PIRATES OF THE CARIBBEAN IV: NEGLI ABISSI DELL'HISPANIOLA
By Bridget
Cap
11: ISABELLE ISLAND (Per
Tutti)Cap
11: Isabelle Island
-Va bene, non ha
importanza, radunate i feriti sulla tolda e controllate lo
stato delle scialuppe rimaste! Yellow Teeth, assicurati che in
cabina stiano tutti bene e portami del rum...una bottiglia.-
ordinò Lenora, tenendosi al corrimano, tentando di governare
il tumulto in cui era la sua anima. La tempesta era ormai
passata, anche se il mare ed il vento continuavano a
minacciare la nave, ormai in totale balia delle onde.
Si
voltò dando le spalle al resto della nave, fissando il mare
grigio e freddo. Cominciava ad odiare quel posto, cominciava a
detestare quel viaggio, quello stupido entusiasmo che li aveva
trascinati in quei luoghi trasformandosi in rabbia e dolore.
Colpì con forza il timone ormai fuori uso, la grande ruota di
legno girò a vuoto, velocemente.
La bottiglia che aveva
chiesto a Yellow Teeth si materializzò alla sua destra, la
vide con la coda dell'occhio, la prese con decisione, senza
parlare, non ne aveva voglia. Mandò giù una lunga sorsata,
trattenne il forte liquido in bocca, lasciandosi inebriare dal
suo profumo e dal suo forte sapore, poi ingoiò
sospirando.
-Pensi di poter dimenticare il Capitano Jack
Sparrow con un'unica bottiglia, Lenora?-
La ragazza corrugò
la fronte, attese qualche attimo prima di voltarsi, attimi in
cui sentì il rum accelerarle i battiti del cuore.
Guardò
l'uomo negli occhi -Sbagliato, stavo brindando, vecchio
zuccone.- rispose in un sorriso.
Non era stato il rum ad
accelerarle i battiti.
Jack ricambiò il sorriso, annuendo e
tirando su col naso.
Lenora lo squadrò, senza smettere di
sorridere -Che fine avevi fatto?- domandò, apparentemente
senza troppa premura di saperlo. Il silenzio del pirata la
fece ghignare, poi ridacchiare, infine ridere...Jack Sparrow,
il famigerato Capitano della Black Pearl, temuto pirata dei
Caraibi, abile timoniere e conoscitore di razzi di mare era
scivolato.
Scivolato.
Questo fece ridere la ragazza
ancora di più, seguita dall'uomo, sebbene tentasse di non
darle troppa soddisfazione, lei gli porse la bottiglia e Jack
fu ben lieto di placare la sua sete.
Si guardarono in
silenzio negli occhi, sorridendo l'uno dell'espressione
dell'altra.
-Dobbiamo abbandonare la nave- disse lei,
voltandosi di nuovo verso il timone -questo non serve più a
niente, ormai.- disse, facendolo roteare di nuovo.
Sentì le
mani di Jack prenderla per la vita, con una leggera pressione
la costrinse a voltarsi verso di lui -E chi l'ha detto?-
mormorò, spingendola contro il timone.
Piacevolmente
bloccata tra il timone e Jack, Lenora alzò un sopracciglio,
allungò una mano afferrandogli dolcemente le due treccine che
gli partivano dal mento, tirandolo verso di sé. Lo baciò, e fu
come bere rum di nuovo.
Dietro di loro qualcuno si schiarì
la voce, Lenora fece capolino dalla spalla di Jack, anche Jack
si voltò,gli occhi vispi puntati contro Will -Cosa?-
domandarono all'unisono.
Will si schiarì la voce
visibilmente impacciato -…abbiamo tre scialuppe, una delle tre
danneggiata. Mancano quattro uomini della ciurma e Yellow
Teeth dice che la nave affonderà.-
Jack ciondolò la testa
–Tutte buone notizie…- sospirò –Sarà meglio darci una mossa se
non vogliamo che il nostro viaggio finisca qui.- guardò il
cielo in un’espressione assorta, le nuvole si stavano
allontanando, il mare era sazio.
-Per mille diavoli
in tempesta! Guarda, Jacques!-
-Ne ho abbastanza di enormi
pesci, Long John…-
-Ma no, guarda!- continuò l’uomo
indicando qualcosa dritto davanti a loro. Dall’alto del
promontorio su cui erano di vedetta potevano scorgere il
passaggio di navi da una lunga distanza, e di solito questo
capitava senza che nessuno si allarmasse, la rotta non era mai
verso l’isola, ma quelle tre scialuppe puntavano dritte verso
di loro, chi diavolo mai poteva essere così ardito da
dirigersi su Isabelle Island con …tre scialuppe? Significava
morte certa, già, morte sicura.
-Che il cielo mi fulmini!-
esclamò Jacques, spalancando la bocca per lo stupore.
-Te
l’avevo detto!-
Istintivamente i due pirati afferrarono i
propri archibugi, i volti contratti in una smorfia di
curiosità e piacevole sorpresa, se quegli sprovveduti avessero
toccato terra ci sarebbe stato da combattere,
finalmente!
-Dobbiamo avvisare gli altri!- esclamò Long
John alzandosi in piedi, lungo com’era sarebbe stato
impossibile non notarlo, se gli avventurieri nelle scialuppe
avessero guardato in quella direzione.
I due pirati si
precipitarono con incredibile agilità lungo la scalinata
ricavata nella roccia, percorrendo il sentiero tra le alte
piante tropicali che li divideva dall’accampamento. Uccelli di
grandi dimensioni e dai colori sgargianti si levavano in aria
al loro passaggio, per posarsi di nuovo su alti
rami.
Raggiunsero l’accampamento in breve tempo, senza
prestare attenzione ai pirati sdraiati a terra a bere e fumare
e ai loro scherni rumorosi.
Raggiunsero una delle capanne,
fermandosi ai piedi di un pirata dall’enorme pancia gonfia,
mezzo addormentato –Big Paul, dov’è El Diablo?-
L’uomo
aprì un occhio, visibilmente infastidito –Che diavolo ci fate
qui? Dovreste essere di vedetta alla rupe!-
-Ti ho chiesto
dov’è El Diablo!- insistette Long John, con fare minaccioso.
L’uomo a terra non sembrò esserne spaventato, con molta
tranquillità squadrò i due uomini, prendendosi tutto il tempo
per rispondere –Avanti grassone, dov’è?-
A quelle parole
l’uomo afferrò il lungo coltello che teneva nella fascia sul
ventre, e con inaspettata agilità fendette l’aria attorno al
viso di Long John. –Provaci ancora e ti taglio la
lingua!-
-Tu non taglierai la lingua a nessuno.- disse una
voce alle sue spalle –A meno che non sia io a dirtelo!-
continuò.
Gli uomini guardarono il pirata con sommo
rispetto, era un uomo tutt’altro che gradevole nell’aspetto,
crespi capelli rossi raccolti disordinatamente, ed un orribile
sfregio che gli solcava il volto, passandogli sull’occhio
destro, chiuso per sempre.
-El Diablo!- Long John chinò
appena la testa, cambiando improvvisamente tono, era evidente
temesse quel pirata più di chiunque altro, come tutti gli
altri pirati presenti. –Tre scialuppe avanzano verso l’isola!-
annunciò.
-Tre scialuppe?- ghignò –Tre scialuppe,
eh?-
-Non ci sono dubbi, fanno rotta verso l’isola!-
continuò Jacques.
El Diablo sembrò soddisfatto –Voi tornate
di guardia, voi invece, venite con me. Diamo la giusta
accoglienza ai nostri inaspettati ospiti!-
Dieci pirati si
misero al seguito di El Diablo, ghignando tra loro pregustando
quanto sarebbe certamente accaduto a quei pazzi
avventori.
Raggiunsero la riva mentre le tre scialuppe
toccavano finalmente terra.
Jack e gli altri scesero a
terra, senza mostrare particolare apprensione nonostante
quegli uomini armati fino ai denti con le canne
puntate.
-Lasciate parlare me.- disse piano il Conte di
Cardenas, avanzando più velocemente degli altri.
-Chi
siete? E cosa volete?-
-Pirati, e siamo qui per parlare con
Cutlass James!- annunciò, senza mostrare alcun timore.
El
Diablo ed i pirati dell’isola risero sguaiatamente,
prendendosi gioco di lui, il Conte, raggiunto da Jack e dagli
altri, rimase in silenzio, in attesa.
El Diablo mosse
qualche passo verso di loro, piantandosi a gambe divaricate e
con le mani ai fianchi davanti al Conte, lo osservò a lungo,
mentre i pirati alle sue spalle continuavano a ridere.
La
ciurma di Lenora ringhiò, ne avevano abbastanza, e non
vedevano l’ora di attaccare, combattere, sgranchirsi un po’ le
braccia. Will e Duarte si guardarono, le mani sulle
spade.
Finalmente El Diablo parlò, ed il suo tono di
scherno mandò definitivamente sui nervi Lenora –Cosa vi fa
pensare che Cutlass James abbia voglia di parlare con
voi?-
-Ci stai facendo perdere tempo, portaci dal tuo
Capitano!- disse decisa Lenora, facendo scuotere la testa al
Conte.
Jack mosse le dita in aria, grattandosi poi il
mento, un invito alla ragazza a tacere!
El Diablo cercò con
lo sguardo la persona che aveva parlato, la individuò,
avvicinandosi. Sembrò squadrarla, senza perdere quell’orribile
ghigno. –Chi di voi è il Capo, qui?- domandò, senza troppa
gentilezza.
-Io!- risposero Jack e Lenora, poi si
guardarono, contrariati. –Sono io!- insistette Lenora, facendo
un passo avanti, sfidando con lo sguardo quell’uomo
disgustoso.
El Diablo corrugò la fronte, brandendo la lama
–Nessuno si prende gioco d’El Diablo, donna!-
l’ammonì.
Lenora alzò un sopracciglio –Mi chiamo Lenora
Sparrow e sono il Capitano della Black Swan. Tu invece, chi
sei?-
L’uomo sembrò stranamente divertito –Una donna
Capitano d’una nave!- si voltò verso i suoi uomini –La seconda
in pochi giorni, il mondo deve essere impazzito!- tornò a
guardarla –Tu non sei Lenora Sparrow e della tua nave non c’è
traccia.-
Lenora aprì bocca per rispondere, ma Jack
s’infilò tra lei e l’uomo, portando le mani avanti –Un
momento! Signori, tra pirati non è proprio il caso di
discutere, comprendete? Noi ci capiamo, abbiamo nemici in
comune, e nessuno di noi è qui per sfidarvi. Vero ammasso di
letame?- disse, voltandosi verso i suoi uomini. Sgranò gli
occhi annuendo per primo, gli altri annuirono con lui,
comprendendo la delicatezza del momento. –Vero, Lenora?-
continuò, lanciandole lampi con gli occhi.
La ragazza batté
nervosamente l’indice sull’elsa della propria spada, in
silenzio.
-Vero, Lenora?- ripetè Jack, alzando leggermente
la voce.
Lenora soffiò aria dal naso, volgendo lo sguardo
altrove.
El Diablo guardò Jack.
Jack si accostò
all’orecchio dell’uomo –Perdonatela, è stata abbandonata su
un’isola deserta. E’ rimasta sotto al sole per due lunghe
settimane, ha il cervello in fumo, una povera pazza. Ed in
più…- gesticolò –Ha origini francesi…- mormorò piano,
indicandola di nascosto.
El Diablo corrugò la fronte
spostando lo sguardo dall’uomo alla ragazza, sembrò pensarci
guardandola come si guarda ad un essere sfortunato poi scrollò
la testa –Sei tu che comandi, qui?-
Jack annuì lentamente
-Cosa sperate di ottenere tu ed i
tuoi…uomini?-
-Abbiamo una proposta da fare a Cutlass
James. Se voi gentiluomini ci accompagnerete da lui potremmo
discuterne davanti ad un buon boccale di rum…-
-Fegato ne
hai, a venire qui.- disse l’uomo. Si voltò verso i suoi pirati
–Bendateli e disarmateli.- ordinò.
Jack si voltò
velocemente verso gli uomini alle sue spalle, facendo segno
loro di non opporre resistenza. Fu dura per la ciurma della
Black Swan mantenere la calma mentre armi e vista venivano
tolte, ma Jack ed il Conte erano stati chiari.
-Mai vista
una ciurma più strana. Tre donne ed una bambina. Da dove
venite?- domandò El Diablo, mentre attraversavano il sentiero
che li avrebbe portati all’accampamento.
Lì la vegetazione
cambiava d’aspetto, le alte scogliere tenevano ben celata una
insenatura attraverso la quale si giungeva ad una larga
distesa coperta da una lussureggiante
vegetazione.
L’insenatura era larga abbastanza da contenere
un piccolo porto, dove due torrette difendevano l’accesso.
All’interno, dopo una folta foresta, un accampamento di
pirati, ordinato e ben organizzato. Una piccola Tortuga, con
uomini di diverse razze e persino donne, che rallegravano
l’isola con i loro canti.
Sempre bendati, Jack e gli altri
furono guidati attraverso il sentiero che si snodava tra le
capanne, allontanandosi ben presto dal cuore della piccola
città.
Jack annusava l’aria come un segugio, l’odore forte
del mare e del rum era ormai alle loro spalle, adesso l’aria
si era fatta più fina, ed umida. Erano probabilmente nei
pressi di una grotta.
Non si ingannava.
Giunsero a
destinazione e fu tolta loro la benda.
Jack si voltò per
assicurarsi che vi fossero tutti.
-Puoi portare con te non
più di quattro persone.- ordinò El Diablo.
Jack annuì,
indicando il Conte, Duarte, Virginie e Lenora.
-Anche lei?-
domandò l’uomo visibilmente stupito.
Di nuovo Jack
s’accostò, con fare complice –Preferisco averla sempre sotto
gli occhi…non si sa mai.- annuì.
Vennero accompagnati lungo
la gola della caverna, raggiungendo infine un’enorme stanza
ricavata dalla roccia, opera dell’uomo o della natura
difficile a dirsi, talmente ben arredata da sembrare la camera
d’un palazzo nobile.
Illuminata da decine di torce accese,
racchiudeva tesori inestimabili, pellicce e stoffe di ogni
tipo ricoprivano pareti e pavimento, dando luce e calore
all’intero ambiente.
Specchi, dipinti, mobili d’ogni stile
ma di eguale bellezza adornavano magnificamente quel
posto.
Chiunque fosse , Cutlass James amava circondarsi di
comodità e sfarzo.
Due uomini si alzarono dalle loro sedie,
vedendo giungere El Diablo in compagnia di alcuni
sconosciuti.
-E’ tornato il Capitano?- domandò
l’uomo.
-Non ancora.- uno dei due uomini guardò gli
sconosciuti con aria interrogativa –El Diablo, chi
sono?-
-Amici, sembra. Ma sarà il Capitano a decidere. Fate
buona guardia, tornerò tra breve.- disse, voltandosi verso
l’uscita.
-Ma James non ha detto quando tornerà.-
insistette l’altro.
-Meglio allora che prestiate attenzione
a questi uomini. Conoscete il Capitano. Ne rispondereste in
prima persona.- continuò El Diablo scomparendo lungo il
corridoio.
-Questo posto è incredibile…- commentò Duarte
piegandosi verso Lenora.
-Bene!- esclamò Jack, soffermando
lo sguardo sulle due bottiglie di rum che troneggiavano sul
tavolo accanto ai due uomini –Tutto questo parlare mi ha fatto
venire una gran sete!-
Uno dei due uomini sogghignò –Sete?
Abbiamo il miglior rum dell’Hispaniola. Ed in grandi
quantità!-
Jack sorrise –Sarà un piacevole passatempo,
finché il vostro Capitano non ci avrà raggiunti!- rispose,
avanzando non invitato lungo la stanza, raggiungendo i due
uomini con fare disinvolto.
Improvvisamente, da una seconda
entrata di cui sino a quel momento Jack e gli altri avevano
ignorato l’esistenza, apparve una giovane ragazza, una
creatura di rara bellezza, dalle incantevoli fattezze
spagnole, splendidi capelli corvini ricadevano sulle sue
spalle, incorniciando un viso assolutamente perfetto. Si
accorse di loro nel momento in cui loro si accorsero di lei,
ed i suoi grandi occhi neri parvero illuminarsi di piacevole
sorpresa. Avanzò nella stanza senza celare minimamente la
propria curiosità, guardò prima verso il piccolo gruppo di
sconosciuti, poi spostò lo sguardo su Jack ed i suoi occhi
parvero illuminarsi ancora di più.
Jack non poté non
notarla, rimase con una mano sospesa verso il boccale che uno
dei due pirati gli stava offrendo, poi s’inchinò con estrema
galanteria incapace di distogliere lo sguardo da quel viso
così prepotentemente perfetto.
-Oh-oh- mormorò Duarte in
tono allarmato –guai all’orizzonte.- disse,
sospirando.