PIRATES OF THE CARIBBEAN IV: NEGLI ABISSI DELL'HISPANIOLA
By Bridget



Cap. 14: La leggenda di Isabelle LaCroix, l'incontro notturno.




Jack si lasciò cadere con le spalle sull'erba, a pochi passi dalla riva. Di tanto in tanto le onde raggiungevano i suoi piedi, regalandogli una piacevole sensazione di freschezza. Con i palmi sotto la testa fissava il cielo azzurro, sgombro di nuvole.
Lenora era ancora nell'acqua, il suo canto tranquillo si mescolava al suono delle piccole onde, cullando Jack in un sonno ipnotico.
-Grandi notizie!-
Jack aprì pigramente un occhio, un'ombra lo separava dal sole, inarcò un sopracciglio, in silenzio.
-Quella taverna è una mappa del tesoro!- stava continuando l'uomo, senza perdere l'entusiasmo nonostante la poca collaborazione di Jack.
-Rodrigo...-mosse una mano velocemente, facendo segno all'uomo di allontanarsi. Di nuovo al sole, sorrise compiaciuto.
-Bene, cosa abbiamo?-
Rodrigo sorrise -A quanto pare ci sono molti pirati su quest'isola che credono alla leggenda di Isabelle LaCroix e al tesoro dell'Hispaniola.-
-E noi ci crediamo?-
Will, in silenzio sino a quel momento, si lasciò sfuggire una smorfia di scetticismo. Si era fatto raccontare dal Conte di Cardenas tutto quello che c'era da sapere sulla leggenda e per quanto ne sapeva riteneva quella una storia pazzesca.
Una giovane ragazza esiliata su quell'isola, più di cento anni prima, costretta a vivere in solitudine per il resto dei suoi giorni, resa folle dall'incontro col Demonio, da lei evocato durante uno dei suoi riti woodoo. Secondo la leggenda fu lei a convincere il mare ad ingoiare per vendetta la nave dell'uomo di cui era innamorata, imprigionandolo per sempre negli Abissi dell'Hispaniola, con il suo tesoro. Il tesoro per il quale lui l'aveva tradita. Il tesoro col quale avrebbe pagato per la sua avidità, che sarebbe diventato la sua maledizione, per sempre.
-Noi...potremmo crederci se questo giocherà a nostro vantaggio.-
-Ed in che modo il fantasma di una stupida strega innamorata potrebbe tornarci utile?- s'intromise Lenora uscendo dall'acqua.
Will si voltò prontamente di spalle, con aria impacciata -Lenora!Buon Dio!- esclamò.
Il Conte di Cardenas sostenne lo sguardo della ragazza, apparentemente affatto imbarazzato dalla sua nudità –Da queste parti la gente è superstiziosa, teme ciò che non può combattere e ancor più teme l'essere che con la propria magia è riuscito a piegare il mare al suo volere. Isabelle LaCroix l'ha fatto ed è il suo spirito a custodire quell'enorme tesoro. Qui ne sono tutti a conoscenza del tesoro, ma nessuno ha abbastanza fegato da affrontare Isabelle.-
Lenora s'infilò la lunga camicia bianca di Jack -Conoscono il luogo del tesoro e non sono ancora andati a prenderlo?- scosse la testa -Zucconi!- guardò Will -Puoi voltarti, giovane Turner!- annunciò, sorridendo divertita.
-Sembra però che qualcuno si sia avventurato alla caccia del tesoro del Capitano Quicksilver!-
-Il Capitano Quicksilver?- domandò la ragazza strizzandosi i capelli. Le gocce d'acqua caddero sul petto di Jack, facendolo sussultare, si guardarono.
-Lo sfortunato di cui Isabelle era innamorata. Il capitano della nave inghiottita dal mare.-
-Aye.-
-Qualcuno si è avventurato, hai detto...per caso hai scoperto di chi si tratta?-
Rodrigo guardò Jack, la sua aria soddisfatta non lasciava dubbi, il rum della locanda aveva fatto il suo lavoro -Due giorni fa, poco prima del nostro arrivo. Una nave nera come la notte capitanata da una misteriosa donna vestita di nero, dal volto talmente sfigurato da costringerla a tenerlo costantemente coperto alla vista...-
Lenora corrugò la fronte -Nicole.-
L'uomo annuì -Si.-
-Un motivo in più per partire subito.-
-Un motivo in più per non lasciarsi prendere dalla fretta...comprendi?-
In un gesto di stizza Lenora alzò le sopracciglia in silenzio.
-E non è tutto.- continuò Rodrigo, piazzandosi di nuovo tra il sole e Jack. Il pirata aprì di nuovo un occhio, soffiò aria dal naso spostando l'uomo con una leggera pressione sulle gambe.
-Non è tutto?-
-No. Il Capitano Cutlass James conosce l'esatto punto dell'isola da dove partire per raggiungere gli abissi dell'Hispaniola...-
-E perché non c'è ancora andato?-
-I suoi uomini, come dicevo, temono Isabelle LaCroix, qualcuno di loro giura di averla vista aggirarsi sull'isola nelle notti di luna. Sembra che ad incontrare il suo sguardo si veda ciò che vide lei quando guardò negli occhi del Demonio...s'impazzisce all'istante.-
-Di solito ogni maledizione ha almeno un modo per liberarsene...- sibilò Lenora senza guardarli.
-Certamente! Un modo ci sarebbe...-
-Bene...- Lenora si voltò verso Rodrigo -Cosa diavolo vi prende oggi? Per far parlare Jack ho quasi dovuto minacciarlo, adesso tu, insomma, se sai qualcosa, parla!-
I tre uomini la fissarono in silenzio, Lenora alzò un sopracciglio -Che c'è?- esclamò.
-Continui a fare domande, Lenora. Se tacessi forse riusciremmo a sentire tutta la storia.- Jack sorrise.
-Come dicevo non c'è uomo che possa guardare negli occhi Isabelle LaCroix senza perdere la ragione, i pochi che hanno osato sono stati visti aggirarsi per l'isola in preda alla pazzia. Pazzia che li ha condotti presto alla morte. Solo una donna può sostenere lo sguardo di Isabelle LaCroix.-
-Non è così difficile trovarne una sull'isola.-
-Una donna innocente che ami con purezza e che sia ricambiata con la stessa intensità?.-
Lenora alzò gli occhi al cielo -Odio queste storie!-
-Solo lo sguardo di una donna simile potrà liberare lo spirito di Isabelle e quello del Capitano Quicksilver, e quindi liberare il tesoro.-
-Molto interessante...- commentò Jack.
-Molto stupido. - incalzò Lenora.
-Che altro ti hanno raccontato alla locanda?-
-Non siamo riusciti a scoprire molto su Cutlass James, sembra che nessuno ne parli volentieri, lo temono ed hanno paura di dire qualcosa di sbagliato.- continuò Will, mentre Rodrigo annuiva.
-Deve essere un buon pirata...-
-Molto. Si rifiutano di parlare di lui, non siamo riusciti a sapere nulla sul suo aspetto, né sulla sua età----
-Non ci vuole molto. Adelita non ha più di diciassette anni...-
-Ah, dimenticavamo. Una cosa siamo riusciti a scoprirla. Adelita. Non è sua figlia. L'ha presa sotto la sua protezione, ma non è sua figlia. Sembra sia stata rapita dai pirati da bambina, ha origini aristocratiche.-
-Ooh!- Lenora sospirò -Un'aristocratica!-
-A questo punto attendere l'arrivo di Cutlass James non ha più senso.- commentò Rodrigo.
-Non ho nessuna intenzione di aspettare il suo arrivo. Partiremo stanotte.-
-Finalmente!- continuò Lenora fingendo di non notare le espressioni dei tre uomini.
-Ma come partiremo? Non abbiamo neanche la nave!- Will guardò Jack corrugando la fronte.
-Non avremo bisogno di una vera nave. Se dobbiamo cercare un varco nell'isola allora dobbiamo aspettarci un passaggio stretto e nascosto. Cercheremo quindi qualcosa di più grande e visibile, trovata quella troveremo il varco.-
-La Black Pearl...-
Jack sorrise in silenzio.



Dopo quanto era accaduto due giorni prima, il Governatore di Port Salut sapeva di dover riguadagnare la stima e la fiducia dei concittadini al più presto, prima che fosse troppo tardi.
La prima decisione che aveva preso era stata quella di aumentare il numero di uomini alla guardia della città, per sventare qualsiasi attacco da parte dei pirati.
Nessuno più poteva lasciare o entrare a Port Salut senza essere stato prima controllato.
Guardie ovunque, sui bastioni, attorno ai palazzi, al porto, per le strade. Trincee e fossati venivano scavati ogni giorno, mentre volontari e carpentieri avevano lavorato senza sosta per riportare al suo splendore la "Cecile", la nave da guerra con cui sarebbero partiti alla caccia di quei pirati.
Non sarebbe stato il Commodoro Adair a partire per la missione, troppo coinvolto per mantenere il distacco necessario, il Governatore era giunto alla scelta finale dopo un lungo pensare, quindi aveva fatto chiamare l'unico in grado di portare a termine la missione: il Capitano Grisham.
E mentre la "Cecile" lasciava il porto, il Governatore sperava di aver fatto la scelta giusta, per la sua città, per se stesso...e per sua figlia.



-Curiosissima di sapere chi diavolo ci aspetta, Jack!- Lenora stette al passo del pirata, sussurrando appena. Avevano aspettato che la notte calasse sull'isola, come animali notturni aspettano il tramontare del sole. Nel pomeriggio si erano passati parola con gli altri, senza destare sospetti, dividendosi in due gruppi. Il primo sarebbe partito quella notte stessa, alla volta degli abissi dell'Hispaniola, il secondo avrebbe atteso sull'isola, dove ormai avevano tutto il diritto di stare.
S'incontrarono con Duarte e gli altri, formando un drappello di otto persone, sarebbero stati loro a raggiungere gli abissi dell'Hispaniola.
-Eccovi, finalmente. Cominciavamo a pensare fosse uno dei vostri scherzi...- commentò piano Pearl, guardando i suoi genitori. Lenora le sorrise arruffandole i capelli, non l'aveva vista per tutto il giorno e se c'era qualcuno al mondo in grado di farla sentire qualcos’altro oltre ad un testardo pirata...quella era sua figlia.
-Forza, abbiamo molta strada da fare!- annunciò Jack, indicando con un leggero movimento della testa la direzione che avrebbero preso.
L'isola era stranamente silenziosa, pareva che col calare delle tenebre i pirati si rifiutassero di incamminarsi per quelle viuzze deserte e buie, lasciando vagare indisturbati i mille fantasmi che si diceva popolassero l'isola di notte.
Percorsero in silenzio una viuzza stretta e particolarmente buia, tenendosi vicini per non perdersi.
D'improvviso una mano spuntò dal buio, oltre una piccola costruzione diroccata e dall'aria fatiscente, sbarrando la strada a Jack.
Duarte e Lenora sfoderarono le spade, pronti a combattere, ma fu lo stesso Jack a fermarli. I due pirati si guardarono confusi, ma quando l'uomo uscì dall'oscurità illuminandosi il volto con la lanterna, Duarte e Lenora sorrisero, la ragazza mosse un passo avanti, scuotendo la testa incredula e al tempo stesso divertita
-Ahoy, Capitano!- disse l'uomo, in un leggero inchino.
Gli occhi di Lenora seguirono i movimenti dell'uomo, brillando nel buio della notte - 'oy, cane rognoso!-
Pearl si fece spazio sgusciando da dietro Duarte, gli occhi puntati contro il pirata -Trap! Trap Pete!!- esclamò, lanciandosi su di lui a braccia aperte.
-Trap!- fecero eco gli altri, cercando di contenere il proprio entusiasmo. Poteva esserci chiunque nascosto nell'oscurità ed un solo momento di euforia avrebbe potuto costare loro la vita.
-Dunque era lui l'uomo che hai visto stamattina!-
-Aye!- annuì Jack pavoneggiandosi -Trap, è tutto pronto?-
-Si, Capitano Sparrow.-
Alle sue spalle un giovane di colore fece capolino, sorridendo amichevolmente. Aveva un'aria estremamente allegra, ma questo non trattenne Duarte e Lenora dallo sfoderare di nuovo le proprie spade.
Trap Pete si affrettò a parlare -No! No, Capitano! E' un amico. Ed è la nostra guida. E' un abilissimo spadaccino, e conosce la scienza medica abbastanza da curare un uomo ad un passo dalla morte.- era chiaro si riferisse a se stesso, evidentemente sopravvivere alla furia di Nicole era stato meno facile di quanto potesse sembrare.
Il giovane di colore si lanciò in un inchino, senza smettere di sorridere -Mad Spinter, al vostro servizio Capitano Lenora Sparrow!- si presentò. La camicia d'un rosso corallo lo rendeva ancora più allegro di quanto non fosse già abbastanza, indossava un bandana azzurro con piccoli disegni dorati, ed una vistosa collana d'oro che richiamava il colore della fascia annodata al braccio destro. Ad ogni suo movimento un allegro tintinnio di oggetti riempiva l'aria. Era un miracolo che nessuno si fosse accorto del suo passaggio.
-Sarà meglio muoverci...- Jack guardò il cielo, era una notte senza luna ed il mare batteva sulla costa poco distante.
Mad Splinter guidò il piccolo gruppo oltre i cespugli, verso una piccola strada che scompariva in una fitta foresta in quella fertilissima isola. Camminarono in silenzio per diverso tempo, cercando di distinguere qualcosa oltre il buio. L'unica luce a loro disposizione era la lanterna con la quale Mad Splinter si faceva strada lungo la foresta, resa rumorosissima dagli animali notturni che ne popolavano ogni angolo.
-Ci stai conducendo nel luogo giusto, vero Mad Splinter?- chiese Jack, ancora sospettoso, nonostante la simpatia innata che quel giovane di colore ispirava.
-Potrei condurvi in quell'inferno anche ad occhi bendati, Capitano Sparrow.-
Jack annuì, sembrava infatti che quel giovane pirata avesse la prodigiosa facoltà di orientarsi in quell'oscurità come se ne facesse parte da sempre.
A lungo il silenzio della notte regnò sul piccolo gruppo in cammino, mentre attraversavano l'isola, diretti verso l'unico varco nella roccia che li avrebbe condotti negli abissi dell'Hispaniola, o come aveva detto Mad Splinter "quell'inferno"...
L'inferno che per tutti aveva gli occhi di un fantasma di nome Isabelle LaCroix.
L'inferno che per Lenora aveva gli occhi di una realtà di nome Nicole.
Nicole Barbossa.