PIRATES OF THE CARIBBEAN IV: NEGLI ABISSI DELL'HISPANIOLA
By Bridget



Cap 13: La sfida e la visita inaspettata



Giacinto si piazzò ghignando davanti agli uomini di Jack Sparrow, in fila l'uno accanto all'altro, mentre alle loro spalle uomini di ogni razza si accalcavano per gustarsi la lotta su cui già si facevano scommesse da qualche minuto, e nessuno, proprio nessuno aveva scommesso sulla possibile vittoria della ciurma di quello strambo Capitano.
-Paura, eh?- mormorò qualcuno alle spalle di Jack, poggiandogli con forza una mano sulla spalla, Jack si voltò appena, con il suo mezzo sorriso sornione, per un breve attimo sembrò voler ridere con quell'uomo, ma poi tornò a guardare davanti a sé, mentre Duarte si faceva avanti, nonostante le proteste di Brenda.
Giacinto lo guardò facendosi scrocchiare rumorosamente le nocche delle mani, suono che mandò la folla in visibilio, mentre Brenda chiudeva gli occhi pregando che Duarte non si facesse troppo male.
L'enorme africano fece segno al portoghese di avvicinarsi, fissandolo con occhi colmi d'odio, ma senza perdere quel fastidioso sorriso di vittoria.
Duarte si schiarì la voce, cercando di studiare il suo nemico, movendosi lentamente in cerchio.
La folla si zittì, ed un innaturale silenzio calò sulla piazza affollata.
Si fissavano, cercando di capire quali fossero i punti deboli dell'altro, la differenza di statura tra i due era impressionante, Giacinto sovrastava Duarte come un gigante un nano, nonostante l’evidente altezza del ragazzo.
Improvvisamente, lanciando un urlo che poco aveva di umano, Giacinto si lanciò su Duarte, per colpirlo e farlo cadere.
Se Duarte fosse caduto sotto il peso di quel gigante non avrebbe avuto alcuna speranza di rialzarsi.
La folla di pirati urlò con Giacinto, pronta ad esultare.
Ma Duarte, forte della sua notevole agilità, riuscì a togliersi dalla traiettoria del gigante, mandandolo addosso alla folla alle sue spalle. Diversi pirati caddero lamentandosi, mentre Giacinto, voltandosi a guardare un Duarte ancora concentrato e allerta, trasformò la sua enorme faccia in una maschera d'odio.
Brenda si mordicchiò un unghia, visibilmente nervosa, aver schivato un attacco di quell'enorme bestione non significava nulla, lo sapeva, come lo sapevano gli altri...e Duarte.
Inferocito, Giacinto si lanciò di nuovo sul portoghese, ma la sua enorme mole non poteva competere con l'agilità del giovane, e di nuovo venne schivato, stavolta la folla in prima fila si scostò e Giacinto cadde a terra alzando un enorme nuvola di polvere, Duarte ne approfittò per lanciarsi su di lui, Jack l’avrebbe chiamato “il momento opportuno”, doveva provarci.
Lo raggiunse afferrandolo alla gola con il braccio, cercando di soffocarlo. Giacinto urlò di sorpresa, ma non sembrò preoccuparsi, afferrò il gomito del portoghese riuscendo a liberarsi dalla presa, si chinò inaspettatamente in avanti, facendosi passare Duarte sulla schiena, come fosse non di carne ma d’aria, scaraventandolo a terra in un colpo secco.
Duarte si lamentò rotolandosi a terra, mentre la folla urlava il nome dell'enorme africano, incitandolo a finire quel giovane ragazzo.
Giacinto sorrise ai suoi sostenitori, mostrando loro i suoi poderosi muscoli, sicuro di avere tempo a sufficienza per farlo. Duarte lo afferrò per le gambe, riuscendo a fargli perdere l'equilibrio, gli salì sopra per artigliargli il volto, ma Giacinto, ancora una volta lo scaraventò a terra, raggiungendolo al costato con un violento calcio a piede nudo.
Duarte si raggomitolò su se stesso, in un urlo di dolore, tenendosi un fianco.
Il Conte di Cardenas si coprì il volto con una mano, la forza di quel gigante si sarebbe scatenata sul giovane.
Gli occhi di Jack, sino a quel momento puntati di vedetta su quegli uomini esaltati, su El Diablo e sui suoi fedeli, si soffermarono su qualcosa in particolare. Qualcuno, tra la folla, lo stava osservando, quasi sperasse di incontrare il suo sguardo.
Avvenne ed i due si scambiarono occhiate silenziose, in quel trambusto assordante.
Dal suo punto d'osservazione El Diablo sorrise soddisfatto, voltandosi a guardare Adelita. La ragazza stringeva i pugni in silenzio, visibilmente tesa
-Non ti diverti?- le disse.
Lei non rispose, ignorandolo volutamente.
La folla acclamava Giacinto, urlandogli "Uccidilo! Uccidilo!" incitandolo tra urla e risa.
Brenda cercò lo sguardo di Lenora, non poteva sopportare di starsene lì a guardare mentre quel gigante senza cervello le uccideva l'uomo che amava, Lenora sembrò capirla ed annuendo l'un l'altra si lanciarono su Giacinto un momento prima che l'uomo sferrasse un colpo mortale al portoghese.
-Lascia stare il mio uomo, brutto mostro peloso!- urlò Brenda lanciandosi su di lui. Andò a sbattergli contro, rimbalzando contro quel ventre disgustosamente gonfio e sudicio. Cadde a terra all'indietro, riuscendo però a far arretrare l'uomo, mandandolo a sbattere addosso alle ruote di un carro.
La folla rise, battendo le mani, quell'incontro era quanto di più eccitante fosse capitato da giorni e quelle due donne, pur non avendo la minima possibilità di batterlo, avrebbero allietato la lotta.
Giacinto guardò Brenda mostrandole denti neri e rovinati, Brenda fece una smorfia di disgusto.
L'uomo cacciò un urlo pronto a lanciarsi contro di lei, quando qualcosa gli saltò alle spalle, avvinghiandosi a lui come una piovra marina.
Jack alzò un sopracciglio scuotendo la testa, quelle due insieme erano peggio di una nave colma di pirati imbestialiti...ed altrettanto incoscienti.
-Avanti, Bren!- urlò Lenora dalle spalle dell'uomo, mentre affondava le dita negli occhi dell'uomo.
Giacinto urlò di rabbia e dolore, agitandosi come un cavallo selvaggio, Lenora dovette far forza su ogni singolo muscolo per non essere sbalzata via, Brenda li raggiunse, soffiando aria dal naso, furiosa per quello che Giacinto aveva fatto, alzò in aria una gamba, calando lo stivale sul piede del gigante, udendone le ossa spezzarsi sotto quel forte colpo. Giacinto ululò di dolore, inferocito, non poteva vedere nulla perché Lenora continuava a scavargli con le dita negli occhi e quindi artigliava l'aria davanti a sé cercando di colpire chiunque gli fosse di fronte.
La folla sembrò tentennare, nessuno pensava ancora che Giacinto potesse realmente perdere ma di sicuro ne sarebbe uscito con qualche livido in più del previsto.
-Mh. Sapevo che quella pazza mi avrebbe creato problemi.- commentò El Diablo, contrariato -Ma non sapevo fossero in due.-
Improvvisamente Giacinto riuscì ad afferrare Brenda per i capelli, scotendola come fosse stata di pezza, scaraventandola lontano da sé. La ragazza rimbalzò a terra due volte prima di fermarsi, dolorante e piena di polvere.
Libero dai suoi attacchi, Giacinto afferrò le gambe di Lenora, stringendole la carne con rabbia, Lenora urlò di dolore, ma non mollò la presa, l'uomo indietreggiò mandando la ragazza a sbattere di schiena contro il legno del carro. Il colpo le fece perdere la presa, e per Giacinto fu facile liberarsi di lei. Si massaggiò gli occhi sanguinanti, pulendosi col dorso delle mani, mentre la ragazza tentava di raggiungere la propria schiena con le mani, un dolore lancinante l'invadeva.
L'uomo l'afferrò per i capelli, costringendola ad alzarsi, si preparò a colpirla con un pugno, quando qualcuno gli bussò sulle spalle. Preso com'era dalla rabbia di vendetta non si era reso conto dell'improvviso silenzio in cui la folla era calata.
Si voltò corrugando la fronte.
Guardò istintivamente in basso, poiché non c'era nessuno in tutta l'isola in grado di guardarlo negli occhi...nessuno...fino a quel momento.
L'africano non seppe nascondere la propria sorpresa. L'uomo che aveva di fronte non era esattamente alto come lui, ma non li separavano che pochi centimetri. Lasciò la presa, improvvisamente concentrato sull'uomo che lo stava sfidando, invitandolo a combattere.
-Bene...pensavo non sarebbe arrivato più!- commentò Jack, finalmente rilassato.
Draco sorrise a Giacinto, aspettandolo.
Si lanciarono l'uno contro l'altro, in un ammasso di muscoli scuri, ringhi, colpi che avrebbero atterrato un cavallo.
I due giganti lottarono per quello che sembrò un tempo infinito, si colpivano con violenza, la folla, entusiasta dello spettacolo, cominciava a dividersi nelle urla d'incitamento, più di qualcuno aveva preso le parti di quel gigante sconosciuto, dalla pelle molto più scura di quella di Giacinto e dai muscoli poderosi e vibranti, al contrario di quelli di Giacinto, circondati da grasso e da gonfiore.
Per qualche attimo sembrò che lo sconosciuto avesse la peggio, ma poi quella montagna umana sovrastò Giacinto, colpendolo con un pugno che avrebbe ucciso chiunque, si gettò poi su di lui, tramortendolo con pugni in pieno volto.
Giacinto rimase a terra, in una pozza di sangue, lamentandosi senza sosta.
La folla urlò applaudendo, ormai tutti acclamavano quel gigante nero, l'unico che avesse battuto Giacinto a mani nude.
El Diablo alzò in aria una mano, e tutti fecero silenzio, poiché a nessuno era dato parlare quando El Diablo chiedeva la parola.
-Capitano Sparrow!- chiamò.
Jack si finse sorpreso, indirizzandogli un sorriso silenzioso.
-Sembra che uno dei vostri uomini abbia battuto il nostro Gacinto.- lo fissò negli occhi -Vi avevo dato la mia parola. Avete vinto. Potete considerarvi libero di restare o lasciare l'isola, a vostro piacimento.-
Jack avanzò, accostandosi a Draco, gli sorrise senza toccarlo, tornò a guardare El Diablo -Vi ringrazio. Ma resteremo fino al ritorno di Cutlass James.-
El Diablo non sembrò affatto entusiasta della notizia, ma finse di non dargli troppa importanza -Sarete assetati...il Black Candle Inn è a vostra disposizione, offre El Diablo.- disse, suo malgrado.
Jack ringraziò in un inchino. Alle sue spalle gli uomini della ciurma della Black Swan si occupavano di Duarte, Brenda lo aveva raggiunto, accertandosi che stesse bene.
Velocemente la folla si allontanò, tornando ognuno al proprio dovere, o al proprio boccale di rum, commentando l’incontro che aveva appena avuto luogo.
Draco si avvicinò a Lenora, sorridendole, lei ricambiò il sorriso, massaggiandosi la schiena –Capitano…-
-Tutto bene, Draco.- lo rassicurò lei –Credo proprio ti sia meritato tutto il rum dell’isola, e a quanto ho sentito è davvero nettare degli dei, va ad ubriacarti, diavolo di un negro, sei l’eroe dell’isola per oggi, ma da domani torni ad essere un topo della mia stiva, aye?- disse, in tono falsamente perentorio.
L’uomo annuì sorridendo.
Rimasti soli sulla piazza, El Diablo fece segno ad uno dei suoi uomini di avvicinarsi –Non mi piace quel Capitano Sparrow. C’è qualcosa in lui che non mi convince. Non perderlo mai di vista. Se lo farai e verrò a saperlo, sai cosa ti aspetta.- disse.
L’uomo annuì in silenzio, fissando la figura di Jack allontanarsi lungo la via che portava fuori dal villaggio.






-Ti avevo detto di non fare cose stupide…- commentò Brenda, arrotolando la camicia di Duarte, per osservare la ferita. Erano tornati alla capanna, e lei si stava prendendo cura del giovane, l’aveva fatto stendere sul letto, e munita di acqua fresca e di un lembo pulito, gli stava rinfrescando la parte dolorante.
La pelle era violacea e leggermente gonfia, Duarte sussultava ogni volta che la ragazza gli rinfrescava la zona, ma non faceva nulla per fermarla.
-Se è stupido quello che ho fatto io allora quello che avete fatto tu e Lenora cos’è?- rispose lui, stringendo i pugni per l’improvvisa fitta.
-Ti chiarisco qualcosa che forse ti è sfuggito, testardo d’un portoghese: io e Lenora ti abbiamo salvato la vita!- lo guardò con occhi spalancati –Se non fosse stato per noi adesso saresti sparso per tutta l’isola, Duarte Cortes de Castillo!- scosse la testa sospirando –E considero ancora il tuo gesto un gesto da folle, sappilo!- precisò, tornando ad occuparsi della ferita.
Duarte aprì gli occhi sorridendo, alzò appena la testa per guardarla meglio, gli venne da ridere e rise, provando fitte terribili che però non frenarono la sua ilarità.
Brenda finse di non sentirlo, ma il ventre del ragazzo, scosso da risate ormai irrefrenabili, si muoveva sotto le sue mani rendendole impossibile la medicatura –Ma vuoi smettere di ridere? Non riesco a medicarti!- lo rimproverò, cercando di non cedere al sorriso. Lo guardò come si guarda ad un bambino, sospirando rumorosamente.
Duarte rise ancora, poi si sforzò di riacquistare un minimo di serietà, le prese le mani, attirandola su di sé –Basta con le medicazioni. Non è così che si cura Duarte.- le disse, guardandola negli occhi.
Brenda arrossì, ma non si allontanò da lui –Duarte! Possibile che non ti venga altro in mente?-
Lui sembrò pensarci, assumendo quell’espressione che tanto piaceva alla ragazza –Mmh-no…più tardi m’immergerò nel mare e l’acqua mi medicherà, te lo prometto.-
Lei sorrise –Più tardi?-
Gli occhi di Duarte brillarono –Hai sentito bene…più tardi..- le prese la testa tra le mani, premendosela contro. La baciò sentendola gemere appena, aprì un occhio, guardandola –Cos’era?- mormorò.
Brenda, rossa in volto, si finse sorpresa –Cosa? Di che parli?-
Il sorriso canzonatorio di Duarte la fece arrossire ancora di più –Quello che ho sentito, cos’era?-
-Io non ho sentito niente!- si giustificò in fretta lei…troppo in fretta per essere credibile.
Il ragazzo ridacchiò sollevandole la camicia sulla schiena –La tua riservatezza mi affascina, Miss Swann…timida e deliziosamente combattuta…- la baciò –Peccato che poi, ti trasformi in quel terribile pirata Sparrow che in realtà sei!-
-Ma che stai blaterando? Sei impazzito?-
-Oh no, mia cara. Vedi? Quell’espressione che hai adesso? Tra qualche secondo non l’avrai più, e se tuo padre ti vedesse ti chiuderebbe nella stiva per il resto dei tuoi giorni…-
Brenda rise, molto più rilassata –Sei davvero fuori di testa, Duarte.-
-Puoi giurarci…- mormorò lui, baciandola di nuovo.





Jack scrutò il mare calmo, quasi immobile.
Affacciato alla porta della capanna-palafitta che Adelita aveva fatto mettere a sua disposizione, guardava fuori annusando l'aria calda intrisa di mare.
Erano distanti dal villaggio, in una piccola oasi dove l'erba cresceva a pochi passi dal mare, in una insenatura nascosta, probabilmente utilizzata dai pirati per attacchi a sorpresa.
Poco più avanti, alle spalle della capanna, un piccolo molo costruito con legno e pietre, sovrastato da due colonne sulla cui punta, qualcuno, aveva piazzato bandierine nere, armoniosamente mosse dal vento.
Sparse lungo la piccola radura, ananas nane, un luogo perfetto per incontri a cui nessuno, al villaggio doveva assistere.
-Dicevi sul serio, prima?- domandò Lenora dall'interno. Si era sfilata la camicia e la sensazione del sole sulla pelle le dava un leggero sollievo, nonostante il dolore alla schiena.
Jack fissò le scalette senza voltarsi -No.-
-Non hai mai avuto intenzione di aspettare l'arrivo di Cutlass James, eh?-
-No.-
-Lo sapevo. Ma come faremo a lasciare l'isola? Non abbiamo una nave e non sappiamo se Nicole è passata di quì.-
Jack sorrise -E' passata di quì.-
Lenora, stesa sul letto alzò la testa voltandosi verso l'uscita, la figura di Jack, che le dava le spalle, era illuminata dal sole, rendendolo quasi irreale, socchiuse gli occhi infastidita dal riverbero -Come lo sai?-
-Prima, durante la sfida...ho visto qualcuno.-
Lenora alzò gli occhi al soffitto, in una smorfia -Devo continuare a riempirti di domande per sapere? Vuoi dirmi di cosa stai parlando, Jack Sparrow?-
Jack annuì lentamente, continuando a darle le spalle -Pensavo l'avessi notato anche tu.- commentò, in evidente tono di sfida.
-Forse l'avrei fatto...se non fossi stata impegnata a salvare il sedere a quel portoghese demente!-
Il pirata non trattenne una leggera risata, rientrò nella capanna, avvicinandosi a lei, la luce filtrava dalla porta e dalla grande finestra, rivolta verso il mare, notò i capelli della ragazza, resi incredibilmente dorati dai raggi del sole, ed i suoi occhi, celesti, come se due gocce di quello splendido mare vi si fossero incastonate, gli tornò in mente la prima volta che l'aveva vista, piccola ed arrabbiata, incapace di nascondere il mare che si portava dentro. -Ti fa male?- s'informò.
Lei scosse la testa, mentiva. In realtà le doleva la schiena, aveva dato una gran botta al carro e le sembrava che un piccolo incendio si fosse sviluppato dal collo in giù. Ma detestava ammettere di sentire dolore, quindi mentì di nuovo.
Jack la guardò con sospetto, si stese accanto a lei, rivolto verso il soffitto -Ti fa male.- disse -Dovresti immergerti nell'acqua, altrimenti presto non potrai più muoverti.-
Lenora alzò un sopracciglio, sorridendo, ignorando le fitte che le partivano dalla schiena si sdraiò su di lui, togliendogli il cappello -Dimmi chi hai visto, prima, nella piazza.-
-No.-
Lenora chinò la testa da una parte -Come sarebbe...no?-
-No. Significa no!- continuò lui, sorridendo.
Lei lo studiò, fino ad incontrare i suoi occhi, quegli occhi che tanto le ricordavano il legno d'una nave, la sua forza, la sua bellezza. Durante tutti quegli anni lui non era cambiato affatto, era ancora quell'enigmatico Capitano che aveva conosciuto a Tortuga, anche se era convinta che più passava il tempo e più Jack somigliava a suo fratello -Quando lasceremo l'isola?-
-Stanotte.-
Lei rise -Parli come se avessi già una nave e tutte le notizie che cercavi. -
-Aye!-
Lo baciò -Bugiardo. Lo dici solo per farmi credere di essere più in gamba di me!- fece per alzare il viso e guardarlo negli occhi, ma lui la trattenne.
-Mi dispiace tenerti fuori da tutto, ma visto il tuo temperamento è meglio così.- le sussurrò sulla bocca –Pensa solo che stanotte lasceremo questo posto e finalmente raggiungeremo il tesoro dell’Hispaniola!-
Lenora sorrise –Stai bluffando…- mormorò, senza scostarsi da lui –Ma adesso basta parlare, Capitano Sparrow, mostrami le doti di cui tutte le prostitute di Tortuga e Singapore parlano…- scherzò.
Il vento soffiò dentro la capanna, portando con sé un inconfondibile rumore di passi. Qualcuno stava salendo sulla scaletta.
Chiunque fosse aveva un passo sicuro, ritmato, e si apprestava ad entrare senza indugi.
Jack fissò la figura avvolta in una leggera mantellina nera, la figura sostò qualche secondo sullo stipite, poi avanzò sicura all’interno, liberandosi del cappuccio. Gli occhi di Adelita erano puntati su di lui.
-Capitano Sparrow. Devo parlarvi.- disse.
Jack, steso sul letto, non si mosse né parlò, limitandosi a seguirla con lo sguardo.
La ragazza si avvicinò sfiorando il letto con le gambe, si sedette –Siete in grave pericolo.- annunciò.
Di nuovo Jack rimase in silenzio.
Adelita lo osservò, come era possibile fosse realmente amore ciò che provava?
Come poteva essere caduta nella trappola dei sentimenti con un solo sguardo? Chi era quel Capitano che con tale facilità si era insinuato nel suo cuore, rubandoglielo con la sua complicità?
Mosse lentamente una mano verso di lui, sfiorando il tessuto della camicia aperta, toccando appena quella pelle abbronzata, sentendone il calore e desiderando di poter affondare la testa tra le sue braccia.
Jack alzò un sopracciglio, passando lo sguardo dai suoi occhi alla piccola mano.
-Vi domanderete perché sono qui. Vorrete sapere cosa mi spinge ad arrischiare la vita per informarvi della trappola che qualcuno sta preparando alle vostre spalle…- disse lei, scivolandogli addosso, sicura della sua bellezza e certa che non sarebbe stata rifiutata.
Nessun uomo l’aveva mai fatto.
Jack le fermò la mano, fu un gesto veloce e deciso, ma delicato, quasi non volesse spaventarla o farle del male. –Non è saggio da parte vostra venire qui da sola.-
Lei sorrise –Questa è la mia isola, e nessuno oserebbe mai impedirmi di fare qualcosa che voglio. Mio padre gliela farebbe pagare.- disse, non senza orgoglio. I suoi occhi si addolcirono –Un uomo come voi deve aver visto molte città…avete l’aspetto di chi ha viaggiato molto.- sorrise –Non è così?-
Lui annuì.
-Capitano Sparrow, sono qui per proporvi un patto.-
-Di cosa si tratta?-
-El Diablo vi è ostile e sono sicura stia tramando qualcosa per nuocervi, è un uomo mosso dall’odio e non conosce scrupoli.-
-L’avevo intuito dal nome…- commentò.
-Vi propongo uno scambio. Io vi offro un nascondiglio dove rifugiarvi e Voi mi porterete via da quest’isola. Con Voi.-
-Non mi sembra una buona idea…-
-Non preoccupatevi per mio padre, gli parlerò io. Vi chiedo solo di portarvi con voi…-sorrise accarezzandogli il volto, avvicinando il viso al suo –Saprò come ringraziarvi. Mi prenderò cura di voi, vi servirò e danzerò per voi…- aggiunse, sussurrando le ultime parole.
Un rumore improvviso la fece sobbalzare –Cos’è stato?- domandò, guardandosi attorno.
Jack si schiarì la voce –Un topo, forse.-
-Un topo? Un topo non starnutisce!- esclamò la ragazza realizzando improvvisamente che il suono era giunto da…sotto il letto. Si chinò a guardare, sdraiata contro il pavimento Lenora le sorrise salutandola. –Ma….-
Lenora scivolò fuori dal nascondiglio, senza perdere il sorriso, vide Jack agitare le mani, ma questo non cambiò le sue intenzioni. Con una balzo impugnò la spada adagiata sulla sedia, puntandola contro Adelita –Siete la figlia d’un Capitano, saprete senz’altro battervi con questa!- la sfidò.
Adelita la guardò mostrandole tutto il rancore che sin dal primo momento aveva nutrito per quella ragazza –Certo che so come usarla. E so usarla anche molto bene!- disse, alzandosi in piedi e brandendo la sua spada.
Jack scosse la testa –No! Non buono! Non buono! Non è questo il modo di-------
-Chiudi la bocca, Jack!- l’interruppe Lenora senza guardarlo.
Adelita corrugò la fronte –Jack?- disse.
-Certo bellezza. Non ti è mai saltato in mente la possibilità che Jack non fosse mio padre, mmmh?-
-E’ quello che mi avete lasciato credere!- rispose la spagnola, in una prima stoccata.
Lenora parò il colpo, avanzando di qualche passo –Oh no! E’ quello che ti è piaciuto credere!-
Adelita rispose all’affondo della ragazza, attaccando e difendendosi con molta agilità.
-Sai quel che fai, te lo concedo. Ma…-sorrise- Come te la cavi con questi?- mosse un passo verso destra, seguita dalla spagnola, si mosse verso sinistra ed ancora una volta la spagnola si mosse con lei –Molto bene.-
-Mio padre è un ottimo spadaccino, avevo pochi anni quando mi insegnò a tirar di spada!-
-Sono impressionata!- commentò Lenora con sarcasmo –E a fare le fusa agli uomini delle altre chi te l’ha insegnato?- domandò senza perdere il sorriso.
Adelita serrò le labbra in una smorfia d’odio –Vediamo se questo vi toglie quella stupida espressione dal viso! Vi ucciderò senza lasciarvi il tempo di pronunciare ancora altre parole!- esclamò, attaccando di sorpresa. Lenora parò la stoccata, poi avanzò fendendo l’aria in un movimento circolare, che fece volar via la spada dalle mani di Adelita. Il sorriso di Lenora si allargò, mentre le solleticava fastidiosamente il naso con la punta della spada –Toglimi una curiosità, dopo avermi ucciso, cosa avevi intenzione di fare?-
Adelita fissò la lama, poi guardò la ragazza –Se dovete uccidermi, fatelo subito.-
Lenora sembrò pensarci, Jack sospirò raggiungendole, con una mano abbassò la spada di Lenora –Non vi ucciderà.- era rivolto ad Adelita ma guardava Lenora –comprendi?-
Lenora alzò un sopracciglio sbuffando –Volevo solo divertirmi un po’.- disse.
Gli occhi di Jack si mossero ad indicare qualcosa, Lenora corrugò la fronte, di nuovo Jack la invitò con lo sguardo a fare qualcosa che lei non capiva, poi però comprese, si grattò la testa titubante, mentre Jack continuava a lanciarle sguardi, la ragazza sospirò, scosse la testa arresa, allungando un braccio verso Adelita, le tese la mano.
Adelita fissò la mano della ragazza, sorpresa.
Lenora agitò le dita, in attesa.
Finalmente la spagnola si animò, muovendo una mano verso la sua, stringendola –Siete un’ottima spadaccina.- disse
-Lo so.-
Jack sgranò gli occhi, riprendendola in silenzio.
-Anche tu.- si corresse Lenora, mentre Jack annuiva.
-Dunque voi due siete…- improvvisamente sembrò impacciata –Perdonatemi. Non intendevo fare domande inopportune.- si inumidì le labbra guardando a terra –Bene, credo che adesso raggiungerò il villaggio, qualcuno potrebbe insospettirsi e riferire a El Diablo della mia visita. – guardò Jack –Pensate a quello che vi ho detto, Capitano Sparrow. Sono sicura che quell’uomo tenterà di uccidervi, questa capanna è isolata ed è un luogo perfetto per attaccarvi, state in guardia.- spostò lo sguardo su Lenora –Quanto a Voi…- si fissarono in silenzio, poi Adelita scrollò la testa scendendo le scalette e coprendosi il capo con la leggera mantella, allontanandosi.
Lenora la fissò, poggiata allo stipite, l’elsa ancora tra le dita –Muore dalla voglia di lasciare l’isola…- commentò.
-Aye!- rispose Jack, alle sue spalle.
-E per farlo si sarebbe concessa anche ad un vecchio pirata come te!- continuò, nascondendo un sorriso.
-Molto divertente.-
-Perché ti sei dato tanto da fare per difenderla? Non mi piace quando mi nascondi le cose.-
-Averla dalla nostra parte ci garantirà la possibilità di lasciare l’isola senza troppi fastidi.-
-Già, ma devi ancora dirmi come faremo a lasciare questa dannata isola.-
-Vedrai…-
Lenora lanciò la spada sul letto, liberandosi di nuovo della camicia –Il mare chiama!- disse.
Lui ciondolò la testa, sorridendo.
Il vento smosse i rami delle piante, facendoli cantare, i due pirati presero a scherzare tra loro e nessuno dei due vide l’ombra che, alzatasi dal suo nascondiglio, s’allontanava furtiva tra gli alberi.