Intervista a Keira Knightley - da GQ
È inglese, ha 18 anni, un fisico mozzafiato, un viso d’angelo e una promettente carriera nel suo futuro. È Keira Knightley, figlia d’arte (la madre, Sharman Macdonald è scrittrice sceneggiatrice, il padre, Will, è un attore).
Si è fatta conoscere lo scorso anno con Sognando Beckham, film rivelazione, campione d’incassi in Gran Bretagna. Ora debutta a Hollywood con I Pirati dei Caraibi, la maledizione della Perla Nera, accanto a Johnny Depp, Geoffrey Rush e Orlando Bloom, poi diventerà Ginevra, nel Re Artù che Antoine Fuqua sta per girare in Irlanda. Keira è anche ironica: “Si, è vero, sono stata per settimane su una nave con Johnny Depp e Orlando Bloom, ho anche baciato Bloom, insomma poteva andare peggio!”. Una ragazzina dalle idee chiare e dalla volontà di ferro destinata a ben brillare nell’affollato firmamento hollywoodiano.
Come ti è venuta l’idea di fare l’attrice?
Lo sogno da sempre, da quando avevo tre anni. A sette avevo già recitato la mia prima particina. Ora indovino la prossima domanda… I miei genitori mi hanno incoraggiata in questa mia idea? Era questa vero la domanda?
Esattamente.
La risposta è no. Non mi hanno spinto, ma fanno anche loro parte di questa industria, mia madre è una sceneggiatrice e mio papà un attore. Non credo che nessun bravo genitore spinga il proprio figlio al lavoro “minorile”. Loro avrebbero preferito che avessi finito il college e l’università, ma io ho sempre voluto essere un’attrice, era il mio sogno e pare che si stia realizzando.
Quanto ha inciso in questa tua passione avere alle spalle una famiglia di artisti?
Quando sei un bambino osservi e ammiri i tuoi genitori. Poi da adolescente ti possono succedere due cose o ti innamori di quello che loro fanno e li segui nella loro passione oppure cambi completamente strada e vai nella direzione opposta. Mio fratello l’ha fatto, è andato nella direzione opposta, è un tecnico del suono per la BBC.
Non è una direzione tanto opposta…
Lavora sempre nell’ambiente, ma lui ha fatto prevalere il lato razionale del suo carattere, io quello artistico.
Non ti spaventa l’idea di essere entrata così presto nel mondo del cinema, non è un ambiente un po’ superficiale per una teenager?
In qualsiasi ambiente ci sono persone ottime e persone meno buone, superficiali e profonde. Grazie alla mia famiglia conosco questo ambiente meglio di tanta gente più grande di me. So che non è tutto rose e fiori, che sarà dura, ma tutto questo non mi spaventa, sono abituata a lavorare sodo. L’unica cosa che in casa mia non è mai stata accettata è l’apatia, non mi spaventa svegliarmi presto la mattina perché l’ho sempre fatto. So che recitare non è un mestiere facile e che ci saranno anche delle delusioni ma sono pronta.
Gireresti delle scene di nudo?
Non penso che perderei l’opportunità di fare un buon film per questioni di pudore, credo che in qualche caso una scena sexy o il nudo abbia un significato in un film. Se servisse al film lo farei.
Cosa hai imparato dagli attori con i quali hai recitato?
Geoffrey Rush e Johnny Depp sono attori fantastici, Depp in particolare è straordinario, guardarlo recitare è come andare a scuola, ho cercato di carpire tutti i suoi segreti, i segreti del mestiere, lui è capace di dare carattere, forza e personalità al suo personaggio, che diventa un essere diverso da quello che è sul copione.
E di Ginevra, cosa ci racconti?
Il Re Artù che Fuqua racconterà sarà diverso da quelli che abbiamo imparato a conoscere al cinema. Meno magia e un contesto più reale nel quale raccontare le vicende di quello che è considerato l’esempio del Re giusto medievale. Anche Ginevra riserverà sorprese ma non voglio dire di più.
Hai il fidanzato?
C’è una domanda di riserva? Non lo so… non sono mai uscita con i ragazzi della mia età…
Cosa vuol dire? Che esci con ragazzi più giovani? Oppure più vecchi?
Ho un sacco di ammiratori fra i ragazzini di cinque anni, ecco: ho tanti fidanzati, tutti di cinque anni.
Cos’ è per te la felicità?
È l’elisir che tutti cercano. È godere di ciò che stai facendo, è apprezzare la gente che ti sta attorno, soprattutto fare ciò che ti piace. Io amo quello che faccio, quindi credo di essere felice, certo, anch’io ho delle giornate storte, ma chi non le ha?
Ti hanno detto che assomigli a Natalie Portman?
Pure troppo, ma meglio assomigliare alla Portman, anche se in comune abbiamo solo il fatto di essere donne, che a Schwarzenegger.
di Andrea Carugati per GQ