PIRATES OF THE CARIBBEAN IV: NEGLI ABISSI DELL'HISPANIOLA
By Bridget
Cap
6: La fuga e la villa del Conte di Cardenas.
(la track
verrà presto aggiornata)
-Trap! Trap!- urlò piano
Pearl, affacciandosi dalle scalette in sottocoperta, aspettò
con mani frementi a stringere il corrimano scuro, voltandosi
ogni manciata di secondi ad accertarsi che dietro non ci fosse
"quella donna". Il tempo sembrava aver preso a scorrere così
lentamente, perfino il movimento perpetuo del mare sembrava
aver rallentato il ritmo, come fosse in attesa...di qualcosa.
-Trap!-
La testa dell'uomo spuntò oltre la lunga
balaustra, nel vedere la bambina il duro viso si concesse
un'espressione di tenerezza, ma fu l'espressione allarmata di
Pearl a farlo smettere di sorridere -Per mille tempeste,
piccola Pearl, sembrerebbe tu abbia visto un fantasma!-
-Oh
Trap!- Pearl scosse la testa -Devi venire subito!-
-Nave in
vista?-
-Guai in vista!- lo corresse lei. Seguì l'uomo con
lo sguardo, mentre saliva velocemente le scale,
raggiungendola.
-Cosa c'è?-
-No aspetta! Prima devo
dirti una cosa!- la mano della bambina tenne stretta la manica
sudicia dell'uomo, Trap Pete la sentì tremare ed in quel
momento capì che doveva essere successo qualcosa di molto
grave, la guardò, Pearl corrugò la fronte -Si tratta di
mia....di Lenora!-
L'uomo chinò la testa da un lato, Pearl
chiamava suo padre per nome, l'aveva sempre fatto, ma
Lenora...Lenora era sempre stata "mamma" per lei, e sentire
quella bambina chiamarla per nome suonava sinistramente strano
-Lenora?-
-Quella donna, quella donna la fuori, Trap, oh
devi credermi, anche se so che è incredibile, ma quella donna
non è mia madre!-
Trap sentì tutta la tensione allentarsi,
il petto si sgonfiò in un sospiro rilassato, scosse la testa
in una smorfia canzonatoria -Aye Pearl! Conosco i tuoi
scherzi, ricordi quando mi hai detto di aver visto Geldert
mangiarsi una medusa?- sorrise -Era assurdo, eppure la tua
espressione seria e la tua voce allarmata mi fecero pensare tu
stessi dicendo la verità...come adesso.-
-Ma adesso è la
verità. Trap! Se non mi credi controlla tu! Ti giuro che
quella donna non è mia madre.-
Trap agitò una mano in aria
-Andiamo Pearl! Perchè invece non giochiamo a dadi, ti
va?-
Gli occhi della bambina si riempirono di lacrime di
rabbia -Sto dicendo la verità!- urlò quasi. Si voltò ad
osservare la lunga tolda, Nicole era ancora assorta in alcune
letture, abbastanza lontana da non sentire nulla di quella
conversazione. Il vento portava le loro parole esattamente
dall'altra parte. Tornò a guardare Trap Pete, il piccolo viso
inumidito da lacrime che le bruciavano la pelle -Mia madre è
in pericolo, Trap. Ti prego, controlla tu, la conosci da tanto
tempo, vedrai che mi darai ragione. D'accordo, Geldert non ha
mai mangiato meduse, ok?- nei suoi ingenui sei anni sperò che
questo servisse a convincerlo -Ti prego...-
L'uomo sembrò
pensarci, si sporse ad osservare Lenora, diavolo, non poteva
non essere lei, eppure quella bambina...sospirò -Aye Pearl.
Andrò a controllare, ma ti avverto, se è uno scherzo, cosa che
credo, ti getterò in acqua, intesi?-
La bambina annuì,
sperando da qualche parte dentro di sé di essere in errore e
ritrovarsi in acqua, piuttosto che avere ragione e scoprire
così che sua madre, la sua vera madre, era in serio
pericolo.
Seguì con lo sguardo l'uomo incamminarsi lungo la
tolda, lo vide accostarsi a Lenora, parlarci, sorriderle,
scuotere la testa, sorriderle ancora e poi allontanarsi. Pearl
chiuse gli occhi sentendo il cuore balzarle in gola, Trap Pete
non le aveva creduto.
Lenora sbuffò alzando gli
occhi al soffitto, tamburellando i polpastrelli l'uno contro
l'altro, era nella sala al primo piano, dove il Commodoro, in
attesa dell'arrivo del Capitano Grisham, l'aveva fatta
portare, i polsi precauzionalmente legati. La stanza, poco
accogliente e scarsamente arredata, era illuminata dalla luce
che filtrava attraverso la finestra dietro uno dei due tavoli
scuri, e da una delle due ante della severa porta di legno,
lasciata aperta.
-Ve lo domanderò di nuovo, Lenora, chi
sono i vostri complici e dove si rifugiano?- il tono dell'uomo
suonava alterato e stanco, sebbene nella figura avesse
mantenuto il suo solito rigore. Attese la sua risposta, mentre
Lenora sospirava al suo indirizzo. Lo guardò, scuotendo la
testa, ma senza parlare. Il Commodoro le diede le spalle,
fissando il cielo oltre la finestra, era una giornata limpida
e calda, il vento si era alzato, ma senza alterare quel dolce
clima caratteristico di Port Salut. Era stata in una giornata
come quella che si era sposato. Gli alberi in fiore non
avevano potuto competere con la bellezza di sua moglie, mai
avrebbe potuto dimenticare quel viso e la beltà dei suoi
occhi, così luminosi e dolcemente malinconici. Il suo volto,
addolcito dal ricordo, s'indurì all'istante: mai avrebbe
potuto dimenticare quello che successe dopo, in quel lontano
mattino di Aprile. La Muerte Negra. Era arrivata ed aveva
macchiato per sempre quel giorno. Aveva ucciso senza motivo la
nipote del Marchese Montoya, ne aveva gettato il corpo nei
giardini del Palazzo del Governatore ed aveva tentato la fuga
tra le genti di Port Salut. Lui l'aveva inseguita, costretta a
combattere, e quasi vinta. L'aveva ferita, ed era riuscito a
strapparle quella dannata maschera, vedendola in volto. Un
volto che mai avrebbe dimenticato, lo stesso volto che ora lo
fissava, senza parlare. Mai, nella sua carriera militare aveva
permesso ai suoi sentimenti d'interferire nelle sue azioni,
negli inseguimenti, nelle catture, eppure sentiva di aver
ceduto alla rabbia, al rancore, dimenticando che il suo dovere
era servire la Marina Britannica, ancor prima che se stesso.
Voltandosi verso di lei ricordò la rabbia di quel giorno,
rimase immobile, in attesa. La ragazza alzò le spalle quasi a
domandare cosa stessero aspettando.
-La mia etichetta mi
impedisce di farvi parlare come vorrei ma la vostra fortuna
sta per esaurirsi, disgustoso esser--------------
-Credo
possa bastare, Commodoro Adair.- disse qualcuno alle spalle
dell'uomo. Lenora si sporse per vedere di chi si trattasse, il
Commodoro le impediva la vista dell'uomo che era appena
entrato nella stanza. Alzò un sopracciglio in un mezzo
sorriso: un giovane uomo di indiscussa bellezza, alto, dai
tratti delicati ma risoluti, occhi d'un profondo verde e
biondi capelli trattenuti in un basso codino guardava dritto
verso di lei, quasi ignorando il Commodoro. Il portamento e
l'uniforme ne rivelavano l'alto grado, nonostante la giovane
età. Dei leggeri baffetti biondi adombravano le labbra
superiori. S'avvicinò con gran disinvoltura alla prigioniera,
lanciando una veloce occhiata al Commodoro, il quale non aveva
smesso di guardarlo dal momento in cui aveva fatto la sua
comparsa nella stanza. Lenora non mancò di notare l'evidente
rivalità tra i due. Poteva essere un vantaggio.
-Ed ecco
dunque la pericolosa Muerte Negra, la minaccia di Port Salut e
forse dell'intera Hispaniola - commentò con evidente sarcasmo,
incrociando le mani dietro la schiena. -Devo desumere non
abbia ancora parlato.-
-Non una parola. Temo sia decisa a
portare i suoi segreti all'Inferno.-
Il giovane ascoltò
impassibile, rivolgendo uno sguardo a Lenora -Probabile.-
commentò. I suoi occhi tornarono lentamente al commodoro
-Conoscete la stima che ho per Voi e la fiducia che riserbo
nella vostra abilità, Commodoro Adair, ma temo non siano i
mezzi più adeguati, questa volta.-
-Cosa intendete,
Capitano Grisham?-
Il giovane sembrò quasi stupito -Può
darsi che il vostro coinvolgimento in prima persona non sia di
aiuto nella risoluzione del nostro...- guardò Lenora -piccolo
problema.- terminò, ponendo l'accento sulle ultime
parole.
Il Commodoro non nascose il proprio stupore, scosse
la testa, accennando ad un sorriso -Sapete cosa temo io,
invece?- i due uomini si osservarono, quasi dimentichi di
Lenora -Temo stiate sottovalutando la pericolosità di questa
donna diabolica.-
-Diabolica dite!- sorrise -Non è dunque
con lo stesso termine che si usa riferirsi ai miei metodi,
Commodoro Adair, Voi per primo?-
Il Commodoro rimase in
silenzio, non aveva di che obiettare, poiché tali erano i
metodi utilizzati dal Capitano Grisham con i prigionieri. E la
Muerte Negra non poteva non esserne a conoscenza. Ogni singolo
abitante di Port Salut conosceva quell'uomo ed il suo sadismo.
Qualcuno bussò alla porta, schiarendosi la voce come per
annunciarsi, Il Commodoro, al contrario del Capitano, si voltò
per vedere chi fosse.
-Commodoro Adeir, il Marchese Montoya
ha chiesto udienza, mi ha dato incarico di dirvi che si tratta
di qualcosa di alta importanza.- disse il giovane ufficiale
alla porta.
L'uomo titubò, per poi prendere il suo cappello
-A stasera, Capitano.-
-A stasera.- rispose il giovane,
senza voltarsi a guardarlo. Giocherellò con un pesante mazzo
di chiavi, ben sapendo di avere gli occhi di Lenora a seguire
ogni sua mossa. Finalmente sembrò ricordarsi di lei, le si
parò davanti, chinandosi, sorridendo freddamente. A dispetto
del distacco dimostrato e dell'espressione impavida, il
giovane non perdeva l'affascinante aspetto conturbante. -La
Muerte Negra.- commentò, scrutandola. Sorrise e lei ricambiò
il sorriso, affatto amichevole. -Il Commodoro Adair non è
riuscito a farvi confessare, sembra.-
-Forse non ha fatto
le domande giuste, Capitano Grisham.-
L'uomo sembrò
interessato -Sarebbe?-
Lenora sorrise -Non che non mi
piaccia parlare del tesoro, ma...vorrei prima sentire quali
sono i vostri sospetti.-
-Vorreste farmi credere che se vi
dicessimo cosa sappiamo voi collaborereste?-
-Ecco una
domanda giusta, Capitano Grisham.- sorrise maliziosamente
-Pensate a come potrebbe sentirsi il Commodoro se sapesse che
Voi siete riuscito a farmi parlare...a far parlare la Muerte
Negra!-
Gli occhi del Capitano brillarono, i due si
scambiarono uno sguardo d'intesa -Siete dannatamente furba.
Sarà un vero peccato dover fare a meno di Voi, da domattina.-
raggiunse la porta, ordinò a due guardie di riportare il
prigioniero nella sua cella, quando la ragazza gli passò
accanto lui la trattenne per un braccio -Domani ci sarà
l'intera Port Salut ad assistere alla vostra
impiccagione.-
-Aye! Indosserò il mio vestito migliore.-
rispose lei, senza fermarsi.
La mano calò sulle
sue labbra cogliendola di sorpresa, senza lasciarle il tempo
di urlare o respirare. Venne afferrata per la vita e
trascinata dietro le casse. Pearl sgranò gli occhi, trovandosi
davanti quelli di Trap Pete. Corrugò la fronte. L'uomo le fece
cenno di tacere, liberandole la bocca.
-Trap!-
-Scct!
Seguimi.-
La bambina annuì senza fare domande, seguendo il
pirata senza voltarsi. Trap la portò velocemente sul lato
opposto della tolda, la prese per la vita adagiandola in una
delle scialuppe -Il vento è a tuo favore, piccola Pearl,
raggiungerai presto il porto. Non voltarti mai e se senti
degli spari tieni la testa bassa. Ce la farai.-
disse,
calando velocemente la scialuppa in mare. La bambina alzò il
volto in un'espressione allarmata.
-Vieni con me!-
disse.
-Ho l'ordine di difendere la nave, Pearl.- disse
lui, accertandosi che la scialuppa avesse raggiunto le acque.
Le strizzò l'occhio, voltandosi senza indugiare. Pearl lo
fissò finché poté, poi prese il remo, preparandosi a
raggiungere Port Salut.
Dall'altra parte della tolda,
vicino al castello di prua, Geldert giocava a dadi con
Vertigo, ridendo della sfortuna del suo avversario. Sarebbero
stati gli ultimi attimi della vita del pirata, ma questo Pearl
non poté vederlo. Quello che vide e che gelò il sangue nelle
vene della bambina, fu la donna che sembrava sua madre puntare
la pistola contro Trap Pete. Li vide scambiarsi qualche parola
animatamente, ma poi dedicò tutta la sua attenzione al remo,
per allontanarsi il più in fretta possibile. Trap Pete aveva
ragione, il vento soffiava a suo favore, spingendola
velocemente oltre l'insenatura, in vista del molo di Port
Salut.
Il primo sparo la fece sobbalzare e quasi il remo le
scivolò di mano, lo riprese in un urlo strozzato, cercando di
non pensare a cosa stesse accadendo sulla Black Pearl.
Il
secondo sparo le riempì gli occhi di lacrime, ma le mani
tremanti non cessarono di stringere quel remo che l'avrebbe
portata al sicuro.
Il terzo sparo la gettò nel pianto
dirotto, lacrime ed onde si confondevano nei suoi occhi, le
piccole spalle sussultarono, piegate dalla certezza di aver
perso qualcuno a cui voleva bene.
Improvvisamente cessò di
singhiozzare, immobile, sospinta dall'ondeggiare del mare, con
l'assoluta, agghiacciante sensazione di essere osservata. Col
fiato corto si voltò verso la Black Pearl, ormai lontana, ma
non abbastanza. Non abbastanza da proteggerla dalla vista di
quella donna, in piedi sulla tolda, con la pistola puntata
contro di lei. Era impossibile essere raggiunta da quella
distanza, lo sapeva, eppure quella donna la stava spaventando
a morte. Scrollò la testa tornando a darle le spalle,
riprendendo a remare verso il porto. Dietro di lei l'acqua
stava cominciando a filtrare dal foro nel legno, Pearl
continuò a remare, senza accorgersene.
-Che ne facciamo
della bambina?- domandò Vertigo accostandosi a Nicole, ancora
immobile a fissare la scialuppa ormai lontana.
-Lasciamola
andare. Se riuscirà a raggiungere il molo senza affogare
arriverà a Port Salut in tempo per vedere sua madre morire.-
sorrise, lo guardò -E comunque la sua fuga gioca a nostro
favore, vedrai, cadranno in pieno nella nostra trappola!-
tornò a fissare il mare, mentre il vento portava lontano la
sua fredda risata.
-Non ho mai veduto una
ciurma, di filibustieri per di più, così unita come la Vostra,
Capitano Sparrow.- commentò il Conte di Cardenas,
complimentandosi con il pirata.
Passeggiavano lungo il
porto, confondendosi tra le genti indaffarate e rumorose e da
poco si erano separati dal resto della ciurma, ancora seduta
ai tavoli di una grande taverna a tracannare rum e pregiato
vino.
-Merito di Lenora. Governa la nave come un uomo, ma
come ogni donna ama circondarsi sempre degli stessi volti,e
difficilmente si separa dai suoi uomini.- osservò le navi
attraccate -Un porto tranquillo.- commentò.
Jack passò lo
sguardo sulla flottiglia di piccole imbarcazioni da carico e
da pesca che popolavano il molo. Poco distante un brigantino a
palo si dondolava pesantemente, il suo nome scritto in lettere
dorate si pavoneggiava sul fianco:
-Quella è la flotta di
Port Salut!- gli disse il Conte, non senza ironia.
-Non
sembrano temere attacchi, da queste parti.-
-Eccome! Il
Governatore si sta ammalando per la paura di un attacco dei
filibustieri! Ma come saprete le madri-patria non sono avvezze
ad ascoltare le richieste dei Governatori delle piccole città
lontane. Troppo impegnati dagli avvenimenti europei per
prestare attenzione a noi. E purtroppo la notizia è giunta
anche nelle orecchie dei filibustieri, ed alcuni di loro, ma
non giurerei si tratti di un piccolo gruppo, ne hanno
approfittato per prendere possesso di una isoletta del Mar dei
Caraibi, altrimenti deserta, conosciuta con il nome di
Isabelle Island, che noi tutti chiamiamo "L'abisso
dell'Hispaniola". Strane storie si raccontano su quell'isola e
difficilmente le navi decidono di passare presso le sue coste.
Oltre alla leggenda c'è da vedersela con quei
filibustieri!-
Jack annuì senza perdere di vista il molo
-Leggenda? Che leggenda?-
-Ciò di cui vi parlavo ieri sera,
Capitano Sparrow. Isabelle La Croix.-
-Potreste essere così
gentili da mettermi al corrente di questa storia?- s'intromise
Will, che sino a quel momento era rimasto in silenzio ad
ascoltare.
Il Conte sorrise alla curiosità del giovane,
fece per rispondergli quando la sua attenzione venne catturata
da qualcosa, indicò il molo in un'espressione divertita e
preoccupata al contempo -Guardate!- esclamò.
In realtà il
Conte non era stato l'unico ad accorgersi dello strano
avvenimento che stava avendo luogo al molo, in molti si erano
fermati ad osservare la piccola imbarcazione ormai colma
d'acqua,in quelli che sembravano gli ultimi attimi di vita
della scialuppa. All'interno, in piedi, lo sguardo attento e
fiero e l'aria d'un Capitano che attracca al porto la sua
prestigiosa nave, stava una bambina.La scialuppa raggiunse la
banchina giusto in tempo per scomparire nelle acque del mare.
Con un elegante balzo la bambina raggiunse il molo, camminando
lungo la banchina a testa alta.
-Ma quella non
è--------
-Pearl!- esclamò Jack, apprestandosi a
raggiungerla col suo passo ciondolante.
-Ma è
pazzesco!- esclamò Brenda scuotendo la testa, del tutto
incredula.
Si erano rifugiati nella villa del Conte di
Cardenas, appena fuori dalla città. L'abitazione, circondata
da alti banani, era raggiungibile solo grazie ad un piccolo
viale nascosto. Giunti in casa il Conte aveva dato ordine di
portare da bere senza riserve, dando fondo, se necessario,
alla sua ricca cantina piena di botti.
Pearl guardò la
sorellastra, annuendo -Avrei detto la stessa cosa se non fosse
capitato a me!- approfittando della distrazione di Duarte
mandò giù un generoso sorso di rum, Jack finse di non vederla,
ma agitò le dita in aria come per toglierle il boccale dalle
mani.
-E così quella donna non è il vostro Capitano. Dunque
dite, avete idea di chi sia?-
-Si, purtroppo.- rispose
Jack, mentre Brenda impallidiva improvvisamente sicura di
sapere anch'ella di chi si trattasse.
-Nicole!- esclamò
lei.
Will e gli altri si guardarono evidentemente confusi
-Nicole? Chi è?-
-La gemella di Lenora.-
Pearl starnutì
facendoli sobbalzare, guardò il padre con aria colpevole,
allontanò il boccale ormai vuoto farfugliando delle
scuse.
-Da dove salta fuori questa gemella? Lenora non ne
ha mai parlato!-
-Quasi mai.- precisò Brenda, sedendosi
accanto a Pearl -Io ne ero a conoscenza, mi fece una
confidenza qualche anno fa ma non ne parlammo mai più, lei
stessa mi disse che Nicole era morta da
bambina.-
-Mentiva.- annuì Will -Non è una novità ricevere
sorprese del genere da lei!-
-O forse non sapeva. Conosco
Lenora, me lo avrebbe detto. Lei era davvero convinta che sua
sorella fosse morta. Vi fu un incidente in acqua, non so come
andò esattamente, ma Nicole affogò. Jack, cosa c'è?-
Jack
alzò le sopracciglia -Niente, Missy.- si schiarì la voce
bevendo rum.
Il Conte s'illuminò in volto -Ma
certo!-
-Certo?-
-Certo! Nicole doveva essere d'accordo
con qualcuno della ciurma, con la complicità di quest'uomo si
è sostituita alla sorella, con l'intento di rubare la vostra
nave e lasciare Port Salut!-
-Nessuno della ciurma
tradirebbe Lenora- protestò Duarte, contrariato.
-Un
momento! Se Nicole si è sostituita a Lenora quand'erano qui a
Port Salut è evidente che chiunque fosse in sua compagnia
fosse in realtà d'accordo con Nicole!- continuò il
Conte.
-Vertigo.- disse secco Jack.
-E Vertigo è sulla
nave con lei.-
-Vertigo e Raddlejohn si sono uniti a noi da
pochi mesi, possibile che fosse già deciso per tutto questo
tempo?-
-Credo di si. Lenora lo farebbe. Sono pronto a
scommettere che lo farebbe anche sua sorella.-
-Lo ha
fatto. Ma questo non spiega la cosa più importante: dov'è ora
Lenora?- domandò Brenda, stringendo istintivamente la mano di
Pearl. La bambina stava dimostrando molto coraggio e sangue
freddo, ma le sue piccole mani erano fredde come ghiaccio. -E
che nessuno paventi l'ipotesi che sia stata uccisa. Perchè non
ci crederò mai!-
Il Conte, che era rimasto in silenzio sino
a quel momento, massaggiandosi il mento pensieroso, schioccò
le dita in aria, annuendo ad un suo pensiero -Credo di sapere.
E' nelle prigioni del forte. E verrà giustiziata domani
all'alba.-
Jack lo guardò -la Muerte
Negra?-
-Esattamente Capitano Sparrow.-
Uno schiavo
africano entrò nella sala dirigendosi velocemente verso il
Conte. Gli consegnò una pergamena senza incrociare lo sguardo
con nessuno, fece un leggero inchino abbandonando la sala
silenziosamente. Il Conte lesse il messaggio, poggiò la
pergamena sul tavolo e bevve.
-Ma come possiamo esserne
sicuri? E chi è la Muerte Negra?-
-La fortuna ci assiste,
amici.- annunciò il Conte di Cardenas agitando la pergamena in
aria -Ci sarà un ricevimento, questa sera, nella villa della
Marchesa De la Roche. E vi parteciperanno nobili e alte
cariche militari. Questi ricevimenti di solito sono noiosi e
terribilmente lunghi,almeno una volta finito il buffet, ma si
parlerà certamente della cattura di quella donna, la Muerte
Negra. Quale miglior occasione per noi?-
-Interessante...-
commentò Jack annuendo -...molto
interessante!-