PIRATES OF THE CARIBBEAN IV: NEGLI ABISSI DELL'HISPANIOLA
By Bridget






Cap 3: IL CONTE DI CARDENAS E "LA MUERTE NEGRA"
(track 7 ost potc)





Un getto d'acqua fredda l'investì in pieno volto, destandola violentemente. Scosse la testa sussultando, mentre una fitta improvvisa dietro la nuca le ricordò di essere stata colpita da qualcosa, poco tempo prima. Istintivamente mosse una mano per massaggiarsi, ma scoprì di non poterlo fare, di non poter fare nessun movimento, chiunque l'avesse colpita alla testa aveva provveduto anche a legarle i polsi dietro la schiena, ad una robusta colonna di pietra. Era ancora dentro quel posto abbandonato, ed aveva qualcosa di terribilmente fastidioso sul volto. Ci arrivò due secondi dopo aver realizzato di essere vestita in modo diverso, al volto portava una maschera che la fasciava all'altezza degli occhi, poteva vedere attraverso i due fori. Indossava dei pantaloni neri con delle frange di velluto laterali che mai aveva veduto prima, una cintura con una pesante borchia rotonda, ed una camicia simile al pantalone...sembrava una divisa, o qualcosa del genere...ma che senso aveva?
Fissò i due stivali davanti a sè, li avrebbe riconosciuti tra mille, erano i suoi! Ed anche quei pantaloni erano i suoi...e quella camicia...e...spalancò gli occhi incredula, temendo di essere improvvisamente impazzita.
-Ma...che...- fissò incredula la ragazza in piedi, davanti a lei, con ancora il secchio gocciolante stretto in una mano.
La ragazza sorrise, il bel viso contratto in un ghigno di soddisfazione e cattiveria -Ahoy...sorella!- esclamò.



Will lasciò le corde cercando il Capitano con lo sguardo -Jack!- chiamò -Jack!-
Jack alzò la testa dalla mappa che stava osservando, l'espressione che Will lesse sul volto dell'uomo non lasciava dubbi: il Capitano non era affatto contento di essere disturbato. -Jack, un uomo si sta avvicinando alla Perla!-
Jack corrugò la fronte, arrotolando la mappa osservando il mare. Da dietro l'insenatura nella quale avevano attraccato la Perla, spuntava una piccola imbarcazione dall'aspetto trasandato e poco incoraggiante. La vela divorata dal sale si gonfiava quasi fino a spezzarsi, ma la velocità dell'imbarcazione era lenta sino all'incredibile. Un uomo agitava un braccio nell'aria, facendo segno ai marinai della Perla di tirarlo su.
Con un cenno del capo Jack diede ordine di portarlo a bordo, era davvero curioso di sapere chi fosse quell'uomo così ben vestito e cosa mai facesse dentro una barca dai giorni contati.
-Vi ringrazio, Senor...- salutò l'uomo in un inchino.
Jack e gli altri lo osservavano con attenzione: si trattava di un uomo di una discreta altezza, dalla poderosa muscolatura e dagli occhi d'un azzurro molto intenso, in netto contrasto con il corvino dei capelli. I suoi abiti sembravano quelli d'un nobile, sebbene fossero sporchi e malandati. La lunga spada era custodita in un fodero di velluto nero. -Chi siete?- domandò Jack, piantandosi al suo cospetto.
-Rodrigo Sanchez y Merijo Cavon de Marquez, Conte di Cardenas!- si presentò, non senza orgoglio, la sua attenzione fu improvvisamente rivolta verso i due pirati che stavano occupandosi della piccola imbarcazione -Gentilmente, prego! Quella barca è una ricchezza!-
Yellow Teeth e Redboots si guardarono in una smorfia -Ricchezza, dite? E' una zattera, ci pare!-
-E' chiaro non sappiate riconoscere del buon vino, buonuomini! Dentro quella...zattera, come pare a voi, vi sono ben quattro casse di puro Alicante!-
-Alicante?- esclamò Jack sorridendo -Un ottimo vino! Vili cani di mare, portate a bordo le casse del Conte!-
Will scosse la testa incapace di distogliere lo sguardo dalle vesti trasandate dell'uomo -Un Conte? A me sembrate un miserabile, piuttosto!-
La lama affilata del Conte s'arrestò a pochi millimetri dalla gola del giovane, Will ne sentì il freddo ferro.
-Mi offendete, giovanotto. Ed io non amo essere offeso, intendete?-
I pirati, mani alle pistole, guardarono Jack, il Capitano fece loro cenno di calmarsi -Sono sicuro il giovane Turner non aveva intenzione di offendervi, Conte. Benvenuto sulla Black Pearl...voi ed il vostro magnifico vino!-
-Deve essere il mio giorno fortunato, dunque!- esclamò il Conte di Cardenas agitando il boccale davanti al proprio volto. Si erano seduti al tavolo della cabina di Jack, due bottiglie vuote di Alicante tenevano compagnia ad una terza, ancora colma.
I due uomini bevvero in un sorso -Il Capitano Jack Sparrow!- continuò l'uomo visibilmente impressionato -Non avrei mai creduto di incontrarvi, un giorno.-
Jack sorrise versando altro vino.
-La Vostra fama è quella d'un demonio, sapete? Ma il Vostro aspetto è ben altro!- ciondolò la testa, sorridendo al tavolo -Cosa vi ha portato all'isola Hispaniola?-
-Affari.-
Qualcuno bussò alla porta, Jack mugugnò qualcosa che suonò come un ordine, Will entrò, lanciando un'occhiata ai due uomini già mezzi ubriachi .
-Toh! Il giovane nelle cui vene scorrono fiamme!-
-Will! Vuoi del vino?-
Il ragazzo scosse la testa -No Jack, grazie. Sono preoccupato, è passato già diverso tempo e Lenora e Vertigo non sono ancora tornati.-
-Non credo ci siano pericoli per quei due.-
-Non so. Dubito abbiano accompagnato Miss La Croix più in là del porto, troppo rischioso.-
Il Conte ascoltò osservando i due uomini -Miss...La Croix?- domandò.
Will lo guardò -Miss Isabelle La Croix, la figlia del Governatore. Siete un Conte, dovreste conoscerla...- disse tagliente.
Il Conte di Cardenas ricambiò lo sguardo del giovane -Conosco Isabelle La Croix, e conosco la figlia del Governatore. Personalmente. E vi assicuro sul mio onore, Giovane Turner, che non si tratta affatto della stessa persona!-


-Non è possibile...tu...tu sei...-
-Morta?-
Lenora corrugò la fronte confusa e sorpresa, i suoi occhi fissavano gli occhi che mai avrebbe pensato di poter guardare ancora, occhi che conosceva bene e che ora la guardavano con feroce odio ed indicibile soddisfazione. S'inumidì le labbra, sentendo montare dentro di sé quell'antico odio che credeva dimenticato. -Si.- rispose.
-Sbagliato.- la ragazza rise, gettando indietro la testa, tornò a fissarla scuotendo il capo -Lenora, Lenora!- compì un breve giro sul posto, lentamente, guardando il soffitto distrutto senza perdere quell'ostinato sorriso dalle labbra. Quando riprese a parlare era di nuovo di fronte a lei, e la sua voce era satura di fredda compassione -Sono sempre stata più brava di te a nuotare. Avresti dovuto tentare un altro modo per togliermi di mezzo, sorellina!- sorrise -Oh lo so, sai? So quello che sei andata a raccontare a tutta Tortuga. La povera sfortunata Lenora costretta ad assistere all'annegamento della sua gemellina...- socchiuse gli occhi, le labbra strette in una terribile linea d'odio -Bugiarda!-
-Spiegami come hai fatto.-
-Certo che te lo spiego, Lenora. Sono qui per questo. Ti racconterò una bella storiella, e tu mi ascolterai.- i suoi occhi scintillarono -Dubito tu possa andartene prima che io abbia finito.- si chinò sulle ginocchia, fissandola -Ho semplicemente finto di essere morta. Strano tu non abbia pensato a controllare prima di andartene e lasciarmi nell'acqua, quella notte. Ho aspettato che tu fossi abbastanza lontana ed ho cominciato a nuotare, a nuotare, non so neanch'io quanto, finché sono riuscita a raggiungere una nave. Era diretta all'isola Hispaniola ed è proprio qui che sono cresciuta.- si alzò, colpendola ad uno stivale con il suo, con rabbia -Quì!- serrò le mascelle -Allevata da una strega che non mi ha risparmiato umiliazioni su umiliazioni!- sorrise -Da lei ho imparato cose che non immagineresti mai, Lenora. Mai! Ma sai una cosa?- sfilò la spada passando la lama sul viso della sorella -La cosa peggiore l'ho imparata da te...non facevo che ripetermi che avresti pagato, prima o poi avresti pagato per tutto quello che mi stava accadendo.- spinse leggermente la punta fredda della spada sul collo di Lenora -Così ho cominciato a pensare al modo in cui mi sarei vendicata, c'ho pensato e ripensato e poi un bel giorno...ho trovato.- premette di nuovo la punta della lama -Ti avrei cercata, spiata, avrei imparato tutto di te, e poi...- la fissò in silenzio, gustando le sue stesse parole.
Lenora continuò a guardarla -Poi cosa?-
-Poi sarei diventata...te!-
-Tu sei pazza, Nicole!-
Nicole annuì, lentamente -E' esatto, Lenora.-
-E come speri di riuscirci?-
La giovane ripose la spada, sorridendo. Passeggiò avanti ed indietro, sapendo di avere gli occhi di Lenora puntati contro -Lenora...hai mai sentito parlare de La Muerte Negra?- scosse la testa -No...certo che no.- la guardò -Beh, te ne racconterò io qualcosa. Qui a Port Salut è considerata il Demonio in persona. Sapessi, il Commodoro Adair è così...- la guardò cercando la parola più giusta -furioso con lei! Gli fa fare sempre la figura dell'incapace, pover'uomo! E' sempre ad un passo da lei ma poi...- agitò le mani in aria -puff, la Muerte Negra gli sfugge! La gente di quì è convinta sia la figlia del Demonio, ne hanno una paura folle! Il patibolo è sempre pronto per lei, sai? Sempre. In pochi conoscono il suo volto, ma tutti sanno che indossa abiti neri, con una maschera a coprirle il volto...-
Lenora si guardò...era il vestito che indossava lei! -Sei tu...-
Nicole le dedicò un lento applauso -Brava sorellina.- improvvisamente corrugò la fronte, falsamente preoccupata -Oh, dimenticavo di dirti, Lenora. Il Commodoro conosce il volto della figlia del Demonio...ti riconoscerà all'istante, vedrai!-
Lenora scosse la testa -E pensi che io mi faccia impiccare al posto tuo?-
-Al posto mio? Oh no, certo. Ti impiccheranno, ma quando lo faranno tu sarai a tutti gli effetti me!- ghignò soddisfatta -Non parlerai, Lenora. Non dirai nulla di noi due, perché vedi, se ti salterà in mente di farlo io lo saprò ed ucciderò prima Pearl e poi Jack!-
Lenora sussultò, per la prima volta sentì un brivido freddo traversarle la schiena -Come diavolo fai a sapere di Pearl e di Jack?-
-Ma allora non mi stai ascoltando, sorellina! Te l'ho detto, so tutto di te! Sono stata io ad organizzare l'intera trappola! Il viaggio per Les Cayes, l'incontro con la figlia del Governatore ed il tuo arrivo qui, a Port Salut, nel mio regno, nel regno de La Muerte Negra!-
-Non è possibile...come hai fatto? Non potevi sapere che saremmo passati...-
-Oh.- Nicole alzò le spalle -Io no, ma lui si.- disse, indicando qualcuno oltre le colonne. Lenora seguì il punto indicato da Nicole, l'uomo si fece avanti, uscendo dal suo nascondiglio.
-Vertigo!-
-Capitano!- salutò lui in un ironico inchino, si avvicinò -E' incredibile...- mormorò, avvicinando il proprio viso a quello di Lenora -Assolutamente identiche...due gocce d'acqua!-
Lenora lo fissò con disgusto -L'ultimo girone dell'inferno è per i traditori come te, Vertigo.-
L'uomo restò in silenzio, sorridendo.
-Vertigo non ha tradito il suo Capitano, Lenora. Il suo Capitano sono io.-
-Non ce la farete, il vostro piano è pura follia.-
-Ma mi hai vista, sorella? Perfino nostra madre non riusciva a riconoscerci, ricordi? Dubito che qualcuno sulla Black Pearl sia in grado di scoprirmi, e comunque tra la ciurma ci sono già i miei uomini, è un piano perfetto. Guarda!- esclamò, mostrando alla sorella il braccio destro, Lenora riconobbe il tatuaggio a ramo d'edera all'altezza del deltoide -E' uguale al tuo, non trovi?-
Le labbra di Lenora si serrarono in una smorfia d'odio.
-Lo so. Vorresti uccidermi. Ci hai già provato 19 anni fa, ed hai fallito. E' giusto tu lo sappia, sorella: crescerò i tuoi figli, sarò il Capitano della Black Swan e mi divertirò con il tuo Jack Sparrow. Per te non sarà così divertente, temo. Presto il Commodoro sarà qui ed entro 48 ore verrai impiccata!-
-Perché non mi liberi e ce la vediamo io e te, eh?-
-Perché so che così soffrirai molto, molto di più.- si chinò su di lei, baciandola sulle labbra -Adios,sorellina!-
Lenora strattonò la corda che la teneva legata, senza alcun successo. -Nicooole!- urlò -Non puoi lasciarmi così!-
Sentì i passi della sorella avvicinarsi, la vide pararsi davanti a lei, con quel suo ghigno rabbioso -Per tutti i Diavoli, Lenora! Quando hai ragione hai ragione! Non posso lasciarti così!- esclamò, colpendola di nuovo alla testa con il calcio della pistola. Rise rumorosamente, ma Lenora non poté sentirla.