La prima notte a Tortuga
By Kapuna
"Faresti meglio a sperare che la padrona di tuo padre si prenda cura di te, sorcio..."
Questo gli aveva detto l'uomo che lo aveva gettato--con i suoi sette anni d'età--in mare, dopo che suo padre se n'era andato. Dopo, la mare lo aveva spinto su una piccola isola, dove si era risvegliato stringendo in mano una conchiglia perfetta. C'erano tre pesci sulla riva accanto a lui, poi si era messo a piovere, così aveva avuto acqua e cibo a sufficienza prima di essere salvato ancora da altri pirati.
A quel tempo, si era preso a cuore le parole dell'uomo e ci aveva creduto.Credeva che la padrona di suo padre si sarebbe presa cura di lui.
E così era stato, pensò il Capitano Jack Sparrow mentre guardava le stelle brillanti e danzanti. Non c'entrava nulla che fosse sulla terra in quel momento; le stelle si muovevano sempre in quel modo,così come ogni altra cosa davanti ai suoi occhi.Sempre a tempo col mare, non importa quanto fosse distante da lei. La padrona di suo padre era diventata la sua.
Tuttavia, non era lontana da lei in quel momento. Era sdraiato su un molo a Tortuga, con le gambe che dondolavano appena fuori dal bordo, senza che i piedi toccassero l'acqua. Ella sospirò e sussurrò, e lui le sorrise in silenzio.
'Si, tesoro. Anche io'. Non doveva parlare ad alta voce perchè lei poteva leggergli nel pensiero. Tremendamente conveniente in certi casi, ma Jack era immensamente grato che le altre donne non sapessero leggere i suoi pensieri con tanta facilità. Di sicuro si sarebbe ritrovato con molte parti del corpo mancanti se anche le altre fossero state capaci di ciò.
Senza pensarci, si mise a sedere e scivolò in acqua. Era fredda quella notte, ma lui ci era abituato. Scomparve sotto le onde e scosse la testa; lasciò che lei gli bagnasse i vestiti e lavasse via giorni di fango e sudore. Poi riemerse e nuotò verso la spiaggia.
Le onde erano forti; lei era arrabbiata per qualche motivo. Appena appoggiò un piede a terra, un'onda lo colpì forte su un polpaccio facendolo cadere sulla sabbia bagnata.
"Che c'è?" chiese, rialzandosi a fatica e girandosi verso il mare. "Perchè l'hai fatto?"
Un'altra onda lo raggiunse e lui cercò di indietreggiare, ma scivolò su qualcosa e cadde sulla schiena. Si rialzò e cercò nuovamente di indietreggiare.
"E' per colpa di quella rossa?" chiese
Lei lo spinse con forza verso la spiaggia, dove rimase con l'acqua che gli arrivava alle ginocchia, sputando e squotendo via la sabbia dai pantaloni. Saltò su e giù un paio di volte e ne tolse così una buona parte.
"E' stato solo per gioco! Lei non significava niente, solo una tra tante. Lo sai! Bionde, brune, rosse...Solo per passare il tempo!"
Davanti a lui il mare sibilava e fischiava. Era una padrona gelosa di sicuro. "Non avresti potuto chiedermi di rinunciare" sussurrò "Sarebbe stato crudele." Poi le sorrise,nel modo più seducente possibile; pur sapendo di assomigliare in tutto al topo annegato che l'uomo che l'aveva gettato a lei aveva immaginato che sarebbe diventato. Non era importante. A lei non interessava che aspetto avesse.
"Lo sai che sei tu l'unica"
Ella sussurrò producendo quel rumore "shush, shush" che lui amava. Le onde si calmarono. Era gelosa, ma poteva perdonare. Si sedette sul bagnasciuga e con le dita accarezzò la superficie dell'acqua. Era fantastica alla luce della luna.
Diversamente da altri
Sussultò a quel pensiero che gli aveva riportato alla mente il ricordo di una mano, spogliata della carne, che lo aveva afferrato per la gola attraverso le sbarre di una prigione.
La gente diceva che era pazzo. Ma un vero pazzo e uno sciocco, era quello che rifiutava di credere a qualcosa che aveva visto chiaro come la luce del giorno. La sapeva la differenza tra la verità quale era e la verità quale appariva dopo essere stati senza rum per toppo tempo. Quella mano scheletrica non era stato un delirio. Jack Sparrow sapeva quello che aveva visto, e non era ancora abbastanza pazzo da non crederci. Se i suoi occhi avevano visto i morti camminare, allora così era.
Lo stupido figlio di Sputafuoco Bill Turner non aveva la minima idea che il suo caro vecchio padre avrebbe potuto facilmente essere lì a camminare tra loro. E, immaginava Jack, anche se il vecchio Sputafuoco fosse andato dritto dal ragazzo, gli avesse dato una pacca sulla guancia e avesse detto "ciao figliolo", il piccolo Will non ci avrebbe creduto. In un certo modo, Will era più pazzo di quanto Jack avrebbe mai potuto sperare di essere.
Jack si stese sulla riva e vide ancora le stelle danzare. La luna, fluttuante come un fantasma tra le onde del cielo, lo illuminò con la sua fredda luce e l'immagine divenne chiara: Sputafuoco Bill, o quello che ne restava, che sorgeva dalle acque illuminate dalla luna come un terribile mostro marino. Maledetto, affamato e assetato, impaurito di se stesso di notte e interamente solo nelle vastità del mare, forse per mesi, forse più a lungo.
E se anche avesse raggiunto la terra, come sarebbe stato? Non soltanto maledetto, ma solo.
Jack si sentì triste per il vecchio Billy, era stato un brav'uomo e la vera lealtà ed amicizia erano doni rari in mezzo al mare. Con Sputafuoco avevano fatto un accordo che, come Jack doveva ammettere, aveva richiesto un po' di indulgenza da parte di Sputafuoco (non che lo avessa mai ammesso ad altri tranne che a sè stesso. E anche sè stesso se la prendeva con sè stesso per averlo ammesso).
Un ricordo gli tornava alla mente, vibrante come un'esplosione di luce contro le palpebre, che vedeva ogni volta che chiudeva gli occhi. Ricordava di essere a bordo della Perla con la vecchia ciurma, poco dopo essere diventato capitano. Era sul ponte e Sputafuoco era con lui. Il mare era tranquillo e la Perla danzava a ritmo con lei, come una ragazza che impara i passi da sua sorella maggiore. Si, era proprio così, aveva realizzato allora. E sapeva che non doveva essere un uomo normale perchè amava entrambe le sorelle.
Quel giorno, Jack si mise a scrutare l'orizzonte e dimenticò di non essere solo, cominciò a parlare con le due sorelle, ma non ricordava più di che cosa.
"Con chi parli, ragazzo?"
Sorpreso, Jack si era girato. Centinaia di risposte inutili gli erano venute in mente, alcune stupide, altre taglienti...Allora aveva guardato Billy negli occhi. Bill sembrava semplicemente pensoso e curioso. Jack decise di dirgli la verità. Molti marinai le parlavano a volte, in un certo modo, quindi forse non era così innaturale. "Con il mare"
Sputafuoco gaveva sorriso. "Già. Bene, continua a parlarle. Sembra che tu le piaccia, a quanto pare."
"Già"
Una pausa rilassante ed entrambi la guardarono brillare.
"Ti risponde mai? A parole, intendo"
"Si" non serviva mentire. Questo lo fece incuriosire a sua volta. "A te risponde mai?"
"Non con le parole, non come con te. Questa è una cosa rara. Un dono potremmo dire, Capitano"
Jack sorrise tra sè e sè. "Già."
Il sole quel giorno era accecante (ma non così forte come sarebbe stato per lui in fururo, adesso poteva dirlo) e Jack aveva sempre notato come fosse fastidioso per gli occhi. Cercava di decifrare qualcosa all'orizzonte.
"Il sole è forte, eh Capitano?" aveva detto Sputafuoco.
"Si, a volte"
"L'ombretto è quello che ci vuole"
Jack si girò a guardarlo con un sopracciglio alzato. "Come ti è venuto in mente?"
"Limita il riverbero. E' utile, solo che non c'è nessun pirata abbstanza matto da usarlo. Pensano che li farebbe assomogliare ad una femmina"
Jack si era messo a ridere forte. "Giusto, il capitano Jack Sparrow, parla con le onde e usa ombretto per gli occhi"
Sputafuoco aveva riso assieme a lui "Non importa cos'altro farai, amico, ti ricorderanno come Capitano Jack Sparrow il pazzo"
"Purchè si ricordino, Sputafuoco."
Sorridendo, sdraiato sulla sabbia, Jack tornò al presente. Sputafuoco era stato davvero un brav'uomo. Non meritava quel destino. Barbossa non l'aveva ucciso, aveva fatto di peggio. La Perla Nera avrebbe continuato a navigare, che sciocchezza, senza Sputafuoco. Avrebbero lasciato indietro l'ultimo uomo di cui avevano bisogno per rompere la maledizione.
Barbossa, ora Jack ne era convinto, era ancora più idiota di quanto aveva sospettato all'inizio. Il suo primo errore era stato quello di rivoltarsi contro il Capitano Jack Sparrow...già e non solo rivoltarglisi contro, ma farlo sul mare, dove era protetto. Persino amato. E poi lasciarlo a lei, come se lei avesse mai potuto tradirlo.
L'altro errore: rubare dell'oro maledetto. Ah questa era buona. A Jack piaceva pensare che lui non ci sarebbe cascato. Non era bene prendere alla leggera certi avvertimenti. Eppure, il vecchio Sputafuoco l'aveva fatto e lui non era uno stupido...Ma forse quel baule pieno d'oro era troppo perchè un uomo potesse resistergli. Forse anche Jack ne avrebbe preso un po', avendone avuta la possibilità. Sebbene era piacevole pensare che invece no, non l'avrebbe fatto.
Ancora un altro errore: cercare di uccidere qualcuno che non può morire. Anche se Barbossa non aveva ancora scoperto di aver bisogno del sangue di Turner per invertire la maledizione, avrebbe dovuto sapere che non poteva uccidere Sputafuoco e che in un modo o nell'altro Sputafuoco sarebbe riuscito ad evadre da qualla trappola d'acqua. Trovarsi giù, sul fondo dell'oceano...Un uomo mortale sarebbe rimasto schiacciato, ammesso che non fosse prima affogato. Annegare sarebbe stata una fortuna.
Jack non poteva pensare ad una fine migliore, se proprio doveva esserci: addormentarsi nel suo abbraccio, sotto ad una coltre di onde. Respirare il suo amore oscuro e finalmente farne parte. Jack voleva vivere più al lungo possibile, ma se avesse potuto scegliere, avrebbe scelto di andarsene così. Certo non nella gabbia di Norrington, nella gabbia di nessuno in verità. Avrebbe dato la sua vita alla sua signora e anessun altro.
Ci era andato vicino, più di una volta. E probabilmente mai così vicino come quando si era gettato di notte, ubriaco, nelle sue profondità. Non ne aveva intenzione, non esattamente. Voleva esserle più vicino, di sicuro, ma senza morire. Era convinto che sarebbe morto solo quando non avesse avuto più niente da fare, e per quello ci voleva ancora molto tempo. Quindi si era buttato fuori bordo senza riuscire più a risalire. Ricordava la pesantezza delle membra, immobili e intorpidite in quella fredda morsa, ma iente panico. Niente panico nemmeno mentre respirava in lei; un unico, chiaro pensiero: "E' questo che significa morire dentro di lei". E non era niente male.
Si era risvegliato sentendo che qualcuno lo schiaffeggiava e lo insultava, nessuna delle due cose era una novità. La persona che lo schiaffeggiva e malediceva era Sputafuoco in persona. Lo aveva fatto alzare e colpito sulla schiena così forte che gli sembrò di aver sputato una secchita intera d'acqua. (Pensò, niente di simile a quel poco d'acqua che una bagnatissima e poco vestita Miss Elizabeth Swann aveva aggraziatamente ricacciato quando l'aveva sollevata dall'acqua). Non era stata nè la prima nè l'ultima volta che Sputafuoco gli aveva salvato la vita e questa non era una cosa di cui dimenticarsi. Più tardi il vecchio Sputafuoco gli aveva detto che se non fosse arrivato sul ponte proprio in quel momento, Jack sarebbe stato perduto. Questo era successo ovviamente perchè lei lo aveva mandato lì per trovarlo. Alcuni pensavano che Capitano Jack Sparrow fosse maledettamente fortunato, ma lui lo spaeva che la fortuna c'entrava ben poco. Era in ottime mani.
Era un bene che Barbossa non sapesse questo segreto
Barbossa...Giusto, stava facendo una lista degli errori di quello sciocco.
Il suo prossimo errore: rubare il tesoro del giovane Will. Perchè sebbene Will fosse uno piccolo stupido, era comunque il figlio di Sputafuoco Bill e in lui c'era più di quanto non sembrasse. Dopotutto ne aveva fatta di strada e non aveva mai tradito il suo scopo. La sua ossessione a continuare la diceva lunga su come si diventa pirati.
Jack si chiese come mai in mome di dio, Barbossa si era portato la ragazza dopo aver preso il medaglione. Non poteva ottenere nessun piacere dalle donne, e anche se avesse potuto non se la sarebbe portata sulla Perla, l'avrebbe usata e poi lasciata a morire. Evidentemente doveva avere qualcosa che gli serviva.
"Cosa vuole Barbossa da quella ragazza?" Jack si chiese ad alta voce.
Ricordava cosa aveva desiderato Barbossa ad un certo punto. Voleva la Perla, voleva tesori, donne, rum e potere. Ma di sicuro essere condannati a navigare per mare senza essere morti nè vivi poteva cambiare le priorità di un uomo. Tipo, mettere le cose in un'altra prospettiva. Più di ogni altra cosa voleva rompere la maledizione. Ma la bella Miss Swann( che, pensò Jack, era ancora più bella senza corsetto e niente male nemmeno bagnata) cosa aveva di utile per Barbossa dopo aver consegnato la moneta? Naturalmente il medaglione glielo aveva visto addosso, ma perchè Barbossa non aveva preso solo quello? Gli serviva comunque ancora il sangue di colui che lo aveva rubato.
Non il tuo comunque, Jack! Pensò divertito. "Che fortuna, capitano Jack" si poteva proprio dire.
Abbandonato e lasciato a morire al sole, ma niente maledizione! Rise al cielo. Questa idea almeno, era grandiosa. Che buffo il mondo.
Mosse le dita nell'acqua e lasciò vagare i suoi pensieri su Miss Elizabeth Swann. Bagnata, senza corsetto, Miss Elizabeth, con la sua vestaglia e indosso quel pesante medaglione maledetto, legata in qualche modo al giovane Mr. Will Turner. Barbossa non era rimasto in giro abbastanza a lungo da trovare il piccolo Will, ma avrebbe potuto. Poteva solo aver pensato di trovare quello che cercava nella Bagnata Miss Elizabeth.
Jack si mise a ridere. Ecco il suo nuovo titolo: La Bagnata Miss Elizabeth.
La Bagnata Miss Elizabeth aveva il ciondolo del giovane Mr Turner, glielo aveva dato lui, o lei se l'era preso, e ovviamente tra i due c'era qualcosa, ma lei non aveva il suo stesso sangue...Lei non aveva il suo sangue.
Come la maggior parte dele sue intuizioni, anche questa arrivò cos'ì all'improvviso che se fosse stato in piedi sarebbe caduto. La Bagnata MIss Elizabeth, non aveva il sangue dei Turner, ma per qualche motivo Barbossa credeva di si. Poteva essere che Miss Elizabeth e il giovane Mr Turner fossero segretamente sposati?E che lei aveva dato a Barbossa il nome di lui? "Chi sei?" doveva averle chiesto Barbossa e le doveva aver risposto "La bagnata Elizabeth Turner".
"No, Capitano Jack," si rispose. "Sono troppo per bene per sposarsi in segreto. La Bagnata Miss Elizabeth ha detto di chiamarsi Turner per nascondere la sua identità, come se Barbossa fosse venuto a cercare la figlia del governatore"
La seconda risposta gli arrivò come un sospiro sull'acqua, come a volte succedeva. Jack rimase in ascolto, concentrato. Il motivo era importante. "Certo" sussurrò lui di rimando, quando finalmente comprese. "E' perchè la Bagnata Miss Elizabeth vuole quel nome. Non è semplicemente adorabile?"
Senza dubbio, era un vecchio mondo interessante
Will Turner era dietro di lui sulla spiaggia, probabilmente esasperato e accigliato. Jack non aveva bisogno di guardarlo per saperlo. Alzò una mano e gli fece segno di avvicinarsi, poi sospirò quando realizzò che probabilmente il ragazzo non aveva compreso il suo gesto. Troppo comodo per volersi alzare o chiamarlo, lasciò cadere la mano nell'acqua, la rialzò, la puntò pigramente nella direzione in cui credeva che Will fosse e gli fece di nuovo segno. Will avrebbe capito sicuramente.
L'oceano sussurrò e sibilò attorno a lui, gli accarezzò i capelli (era l'unica ad averne diritto) e risero insieme. Il mondo stava per diventare un po' più interessante. Jack non poteva aspettare per vedere come sarebbe andata a finire.
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Will Turner stava sulla spiaggia e guardava il Capitano Jack Sparrow saltellare come un idiota. Sembrava che stesse parlando con qualcosa in mezzo al mare. Will cercò di vedere qualcosa, ma la luce era poca. Forse si trattava di qualcosa che soltanto Jack poteva vedere. Poteva essere così. Anche se sembrava che stesse facendo una specie di danza, una sorta di balletto. Forse, pensò Will, era un rituale dei pirati. Quell uomo aveva un osso legato tra i capelli, perciò l'idea che stesse compiendo un qualche rituale non era così assurda.
Tuttavia, Will pensò di avergli sentito dire la parola "rossa"
Soppesò la pistola del Capitano e se la rigirò tra le mani. "I miei effetti ragazzo" aveva detto Jack mentre la passava a Will col cappello e la cintura. "Se quando torno scopro che loro non ci sono più e che tu sei vivo, questo proverà che non li hai custoditi a costo della tua vita e in quel caso dovrò ucciderti con le mie mani, comprendi?"
Will aveva sorriso perchè non credeva che il capitano l'avrebbe ucciso. Sembrava che seguisse un suo codice d'onore. Era successo qualcosa tra il padre di Will e Jack...qualcosa che faceva provare al capitano una specie di vecchio senso dell'onore...e Will sapeva che Jack non l'avrebbe potuto uccidere tanto facilmente.
"Comprendi?" gli aveva chiesto Jack e Will aveva capito, ma aveva visto uomini lenti che non capivano una sola delle parole che uscivano dalla sua bocca, ma che annuivano comunque a qualsiasi cosa dicesse. Allora Jack avrebbe detto "Abbiamo un accordo?" e la vittima avrebbe annuito apaticamente e gli avrebbe stretto la mano. Quindi molto probabilmente Jack se ne sarebbe andato con qualcosa in più di quello che aveva prima, che fosse oro, rum, provviste o perdono. Jack sapeva raggirare le persone con le parole in modo che quando la vittima avesse finito di tentare di seguire la sua logica, si sarebbe ritrovata incastrata. Seguirlo era come seguire un serpente in una galleria buia. Era ingiusto e spiacevole da guardare..ma c'era anche qualcosa di interessante.
Will ce l'aveva con lui, e improvvisamente si accorse di avercela anche con tutto quel casino. Non vedeva cosa ci fosse di speciale a Tortuga e perchè ci fossero andati. Apparentemente Jack pensava che lì avrebbero trovato una ciurma con cui andare a salvare Miss Swann, ma fino a quel momento Will non aveva visto nessuno capace almeno di star dritto sulle gambe, per non parlare di partire per una missine rischiosa. (comunque bisognava ammetterlo, nemmeno il Capitano Jack Sparrow sembrava in grado di stare in piedi, ma riusciva a navigare con facilità. La cosa che sapave fare meglio, secondo Will).
Sospirando andò a sedersi sulla sabbia umida. Era scomodo, ma non c'era motivo per non farlo. Non che fosse abituato a vivere nella eterna pulizia e comodità, e dopotutto un po' di sabbia bagnata non era niente in confronto ad ore di sudore e polvere.
Lo infastidiva il non avere mai un riconoscimento per tutto il suo duro (e, bisognava ammetterlo, brillante) lavoro. Gli piaceva il lavoro, gli piaceva il calore e il rumore. Gli piaceva la durezza del ferro e del martello e tutte le minuscole scintille che producevano. Specialmente gli piaceva la sensazione di forgiare e lame, così delicate e precise eppure utili e potenti. Ma sarebbe stato piacevole che almeno qualcuno alla fine si accorgesse che era lui il vero fabbro di Por Royal. Probabilmente era per questo motivo che aveva detto a Jack la verità, quando gli aveva chiesto chi aveva fabbricato tutte quelle spade durante il loro primo scontro.
E Will non era ancora sicuro del perchè Jack glielo avesse chiesto. Forse era stato un diversivo, ma se così fosse, non aveva funzionato. Will si era convinto sempre di più che Jack glielo avesse chiesto perchè sospettava la risposta. E peggio ancora, forse sapeva che Will voleva dirglielo. Come sempre non era improbabile che ogni considerazione da parte di Jack fosse rivolta a manipolare le persone. Come facesse qualcuno così infantile ad essere anche così astuto, Will non riusciva a spiegarselo.
Non era nemmeno sicuro che 'infantile' fosse il termine adatto. Certo se per chissà quale ragione lo avesse voluto, avrebbe anche potuto essere infantile. Di sicuro non era ingenuo quando mentiva, era ardentemente e falsamente contrito se veniva scoperto. Espansivo ed arrogante quando otteneva ciò che voleva, ma allo stesso modo piccolo quanto voleva se desiderava passare inosservato.
E adesso era disteso nell'acqua come un pezzo di legno galleggiante, gesticolando al cielo e parlando tra sè e sè.
Miss Swann era da qualche parte in mezzo al mare, probabilmente terrorizzata e Will non osava immaginare altro. Scoprì, con disappunto che era più arrabbiato per il fatto che qualcuno l'avesse minacciata, che per il fatto di non avere in realtà nessun diritto di andare a salvarla.
Terribilmente arrabbiato, a pensarci bene. Abbastanza da desiderare di fare male a qualcuno e sebbene i suoi sentimenti gli sembrassero qualche volta eccessivi, dentro di sè sapeva che chiunque avesse fatto del male a Miss Swann meritava di essere ferito. O addirittura ucciso.
Si ritrovò a guardare in maniera truce il Capitano, che stava ancora facendo chissà che in acqua. Improvvisamente sentì il bisogno di prendersela con lui per qualche motivo. Forse poeva essere arrabbiato con Jack perchè aveva detto che suo padre era un pirata, ma non poteva negare che in fondo sapeva che era la verità. Ed era da stupidi rifiutarsi di credere nelle proprie sensazioni. Jack gli aveva detto che stava a lui se decidere di crederci o meno. Will decise che ci avrebbe pensato in un altro momento. C'erano prima altre cose più importanti cui pensare.
E c'era anche qualche altra cosa riguardo al padre di Will che ovviamente turbava Jack. Will poteva sentirlo nelle sue parole, quando nominava 'il vecchio Sputafuoco' come lo chiamava lui. Aveva chiesto una spiegazione a Jack una volta, ma lui con una scrollata di spalle aveva detto "Non è niente". Era insolito che Jack fosse reticente e Will aveva capito che non gli aveva detto la verità. Ne era sicuro quanto del fatto che Jack fosse lì davanti...
A fare cosa, adesso? Agitando la mano nell'aria come un idiota, ovviamente, ma questa volta sembrava che volesse dire qualcosa. Probabilmente stava per "Vieni qui". Will non era sicuro che ce l'avesse con lui finchè il capitano non aveva sbattuto la mano sull'acqua come un bambino che sta per fare i capricci, puntato direttamente su Will e poi ripetuto quel gesto languido.
Bene. Era stanco di mantenere gli 'effetti' del capitano e voleva parlargli.
Will arrivò dove le onde si fermavano, ma rifiutò di proseguire oltre.
"Avvicinati ragazzo!" gli urlò Jack
"No"
A quel punto il capitano si girò per guardare verso Will, ma invece ingoiò dell'acqua. Sputando e tossendo gli chiese "Perchè no?"
"Non ho intenzione di bagnarmi in quel fango"
Jack si mise a sedere, si voltò e guardò Will con aria critica. "Non hai fatto altro negli ultimi giorni"
Will guardò i vestiti rovinati che indossava. "Si" disse, "Ma adesso non ne ho voglia. E mi sono stancato di custodire i tuoi...i tuoi effetti. Vieni a prenderteli oppure...oppure li getto a mare"
"Stai dando ordini al tuo capitano?"
Will semplicemente "Si". Non aveva intenzione di farsi intimorire e aveva la sensazione che se qualcuno lo avesse visto farlo, la sua vita a Tortuga non sarebbe stata facile.
Sbuffando con eccessiva enfasi, Jack si alzò. Will vide che alzava gli occhi al cielo, anzi in verità tutta la testa, per l'esasperazione. "Se proprio devo"
Will accennò un sorriso. Era piacevole in fondo, essere quello che da gli ordini.
Jack si avviò verso la spiaggia, poi si girò di nuovo verso il mare. Alzò una mano e fece un piccolo inchino. "A dopo" sussurrò
"Con chi stai parlando?" chiese Will.
Il capitano si girò verso di lui con un sopracciglio alzato, sembrava quasi che fosse stato scoperto a fare qualcosa che non voleva confessare. Pensò per qualche momento prima di rispondere "Con le sirene"
"Si" disse Will, già impaziente "Sirene"
Jack lo guardò con un misto di orgoglio e sfida "E va bene" disse, sembrava aver preso una decisione "con il mare. Parlavo con il mare"
All'inizio Will non era sicuro che dicesse sul serio; a volte era proprio difficile a dirsi. "Perchè parlavi col mare?"
Un'altra lunga pausa. Poi Jack disse "Perchè tu parli con la Bagnata MIss Elizabeth?"
"Bagnata...Chiedo scusa?" L'idea che Jack non solo avesse visto Miss Swann, ma che l'avesse vista bagnata e l'avesse anche minacciata, faceva venire a Will la voglia di togliergli quel sorrisetto di superiorità dalla faccia. (Solo un po', comunque, visto che Jack l'aveva salvata. Ringraziava il cielo ogni giorno che qualcuno l'avesse fatto; avrebbe desiderato solo di averlo fatto lui)
"A meno che..." riprese Jack lentamente, camminando attorno a Will e scrutandolo dalla testa ai piedi. "A meno che tu non le parli affatto. Forse sei troppo puro e lei è troppo in alto per uno come te. Forse ti limiti a...struggerti per lei e a fare pensieri casti. Forse sei davvero un eun..."
"Chiudi il becco, Jack."
Il Capitano si mise a ridere e si riprese i suoi effetti. "Grazie per averli custoditi" disse sistemandoli al loro posto e mettendosi il vecchio cappello
La marea si stava alzando e un'onda arrivò più in alto delle altre. Will indietreggiò, ma Jack lasciò che l'acqua gli passasse tra le gambe. Strano, pensò Will, come sembrasse a suo agio lì. Come a casa.
"E così, parli con il mare"
"Già"
"E ti risponde?"
Jack guardò Will sinceramente sorpreso. Poi lo scrutò con sospetto "Già" disse, mentre le parole "e allora?" gli rimasero nella mente
"Cosa dice lui?"
"Lei, ragazzo"
"Eh?"
"Cosa dice 'lei'. Lei dice molte cose in molti momenti, proprio come me e te"
"Capisco" Will non capiva come mai improvvisamente la cosa lo interessasse tanto. Aveva sentito molti uomini parlare del mare come se fosse una donna, e aveva sentito che le parlavano e ottenavano anche una risposta. Poteva capirlo; c'era qualcosa di cosciente in lei; l'aveva notato recentemente. Ma non aveva mai sentito nessuno parlare al mare come aveva fatto Jack. E c'era uno sguardo nei suoi occhi che non gli aveva mai visto prima. Gli era familiare.
Jack guardò la luna, si stropicciò gli occhi stanchi e indietreggiò di qualche passo. Poi si stiracchiò la schiena facendo un verso soddisfatto. "Prima troviamoci una ciurma" disse " Poi dormiamo". L'ombretto attorno agli occhi si era sbavato, dandogli un aspetto più sinistro. Will sussultò. Sembrava uno spirito maligno sotto la luce della luna. Ma Will non credeva alle storie di fantasmi.
"Perchè lo usi?" chiese, indicandosi gli occhi
Jack rispose con una scrollata di spalle "Limita il riverbero del sole, no?" di nuovo, aveva quall'aria colpevole.
Will sbuffò "E' una sciocchezza. Lo porti perchè ti fa sembrare più pericoloso e pazzo"
"Oh giovane William" rispose il capitano divertito, e non si degnò di continuare la discussione
Will guardò prima Jack poi il mare, poi di nuovo Jack. Anche lui stava guardando il mare e improvvisamente Will capì perchè il suo sguardo gli era sembrato così familiare. Realizzò che era lo stesso modo in cui egli stesso guardava Miss Swann.
"Cosa ti sta dicendo adesso?" chiese Will, sorpreso di quanto la sua voce suonasse tranquilla e quasi amichevole.
Anche Jack sembrò sorpreso e si girò verso di lui, cercando di non sbilanciarsi troppo. Poi per un momento lo guardò con sospetto e subito dopo con una certa malizia. Will lo guardò con attenzione, cercando di capire se fosse sincero o se stesse fingendo. Poi Jack sorrise e si passò la lingua sui denti. "Questo non posso dirtelo ragazzo" rispose "E' un segreto". Tornò a girarsi.
"Ovviamente" disse Will. L'oceano stava confidando i suoi segreti al Capitano Jack Sparrow. Era una follia, ma in fondo se l'oceano avesse deciso di parlare con qualcuno al mondo, questo qualcuno sarebbe stato Jack
"Non importa quello che farai, sai" disse Will pensieroso, "sarai sempre ricordato come Jack Sparrow il pazzo"
Jack lo guardò di nuovo e questa volta non c'era dubbio, sul suo viso c'era davvero stupore. Una specie di consapevolezza (ma Will non sapeva di cosa) e nei suoi occhi appena un pizzico di malinconia. Will vide tutto questo in pochi attimi durante i quali Jack non parlò, non gesticolò e non si mosse affatto.
Un'altra onda arrivò ancora più in alto e Will si accorse di essersi bagnato gli stivali. Quando alzò nuovamente lo sguardo, Jack stava sorridendo di nuovo
"Ha," disse mentre si aggiustava il cappello, poi sorpassò Will e cominciò a risalire la spiaggia. "Capitano Jack Sparrow il pazzo. Che adesso va a cercarsi una ciurma. Andiamo, ragazzo e guardati le spalle"
Per quanto detestasse ammetterlo, qualche volta quel sorriso idiota era contagioso. Will si sorprese a sorridere mentre guardava Jack che si allontanava. Se non altro, almeno, in capitano non era mai noioso.
Will si ripulì i vestiti dalla sabbia e corse sulla spiaggia per raggiungerlo. Il mondo, tutto sommato, stava per diventare un po' più interessante.