PIRATES OF THE CARIBBEAN IV: NEGLI ABISSI DELL'HISPANIOLA
By Bridget
Cap
7: IL RICEVIMENTO
-Il Signor Rodrigo
Sanchez y Merijo Cavon de Marquez, Conte di Cardenas e sua
nipote Brenda Lise Swann, figlia del governatore di Essex
Robert Michael Swann. Ed il Marchese William Turner III.-
annunciò il servo di colore all'entrata della sala principale
della sfarzosa villa della Marchesa de la Roche.
La musica
coprì parzialmente l'annuncio del giovane inserviente, e molti
tra i numerosissimi invitati, impegnati in animatissime danze,
non notarono l'entrata in sala del trio appena
annunciato.
Alcune dame ed alcuni cavalieri si erano
voltati ad osservare i due sconosciuti avanzare lungo la ricca
sala, incuriositi.
Brenda, sottobraccio a sul "zio" il
Conte di Cardenas ebbe un sussulto, celato dietro ad un
candido sorriso. Si era dimenticata di quanto fosse curiosa la
nobiltà, e di quanto pesassero quei vestiti.
Presa com'era
dai suoi pensieri e dal timore di essere scoperti, non
sembrava rendersi conto di quanto fosse bella e di come le
dame la guardassero alla disperata ricerca di un difetto.
Indossava un abito celeste, con una sottogonna riccamente
ricamata in oro e perline. Le stesse perline le ricadevano tra
i capelli morbidamente raccolti.
La Marchesa de la Roche si
fece spazio tra gli invitati, raggiungendo il Conte in un
ampio sorriso. Il Conte s'inchinò al suo cospetto, guardandola
con ammirazione. Era più che evidente il debole che il Conte
aveva per la bella Marchesa e la Marchesa era davvero una gran
bella donna. Il suo abito era d'un rosso rubino, interamente
di velluto, con una sottogonna dello stesso colore ricamata
con fili di seta nera. La scollatura quadrata era profonda,
particolare che sottolineava maliziosamente le sensuali curve
della donna.
-E' un piacere per me avervi qui, Conte!-
cinguettò lei, conscia della sua bellezza.
-Come avrei mai
potuto farvi il torto di non accettare, Marchesa?- rispose
gentilmente il Conte, in un elegante inchino. La donna apparì
soddisfatta della risposta del Conte, spostò lo sguardo su
Brenda, sorridendo senza lasciare trasparire i suoi
pensieri.
-Avete portato con voi una graziosa fanciulla.-
commentò.
-Oh, il suo nome è Brenda, una mia nipote giunta
da poco dall'Inghilterra.-
-Ignoravo aveste nipoti da
quelle parti!-
-La nostra e' una famiglia piuttosto
numerosa.- sorrise lui, senza scomporsi. Brenda ricambiò il
sorriso tentando di apparire rilassata.
- Trovate Port
Salut di vostro gradimento, Signorina Swann?-
-Oh
certamente...il clima e' delizioso e la vostra casa è
oltremodo incantevole Signora Marchesa...-
-E le bellezze
del posto tolgono il fiato.- aggiunse Will in tono adulatore.
Trovava la Marchesa davvero bella, ma l'avrebbe detto
comunque.
La Marchesa gli sorrise con grazia, mostrandosi
lusingata -Vi ringrazio...- corrugò dolcemente la fronte,
chiedendo così il nome di quel giovane. Il Conte glielo disse
e lei lo ringraziò.
-Non ne avrete a male se chiedo a
vostro zio di offrirmi il braccio...-
-No, signora
Marchesa, certamente...- Brenda sorrise in un gentile inchino,
Will le si accostò prendendole la mano e portandola sul suo
braccio, i due si scambiarono uno sguardo d'intesa, consci
degli sguardi di numerosi ospiti presenti al
ricevimento.
Un giovane alto ed elegantemente vestito si
fece largo tra gli ospiti raggiungendo il quartetto, il Conte
di Cardenas incontrò i suoi occhi, sorrise, ma era più che
evidente che tra i due non corresse buon sangue.
-Davvero
una sorpresa trovarvi qui, Conte di Cardenas.- disse, nel suo
solito tono ironico.
-Una sorpresa che la Marchesa sembra
gradire, Capitano Grisham.-
Gli occhi d'un azzurro acceso
del Capitano si mossero verso quelli della donna, per poi
tornare a fissare quelli del Conte -La Marchesa è un'ottima
padrona di casa, si guarderebbe bene dal spegnere gli
entusiasmi d'un ospite, anche a costo di sacrificare la
verità.-
Il Conte sogghignò, intorno a loro una piccola
folla di curiosi si fingeva assorta in altri passatempi
tentando di nascondere il proprio interesse in quella
conversazione. Il Conte di Cardenas ed il Capitano Grisham
erano animatori di ogni ricevimento in cui si trovassero
ambedue, non era un segreto per nessuno il loro reciproco
astio, qualcuno vociferava fosse proprio a causa della bella
Marchesa poiché era di pubblico dominio il debole che il Conte
nutriva per lei e probabilmente neanche il Capitano era del
tutto estraneo a tale passione.
-Strano. Se non vi
conoscessi giurerei di cogliere dell'invidia nelle vostre
parole. E voi non siete invidioso, vero, Capitano?-
La
risata divertita del ragazzo fece sussultare la Marchesa,
affatto contenta di come si stavano mettendo le cose
-Invidioso? Di voi?- rise di nuovo -In voi invidio il forte
senso dell'umorismo, Conte. Questo è certo.-
-Allora lo
ammettete! M'invidiate!- continuò il Conte senza perdere il
sorriso.
Will e Brenda si guardarono pensando la medesima
cosa: Jack Sparrow avrebbe dato la stessa risposta.
Il
Capitano Grisham cedette al una accennata espressione di
fastidio -Se dovessi scoprirmi invidioso di voi, Conte di
Cardenas, ordinerei alle mie guardie di finirmi all'istante.-
aggiunse, il un sospiro.
La Marchesa mosse un passo avanti,
intromettendosi -Oh, sentite questa melodia, Conte? E' una
delle mie preferite, la mia preferita, forse. Non avete voglia
di invitarmi a danzarla con voi?-
Il Conte ed il Capitano
continuarono a fissarsi finché una leggera pressione della
mano della Marchesa riportò l'attenzione del Conte su di
lei.
-Danzate?- insistette la donna, pregando con gli occhi
l'uomo.
Will mosse velocemente la mano sull'elsa, la
situazione avrebbe potuto degenerare se il Conte fosse stato
avventato abbastanza da non accettare l'invito della padrona
di casa, Il Capitano Grisham, quel giovane alto e dall'aria
fastidiosamente fiera, non sembrava aspettare altro. Ma il
Conte calò lo sguardo sulla Marchesa rispondendo con un
sorriso all'invito della donna. Si avviarono al centro della
sala, sotto lo sguardo attento del Capitano e dei suoi
uomini.
-Fate in modo che vostro zio non si ubriachi anche
stavolta. Poiché stavolta io stesso lo butterò fuori di qui. A
pedate.- disse secco, accostandosi all'orecchio di
Brenda.
La ragazza gli lanciò uno sguardo contrariato, chi
diavolo si credeva di essere quel damerino? E perché aveva
pronunciato la parola "zio" in quel tono ironico?
-Quand'è
che Voi ed il Capitano cesserete di dare spettacolo?- domandò
la Marchesa, roteando tra le braccia del Conte. La sua voce
suonò come un dolce rimprovero, ma i suoi occhi fissavano
l'uomo con orgogliosa ammirazione. Sapeva benissimo il
coraggio che un uomo doveva avere per rispondere a quel modo
al Capitano Grisham, coraggioso uomo di battaglia ed
abilissimo spadaccino. Solo due giorni prima aveva trafitto il
cuore di un luogotenente con l'unica colpa di avergli mancato
di rispetto.
-Se è l'unico modo per danzare con voi sono
pronto a diventare il vostro personale giullare,
Marchesa!-
Lei arrossì -Oh, Conte Rodrigo, sapete di non
aver bisogno di arrischiare la vostra vita per danzare con me,
siete il Cavaliere che preferisco.-
Il Conte sorrise -Voi
mi lusingate, Marchesa.-
-Temevo non sareste venuto. Negli
ultimi giorni non ho avuto più vostre notizie e nessuno vi ha
veduto, temevo foste di nuovo partito!-
-Ho avuto delle
faccende da sbrigare. Comunque sappiate che mai potrei
lasciare Port Salut senza avervi prima visto, per un'ultima
volta.-
-Adesso siete Voi a lusingare me!- la donna tacque,
improvvisamente catturata da altri pensieri -Che genere di
impegni, se mi è concesso?-
-Impegni che mi riconducono
qui, pronto a difendere Port Salut.-
-Difendere? Ci
minacciano?-
-Non più di tre giorni fa il Governatore ci ha
riuniti a Palazzo. Pare che i filibustieri dell'Isola di
Isabelle si preparino ad attaccare Port Salut. Ma daremo loro
battaglia, la presa di questa città sarà un triste ricordo per
quei figli del Demonio-
-Combattereste al fianco del
Capitano?-
-Se fosse necessario.-
La donna sorrise -La
vostra insolenza stonerebbe su chiunque, ma non su di voi,
Conte.- divenne seria, lanciando una fuggevole occhiata al
Capitano -Guardatevi dal quell'uomo.- mormorò.
-Vi
preoccupate per me?-
-Ammiro i gentiluomini coraggiosi come
voi e mi rincrescerebbe se vi accadesse qualcosa...- commentò
piano lei, stringendosi al Conte in un'elegante
piroette.
Il Palazzo della Marchesa De la Roche risuonava
allegramente, i suonatori erano tra i migliori
dell'Hispaniola, poiché i ricevimenti della Marchesa erano
rinomati in tutta l'isola per il loro sfarzo e per la qualità
degli inservienti. Ella stessa si occupava
dell'organizzazione, pur essendo circondata da fedeli e
preparatissimi consiglieri.
Le coppie danzavano
vorticosamente, sotto gli occhi piacevolmente attenti dei
cavalieri in piedi ai lati della splendida sala, e alle dame,
sedute sulle graziose poltroncine, impegnate in piacevoli
chiacchiericci.
Anche Brenda e Will si erano lasciati
trascinare dalla musica, danzavano apparentemente spensierati,
godendo dell'ospitalità della Marchesa, ma per tutto il tempo
Will non perse d'occhio il Capitano Grisham. Quell'uomo pareva
essere la fonte dei loro problemi, semmai ce ne fossero stati.
Sentì Brenda sussultare tra le sue braccia, la guardò,
osservando il suo viso immobile, fissava qualcosa oltre la
sala, qualcosa che il giovane non poteva vedere -Bren? Cosa
c'è?-
-Guarda tu stesso..- disse lei, roteando per
mostrargli ciò a cui aveva dato le spalle sino a quel momento
-Davanti a te.-
Will guardò, e stavolta fu Brenda a sentire
i muscoli del ragazzo indurirsi. Will stentò a credere ai
propri occhi, sorpresa ed ammirazione si alternavano nel suo
cuore, mentre fissava la donna in abito color salmone, di
seta, ricamato con nastrini rossi sulle maniche e sulla lunga
gonna morbida. I capelli raccolti in morbidi boccoli, tenuti
da una graziosa collana di delicate perle le incorniciavano il
piccolo volto aristocratico.
Si trovava tra due uomini, uno
dei quali si rivolgeva a lei con decisa familiarità, sorrideva
amabilmente, sventolando piano il suo ventaglio dello stesso
colore del vestito.
-Isabelle...- mormorò Will, incapace di
distogliere lo sguardo.
Scivolarono per la via
deserta confondendosi con le ombre, raggiungendo il palazzo
della Marchesa indisturbati. Jack contemplò l'ampio giardino,
curato e folto, oltre la cancellata illuminata da piccole
fiammelle gialle. Fece segno a Duarte di seguirlo, il viale
era deserto.
Raggiunsero il fianco del palazzo, fissando le
finestre illuminate.
-Via libera, sembra.-
-E' quello il
giardino?-
Jack voltò la testa verso il ragazzo, agitando
le dita. Tenendosi alle sbarre varcarono la lunga cancellata,
atterrando sull'erba in un balzo.
-Ecco
l'albero.-
L'alto albero si ergeva di fianco al palazzo,
sfiorando le finestre con i lunghi rami. Era l'albero di cui
aveva parlato Rodrigo, quello che avrebbe permesso loro di
raggiungere le stanze della Marchesa. Come il Conte sapesse
questo particolare restava un segreto, anche se Jack
sospettava di saperlo.In pochi minuti raggiunsero le finestre
sbirciando attraverso i vetri socchiusi.
Le stanze erano
deserte, soffusamente illuminate, ed elegantemente
ammobiliate.
Scivolarono attraverso la finestra, stando ben
attenti a non fare passi falsi.
-Ed ora non possiamo fare
altro che aspettare...- commentò Duarte passando lo sguardo
nel caldo ambiente che lo circondava.
Jack non sembrò
udirlo, impegnato com'era a stabilire di che sesso fosse la
strana statuetta che campeggiava al centro di un prezioso
tavolino in legno lucido.
-...ed è un mistero come sia
giunta sin qui senza essere attaccata!-
-Perdonatemi, ma vi
ho già fatto presente che ciò non vuol dire niente. I
filibustieri sono uomini difficili da comprendere, potrebbero
aver scelto di non attaccare la "Miranda" per farci abbassare
la guardia e poi coglierci di sorpresa attaccando la colonia.-
s'intromise il Governatore, con aria allarmata.
I quattro
uomini riuniti davanti al ricco buffet discutevano
animatamente, ascoltati dal nobili li intorno.
Il Commodoro
Adair sorrise al Governatore, scuotendo lentamente la testa
-Signor Governatore, Port Salut è perfettamente all'altezza
dell'eventuale emergenza da voi paventata. Ve lo
assicuro.-
-Ho sentito che avete catturato La Muerte Negra,
Commodoro Adair!- esclamò il Duca Demoin, congratulandosi
-Finalmente quel demonio ha cessato di porre in scacco le
guardie di Port Salut!-
-Era solo questione di tempo,
Duca.-
-Mi sarei meravigliato del contrario!-
-Domattina
verrà giustiziata, l'avremmo fatto stamattina se il Cappellano
fosse giunto in tempo.-
-Il nuovo Cappellano. Avete avuto
modo di conoscerlo?-
-Non ancora. Vi siete ripreso dalla
brutta ferita al braccio, Ramirez?-
-Nulla di grave, la
ferita inferta da quella donna, due giorni fa, non era poi
così profonda. Per una volta La Muerte Negra ha sbagliato a
tirar d'acciaio!- rise l'uomo, colpendosi scherzosamente il
braccio ferito. Le risate degli altri uomini si unirono a
quella di Ramirez
-Virginie, vuoi che ti prenda qualcosa
da bere? ...Virginie? ... Virginie?- l'uomo corrugò la fronte
osservando la moglie. Le sembrava pallida ed assente, la
ragazza scosse appena la testa, tornando a partecipare alla
discussione -Oh, si caro, scusami. Mi hai chiesto qualcosa?-
disse, arrossendo.
-Ti senti bene, Virginie?-
Virginie
sembrò scusarsi con lo sguardo, con un sorriso si congedò,
allontanandosi lungo la sala.
-Qualcosa non va, Victor...?-
domandò il Governatore accostandosi al marito della
figlia.
-Ultimamente Virginie non è stata molto bene, il
dottore l'ha visitata ma sembra si tratti solo di
debolezza.-
Il Governatore sorrise appena -Non sarà che la
nostra Virginie ci riserva una dolce sorpresa? Comincio a
farmi vecchio, e sarebbe motivo di orgoglio e commozione, per
me, diventare nonno!- mormorò, stando ben attento a non farsi
udire dagli altri.
Il Commodoro ricambiò il sorriso,
leggermente impacciato.
Virginie raggiunse velocemente
l'ampia finestra oltre la quale una piccola terrazza con alti
banani s'affacciava sul mare, respirò profondamente
lasciandosi la musica alle spalle, poggiando le mani sulla
balaustra di marmo. Sospirò, rilassandosi. Non ne poteva più.
Era stanca e temeva di non avere più la forza di sopportare
quella situazione. E quella nausea, che sempre più la
costringeva a fingere che tutto andasse bene, quando così non
era. Le parole pronunciate dal Duca Ramirez l'avevano scossa
profondamente, poiché se due giorni prima aveva ricevuto
quella ferita scontrandosi con La Muerte Negra allora Lenora
aveva detto la verità. Due giorni prima non avrebbe potuto
essere a Port Salut...visto che era stata sulla Black Pearl
per tutto il tempo...con lei! Doveva fare qualcosa. E doveva
farlo in fretta.
-Siete talmente bella da illuminare da
sola l'intera sala...tuttavia il vostro cuore è nero come la
notte senza luna.-
Virginie sussultò, portandosi
istintivamente una mano al petto. Conosceva quella voce. Era
pazzesco, impossibile, era...
Si voltò.
Era Will
Turner.
-Sorpresa di trovarmi qui, vero, Isabelle? O forse
dovrei chiamarvi Virginie? Dite voi!- continuò Will,
tagliente.
Virginie tornò a dargli le spalle, fissando
l'oscurità marina -Voi non sapete. E non avete il diritto di
parlarmi in questo modo.- disse, combattendo contro le proprie
lacrime.
-E come dovrei parlarvi?- continuò, aggiungendo
con disprezzo- Avete mentito! Noi vi abbiamo salvato la vita e
voi avete ripagato il nostro gesto con un
tradimento!-
-Cosa dite?- esclamò lei, voltandosi a
guardarlo -Io non ho tradito nessuno! Cercavo solo di...-
abbassò lo sguardo, in silenzio.
-Siete stata voi a
consegnare Lenora a vostro...marito?-
Gli occhi della
ragazza tremarono, le piccole mani si strinsero attorno alla
stoffa del vestito -Non vi permetto di parlarmi in questo
modo! Dovreste ringraziarmi per non aver ancora chiamato le
guardie. Sparite, Signor Turner. Non voglio vedervi mai
più!.-
Will scosse a testa, guardando la ragazza con rabbia
impietosa -Non temete. Preferirei morire per mano d'un vile
piuttosto che dover ancora avere a che fare con Voi.- disse,
lasciandola sola.
Contemporaneamente, dall'altra parte
della sala, il Conte e la Marchesa dialogavano
amabilmente.
-Avrei bisogno di un vostro favore,
Marchesa.-
-Dite.-
-Dovrei parlarvi...in
privato!-
-Potreste raggiungermi domani a colazione, signor
Conte.-
-Ho urgenza di parlarvi adesso.-
-Adesso?
Ma-------
-Mi rincresce di dovervi interrompere, ma temo la
situazione si stia mettendo male, per noi.- disse Will,
raggiungendo i due, indicando con un cenno del capo la parte
opposta della sala, uno strano movimento tra le guardie quasi
fossero in fermento per qualcosa, il Capitano Grisham
ascoltava annuendo vigorosamente, cercando con lo sguardo
qualcuno in particolare.
-Credo di dovervi invitare a
seguirmi...- disse seria la Marchesa, annuendo. -Prego.-
disse, movendosi tra gli invitati, dispensando sorrisi a
chiunque incontrasse il suo sguardo.
Il Capitano Grisham
annuì vigorosamente mentre apprendeva quanto aveva da
riferirgli una delle guardie. Cominciò a guardarsi attorno in
cerca di qualcuno mentre la Marchesa ed i suoi tre misteriosi
ospiti scomparivano oltre la porta socchiusa.
Non vista,
Virginie scivolò verso l'anticamera, dove due servi della
Marchesa si occupavano del guardaroba. Si coprì le spalle con
la leggera mantella lasciandosi la festa alle
spalle.
Jack riprese al volo un vaso di vetro,
evitando così di far un gran fracasso ed attirare in tal modo
l'attenzione di qualche servo in giro per il palazzo. Duarte
riprese a respirare, per un attimo aveva temuto il peggio. -Ma
quanto ci mettono?- domandò, guardando trepidante la porta
chiusa -Magari posso dare un'occhiata...- propose.
-Non lo
farei, fossi in te.-
Si voltò verso Jack -E
perché?-
-Perchè non è il momento opportuno, One
Stab.-
-E qual'è il momento opportuno?-
Jack alzò le
spalle -Non è questo.- disse, come fosse la risposta più
ovvia.
Dei passi echeggiarono lungo il corridoio, i due
pirati si nascosero dietro il lungo divano, in attesa.
-Mi
darete delle spiegazioni, quando gli animi si saranno calmati,
Conte di Cardenas!- esclamò la Marchesa facendo cenno al
piccolo gruppo di entrare nella stanza e chiudendo la porta
per non essere disturbata.
-Vi do la mia
parola.-
Sentendo la voce di Rodrigo, Jack e Duarte
uscirono dal proprio nascondiglio, facendo sobbalzare la donna
-Oh Maria Vergine!- esclamò, portandosi il dorso di una mano
alla fronte.
-Non temete, Signora Marchesa, sono miei
amici.-
-Ma sono...-
-Pirati!- l'anticipò Jack
sfoggiando il suo sorriso accattivante.
Gli occhi della
donna si spinsero in quelli del Conte, spavento e rabbia non
offuscavano la sua bellezza -Rodrigo Sanchez y Merijo Cavon de
Marquez!!! Portare dei pirati in casa d'una donna rispettabile
come me!-
-Lo sarete comunque, ma avrete in più il pregio
di non aver giudicato un uomo dal suo aspetto.- disse piano il
Conte, sapendo di cogliere nel segno.
Qualcuno bussò alla
porta, agitando gli animi. Velocemente Jack e Duarte tornarono
al loro nascondiglio, mentre la Marchesa apriva la porta
lasciando parlare il maggiordomo.
-Perdonate Signora
Marchesa, ma il Capitano Grisham insiste per
parlarvi.-
-Dite al Capitano che avrò piacere di riceverlo
tra pochi minuti.-
-Si, Signora Marchesa.- disse il
maggiordomo, allontanandosi.
-Ed ora?- domandò Brenda,
preoccupata. Il loro piano non sembrava andare come
previsto.
-Non temete, seguitemi!- disse la donna, aprendo
la porta accanto al pesante armadio. La nuova stanza era più
grande della precedente, Il Conte la riconobbe, era lì che di
solito la Marchesa riceveva i propri ospiti per il tea, la
donna si accostò alla libreria, pose due dita su uno dei libri
dalla copertina scura ordinati sul secondo scaffale ed una
botola si aprì, scattando.
-Di qui avrete la vita salva. E'
un vecchio passaggio segreto. Conduce sino all'ultima
torricella del palazzo, lì sarete al sicuro.- disse,
invitandoli ad entrare.
-Siete sempre stata nei miei
pensieri e nel mio cuore, Marchesa, ma adesso più che mai
vorrei confessarvi ...- il Conte s'interruppe, guardando la
donna negli occhi. Le baciò la mano in un inchino, seguendo i
suoi amici per le scalette, lasciandola sola nella
stanza.
La Marchesa chiuse la botola, poi sospirò,
preparandosi a ricevere il Capitano
Grisham