini ed oggetti da una parte all'altra della tolda, alzavano onde affamate, che andavano a schiantarsi sulla nave in poderosi, inarrestabili scossoni.
Lenora scosse la testa, correndo lungo la tolda per raggiungere Jack, al comando.
Quando gli fu accanto fu comunque costretta ad urlare, per farsi sentire -Vuoi il cambio?-
Jack fece cenno di no, ricambiando con fierezza lo sguardo del mare. -Manda Pearl sottocoperta.- urlò.
-Fatto.-
Jack la guardò poco convinto, un'onda li travolse costringendoli a tenersi saldamente al timone. Sembrava che il mare avesse deciso di inghiottire la "Miranda", scotendola, inondandola, sicuro che avrebbe ceduto. Ma quel mare pareva non conoscere quel Capitano, le cui mani, strette al timone, guidavano quella nave senza paura. Ormai erano al centro della bufera, tutto era scuro, solo i lampi più luminosi regalavano squarci rossastri, simili ad enormi ferite, attraverso le quali era possibile scorgere qualcosa. Il giorno pareva essere morto, vinto dalla furia e dall'oscurità. Il vento sibilò, alzando montagne d'acqua.
Un'altra forte ondata s'infranse contro la nave, e stavolta Lenora perse la presa sul timone, andando a sbattere contro il corrimano, scivolando fino a finire con le gambe in aria, mentre la spuma la inzuppava completamente. Jack la guardò, senza trattenere un sorriso, disse qualcosa, ma lei non poté udirlo, tale era il frastuono delle onde e del vento. La nave ormai era totalmente in balia delle onde, sembrava che il mare dovesse ingoiarla tanto alte erano, scompariva per poi riapparire, sebbene sembrasse prigioniera in un vortice che presto o tardi l'avrebbe spezzata.
Lenora riacquistò la propria posizione, udendo urla provenire dalla tolda, capì cosa stava accadendo.
-Jack, dobbiamo calare le vele, o l'albero maestro si spezzerà!- urlò la ragazza, riafferrando il timone.
-Senti questo fracasso, Lenora?-
Lenora fissò la burrasca davanti a loro, corrugò la fronte. Sotto ai colpi delle ondate, dell'ululare del vento ed il tuono, qualcosa di continuo e oscuro sembrava avvicinarsi non visto...guardò Jack
-Cos'è?- domandò.
Jack roteò il timone, sperando di riuscire a virare la nave -Scogliere!-
-Che il corvo ti divori gli occhi, Jack Sparrow, me lo dici così?- urlò lei afferrando il corrimano, allarmata.
-Non ho tempo di trovare la rima, Lenora, devi accontentarti di questo!- rispose, stringendo il timone con forza, preparandosi a cavalcare le due terribili onde in arrivo.
-Calare le veleeeee!- urlò Lenora agli uomini sulla tolda -Calareeeeeee!- tornò da Jack, aiutandolo al timone -Spero serva a qualcosa...- disse, osservando le onde ormai prossime.
-Ma che diavolo hanno in mente?- urlò Will, aiutando gli altri alle corde, erano totalmente inzuppati ed il sale del mare si confondeva nelle loro bocche con il dolce sapore della pioggia.
Duarte si scostò i capelli dal viso, con l'avambraccio, tirando una delle corde -Tentano di rallentare la corsa, devono aver avvistato qualcosa!-
-Avvistato qualcosa?-
-Se la nave sta andando contro le rocce, l'unico modo per rallentare è ammainare le vele, ma questo vento ci spingerà ugualmente in avanti!-
-Ma senza vele saremo in totale balia del mare...ci uccideremo!-
-Non abbiamo scelta!-
Le vele vennero calate, in gran fretta, ma la forza del vento continuava a spingere la nave a gran velocità, contro le onde ma soprattutto contro la scogliera.
La prima onda passò velocemente, la seconda spostò paurosamente la nave di lato, facendola oscillare con forza, tutti gli uomini si tennero alle corde, sperando fosse abbastanza.
Lenora scrollò la testa sputando l'acqua che le era entrata in bocca, sgranò gli occhi incredula
-Jack!- urlò.
Jack guardò nella sua stessa direzione, la smorfia che si disegnò in quel momento sul suo volto non lasciò dubbi: erano nei guai.
Guai seri.



-Questo non posso permetterlo!- il governatore di Port Salut scosse la testa spostando dei fogli sul grande tavolo di legno chiaro. L'ampia sala non pareva grande abbastanza da contenere il senso di oppressione che quell'uomo emanava. L'uomo si alzò dalla poltrona damascata, muovendo passi affrettati verso la finestra aperta sul porto, il suo viso teso e pallido puntò verso l'orizzonte, era chiaro fosse preoccupato per la sorte di sua figlia. -Non posso permetterlo...- ripetè, più a se stesso che ai suoi interlocutori.
-So che avete paura, Governatore, ma è l'unico modo per raggiungere Virginie...- Victor si accostò al suocero, voleva comprendesse che quel dolore era anche il suo, che le sue paure le viveva anche lui, e se fosse accaduto qualcosa a sua moglie non se lo sarebbe mai perdonato.
Il Governatore rimase in silenzio, sapeva che Victor aveva bisogno di un suo cenno, in quel momento, ma rimase volutamente immobile.
Il Capitano Grisham tornò all'attacco, sicuro di poter sfruttare quella situazione a suo favore. Mai come in quel momento il Governatore ed il Commodoro erano lontani, e mai come in quel momento il potere del suo rivale di sempre appariva traballante ed incerto.
-Io credo di poter portare a casa vostra figlia sana e salva, Governatore. Concedetemi la possibilità di tentare.-
Il commodoro Adair si voltò a guardarlo -Siete un Capitano delle guardie a terra, Capitano Grisham, ed è vostro dovere restare qui e difendere Port Salut!-
Il ghigno del giovane Capitano lo investì -Dimenticate, Commodoro, del nostro accordo.-
Adair fissò il ragazzo, stringendo i pugni, mentre il Governatore si voltava verso i due uomini, improvvisamente rabbioso -Quale accordo?- domandò, serio.
Il Capitano Grisham non cessò di sorridere, l'intera situazione volgeva a suo vantaggio, adesso, seppe all'istante che il Governatore avrebbe affidato a lui la missione.
-Commodoro Adair, a quale accordo fa cenno il Capitano Grisham?- volle sapere il Governatore, mentre le gote s'infiammavano di rabbia.



La tavola marina sembrò scendere sino a prosciugarsi, quasi volesse raggiungere il fondale e scomparire per sempre, per qualche attimo fu possibile vedere quella che Jack aveva scambiato per una scogliera, si trattava di un gruppo di atolli, ugualmente pericolosi, se la nave vi fosse imbattuta. Ma il mare stava montando e presto fu di nuovo impossibile vedere quelle piccole isole, l'enorme onda cresceva a vista d'occhio, e sulla cima una frizzante spuma sembrava lava bianca in attesa di impadronirsi dell'intera nave.
-Un razzo di mare!- esclamò Jack -Un razzo di mare....un razzo di mareeeeeeee!- urlò, rivolto agli uomini sulla tolda –Alle cordeeeeee!- urlò ancora, preparandosi allo schianto.
Afferrò Lenora, rimasta immobile ad osservare l'enorme onda lanciarsi contro di loro. Quello era l'effetto che il razzo di mare faceva ai marinai, catturava lo sguardo e travolgeva, Jack ne era perfettamente a conoscenza.
-Avanti! Tieniti al timone!- le urlò, scrollandola.
Lenora annuì, ancora incapace di distogliere lo sguardo. Non erano pochi i pirati che erano sopravvissuti al razzo di mare restando ciechi dopo l'impatto sconvolgente con la forza dell'acqua.
-Chiudi gli occhi!- urlò lui.
Poi la gigantesca onda si scagliò sulla nave.
La "Miranda", colpita con violenza sembrò voler raggiungere il cielo con la prua, si sollevò quasi verticalmente, per poi ricadere verso il basso, trascinando con sé uomini e cose. La massa d'acqua calò sulla tolda, come un'immensa mano, scagliandosi sulla ciurma urlante. Scricchiolii e strani rumori sembrarono giungere da tutte le parti, poi uno schianto sopra le teste degli uomini fece temere per il peggio. L'albero maestro aveva ceduto, trascinato via dalla furia marina, scomparendo nell'abisso, per sempre.
La nave ondeggiò paurosamente, ma seppero tutti che il peggio era passato. Lenora si voltò a guardare l'enorme onda, allontanarsi velocemente -E' finita?- domandò, stringendo ancora il timone. Quell'enorme mostro d'acqua pareva inarrestabile, ma fortunatamente s'allontanava. Sarebbe stato orribile, adesso, dover fare i conti con i danni alla nave e con la conta degli uomini che quella furia aveva certamente portato con sé. -Jack, è finita?- domandò ancora. Non udendo risposta si voltò verso di lui, fissando il punto in cui Jack era rimasto ad attendere il razzo di mare, un punto vuoto.
-Jack?- chiamò, guardandosi attorno -Jack?- chiamò ancora -Jaaaaaaack!-