PIRATES OF THE CARIBBEAN IV: NEGLI ABISSI DELL'HISPANIOLA
By Bridget
Cap
8: Tra i tetti e sul
patibolo.
Percorsero lo stretto
passaggio senza parlare, a volte salendo fitti gradini, altre
percorrendo il passaggio di lato, per quanto stretto, delle
volte, diveniva. Salivano.
Di tanto in tanto era possibile
vedere qualcosa grazie a dei piccoli fori praticati nel muro,
dove famigliole d'uccelli sonnecchiavano sotto la luna. L'aria
era vagamente intrisa d'umido, ma piacevolmente fresca.
Duarte, che apriva la fila, si fermò di fronte ad una scaletta
particolarmente ripida e stretta.
-Bren, dubito riuscirai a
passare con quel vestito.- disse, non senza divertimento.
L'aveva trovata splendida in quell’abito, ma conoscendo la
bellezza di quel corpo trovava che nessun vestito potesse
competervi. Sorrise mentre alle spalle sentiva lembi di
tessuto strapparsi, era evidente cosa stesse facendo la
ragazza.
-Un vecchio trucco, One Stab.- disse Jack, nel
buio.
-Mi domando a cosa sia servito questo passaggio prima
di stanotte...- commentò Will con aria
ironica.
-Probabilmente fu pensato per celare i tesori del
palazzo durante gli attacchi, oggi non c'è più questo rischio,
e la Marchesa ha trovato un'altra utilità.- rispose Rodrigo,
seguendo gli altri sulla ripida scaletta.
-Ci
siamo!-
Finalmente si trovarono in un piccolo solaio, la
cui unica finestrella, grande abbastanza da permettere ad un
uomo di scavalcarla, illuminava fiocamente l'ambiente.
Un
piacevole venticello smuoveva l'aria altrimenti ferma e
pesante.
-Quanto possiamo fidarci della vostra Marchesa,
Conte?- s'informò Duarte improvvisamente allarmato. Erano 5
topolini in trappola.
-Ciecamente.- fu la risposta del
Conte, distratto da Jack, impegnato a guardare dalla
finestrella, con un dito poggiato sul mento e l'aria
assorta.
-Siamo sul tetto...Jack?- Brenda si accostò al
padre, il vento la fece rabbrividire, si era liberata del
vestito, rimanendo con la sottoveste color crema, la sua
naturalezza rendeva la situazione priva d'imbarazzo, ma
cominciava a sentir freddo.
-Possiamo camminare sui tetti
ed allontanarci da qui.- disse il pirata, continuando a
guardare fuori. Sentendo gli altri d'accordo con lui balzò sul
davanzale saltando agilmente sul tetto.
Brenda fu la
seconda a saltare, ma realizzò quasi all'istante che quel
leggero formicolio che aveva avuto ai polpacci sino ad allora
si stava rivelando per ciò che era: vertigini.
-Qualcosa
non va?- Duarte le si accostò, prendendola per un braccio, lei
sorrise pallidamente.
-Il mio nome è Brenda Swann
Sparrow...ma credo di essere più attaccata alla terra di
quanto questo nome suggerisca...- rispose, con un
fremito.
-Non preoccuparti, l'importante è non guardare mai
giù, resta tra Jack e me, vedrai, andrà tutto bene!- la
tranquillizzò il portoghese, sorridendo alle parole della
ragazza.
-Spade alla mano.- comunicò Jack, avanzando lungo
il tetto. Continuarono la loro fuga indisturbati, procedendo
curvi per non essere visti, ma le strade erano deserte e le
guardie erano dall'altra parte del palazzo. Saltarono su tetti
di costruzioni più basse, allontanandosi dal ricevimento e dal
pericolo.
-Siete riusciti a sapere qualcosa?- chiese Jack,
una volta al sicuro.
-Direi di si. Lenora è effettivamente
tenuta prigioniera nelle prigioni, verrà impiccata tra poche
ore, il Commodoro sembra non pensare ad altro.-
-E sua
moglie è sicuramente complice nella cattura di Lenora.-
continuò Will, non senza rancore.
Duarte lo guardò -Sua
moglie?-
-Isabelle...o meglio, Virginie.- spostò lo sguardo
sul Conte -Vi devo delle scuse. Ho dubitato della vostra
sincerità, invece avevate ragione, quella donna non è chi
diceva di essere.-
-Solo il buon vino dice la verità,
ragazzo!!!-
Risero piano, camminando guardinghi lungo le
strade.
-Ho visto una nuova nave, al molo.- la voce di Jack
interruppe le risate leggere.
-La "Miranda". E' arrivata
questo pomeriggio, giunge qui molto spesso, di solito
trasporta passeggeri ed ha le stive sempre piene di zucchero e
caffè, mai armi. La vostra Lenora deve a quella nave un'alba
in più di vita. E' arrivata con un giorno di ritardo, e nessun
prigioniero è stato impiccato poiché il nuovo cappellano era a
bordo della nave.- concluse il Conte.
-Chi era quel giovane
in alta uniforme, quel Capitano...-
L'espressione del
Conte si fece intensa -Quello? Il Capitano Grisham. Capo delle
guardie a terra di Port Salut, un giovane la cui fama è
conosciuta su l'intera isola. Ha il volto d'angelo, ma
chiunque abbia avuto a che fare con lui conosce la sua reale
natura. Il Commodoro Adair è un uomo giusto e galante, perfino
piacevole, sebbene estremamente noioso, a parer mio, purtroppo
La Muerte Negra ha colto quell'uomo nell'intimo, scatenando le
sue ire. Ma il vero pericolo, per noi, ha il volto del
Capitano Grisham, credetemi.-
Will annuì, aveva avuto
quella certezza sin dal primo momento in cui aveva visto quel
giovane, ma i suoi pensieri erano per Virginie, per quel breve
incontro. Quel volto continuava a tormentarlo, sentiva di
detestare quella donna, ma al contempo non riusciva a
liberarsi di lei.
-Interessante...molto interessante...-
udì. Era la voce di Jack, camminava a passo spedito,
ciondolando come suo solito, catturato dai suoi stessi
pensieri. Will si domandò cosa avesse in mente, poi scoprì di
non volerlo sapere.
Virginie si
strinse nel suo mantello leggero, il cappuccio tirato sulla
testa, mentre la carrozza si allontanava lentamente. Fissò le
due guardie in piedi davanti alla porta di legno scuro,
sospirò: non era il momento di farsi venire dubbi,si disse,
avanzando con decisione.
-...e lo fecero Capitano!-
concluse Lenora annuendo, stesa a terra, le mani dietro la
nuca, lo sguardo fisso sul soffitto di pietra.
Gamache
restò a guardarla col volto poggiato tra le sbarre, sbatté gli
occhi un paio di volte -E' una storia assurda!-
commentò.
La ragazza non sembrò meravigliata, sorrise senza
scomporsi.
Il pirata sembrò pensarci -Ma...sei
sicura?-
-Sicura come è sicuro che domani ci impiccano,
Gamache!- sorrise lei.
L'uomo si massaggiò istintivamente
il collo, preso com'era dai racconti di quella ragazza aveva
dimenticato quello che sarebbe accaduto di li a poche ore.
Mandò giù a vuoto, tornando a guardarla -E poi cosa accadde?-
domandò, spingendo ulteriormente la testa tra le sbarre,
sembrava voler entrare nella cella di Lenora per ascoltare
meglio il suo racconto.-Che ne è stato di tutto
quell'oro?-
Lenora gustò il silenzio dell'attesa, voltò la
testa verso l'uomo, sorrise -E' ancora tutto li!- scandì,
sapendo bene l'effetto che quelle parole avrebbero avuto su
quell'uomo, su un pirata!
L'esclamazione muta di Gamache
riempì Lenora d'orgoglio, mentre la pesante porta che
conduceva alle scale si aprì e si richiuse con un tonfo.
Qualcuno avanzò nel corridoio illuminato da torce appese al
muro, l'ombra di un uomo avvolto in un mantello si stagliò sul
pavimento di pietra, i due pirati si voltarono a guardare chi
fosse.
Il cappuccio si abbassò, e Lenora poté vedere gli
occhi di Virginie, puntati su di lei.
-Non sarai mica...una
di quelle?- esclamò la ragazza, meravigliata di vederla ancora
lì. Corrugò la fronte.
Virginie non capì cosa intendesse,
ma non perse tempo, visto che non c'era tempo da perdere,
s'inumidì le labbra, tirò fuori qualcosa di metallico e
l'inserì nella serratura della porta che teneva prigioniera
Lenora. Qualcosa scattò, le sbarre si aprirono.
Lenora si
alzò, raggiungendo la ragazza.
-Avanti! Uscite!- esclamò in
fretta Virginie, lanciando occhiate alle scale, le guardie
potevano scendere in un momento qualsiasi.
Lenora chiuse
una mano attorno alle sbarre -Perchè?- domandò.
Virginie la
guardò stupita -Andate! Siete innocente, dirò che mi avete
colpita alla testa e siete scappata con il mio mantello.-
Il pirata corrugò la fronte, guardandola dubbiosa. Poi,
con un movimento lento ma inesorabile richiuse le sbarre,
scuotendo piano la testa.
Virginie e Gamache non credettero
ai propri occhi -Ma...cosa state facendo?-
-Torna a casa,
Virginie.-
-Lenora! E' l'unica possibilità che avete di
scappare! Possibile Voi non ve ne rendiate conto?- la voce di
Virginie tremò, sapeva non c'era modo di convincerla, la vide
darle le spalle e tornare a sdraiarsi, sotto lo sguardo
incredulo del pirata nella cella accanto. -Lenora!-
-Dove
eravamo rimasti, Gamache?-
-...al...tesoro. Ancora nella
grotta...- rispose l'uomo, meccanicamente, pensando a quello
che aveva appena visto.
-C'erano i vostri amici, stasera,
al ricevimento. Ho visto Will Turner, gli ho parlato. Sono
sicura che stanno tentando di capire dove vi trovate, ma anche
se ciò accadrà, non ci sarà nessuna speranza per Voi. Tra
poche ore Vi impiccheranno. Non vedrete mai più nessuno di
loro. Non vedrete mai più vostra figlia...-
Solo allora
Lenora la guardò, ma per un breve istante, sembrò non
riconoscerla neanche, si accomodò sulla paglia, riprendendo il
suo racconto.
Virginie scosse la testa, nascose le chiavi e
corse via lungo il corridoio.
-Nessuno può prendere quel
tesoro. La maledizione c'è ancora.-
-Perchè non sei
scappata?- l'interruppe Gamache. -Non capisco se tu sia
incredibilmente coraggiosa o incredibilmente stupida.-
Lei
sorrise –E’ incredibile come spesso le due cose
coincidano!-
...con la complicità degli ultimi
minuti di vita di quella lunga notte, pirati travestiti da
gente comune si spinsero sino al molo, tagliando gole di chi,
sfortunatamente, era stato messo di guardia alla "Miranda",
togliendo loro i vestiti, scambiandoli, sostituendosi a loro.
Nessun occhio, se non quello della luna poté vedere, ma alla
luce del sole Port Salut avrebbe saputo.
Ma sarebbe stato
troppo tardi.
Lenora guardò fuori dalla piccola
finestra della cella, delle guardie stavano controllando il
patibolo, provavano la corda e la botola, in silenzio, mentre
l'alba cominciava ad illuminare tutt'intorno.
-Sveglia
Muerte Negra! Il Cappellano è qui, spero che almeno lui riesca
a provare pietà per te!- esclamò una guardia, passando con
forza la bocca del fucile sulle sbarre, per fare più rumore
possibile. -Prestate molta attenzione, mi raccomando. Questa
donna non teme neanche il Signore. Se preferite resterò ai
piedi delle scale ad attendervi.- lo sentì dire, rivolto
probabilmente al Cappellano -Come volete, ma ricordate, non
fidatevi. E' un'assassina!- terminò la guardia, con tutto il
disprezzo di cui sembrava essere capace.
Lenora alzò gli
occhi al cielo, avrebbe potuto sopportare tutto, ma non le
chiacchiere d'un prete! Sentì la guardia aprire la cella e
richiuderla, poi l'udì allontanarsi. Si voltò pronta a dire al
prete che lui e le sue chiacchiere potevano gustarsi Port
Salut, invece di perdere tempo con lei.
Il Cappellano,
avvolto nel suo cappuccio e nella sua lunga mantella scura, la
guardò.
-Siete un'assassina, ma pur sempre una creatura del
Signore,…comprendi?- le disse.
Il viso di Lenora
s'illuminò, sorrise avvicinandosi -Che tu sia dannato, Jack
Sparrow!- mormorò, ridendo.
Jack le fece cenno di non
parlare, assicurandosi che la guardia fosse abbastanza lontana
da non udirli.
-Cominciavo a pensare non saresti più
arrivato!- mormorò lei, chinando la testa da una
parte.
-Quando sarai sul patibolo non fare niente di
stupido, Lenora! Non te la prendere con il boia e ricordati
che hai questo.- disse, infilandole un coltello sotto la
camicia. Sfiorò con le dita la pelle della ragazza, si
guardarono sorridendo -Non guardarmi in quel modo, Lenora
Sparrow. Ho già abbastanza problemi con questo vestito. Ho
fretta di strapparmelo di dosso.-
Lei sorrise ciondolando
la testa -Non ne hai idea...!- mormorò,
maliziosamente.
Jack guardò oltre il corridoio, non
sembrava esserci pericolo, tutto stava andando come avevano
sperato, si accostò a Lenora, alzando la voce per farsi udire
dalla guardia -Che il Signore prenda con se l'anima di questa
creatura che ha smarrito la via, ponendo la propria mano sul
capo di questa giovane vita nel momento più buio!- abbassò la
voce -E ricordati che ti tengo d'occhio, non fare di testa
tua, limitati a scappare, comprendi?-
Lenora alzò un
sopracciglio -Da dove spunta tutta questa saggezza?- commentò.
Jack le prese il volto tra le mani, baciandola -Un passo
falso e t'impicco io.- l'ammonì. Le sorrise, poi chiamò la
guardia.
La folla di curiosi cessò di
parlottare appena l'ufficiale salì le scalette del
patibolo.
La mattina si prospettava ventosa, ed in parecchi
ancora dormivano nelle proprie case, nonostante la curiosità
di vedere il volto de La Muerte Negra fosse diffusa in tutta
Port Salut.
Le guardie, schierate attorno al Governatore,
al Commodoro e a sua moglie, guardavano fisse davanti a sé,
immobili.
Virginie, silenziosa e in preda alla nausea,
guardava Lenora, incapace di distogliere lo sguardo, pur
sapendo se ne sarebbe pentita per lungo tempo. Vedere
impiccare qualcuno, seppure un criminale, non era affatto
piacevole, e lei sapeva che sebbene colpevole di altri
crimini, quella ragazza stava morendo al posto di qualcun
altro e questo le toglieva il fiato. Suo marito stava per
macchiarsi di un crimine che nessun perdono avrebbe mai
cancellato.
Lenora e Gamache, in piedi, l'uno accanto
all'altro, le mani legate, ascoltavano le proprie colpe dalla
voce dell'ufficiale.
Accanto a loro, il boia, alto e di
colore, col volto coperto, attendeva con le mani già attorno
all'accetta con la quale avrebbe tagliato la fune collegata
alla botola sotto i piedi dei due condannati a
morte.
Qualcuno mormorò tra la folla, attendendo il momento
in cui avrebbero visto due corpi penzolare dalle
corde.
L'ufficiale terminò di leggere la condanna di Simone
Gamache, filibustiere al servizio del terribile Capitano
Blaze, avvolse la pergamena passando a quella della
ragazza.
-Lenora conosciuta al popolo come La Muerte Negra,
essendo stata giudicata da.....-
Lenora roteò gli occhi
-Sono il Capitano Lenora Sparrow, razza di eunuchi in
gonnella!- mormorò.
-...per i delitti commessi contro la
Spagna. Tali crimini, essendo numerosi in quantità ed
oltraggiosi in natura...-
Confusi tra la folla, sempre più
numerosa, Jack, Will e Duarte trovarono posto tra le prime
file, le mani pronte sulle else. Poco distante, Brenda e
Yellow Teeth attendevano il momento in cui avrebbero agito.
Accanto a loro, Pearl.
Nella piccola zona destinata ai
nobili, da cui era possibile assistere comodamente a quello
che, tra le file di gentiluomini, era considerato un piacevole
diversivo alla routine quotidiana, Il Conte di Cardenas
assisteva in silenzio.
-Victor...- disse piano Virginie,
stringendo nervosamente un lembo del vestito.
Il Commodoro,
al suo fianco, la guardò -Qualcosa non va, Virginie?-
-Non
mi sento bene...- mentì.
-Tesoro, tra breve tutto sarà
finito.- fu la risposta del marito.
Virginie corrugò la
fronte sentendo il cuore batterle talmente forte nel petto da
temere di dover giustificare quell'emozione così intensa. Si
ripeteva di aver tentato di tutto per farla fuggire, sperando
che questo potesse ripagare l'errore che quegli uomini, per
ordine di suo marito, stavano per fare.
L'ufficiale
continuava a leggere, mentre il vento sembrava alzarsi sempre
di più, quasi preannunciasse tempesta in arrivo.
-...per
gli omicidi di: Margareth Montoya, Etheniel Borrought,
Caterina del Pilar, Susan Gomes, Michael Bosworth...
Lenora
guardò il boia, accennando ad una smorfia di sorpresa: quanti
nobili aveva fatto fuori sua sorella? E perche'? Il boia
ricambiò il suo sguardo, senza muoversi. Lenora fissò il
tatuaggio che l'enorme uomo di colore aveva sul braccio, un
cigno nero ed una spada. Alzò un sopracciglio, guardando
altrove.
-...e per tali crimini siete stata condannata
all'impiccagione. Possa il Signore avere pietà per la vostra
anima.- concluse l'ufficiale.
Il boia infilò i due cappi
attorno al collo di Lenora e del pirata, mentre il suono dei
tamburi fece trattenere il respiro a molti tra la folla.
Il
Commodoro sentì le mani fremergli, poiché quello era il
momento che a lungo aveva aspettato. Le nuvole scure
cominciavano ad addensarsi, e presto sarebbe scoppiato un
forte temporale. La "Miranda" avrebbe salpato di li a breve,
ma per il momento non volle pensarci, troppo a lungo aveva
sperato di vedere quel cappio attorno al collo di
quell'assassina, troppo a lungo il suo cuore era stato
contaminato dall'odio, era finalmente giunto il momento di
liberare l'intera Hispaniola da quella minaccia e ricominciare
a credere nella giustizia.
I tamburi raggiunsero il
culmine, i tre colpi finali annunciarono l'arrivo della Morte.
Lenora guardò il boia afferrare l'accetta, alzarla in
aria, calarla sulla corda.